Elogio della pigrizia

Pubblicato il 09 agosto 2009 da Flavia

Qualche riflessione vacanziera… ma non lasciatevi ingannare troppo dal titolo.

1. Ho un prodotto che promette di non far formare le macchie d’acqua sul cristallo della doccia se solo lo spruzzi dopo ogni doccia. Cosa che ho fatto una volta sola, sentendomi stupida, nuda e infreddolita, per poi non vedere affatto  i risultati. Ah, ma leggo che prima di usarlo la doccia deve essere già essere perfettamente pulita. Grazie tante eh. Allora dopo la doccia ho spruzzato un pulitore, ma il fatto di dover stare lì a passare la spugnetta su tutta la superficie mi irrita non poco. Certo mi irrita anche aver pagato un occhio della testa per una bellissima doccia e vederla ogni giorno tutta imbrattata. L’occhio maschile, inutile a dirsi, lo nota perfettamente – non è vero che non lo nota – ma non comunica assolutamente con il cervello nel senso di fare qualcosa a riguardo. Quindi, problema non risolto (e pensare che ho lavorato sugli anticalcare e dovrei sapere come funzionano chimicamente, ma non sto qui a spiegarvelo perché sarebbe noiosissimo, e proprio per questo un bel po’ di cose le ho pure dimenticate).

2. Da quando ci sono i cellulari, non uso più il citofono. “Dammi uno squillo quando stai arrivando così scendo” risparmia il disturbo a me di scendere dalla macchina, e all’altro di rispondere al citofono. Problema risolto.

3. Peggio ancora, da quando ci sono i cellulari non sopporto chi mi chiama sul fisso di casa costringendomi ad alzarmi dalla sedia, divano, o comunque cambiare stanza mentre magari sono in una situazione problematica con i bambini (no, il cordless me lo perderei continuamente in giro). Così, mia sorella che si ostina ad usare il fisso mi provoca ogni volta un attacco di nervi e mi fa fare la figura della maleducata. Problema non risolto. (Esisterà un’opzione per deviare le chiamate fisse sul cellulare ma le opzioni della telefonia sono di una complessità pazzesca e mi sembra che servano solo a spillare soldi, quindi non me ne curo e non approfondisco. In fondo si tratta solo di una sorella su due).

4. La vicina di casa si è lamentata del fatto che quando ho da dirle qualcosa, le mando un sms anziché uscire e suonare alla porta. Hai un limone per caso? No, finiti. Acc. Problema per lei che forse sente la mancanza di un contatto più personale, ma non per me che intanto sto facendo altro.

5. L’auricolare in macchina è invece un problema serio, perché riguarda la sicurezza. Io uso il tempo in macchina per un sacco di telefonate, e il fatto è che rischio di più l’incidente per srotolare e collegare quel maledetto auricolare, che non per prendere semplicemente in mano il telefono. Mettilo quando entri in macchina prima di partire, mi dirai. Non mi va, non mi viene, niet. Devo cercarlo, disincastrarlo dalle profondità del vano portaoggetti o della mia borsa o della mia tasca già bloccata dalla cintura, ma prima di tutto ciò: devo ricordarmi dov’è che l’ho messo. A giudicare dalla quantità di potenziali criminali che vedo alla guida col telefono in mano, direi che questo non è un problema solo mio. C’è un need gap non ancora colmato da qualcosa. E cosa? Ci vorrebbe una ricerca specifica.

Tutto ciò, nella mia fortissima deformazione professionale, si riassume in un potentissimo trend antropo-socio-tecno-etno-grafico: la pigrizia. Tutto il progresso umano va nella direzione di eliminare la fatica fisica o mentale di tutte le attività, dal fare i piatti alla costruzione dei ponti.

E con questo? La scoperta dell’acqua calda? Si’ e no: la convenience, nel gergo dei marketing managers, non significa convenienza come in italiano, significa in buona sostanza che se ci metto di meno a fare qualcosa, posso fare più cose (e quindi divertirmi e imparare di più, sarebbe il corollario) oppure posso riposare e impiegare le mie energie mentali in modo più piacevole. Solo che poi il copywriter sulla base di questo fantastico insight ci fa vedere una donna che mette tutto in lavastoviglie e poi si rotola per terra felice e beata giocando col bambino per tutto il giorno: col cavolo, lo sappiamo benissimo che c’è subito un’altra scocciatura da gestire, anche quella preferibilmente con il minore sforzo possibile, e così via.

Insomma, volevo farvi il mio personale elogio della pigrizia. (Argomento oggetto di tanti e tali trattati e blog che  vi linko direttamente i risultati google) La pigrizia è il fattore principale di accelerazione dell’innovazione, del multitasking e della riflessione creativa, contrariamente a quanto si potrebbe credere.

Ed e’ un’aspirazione, come dimostra questo:

Un imprenditore del nord che ha costruito una fortuna si trova in vacanza in costiera amalfitana e vede un ragazzo seduto su un muretto, che guarda il mare. Gli chiede: che fai nella vita? Il bagnino? No, non faccio niente. Come niente? Ma tu devi lavorare! Oh, e perché? Perché così guadagni dei soldi. E allora? E allora ti compri un sacco di cose. E poi? E poi puoi investire i tuoi risparmi e fare altri soldi. E poi? E poi magari crei una tua attività e produci altra ricchezza! E a che serve? Serve a dare lavoro ad altra gente, diventare potente, per cui alla fine tutti lavoreranno per te e tu potrai permetterti di non fare niente.Ma io già non faccio niente. Perché mi devo sbattere tanto?

8 Risposte per “Elogio della pigrizia”

  1. Isa scrive:

    C’è anche un saggio sull’argomento ;) ce l’ho! lo dovrei leggere, eh?! :-)))
    mi chiedevo: da dove ti viene tutta sta pazienza?!? ;-))) il passaggio sul fisso e tua sorella è … come dire??? … notevole! fossi tua sorella, dopo averti letto, proverei a trovare scuse x chiamarti ogni altro giorno! ;-))))
    ah ah!

  2. M di MS scrive:

    Signora mia, sante parole. Sapesse come mi incaxxo quando vedo quelle odiose goccioline sul cristallo della doccia! A proposito, quel prodotto ce l’ho anch’io…Ma che fatica ricordarsi di usarlo;)

  3. Flavia scrive:

    Isa: secondo me sei troppo pigra per leggere il saggio :) comunque con gli anni sto peggiorando, questo è indubbio.
    M di Ms: appunto, che fatica… non risolve il problema no?

  4. elisabetta scrive:

    Io l’annoso problema #1 l’ho risolto da poco grazie a Virgola.
    Virgola è un tergivetri prodotto da Vismara (azienda che produce buoni box doccia).
    In cosa è migliore del tergivetri di un benzinaio? non saprei dirlo. Quando usavo quest’ultimo da piccola per giocare, ricordo che i vetri dopo erano peggio che prima, ma potrebbe esser stato un problema di tecnica… Non ho fatto nuove prove negli ultimi 30 anni, avendo abbandonato il desiderio di fare la benzinaia con la salopette per privilegiare ambizioni piu classiche – tipo ballerina o mamma o gran capo.

    Tornando a Virgola. Ha un impatto estetico piuttosto discreto (1 spanna circa) ed è venduto con una "base" calamitata per riporlo al muro (io lo tengo sotto gli accappatoi e quindi è invisibile). Basta passarlo ed il gioco è fatto. Bisogna mettere in conto 3 minuti di investimento dopo ogni doccia – se uno è proprio perfezionista rifinisce con uno straccetto tipo quelli in microfibra. Ciò detto, praticamente la manutenzione è finita. Comunque, è utile valutare anche (al prossimo acquisto) un vetro con trattamento TPA preventivo anticalcare.
    Se lavoro per Vismara?? no, ma sono del settore :-)

    Il prezzo non ve lo so dire perchè l’ho preso assieme alla cabina, ma tramite i contatti del sito immagino si possa risalire a tutte le info del caso.
    http://www.vismaravetro.it

    ecco, invece sul problema #5 (auricolari e contorsioni) attendo anch’io "La" soluzione!!!! :)

  5. Christine scrive:

    Ora che ci penso anche io una volta ti ho citofonato.. ma solo perchè mi piaceva l’idea di citofonare a qualcuno… proprio perchè ormai non si fa più e mi ha ricordato quando da piccoli andavi a citofonare agli amichetti!
    Per l’auricolare: la cosa più semplice è la macchina con il viva voce incorporato (tipo la 500)… con l’unico inconveniente che se non sei da sola gli altri passeggeri sentono tutto! :(

    Soluzione al problema del telefono fisso.. facile: il cordless.. potresti poi munirti di un cinturone tipo terminator con dentro cellulari, cordless, blackberry et similia…. comodo no? ;-)

    ps … tu pigraaaa??? mh… non ci credo tanto….

  6. Flavia scrive:

    @Elisabetta, questa è una autentica ispirazione su un prodotto che non conoscevo… e sai che a me ste cose piacciono molto. grazie, grazie, lo voglio, me lo procurerò!
    @Christine le tue citofonate sono musica per le mie orecchie! sei la benvenuta sempre! però non stai attenta eh: il cordless, ho detto, me lo perderei dappertutto PURE col cinturone alla Calamity Jane, e poi comincerei a smadonnare e a farlo suonare cinquanta volte al giorno per trovarlo. poi dicono la vecchiaia.

  7. Silvietta scrive:

    ciao, sul mio blog ti ho lasciato un premio, sentiti libera di ritirarlo se vuoi e puoi.
    a presto,
    silvietta

  8. Mamma Cattiva scrive:

    Ah ah ah ah Flavia!!! E mo’ so’ caxxi amari :))))


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