Contromano

Pubblicato il 22 settembre 2009 da desian


Mi è capitato spesso di parlare con babbi più grandi di me, diciamo over 50.
Mi è capitato quasi sempre di ascoltare come il loro più grande cruccio sia quello di non aver dedicato abbastanza tempo ai loro figli. Quando quelli erano piccoli. Quando forse ci sarebbe stato (molto) bisogno di loro, per crescerli.
Se non un vero e proprio senso di colpa, almeno un rimpianto.
L’idea concreta e certa di un tempo perduto. Per sé, per i figli.

Qualche settimana fa, invece, durante una festa ai centri estivi, mi è capitato accanto un babbo. La mia età. Squilla il cellulare, suo.
Risponde, il babbo coetaneo, e risponde contromano: “No, scusa ma ora sono impegnato con la mia bambina. Ti richiamo dopo”.
Il cellulare è tornato nella tasca (era una telefonata di lavoro?…), il babbo è tornato a cantare e battere le mani a ritmo (eh sì, eravamo al momento della canzoncina).

Finalmente una trasparenza: il telefono può aspettare, c’è mia figlia qui.
Ho ripensato a quella telefonata, ho sentito quella nuova responsabilità che probabilmente i babbi over 50 non hanno avuto il coraggio di cogliere. Ho apprezzato, anche per me che faccio difficoltà a mescolare lavoro e vita, la trasparenza: “sono impegnato con mia figlia”; la mia vita è questa qui.
Anche.
O soprattutto.

Non so che babbi siamo e come potremo essere giudicati dai nostri pargoli domani. Poi ragazzini e quindi adolescenti. E poi.
Intanto, mi pare, abbiamo preso coraggio: oggi abbiamo preso a camminare contromano.

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