Sequestro emozionale

Pubblicato il 20 agosto 2009 da Flavia

Ho deciso che dedicherò le prossime settimane ad alcuni approfondimenti sull’intelligenza emotiva, perchè è fatta di competenze fondamentali per vivere e per lavorare bene, e perchè ne avrò bisogno ancora di più del solito.

L’amigdala, una piccola parte del nostro cervello, è depositaria della nostra memoria emozionale. Mentre l’ippocampo ricorda un fatto o un volto, l’amigdala ne trattiene il sapore e il significato che hanno per noi: bello, brutto, antipatico, simpatico. E’ sempre l’amigdala che scatena reazioni di collera e di paura, in base a piccoli, vaghi e imprecisi segnali, prima ancora che la corteccia cerebrale abbia elaborato e capito cosa sta succedendo (e questo era fondamentale per la sopravvivenza dei nostri antenati che dovevano decidere se attaccare o fuggire in centesimi di secondo e non potevano permettersi un’analisi logica della situazione)

Quando un’ondata di emozioni prende il sopravvento su di noi, si parla di sequestro emozionale: l’amigdala prende il controllo, effettua un vero e proprio dirottamento del cervello.

Ve l’ho fatta breve per avere comunque la scusa della curiosità scientifica e raccontarvi un sequestro emozionale che mi ha colpita di recente, sotto forma di una rabbia incontrollata.

Sostiamo durante il lungo viaggio di ritorno verso Patrasso. Lo stesso bar dove ci eravamo fermati all’andata, in un punto di passaggio tra una strada deserta e il mare, un luogo un po’ in mezzo al nulla. Avevo notato una scarsa simpatia per i bambini in un giovane barista due settimane prima, ma non ci avevo fatto caso più di tanto. E’ ora di pranzo, ci sediamo in un punto del bar dove non c’è nessuno, tiriamo fuori il termos per pezzettino e ordiniamo qualcosa per noi. Mi chiedo quanto tempo impazziremo per fargli finire la pappa, mentre cominciamo ad inseguirlo col cucchiaio, e quante ore durerà ancora questo viaggio assolato. Tempo 30 secondi e il titolare del bar sta commentando con i suoi dietro il bancone, in greco: “non può mica mangiare andando in giro”. Ho sentito, ho capito, e mi volto a guardarlo con aria di sfida: avanti dimmelo imbecille, go ahead, make my day. E lui non esita a ripetermelo in inglese: “deve stare seduto, non può correre in giro”. Sento immediatamente il sangue andare alla testa, vado verso di lui con passi da cow boy e occhi semichiusi. “Guardi che è impossibile tenerlo seduto. L’unico modo per farlo mangiare è farlo distrarre. E mi pare che questi tavoli siano vuoti, non dà fastidio a nessuno” Io ho alzato la voce, lui peggio, la gente comincia a girarsi, lui continua ad inveire. Non riesco a fermarmi e lo incalzo, interrompendolo: “se non può neanche andare da QUI a LI’ e pretendi che io lo tenga fermo, me ne vado immediatamente” “non siete a casa vostra” “Ma va’ al diavolo, va’. Via – dico agli altri – ce ne andiamo”. Porto pezzetto alla macchina, informo brevemente il salentino allibito che era andato in bagno, torno indietro a prendere le mie cose e aggiungo all’amabile signore, questa volta in greco giocando sulla sua sorpresa, che amo la Grecia soprattutto perchè la gente di solito è molto amichevole (filantropikos, vedo ora che significa caritatevole, avrei dovuto dire filòxenos, ospitale, porca miseria), ma che lui in quanto a ospitalità fa schifo e soprattutto non capisce niente di bambini. Mi risponde che io ce l’ho con la mia vita e che me la prendo con lui, hai capito il filosofo.

Bene, ammetto che la mia reazione è stata molto repentina, molto aggressiva, esageramente violenta (ho voluto la rissa insomma), tanto da meravigliare anche me. Sicuramente è stata facilitata dalla tensione che mi provocano i pasti del piccolo, più varie altre eventuali, quindi il simpatico filosofo non aveva tutti i torti.

Piccolo test per la prossima volta. Cosa dovrei fare?

1. mi avvicino con un sorriso e gli chiedo se può aiutarmi a far mangiare un bambino difficile, magari con una sua specialità,

2. chiedo se è un problema dar da mangiare al piccolo, prima di ordinare,

3. ripeto la stessa scenata e in più gli sfascio una sedia sul tavolo.

 

16 Risposte per “Sequestro emozionale”

  1. Serena scrive:

    Ah ah ah! Flavia, io sono una fan accanita di intelligenza emotiva, come avrai sicuramente letto su genitoricrescono…quindi voto decisamente per la terza ;)

  2. Isa scrive:

    lol
    il sorriso vince sempre bella! e se non si tratta proprio di vincere, aiuta parecchio al successo di una comunicazione :)
    detto ciò, può capitare a tutti, anche ai più calmi, di perdere la pazienza … Incompetenza, mancanza di cortesia, e commenti o addirittura sguardi di chi non si sa fare i ca**i suoi hanno il dono di infuriarmi proprio bene! loool

  3. Christine scrive:

    Io scelgo la terza aggiungendo che se comincia a trattare male i clienti quando sono piccoli.. invece che uno ne ha persi 3 !

  4. Chiara scrive:

    Flavia sono esterrefatta non ho MAI incontrato un greco così inospitale, secondo me aveva del sangue spurio…Comunque io avrei fatto lo stesso, con maggiore enfasi semmai, anche se minore padronanza del greco se non per un bel "Agamisu" finale!

  5. Marlene scrive:

    bhè è da ammettere che come reazione, la tua flavia è stata un pò esagerata, però cavoli ci stava proprio. Sopratutto dopo che lui ti ha ribadito il concetto senza troppi convenevoli, davvero educato il tipo he?

  6. Pocahontas scrive:

    Buona la terza, senza rimorsi! Oddio io ti parlo in un momento in cui sono "emotivamente instabile", ma quando ci vuole ci vuole! Non c’e’ niente di peggio di quelle persone che giudicano a priori, che hanno un’opinione su tutto e non esitano a propinartela. Insomma, se proprio pensano di sapere tutto potrebbero dare una mano invece di remare contro con giudizi e sentenze!

  7. Arianna scrive:

    Può capitare, sì può capitare quando si è un pelo sotto stress. In effetti la tua reazione è stata un pò eccessiva! Soprattutto all’estero dovrmmo cercare di essere un pò diplomatici, o non ci leveremo mai di dosso l’etichetta dell’italiano pizza mandolino mamma… :-)

    comunque almeno dopo ti sei sentita meglio? ;-)

  8. worldwidemom scrive:

    Opzione 3 decisamente. Alla Bud Spencer e Terence Hill!
    Ma mio marito dice che sono una "tamarra" e quindi forse la migliore è la seconda. La prima direi impossibile, è da film.

    Comunque capisco la reazione. SOprattutto magari se si è stanchi. Ma ci sono molte, parecchie persone che non capiscono. E non dovremmo prendercela o forse pretendere che tutti capiscano certe situazioni con i bambini.
    Non lo so, ma i arrabbio spesso anche io quindi vai di RISSA!

  9. Flavia scrive:

    Accidenti, a fare un primo bilancio dei commenti qui la mamma-pistolera predomina! Ma l’avete notata la citazione "go ahead, make my day" ? :)))))))
    @chiara: se intendi un "agapi mou" (amore mio) sarebbe suonato molto sarcastico;
    @arianna: NO, non mi sono sentita meglio, la rabbia è una brutta bestia e magari prima o poi ne riparliamo.

  10. Flavia scrive:

    @wwm: eh eh, io ci sono cresciuta con i film di B. Spencer e T. Hill …

  11. Chiara scrive:

    hehe no veramente io intendevo un poco gentile appellativo, che in italiano inizia per V e in inglese per F…Ma forse non si scrive così? Le mie reminiscenze greche stanno svanendo, Callahan!

  12. supermambanana scrive:

    vuoi la risposta emotiva o emotional intelligent? La emotiva e’ la 3, senz’altro! Ma parlando da ‘scenZiata’ direi che se la chiave per evitare l’hijacking e’ la prevenzione, che e’ data dalla conoscenza di se’ e dell’ambiente, allora, visto che sai che i pasti per te sono un momento difficile, e visto che avevi gia’ percepito "una scarsa simpatia per i bambini in un giovane barista due settimane prima" dovevi dar retta a queste sensazioni e cambiare bar :-P

  13. Flavia scrive:

    ah ah Chiara, certo, intendevi gami-sou o gamo-to, parola che, non posso fare a meno di ricordare (adoro le etimologie greche) , ha la stessa origine del matrimonio :)))) (gamos, cioè nozze, accoppiamento)
    @supermam, giustissimo. solo che era l’unico nel raggio di chilometri…

  14. marypoppinstascabile! scrive:

    IO SCELGO LA TERZA, absolutely!!!!!!!!! C’ero anch’io e meritava tutto ciò che gli hai detto…. venivamo da due settimane dalle 7 fatiche di Ercole con pezzettino, quindi ci stava tutto!!!!! E poi caspita, il cliente ha SEMPRE ragione, in Grecia non vale questo principio???? E ancora poi, cavolino, CI SONO MODI E MODI di dire le cose!!!!!! Altro che dirottamento del cervello, quello lì ha fatto proprio un attentanto alla nostra pazienza e diplomazia!!!!!!!!! hihi

  15. leli scrive:

    Non lo so…non e’ tanto il punto se e’ giusto o sbagliato…ma tu come ti senti. Ti senti meglio per essere diventata "feroce" come lui o anche di piu’? Per il fatto che l’amigdala ha nuovamente avuto il controllo su te stessa? Il tuo e’ un esempio di sequestro emozionale, che capita a tutti, ma credo sarebbe bello diventare sempre piu’ in controllo di emozioni negative come rabbia e risentimento, un duro e lungo lavoro! In bocca al lupo a tutte noi!

  16. Flavia scrive:

    Ciao Leli, benvenuta. Hai ragione, ci vuole un bel po’ di lavoro…come dicevo più su nei commenti, non sono stata meglio infatti. Poi della rabbia ne ho riparlato qui: http://www.veremamme.it/intelligenza-emotiva-coaching/2010/3/7/esercizi-di-pensiero-positivo-combattere-lira.html


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