Le ultime decisioni

Pubblicato il 04 agosto 2009 da Ondaluna

Da quest’ultima visita è risultata la seguente: nell’attesa che qualche altro giorno trascorra, che la trentottesima settimana di gestazione sia in corso, che il surfattante polmonare faccia il suo dovere per la respirazione della mia bambina, tra un paio di giorni di questa settimana farò un tracciato in ospedale, all’inizio dell’altra settimana farò un’ecografia di accrescimento per misurare la bimba, e se se non ho partorito nel frattempo, a breve farò un cesareo.
A parenti e amici non abbiamo detto nulla. Preferiamo che sia un momento di intimità per noi, e di rispetto per eventuali momenti di sofferenza per me.
Le mie condizioni sono pietose. Non riesco a muovermi dal letto. Ho dolori dappertutto e sempre nuovi e più forti, la pancia è tiratissima. Non dormo più. Sono agitata. Ho paura del parto naturale (perché la bimba è troppo grande) quanto del cesareo (perché è un intervento). Nello stesso tempo non vedo l’ora di liberarmi, così non riesco ad andare avanti. Anche se mi ripeto che tutto questo sta finendo, sono nervosissima, agitatissima, depressissima e piango ogni 5 minuti.
Non volevo che finisse così.
Quando lei si muove soffro tanto. Mi chiedo se se la fine della gravidanza significa per tutte arrivare a questo livello di agitazione, insofferenza, e dolore, o se è una cosa che è toccata a me. Ad ogni modo, dopo essermi “preparata” tanto al parto, non riesco ad eliminare la sensazione che il cesareo sia in parte un mio fallimento, e che invece il parto naturale sia un grande rischio per me (conseguenze post-parto e post-episiotomia a questo punto necessaria ed incisiva) e per la bimba (che deve comprimersi molto per passare dal canale del parto).

Ho letto una frase da un libro, ieri mattina, che un pò (ma solo un pò) mi ha consolato.
“Qualche volta le cose non vanno come hai sognato. Sorgono problemi in gravidanza, il tuo bambino nasce prima, non hai avuto il parto che volevi, hai bisogno di trattamenti medici che avresti vouto evitare, sono nati problemi in famiglia, le tue aspettative sono state deluse.
Può darsi che all’inizio tu non voglia nemmeno pensarci e ti focalizzi solo sul tuo bambino. Ma prima o poi sentirai rabbia, frustrazione, forse sensi di colpa, inadeguatezza. Dove ho sbagliato? Avessi dato retta a… Non sono buona a… Se non avessi fatto… Se non mi avessero fatto…
Quando avrai preso un pò di distanza dall’accaduto capirai che tutto quello che ti succede ha a che fare con te, con il tuo partner, con la tua famiglia, che è frutto di percorsi precedenti, a volte anche distanti, e che può avere un senso per te, per voi, quando puoi impararne qualcosa ed inserirlo nel ciclo delle tue esperienze.
Mentre vivi le difficoltà ti può aiutare sempre attivare le risosrse interiori, il tuo potenziale di salute. Anche se hai bisogno di cure mediche, le leggi della fisiologia sono forse ancora più importanti, perché ti aiuteranno a contenere il tuo problema, aumentando la tua capacità reattiva e quella del tuo bambino. Puoi così aspirare al migliore esito possibile rispetto alla situazione in cui ti trovi. La medicina invece tene a prospettarti spesso l’esisto peggiore possibile.
Il pensiero possiede una forza modellatrice della materia. Focalizzare l’attenzione solo sul problema lo aggrava. Focalizzarla invece sulle risorse di salute ti rinforza. Non sempre una gravidanza a rischio, con un problema medico, porta ad un parto con dei problemi; non sempre un parto difficile porta a dei traumi. La salute si può ristabilire in qualsiasi momento. La tua partecipazione attiva in questo è però fondamentale.”

(Verena Schmid)

6 Risposte per “Le ultime decisioni”

  1. ondaluna scrive:

    Oggi è sabato, ma pubblico lo stesso, perché come capirete da quello che ho scritto, siamo agli ultimi giorni.

  2. Pocahontas scrive:

    Cara Ondaluna,
    solo ora trovo un momento per ricollegarmi al mondo blog e leggere i tuoi ultimi post.
    Mi dispiace per queste difficolta’ finali, lo dico con il cuore! Purtroppo non posso dilungarmi in questo momento, ma credimi quando ti dico che quel senso di "fallimento" pensando ad un cesareo l’ho vissuto anche io che dopo 21 ore di travaglio sono stata sottoposta all’intervento. Dopo (nel mio caso il processo e’ stato lungo) ti rendi conto che di fallimento proprio non si tratta, che non ti importa di come sia nata tua figlia, che non esistono madri di serie A o di serie B a seconda del parto che hanno avuto ma solo e semplicemente Madri. Capisco che le mia parole siano abbastanza inutili in questo momento con il tempo, qualsiasi sara’ la tua esperienza di parto, la rielaborerai a modo tuo. L’importante, forse, e’ sapere che non sei sola, che le tue sensazioni sono del tutto "normali" e soprattutto legittime. Un abbraccio ed un grosso in bocca al lupo!

  3. Marlene scrive:

    ciao Ondaluna, leggo da un pò le tue pubblicazioni qui su veremamme, ho cercato il tuo blog ma è privato, ho pensato di chiederti l’invito ma poi ho riflettutto ed evidentemente la scelta di un blog privato ha delle ragione che non voglio sorvertire pertanto quando sarai pronta aprirai i tuoi pensieri al mondo.
    Capisco la tua agitazione e il tuo nervosismo, anche io mi sentivo come te, avrei voluto chiudere gli occhi e riaprendoli vedere che era tutto finito, la fine è dura, sembra non giungere mai a definitiva fine e i giorni passano lenti e pesanti ifiniti.
    L’unico consiglio che mi sento di darti e di vivere con molta tranquillità il tuo stato, non cedere allo sconforto e alla paura, forse pensi che per me è facile parlare, ma ti assicuro che è cosi, la natura fa il suo corso e in qualunque modo si svolgeranno le cose sei in mani sicure.
    Sai io ho affrontato il parto con molta inconscenza volutamente tante cose non le ho volute sapere, e devo dirti che un pò mi ha aiutato.
    Non continuare a fossilizzare il tuo pensero sul parto, anche se so che è estremamente faticoso, ma pensa alla piccola chiara infondendole tranquillità e fiducia, del resto anche il piccolo ha bisogno di una buona dose di coraggio per tutto quello che deve passare.
    In bocca al lupo cara.

    PS: anche la mia ranocchia si chiama Chiara

  4. Isa scrive:

    Cara Onda, mi dispiace tanto saperti cosi’ male ora che l’esito è vicino :-((( Ti auguro tanto, tanto coraggio e spero che tutto andrà bene! una cosa, per favore, non pensare il cesareo in termini di fallimento [vedrai che poi Flavia si arrabbierà se usi sti termini proibiti, eh! ;-))))] Cmq vada, la sola cosa che conta davvero è che ne usciste entrembe in piena salute, solo questo conta! Coraggio Onda, manca poco ormai! In bocca al lupo! ti pensiamo….
    Bacione!

  5. Flavia scrive:

    Il brano che hai scelto fa bene anche a me che lo leggo oggi; sono d’accordissimo sul fatto che il pensiero abbia una forza plasmante sulle cose. Lo ha anxhe il nome che scegliamo per le cose. Certe volte bisogna lasciare uscire i pensieri neri e tu lo stai facendo da tempo con un coraggio non comune. Ora è tempo di aprire la porta a quelli nuovi . Le tue forze torneranno presto se lo farai, prima aprendo un poco, poi spalancando quella porta… e via per sempre le parole come fallimento, che hanno un potere così negativo per la nostra identità. Meglio "eventi inaspettati", "passaggi faticosi" etc etc!!! :))) bacioni!

  6. Chiara 2 scrive:

    Chissà perché siamo arrivate a dare tanta importanza alla diatriba naturale/cesareo, seno/biberon, quando tutto il resto della nostra vita sarà caratterizzato da momenti altrettanto cruciali ma non altrettanto enfatizzati. Non dico che siano sciocchezze, ma che di questi momenti (che vanno diversamente da come li avevamo sperati) sarà costellata tutta la nostra vita di genitori.
    Ti faccio un esempio stupido: prima recita di Natale. Me la immagino come un momento bello e prezioso, da conservare. Invece mi trovo in una bolgia infernale, circondata da genitori e nonni cafoni che sgomitano per vedere il "loro" bambino, che si alzano in piedi senza rispetto per chi è seduto dietro, che si scavalcano l’uno con l’altro per scattare una foto.
    Oppure, sempre esempio stupido: primo Natale con tutti i nonni a casa nostra, Amelia si addormenta proprio al momento di sedersi a tavola e si sveglia quasi a fine pranzo.
    Anche per me alcune cose sono andate diversamente da come le avevo immaginate, sia da neomamma che dopo. Del resto, anche quando ci si innamora e ci si mette con qualcuno le cose prendono sempre pieghe inaspettate, nel bene e nel male. Con i figli non credo faccia differenza.


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