Il ritorno di Sfelix Mac Depress: la social reprovation

Pubblicato il 11 settembre 2009 da piattini cinesi

Dopo un’estate di astinenza torna il nostro esperto di masochismo e autoflagellazione: il dottor  Sfelix Mac Depress. Oggi ci parla dei benefici della vacillating identity per sconfiggere la social reprovation.

- Buongiorno Sfelix, e bentornato a Veremamme. E’ parecchio che non ci vediamo, cominciavo a sentire la tua mancanza.

- Innanzitutto Piattins, non so come spiegarglielo ma vorrei che lei mantenesse le distanze. Gliel’ho già detto che mi deve chiamare dottor Sfelix..

- Va bene, va bene, mi scusi Dottor Sfelix, non volevo offenderla…

- Per carità, ci mancherebbe altro, è che appena l’ho vista ho subito notato una luce diversa nei suoi occhi…

- Una luce diversa come mi scusi?

- Guardi, così a istinto oserei quasi pensare che lei non si è abbastanza esercitata nella zerbinization

- Ma no non è vero! Un po’ l’ho fatta!

- Un po’ … appunto! Ma non abbastanza!

- E da cosa se ne è accorto, scusi?

- Dal fatto che mi fa queste cose alla radio sul pensiero positivo. Pensiero positivo! Ma che è? – Questa è roba che può andare bene per il suo amico Malimor!

- Il coache efficace?

- Proprio lui, o anche per la sua amica Flavia. Ah è proprio vero che non esistono più le donne di una volta, quelle che mi facevano la stagnation e l’infognation come si deve, quelle che mi si bloccavano   con la Lot strategy, in a piece of big salt.

- In a piece of big salt? Come un’orata, praticamente.

- Piattins io le cito esempi biblici e lei mi parla di orate al forno. Vedo che la sto perdendo. Forse mi toccherà escluderla dal fan club.

- No, dal fan club no, per carità. Non lo sopporterei.

- E va bene, per questa volta non la escludo, anche perché dalla sua reazione ho capito che lei non mi ha smesso del tutto di essere sensibile alla social reprovation

- Alla social reprovation, e che cos’è?

- Sapevo che la cosa le sarebbe interessata. La social reprovation è una conseguenza diretta della vacillating identity

- Il nome è tutto un programma

- Esattamente, un programma di vita direi. Avere una vacillating identity è apparentemente facile, ma mantenersi nello stato di vacillation per sempre è un obiettivo che solo pochi eletti riescono a raggiungere.

- Dottor Sfelix, cominciamo dall’inizio però, altrimenti non capiamo. Intanto può spiegarci come avere una vacillating identity?

-    E’ molto semplice. Basta non avere idee proprie, o, se sfortunatamente ci capita di averne, cambiarle immediatamente se ci rendiamo conto che gli altri non sono d’accordo con noi, per paura della social reprovation

-    Comincio a intuire qualcosa. Ma forse se ci fa un esempio è meglio.

-    Ma certo, anche se lei come Mamma Italica, dovrebbe saperlo. Non mi dica che non si è mai trovata in uno di quei gruppi di mamme dove tutte chiedono a tutte “ma tu che fai?” dove il fai può essere riferito a “che tipo di passeggino usi?”, “cerchi una baby sitter o lo metti al nido?”, “nuoto o calcetto?”, “tempo pieno o modulo?”

-   Ma certo che mi ci sono trovata, ci mancherebbe.

-    Allora è facile, mi capirà bene. In questi casi prendere una decisione a priori può essere deleterio. Immagini per esempio che una mamma, bella tranquilla e  senza discutere con nessuno, decida di iscrivere suo figlio a nuoto…

-    Beh, sì, io per esempio…

-    Lo sapevo lo sapevo, lei mi sta degenerando Piattins, lei non deve prendere decisioni senza discuterne con le altre mamme.

-    E che devo fare?

-    Innanzitutto si faccia un po’ di skiful mirror. Lo skiful mirror, come avrà capito, per me è un esercizio preliminare valido per ogni occasione, una buona abitudine quotidiana, come lavarsi i denti.

-    Mmmm, va bene e poi?

-    Poi lei si avvicina alle altre mamme e fa un po’ di zerbinization. Le altre sono tutte più belle e più brave di lei, sono più mamme insomma, lei è solo una misera parvenue della mammità.

-    Io?

-    Lei, lei, e non mi alzi la testa altrimenti la zerbino io come si deve. Lei non deve proporre, non deve anticipare ma deve attendere serena che le altre mamme decidano, poi procede all’accodation.

-    Accodation?
-    Accodation, certo. Una mamma dice che il nuoto fa bene alla schiena? E lei fa una bella accodation e dice sì è vero lo dice anche il mio pediatra. L’altra ribatte che il calcetto rafforza lo spirito di squadra? E lei fa un’altra accodation e dice che è verissimo non c’è meglio del calcetto per i bambini.
-    Ma scusi ma io come faccio a decidere poi?
-    Lei non deve decidere, si deve accodare. Le mamme decidono che iscriveranno i bambini a calcetto perché rafforza lo spirito di squadra? E lei iscrive suo figlio a calcetto. Le mamme preferiscono la piscina? E lei lo iscrive in piscina. Lo stesso vale per il tennis, il cricket e la danza classica. In questo modo non le tocca discutere, non deve dare giustificazioni, fornire l’evidence of decision per far capire al mondo che lei ha ragione.

-    Be’ certo è molto meglio, io sto sempre con qualcuno che mi dice che ho sbagliato a fare quello che ho fatto. Praticamente alle volte mi rendo conto che ho sbagliato tutto.

-    Bene bene benissimo direi! Allora lei non è vittima dell’indifference all’extern judgement, lei mi soffre.

- Soffro?

-

Soffre, soffre. Non mi dica che non è una vittima sofferente della social reprovation e dell’individual exclusion, perché non ci crdo. Lei soffre e si vede.

-    Beh, non so se soffro, però a volte sono, come dire…insofferente?

-    Insofferente non è il massimo. L’insofferenza genera l’angriness e la straripation of balls, mentre la sofferenza genera inner recrimination, zerbination, infognation e tutte quelle cose che la rendono perfettamente infelice.

-    Lei è un mito Sfelix. Mi apero gli occhi. Da questa conversazione ho capito che tutto sommato del calcetto non me ne frega niente, però la social reprovation sul lavoro, quella mi sa che mi viene benissimo.

-    Allora vada a casa, si chiuda in camera e cominci. Vedrà che entro stasera lei mi diventa una bellissima statua blocked in a piece of big salt

-    Come l’orata?

-    Come l’orata.

-    Be’ a 30 euro al kilo, tutto sommato….direi che non è male. O no?

8 Risposte per “Il ritorno di Sfelix Mac Depress: la social reprovation”

  1. Flavia scrive:

    ooooh nooo, è tornato Sfelix proprio quando cerco di mettere a tacere le vocette bastarde! e ora mi solletica anche quella della socialization, poi! io che soffro della total isolation in the giardinetts e che quando porto pezzetto a nuoto faccio 45 minutes running & spittin’ of ssang’ in order not to mix with the other moms outside the piscin !!

  2. Raperonzolo scrive:

    Mi inchino a Sfelix e mi ritiro a praticare lo zerbinization che è da un po’ che l’ho tralasciato.
    Bravissima Piattini!

  3. Isa scrive:

    génial! ! mi fa morire dal ridere! :-)))

  4. Mariangela scrive:

    bellissimo, era ora, letto ad alta voce al marito e ci siamo spaccati a metà dalle risate!!! nemmeno a farlo apposta, nella posta ho trovato a) presentazione del minibasket b) corso d’inglese gratuito per 5enni…. mamme, che faccio??? ditemelo voi vi prego…. ;-)

  5. Silvietta scrive:

    ecco, ho capito che così’ho io, sono una bella statua blocked in a big piece of salt – eccetto che per LaPulce, ovvio per quello sono una VM, …. o no???

  6. Arianna scrive:

    sempre grande piattini!

  7. piattini cinesi scrive:

    @rape ecco brava non ti sollevare troppo il morale che poi Sfelix si offende
    @isa trattieniti!
    @mariangela accodati! comunque il corso gratuito non me lo farei sfuggire, di qualunque cosa sia…
    @silvietta mi raccomando ferma così
    @arianna ;))

  8. Mariangela scrive:

    ecco lo vedi??? avevo già deciso che non lo mando anche se è gratis e adesso mi vengono i dubbi…. ;-)


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