Catalogato | Coaching, Introduzione

Tags :

Dal Mom Camp, il Mom Coaching

Pubblicato il 27 settembre 2009 da Flavia

Ioia Rocco ci ha presentato al MomCamp di Milano una cosa un po’ particolare, il Coaching per le mamme. Ora ci racconta qualcosa di più. A puntate.

Nel corso del MomCamp tenutosi a Milano lo scorso 13 giugno, ho presentato in collaborazione con Dol’s e VereMamme un’ iniziativa un po’ “estranea”, almeno finora, al mondo delle mamme: il Coaching.
Di Coaching, oramai, più o meno tutte abbiamo sentito parlare. Qualche mamma fortunata che lavora in azienda magari ne ha anche fatto esperienza (se c’è si faccia avanti!). So però che sul Coaching spesso c’è ancora molta confusione. Per questo motivo abbiamo deciso di sfruttare l’ospitalità del MomCamp e di questo sito per fare un po’ di chiarezza. In seguito, se lo gradirete, potremo approfondire l’argomento e tutte le implicazioni che il Coaching richiede.

Allora, cominciamo con delle definizioni.
Il Coaching è un’attività che permette di migliorare la qualità di ciò che facciamo raggiungendo gli standard che ci siamo prefissati. Questo di norma comporta soddisfazione personale con un’eco sulla qualità del proprio benessere.
Due le osservazioni importanti: la prima ha a che vedere con un presupposto importante: è che ci siano già delle competenze (conoscenze ed abilità), la seconda è che queste possano essere migliorate (sviluppo del potenziale).

Il Coach è la figura professionale che aiuta il Coachee (la persona che usufruisce del coaching) in questo processo di miglioramento.

A differenza del Mentore (che condivide con te la sua esperienza), del formatore (che trasmette nozioni, modelli di riferimento), il Coach ti aiuta a vedere le cose secondo prospettive diverse, ad ampliare il ventaglio delle opzioni fra cui scegliere, a trovare o ritrovare dentro di te tutte le risorse di cui hai bisogno per ottenere ciò che vuoi. In definitiva il Coach fa domande per stimolare la riflessione, sostiene l’autostima del coachee e lo incoraggia affinché agisca in modalità diverse che produrranno effetti migliori.

Ma non basta. Perché l’attività di Coaching abbia esito positivo, da parte del Coachee ci devono essere: motivazione all’autosviluppo, impegno verso il programma, assunzione di responsabilità per la propria crescita ed il miglioramento delle proprie competenze, onestà intellettuale, disposizione all’ascolto ed al cambiamento. Senza tutte queste belle cose il Coach non potrà mai esser d’aiuto ad alcuno.

Vorrei in questa sede anche chiarire quali sono le differenze fra il Coaching e le altre attività di supporto alla persona.
Rispetto alla psicoterapia, che di norma tende a scoprire le ragioni profonde di disagi e problemi, Il Coaching si occupa “solo” del futuro e di come realizzarlo secondo i nostri sogni. La Psicoterapia parte dal passato per arrivare al presente, il Coaching parte dal presente per andare verso il futuro.

Rispetto alla formazione o al Mentoring: il primo fornisce conoscenza teorica, informazioni; il secondo mette a tua disposizione la sua esperienza. Entrambi arricchiscono il nostro Potenziale. Il Coach invece non dà suggerimenti né ha ricette precostituite. Lavora con te per scoprire come usare appieno tutto il tuo potenziale, nell’unicità che distingue ognuno di noi.

Se pensate che tutto questo sia interessante, con i prossimi post vi spiegheremo i motivi per cui riteniamo che le donne e le mamme in particolare possano beneficiare di un percorso di Coaching: Mom Coaching, appunto :)

 

Ioia Rocco – Coaching & Training Strategy Group

Il progetto Mom Coaching nasce dalla collaborazione con
Flavia Rubino
Caterina Della Torre

 

2 Risposte per “Dal Mom Camp, il Mom Coaching”

  1. Silvietta scrive:

    ciao,
    intanto:bel post introduttivo.
    Del coaching so un pochino, ma comunque poco,e la vostra introduzione mi è piaciuta.
    Sull’utilità del coaching per mamme ne sono pienamente convinta!

    Nonostante lapulce abbia "solo" 8 mesi e io abbia "solo" 2 lavori (part time + freelance) mi sto chiedendo sempre più che cosa fare, che progetto darmi – anche formativo- per costruire il mio futuro professionale.

    Non so ben spiegarlo ma credo che la sua nascita – e questa prospettiva di alcuni futuri anni molto "incastrati" nei tempi e nella "limitazione" delle mie esigenze mi fa sentire pressante l’esigenza di sfruttare al meglio il tempo che dedico al lavoro e quindi la voglia di essere efficace quando mi applico alla mia crescita, perchè di crescere ne ho ancora e sempre più voglia! perchè – ed è il secondo effetto della gravidanza – ora c’è qualcuno di fronte al quale sento di aver proprio l’esigenza di essere orgogliosa di me stessa.

    ergo … scrivete, scrivete, date spunti!!

    grazie, a presto, s.

  2. Flavia scrive:

    grazie a te Silvietta, e alla tua voglia di crescere. cercheremo di essere all’altezza delle tue aspettative :)


Lascia un commento