Elite e masse

Pubblicato il 11 settembre 2009 da Mariangela

Scusatemi, come ogni venerdì sto per entrare in riunione fiume e non ho tempo di pensare a un titolo migliore. Commento solo ora dopo altre visite e commenti da Piattini e da Mammaincorriera. E dopo il post di Mamma Cattiva che arriva proprio a fagiolo.

Sarò pertanto breve (e per fortuna, direte voi, visto che ultimamente posto commenti fiume).

Credo che il punto di vista di Mamma Cattiva e di Flavia nel suo commento siano a loro modo emblematici. “Ci siamo a parlare a fare non so” “Come no se facciamo ognuno a suo modo”, perdonate il sunto frettoloso, sono sintomatici secondo me dello spaesamento partecipativo che ci caratterizza come generazione. Non sappiamo nemmeno da che parte si cominci a mettersi insieme per una battaglia comune… Siamo cresciute con la TV, con le lotte già fatte, pensavamo fosse tutto a posto, diritti acquisiti, strada facile. Basta l’impegno, la voglia, la determinazione.

E invece forse non bastano. Bastano, per carità, a sopravvivere tutti i giorni trovando soluzioni come dice MC. Ma c’è questo denominatore comune della voglia di uscire dal proprio orticello. Contemporaneamente, l’autenticità individuale che si vuole riconoscere alle altre e il “basta” agli stereotipi che è la bandiera di VM e uno dei valori comuni di tutte noi che lo frequentiamo ci rende difficile il riconoscerci sotto una stessa idea.

Eppure siamo tante, eppure con questi numeri qualcosa si dovrebbe ottenere, e secondo me ne abbiamo una gran voglia, di uscire dall’elite degli early adopters e di vedere le nostre idee diventare mainstream.

Negli Stati Uniti un emerito uomo qualunque (!) è diventato Presidente perchè ha saputo dare forma agli umori con una visione in cui riconoscersi. A mio parere Beppe Grillo sta utilizzando il web nello stesso modo, mi pare che le sue mire politiche siano oramai piuttosto palesi e l’iniziativa mi sembra uno specchietto per le allodole, allodole che potenzialmente valgono 2 milioni di voti. Il personaggio non mi garba, lo trovo demagogico e superficiale, e soprattutto penso che di comici a Palazzo Chigi ne abbiamo già avuto uno e spero ci basti per parecchi decenni.

Ma dobbiamo essere consapevoli di questa forza. Consapevoli che possiamo metterla al servizio di un cambiamento, consapevoli che potrà essere strumentalizzata. Come abbiamo pensato di poterci rivolgere alle altre mamme o alle aziende, potremmo pensare un giorno di rivolgerci alla politica.

Auspicabile sarebbe trovare un interlocutore che ascolta dall’altra parte. Qualcosa mi dice che ci parleremo addosso ancora per un bel pò….

3 Risposte per “Elite e masse”

  1. Flavia scrive:

    grazie Mariangela, bellissimo post. Lo "spaesamento partecipativo" è veramenze azzeccato. ma lo sai che il concetto di madri postmoderne,da cui l’iniziativa Facebook di VM, non era affatto uno scherzo? facciamo parte di una generazione di mezzo, di una cultura postmoderna appunto, che deve fare un lavoro difficilissimo, che non vuole più saperne di ideologie di massa e modelli preconfezionati e rivendica il diritto a trovare ognuno la propria strada (lo spiega bene "mamme acrobate", un libro di E. Rosci di cui ho parlato tempo fa). Credo che ci ritroviamo in pieno nei saggi di sociologia e lo dimostrano i tanti commmenti che ho visto "non voglio un’etichetta"! Ma questo non deve, non può significare che non siamo più capaci di fare qualcosa sia come singoli sia insieme. Non voglio crederlo. I gruppi di oggi non sono più gli schieramenti rigidi a cui uniformarsi per la vita, ma sono gruppi diversissimi e liquidi. Io non ho alcun problema a passare da uno all’altro. Forse ha ragione Alebegoli quando dice che noi donne riusciamo a fare gruppo molto meno dei maschietti. Ma è un’urgenza morale ormai, quella di un nuovo femminismo (c’è stato un dibattito originato da un articolo di Veronesi a riguardo). E gli interlocutori, fuori da queste nostre piazze virtuali, già…. sono d’accordo con voi. per ora non esistono. sarebbe il caso di andarli a cercare.

  2. Mamma Cattiva scrive:

    Ciao Mariangela! Lo spaesamento è quotidiano nella mia vita. È vero che non saprei da dove cominciare, se non dalla mia famiglia e quella mia, costruita da me e il mio compagno perché quella di origine parla esattamente la lingua che vorrei cambiare. E quando il piccolo mondo è quello da cui provieni hai solo una gran rabbia che non riesci a veicolare nella direzione giusta.

  3. Mariangela scrive:

    @ flavia come sempre affinità elettive…. ;-)
    @ MC le tue parole avrei potuto scriverle io… e ti dirò, credo che tutta la voglia che mi ha preso nell’ultimo anno di fare qualcosa "assieme" e "per gli altri", questa voglia di impegnarmi e mettermi in gioco, beh, credo abbia parecchio a fare con il convogliare la rabbia…..


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