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L'irresistibile attrazione di un pensiero corporate

Pubblicato il 23 agosto 2009 da Flavia

Quest’anno, per la prima volta in tutta la mia vita post-universitaria, non avrò un ufficio ad attendermi con lo stress da rientro, non ci sarà un team con cui condividere una lista di progetti, nè una mensa in cui sedermi all’una.

Avrò molti libri da leggere, molte mail, idee e relazioni personali (decine di nuove conoscenze fertilissime da quando ho aperto questo sito, per esempio) da far fruttare e trasformare in azioni concrete, un piccolo passo alla volta. Non avrò riunioni inutili nè scazzi coi capi nè caffè alla macchinetta. Fantastico! E neanche aerei e alberghi, e so che quelli mi mancherano da morire. Avrò esclusivamente le mie risorse interne a cui attingere, una visione potente di quello che mi piacerebbe, e un desiderio rabbiosissimo di farlo accadere. Al massimo un treno, qualche volta. E persone da coinvolgere con la sola forza del mio pensiero e delle mie idee, che mi ascolteranno solo se ispirate dalla stessa passione, e non in base a rapporti gerarchici.
Non saprò più cosa significa un titolo sulla porta, un discorso fatto dietro una scrivania che mi protegge, un benefit come l’auto le azioni e l’assicurazione medica.
Quello che prima sembrava una vaga aspirazione ora è realtà. Ed è incredibilmente contraddittoria: per alcuni spiriti liberi (tra cui mi piacerebbe annoverarmi un giorno, quando avrò veramente dimostrato di esserlo) è un sogno, per altri, manager di ambienti corporate (tra cui mi è piaciuto stare per un bel po’) è un incubo.

Un pensiero corporate che crea le regole per te è meno faticoso. Lamentarsi perchè non ti lasciano fare le cose che vorresti fare è più facile che farle.
Realizzare se stessi seguendo i propri piani piuttosto che quelli di un grande meccanismo è molto più impegnativo. Iniziare nuove cose sentendone la piena responsabilità personale è molto più rischioso che muoversi all’interno di uno status quo. C’è la stessa differenza che passa tra una nave da crociera che vira grazie a macchine potenti e agli sforzi congiunti di team numerosi, e la barchetta di un velista solitario, che deve gestire solo se stesso e il vento e il pensiero della sua famiglia. Lo stacco è brutale, 15 anni di navi da crociera sono duri da scrollare via in pochi giorni, ed esercitano ancora tutta la loro potente attrazione, specialmente a settembre.

Amare quello che si fa può lasciare un vero impatto, un segno creativo sulle cose.
Eppure – bisogna essere molto, molto forti per amare.

Intanto mi sono comprata questa, per rispettare i miei riti e le mie pause.
E poi ho scelto, dal libro di S. Godin da cui è tratta la frase della settimana, alcune parole chiave, tutte rigorosamente energizzanti (almeno per me). Ora me le piazzo davanti, metto della cera nelle orecchie per non sentire le sirene e affronto insieme a voi questo mese.

Generosità

missione
insight
passione
connettere
ispirare

smart, fast, flexible

creare

guidare

iniziare = felicità

17 Risposte per “L'irresistibile attrazione di un pensiero corporate”

  1. Serena scrive:

    Insomma nuova vita! E mi pare che la grinta e la voglia di affrontarla seguendo le tue condizioni non ti manca. Sono con te!

  2. MammaNews scrive:

    Flavia che bella sfida!! Io non so cosa sigifichi vivere una realtà aziendale. ancora prima di laurearmi con un mio amico/collega abbiamo messo su un’agenzia tutta nostra. Una sfida che dura da dieci anni. Non te ne pentirai, ne sono certa! Buona fortuna.
    ps. nel blog di mammanews c’è un premio per te

  3. Jolanda scrive:

    Benvenuta nel Club delle mamme che seguono una passione con forza, tenacia e un sacco di voglia di "fare" seguendo una passione.
    Pronti? VIA!

  4. marilde scrive:

    Eccola qua! creatività pura in azione! Buon cambiamento.

  5. Mammafelice scrive:

    Io lo trovo eccitante. Pazzescamente eccitante.
    Secondo me da tutta questa ‘potenza creativa’ possono venir fuori solo cose belle.

  6. Tijana scrive:

    Hai ragione bisogna essere forti.

    In culo alla balena Flavia, da quello che ho letto finora di grinta ne hai da vendere.

  7. Raperonzolo scrive:

    Wow! Ma allora hai fatto il grande passo! Grande mossa & in bocca al lupo.

  8. Mamma Cattiva scrive:

    È il primo settembre. Non chiuderò occhio stanotte. Poi ti metti pure a scrivere queste cose…Va bè…

  9. Flavia scrive:

    questo cambiamento è in atto lentamente già da un po’, frutto di un mix di volontà e circostanze come la maggior parte delle cose che ci capitano… ora si tratta di metterlo a frutto. quindi vi ringrazio veramente del vostro incitamento, mi ci voleva un po’ di tifo :)
    @mammanews, jolanda: vi ammiro molto per il vostro spirito imprenditoriale! la realtà aziendale è molto diversa, anche se tutti ti chiedono di essere, appunto, imprenditoriale…
    @Tijana: benvenuta e grazie di questo tuo primo commento!
    @MC: situazioni diverse, emozioni simili…

  10. Beh, ti risponderò come mi ha risposto il folle informatico quando ho lasciato alle spalle il mio ufficio per gettarmi nel vuoto dell’imprenditoria.

    Il grado di sicurezza è inversamente proporzionale al grado di libertà.
    Carl Marx

    Un grosso abbraccio

  11. Flavia scrive:

    @alchimista: eh, appunto. lo sapevo che qualcuno doveva averlo già detto… ;)

  12. piattinicinesi scrive:

    meglio di così non si poteva dire.
    continuo a pensare che per molti ogni cambiamento è una calamità, per altri un’occasione.
    indovina quel è il tuo caso?
    in bocca al luèpo di cuore
    ce la farai
    ce la faremo (insieme)

  13. Flavia scrive:

    piattini, dimenticavo….grazie!

  14. Mariangela scrive:

    In bocca al lupo, in bocca al lupo, in bocca al lupo
    Grande!
    Spero di raggiungerti presto ;-)

  15. giuliana scrive:

    eheheh… la mia assicurazione mi copre ancora fino alla fine dell’anno, quindi mi sto organizzando per un check up totaleglobale prima di dover fare tutto da sola.
    in bocca al lupo, come sai

  16. Flavia scrive:

    @Mariangela: …dove, sulla barchetta? :) ti aspetto allora
    @Giuliana: hai ragione, meglio fare un bel check up, che abbiamo una certa età….

  17. Mariangela scrive:

    No giuliana, non farlo, il check up porta sfiga. L’ho fatto 2 volte mettendoci anche tutte le cure dentistiche possibili nella convinzione che avrei cambiato lavoro e non avrei più avuto il quas, invece sono ancora qui!!!! ;-))


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