Minicorso di pensiero positivo – 3. Commenti costruttivi (e specifici)

Pubblicato il 23 settembre 2009 da Flavia

Stavo leggendo un articolo su working mothers, questo sito americano”

“Tu frequenti siti americani per mamme in carriera?? Non l’avrei mai detto”

“Lascia perdere la mamma in carriera, non è quello il punto. Comunque dacci un’occhiata, ci sono delle cose interessanti. “

“Fammi vedere… the bright side…. di che parla?”

“Di come insegnare ai bambini a notare più cose positive e meno cose negative”

“Ma i bambini non sono spensierati, per definizione?”

“Anch’io lo credevo, e pensavo di tenere separati i due mondi: i miei pensieri da “grande” e il suo mondo innocente. Poi, mentre giocava con le costruzioni, l’ho sentito dire spesso “È inutile… non ci riuscirò mai ”

“Succede anche a me di dirmelo!”

“Il fatto è che io sono un po’  troppo critica con me stessa e mi rendo conto che potrei dargli dei cattivi esempi. Qui vedo che ci sono dei consigli semplici per fare dei commenti costruttivi. Allora ho pensato che potrei bilanciare un po’ meglio i miei commenti per lui, e che questo esercizio può servire anche per me .”

“Per esempio?”

“Ora ti giro l’articolo. Per esempio, quando andiamo a nanna potremmo fare insieme la lista delle cose belle che ci sono successe durante il giorno. È una piccola cosa, ma il nostro cervello durante la notte “rumina” i pensieri e quindi è meglio addormentarsi su un pensiero bello”

“Ma perchè abbiamo bisogno di un sito americano per ricordarci delle cose così semplici?”

“Perchè per natura focalizziamo più le cose negative che quelle positive. Siamo fatti così. Ci vuole  concentrazione e calma per dire a tuo figlio “guarda che bel cielo oggi”, mentre  il rimprovero ci viene immediato e naturale.

“Sai, una cosa che ho letto sul perchè la gente faccia sempre più commenti negativi, che positivi, è che sono sempre di più quelli che vogliono avere ragione che non quelli che vogliono essere felici”

“Eh. Già.”

 

Se qualcuno, un capo o un collega per esempio, anziché muoverci una critica costruttiva (come “questo lavoro ha questo pregio e questo difetto, e potrebbe essere migliorato in questo modo…”) non contiene stress e frustrazione e procede a testa bassa con un attacco indistinto il cui unico significato è “il tuo lavoro non va bene, sei un incapace”, ottiene solo il risultato di scoraggiare il nostro impegno e i nostri sforzi, insomma ci demotiva. (E ottiene anche un pugno, ma troppo spesso solo nella nostra immaginazione).

Abbiamo lo stesso potere su noi stessi e sui nostri bambini: il potere del linguaggio. Il modo in cui formuliamo i nostri pensieri e commenti, il modo in cui li traduciamo in parole, può motivarci o demotivarci fortemente. Il potere delle parole di plasmare la percezione della realtà è sorprendente. Pezzetto cade, ed io gli dico “Pezzetto! Perchè non sei stato attento al gradino?”, oppure gli dico: “Pezze’, ma che imbranato sei!?” C’è differenza? Eccome. Il primo è un commento specifico per quella circostanza, e implica una proposta e una soluzione, il secondo generalizza e mette in dubbio tutte le sue capacità. Molto meglio cercare di restare nella prima tipologia,  benchè sia umano e comprensibile ricadere nella seconda se lui cappotta per cinque o sei volte in tre minuti (abbiamo un bel gradino alto in casa, è strategico).

Lo stesso esercizio andrebbe fatto su noi stesse, rifiutando le parole negative. Non dirsi “oggi non me ne riesce una buona“ ma piuttosto “sto cercando di fare troppe cose. Tagliamone un paio”. Allenarci a ribaltare le lamentele in  espressioni  propositive, nel bel mezzo del caos: da mamme, abbiamo tante di quelle fantastiche opportunità per farlo, che una volta sperimentata e reiterata questa disposizione mentale, ci aiuterà sempre. Tanto, il caos nella vita non manca mai.

Da dove cominciare? Potremmo col parlare col nostro partner o una persona vicina, chiedendo un feedback costruttivo sul linguaggio che usiamo.  Se è pessimista anche lui, beh…  Buon lavoro a tutti e due. Anzi, buon ascolto :)

(ascoltaci subito oppure scarica il podcast)

 

 

8 Risposte per “Minicorso di pensiero positivo – 3. Commenti costruttivi (e specifici)”

  1. Mammafelice scrive:

    Ecco, la stessa cosa si potrebbe applicare anche ai commenti dei blog: perchè rompere i maroni alle persone con le nostre critiche, quando possiamo utilizzare al meglio il nostro tempo per commentare chi ci piace?
    Va oltre la mia comprensione, l’hobby del commentatore folle :))

    Ovviamente, chettelodicoaffà, nella vita quotidiana anche io cerco di parlare sempre in positivo, soprattutto con Dafne.
    E quando qualcuno mi dice: Posso farti una critica?
    Ttendenzialmente rispondo: No, grazie.
    Oppure: Sì, certo, e io posso non tenerla in considerazione? :)

  2. Flavia scrive:

    mammafelice, posso dirti una cosa? (hahaha) mi sa che hai un dentino dolente sui feedback? guarda che se dati bene i feedback critici sono MOLTO più utili di quelli compiacenti. ovviamente sono d’accordo sulla figura del commentatore folle, che non ha senso. per fare una buona critica bisogna avere capacità diu relazione. ma ora scappo a prendere un treno, ci risentiamo!

  3. Mammafelice scrive:

    Nuuuuu, io parlo del lato mamma… :)
    Se nella vita quotidiana qualcuno mi fa una critica come madre (allatti? perchè non allatti? perchè non fai così e cosà) tendenzialmente sorrido e me ne impippo.

  4. Alessia scrive:

    Ah che bello spunto!
    Innegabilmente parlare al positivo con noi stessi è difficile (chissà perchè!) ed a me riesce difficile anche con i familiari, anche in questo caso sono un pò "schizoide" e me ne frego di tantissime cose ma ce ne sono alcune che se fatte senza usare la testa mi fanno salire il "moscone" al naso e lì scatta la mia ira, le mie ire sono spesso esagerate e devastanti e difficilmente mi so controllare, tutto il "positivismo" se ne va a gambe all’aria per qualche tempo…

    Per quanto riguarda le critiche le amo se sono davvero costruttive e fatte con l’intento di generare una miglioria reale, le odio se sono sempre e solo critiche dalla stessa persona (qualche commentatore che trova sempre qualcosina che farebbe diversamente c’è :D) oppure se sono fatte solo per rompere i "cosiddetti"!
    Se sono costruttive le sento con piacere, ci rifletto molto e poi le tengo in considerazione solo in parte ;)

    Come mamma invece me ne frego allegramente e difficilmente me le pongono, sono talmente sicura di me che incuto un certo timore :lol:

  5. polly5vm scrive:

    la prima cosa che ho imparato, 8 anni or sono frequentando il mio primo corso sulla genitorialità "Genitori Efficaci" basato sulle teorie di Gordon, è stato parlare in positivo.
    Ad esempio al posto del classico: se NON finisci i compiti NON vedi la tv usare:
    appena finisci i compiti POTRAI vedere la TV.

    Gli effetti a lungo andate si vedono eccome. Mai più fatto lo stesso errore in ogni cosa!
    Un corso illuminante come del resto il libro omonino!

  6. Silvietta scrive:

    bellissimo post Flavia, tra l’altro su questa cosa ci sto macerando pensieri su pensieri da un paio di mesi … mi sa che devo scriverci un po’ su … a presto, s-

  7. Complimenti per il sito!
    in tema di "pensiero positivo" vi segnalo il BLOG: http://www.positvita.blogspot.com
    Ogni giorno dal 01 gennaio 2010 viene pubblicato un post contenente un Principio di Positività Quotidiana.
    Tanti saluti
    Ilario

  8. Flavia scrive:

    ciao Ilario, grazie mille della visita. speriamo di ispirarti qualcuno dei post positivi quotidiani… qui infatti di quotidianità abbondiamo. perchè la vera sfida dei concetti della PNL è venire calati nella quotidiana concretezza…. a presto.


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