Tregua (del doman non v'è certezza)

Pubblicato il 05 agosto 2009 da Ondaluna

Stamattina ho aperto gli occhi e ho detto a me stessa “coraggio: nella peggiore delle ipotesi sono pochi giorni”. La cosa non mi ha stranamente fatto cogliere dal panico.
Ieri è stata una giornata terribile, fatta di dolori, immobilità, sofferenza. Ad un certo punto del pomeriggio ho avuto anche una mezz’ora buona di contrazioni, ma stranamente è stata un’esperienza di insolita soddisfazione. Ero sola in casa, e mi sono distesa perché non riuscivo a stare nemmeno nel divano. “Rilassata e concentrata”, come ti dicono ai corsi pre-parto, ho respirato dolore dopo dolore allargando la muscolatura, rilasciando il perineo. Pensavo intesamente alla mia bimba, cercavo di parlarle con la mente, le dicevo “vai, vai, ti lascio andare…”
Non pensavo avrei partorito, ma speravo di cominciare ad indicarle la strada.
E’ stato bello, anche se doloroso. Mi sentivo fondere con uno spazio/tempo che non stava né in cielo né in terra. Sentivo allargare i miei confini.
Essendo alla mia prima esperienza di gravidanza, non posso fare a meno di pensare “chissà cosa sono questi momenti che mi capita di vivere”: se sono modificazioni del collo dell’utero, se sono solo esperienze psichiche, o cos’altro.
Ieri ho pensato “quasi mi dispiace se ti tirano fuori col cesareo”.
Poi ho pensato a quanto sarebbe brutto fare un travaglio lungo o difficile per poi vedere che non riesci a passare, e finire lo stesso con un cesareo d’urgenza.
Questa cosa ha molta ambivalenza per me, ma confido nel destino e in come dev’essere. Di qui ad 8 giorni può succedere di tutto.
Ah… stanotte ho dormito. Come può dormire una donna di nove mesi di gravidanza , ovvio, svegliandomi di continuo, ma mi sento insolitamene riposata. Come può cambiare la vita, quando dopo 8 giorni riesci a dormire: ti sembra di aver fatto pace col mondo, e tutto diventa più sopportabile, anche il dolore continuo di tua figlia che non ci sta più nella pancia e schiaccia ogni organo interno con sadico divertimento.
Così ho ricordato a me stessa il Primo Postulato della Gravidanza: non rimandare a domani quello che puoi fare oggi. Con questo spirito, che non riuscivo a cogliere nei mesi precedenti, mancandomi l’esperienza di quanto può diventare difficile fare anche le cose più banali (può, non necessariamente deve, ma a me è capitato così), ieri sera, tornata a casa carica di una sensazione che in altri tempi non avrei definito di benessere, ma in confronto al prima sembrava paradiso, HO CUCINATO. Io che di solito non riesco nemmeno a stare in piedi, ieri mi sono cimentata in quella che potrebbe essere la mia ultima volta ai fornelli prima di partorire (tutto dipende da quanti dolori ho e da quanto riuscirò ad alzarmi dal letto nei prossimi giorni). La parola “ultima” che mi rigirava in testa mentre faticosamente mescolavo gli ingredienti nella ciotola mi ha fatto un pò impressione. Beh, l’ho fatto. Forse avrei potuto rimandare. Ma perché farlo, se in quel breve momento di grazia sono riuscita a sentirmi ancora un pò me stessa, quella che ero prima.

5 Risposte per “Tregua (del doman non v'è certezza)”

  1. ondaluna scrive:

    Gli ultimi giorni di gravidanza, una tregua tra un dolore e l’altro, e quello che si può ancora imparare da un’esperienza come questa.

  2. Isa scrive:

    alleluia! non c’è che da sperare che la tregua duri ancora un po’! :-) Forza! xxx

  3. Flavia scrive:

    e cosa hai cucinato di buono? :))
    una cosa assolutamente vera è che una notte di sonno dopo varie insonni ti riconcilia con la vita :)

  4. Mamma Cattiva scrive:

    Cucinare????? Ma Onda tu non segui i miei consigli alla lettera!
    PAR-RUC-CHIE-RE!!!! Devi andare dal parrucchiere!!
    Scusate, è una cosa tra me e Onda. ;))

  5. ondaluna scrive:

    Ho cucinato un polpettone di patate, tonno e olive ed un apple-pie.

    Il parrucchiere me lo tengo in serbo per l’ultimo giorno!


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