Ho appena letto questo

Pubblicato il 28 settembre 2009 da Flavia

Ho appena letto questo articolo

che si ricollega a questo e al suo commento qui.

Serve un nuovo femminismo? Io credo di sì, il dibattito è in corso, per fortuna, e noi ci siamo dentro. Io credo anche che questo nuovo femminismo, andando anche oltre le escort e le veline,  debba affrontare seriamente la questione della maternità, laddove il precedente ci aveva lasciato in eredità troppi nodi irrisolti. L’articolo peraltro contiene molti spunti di cui abbiamo parlato (le “frange avanzate”, il conformismo della maggioranza, il maschilismo di certi modelli “vincenti”) e mi offre lo stimolo per proporre di elevare la conversazione a un piano diverso, per capire se possiamo svolgere un compito importante attraverso la rete. A voi la parola, ancora…

6 Risposte per “Ho appena letto questo”

  1. Silvietta scrive:

    Bellissimi articoli, Flavia.
    scrivo di getto e senza pensarci troppo.
    - femminista? da un lato mi ci sento. anche perchè in casa mia è tutto diviso al 50% e questo è sicuramente un notevole punto di appoggio per essere femminista. però è possibile anche perché dal punto di vista economico siamo quasi in pari. ma lo siamo perché MrWolf è "svalutato" in altre circostanze non so se avremmo potuto fare determinate scelte.

    - svalutata dall’immagine della donna? praticamente non ci bado più, se no mi rovino il fegato. attendo di poter espatriare, forse.

    - disillusa sulla società? si. alla fine, si anche se il mio lavoro è sociale. (anche per questo?). quindi alla fine la mia scelta è andare avanti secondo le mie idee anche se sono l’unica e devo poi sentirmi sola. sempre sola. diversa. sempre diversa.

    - è possibile far nascere un nuovo movimento? probabilmente si. però questo significa dover fare anche la fatica di "spostare" gli altri. oltre che tirare la propria carretta nella direzioen che vogliamo.

    spero si capisca.
    a presto., s.

  2. Mariangela scrive:

    E vai Flavia, è da sempre che ti dico che ci saresti arrivata, a sto piano diverso!!!
    Come la penso sul tema credo sia arcinoto…. vai vai vai anzi andiamo!!!

  3. Laura.ddd scrive:

    Ecco il mio pensiero: si’, credo che serva un nuovo femminismo, ma credo che non ci si possa e non ci si debba limitare a delle rivendicazioni puramente "femminili",e soprattutto ad un movimento "contro". Dovrà essere un movimento di proposta, e sorattutto dovrà coinvolgere anche gli uomini. Sono convinta che approfondire la frattura che già esiste fra i generi possa solo peggiorare la situazione. Dobbiamo trovare il modo di uscire dal pantano, insieme.

  4. piattini cinesi scrive:

    begli articoli, e belle provocazioni.
    il decalogo di Veronesi mi sembra interessante come esempio di "pensiero positivo". ovvero riconoscere i punti di forza e pensarli come sfide.
    sono d’accordo con laura quando parla di movimento di proprosta e anch’io sono convinta che nulla cambierà se non cambiano donne e uomini insieme.
    ma il cambiamento è prima di tutto una nuova consapevolezza di sé che deve partire da noi stessi. una percezione di sé dall’interno che si liberi dagli stereotipi imposti.

  5. bilinguepergioco scrive:

    Innanzi tutto mi spiace essermi persa tutto il dibattito fino a questo punto… Io lo aspettavo (tamburellando le dita) sul Momcamp e non mi ero accorta che invece si era spostato qui, unica scusante il fatto che ho appena lanciato il mio nuovo sito ed ero presissima.

    Io all’idea del movimento ci credo. Non nel senso di scendere in piazza a cantare slogan, ma nel senso di proporre modelli diversi, riflettere insieme, ascoltare e influenzare. Non con eventi eclatanti ma con piccole gocce di consapevolezza quotidiana. Esempio, io sul mio blog parlo di bilinguismo, ma alla fine ho scoperto che in realta’ cio’ di cui parlo veramente e’ del rapporto genitori figli, della comunicazione all’interno della famiglia, cerco di proporre uno stile di genitorialita’ centrato piu’ sulla relazione che sulla "performance". Piattini Cinesi mi racconta della sua scelta di mandare i figli alla scuola pubblica e mi fa riflettere, senza slogan, semplicemente condividendo i suoi principi. Si’ le veline e la televisione mi fanno indignare, ma parlarne contro mi sembra una perdita di tempo, piu’ efficace mi sembra scendere in strada senza i tacchi, non mettere sul mio blog pubblicita’ di prodotti di bellezza (che non sono di per se’ da biasimare, per carita’).

    Unico rischio, quello di rimanere un gruppo autoreferenziale. Cioe’ noi che la pensiamo cosi’ ci convinciamo e influenziamo a vicenda, ma riusciamo a proporre questi modelli anche ad altre persone? Questa e’ la sfida, ma di una cosa sono sicura, se non ce la facciamo online, allora non c’e’ speranza. Il web e’ l’unica risorsa e in questo senso si’, sono e voglio essere una mamma2.0.

    Letizia
    http://www.bilinguepergioco.com

  6. Chiara 2 scrive:

    Il decalogo di Veronesi l’ho letto per caso mentre ero al mare. Mi sono venute le lacrime agli occhi, ho pensato che avesse solo ragione.
    Poi sono tornata, ho ripreso il lavoro. Da quando ho rimesso piede in ufficio, ho fatto ogni giorno uno sbaglio. Faccio un lavoro per cui non sono tagliata e in cui non sono brava, invece di fare ciò che so fare bene, in cui sono veramente forte. E perché? Perché, in epoca di crisi, è già tanto se un uomo riesce a fare il mio vecchio mestiere, figurarsi una donna con una famiglia a carico e nessun aiuto.
    Sì, ci vorrebbe un nuovo femminismo, e sono d’accordo anche con l’idea di farlo con il lavoro di tutti i giorni, non con le manifestazioni. Ma ci vorrebbe anche un vero appoggio delle istituzioni, perché ci sia una vera svolta nella mentalità aziendale.


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