La tempesta tra la terra e il cielo

Pubblicato il 30 luglio 2009 da Ondaluna

Con 600g di aumento peso in soli 8 giorni, sembra che la mia piccola cicciottella sia arrivata a 3,5kg. Balenottera è dir poco. Si prospetta un’incompatibilità seria tra le sue dimensioni e il posto da cui deve uscire, ovvero una mamma un pò piccolina. 
Ginecologo Sereno dice che stiamo bene, anche se quest pancia così grande complica un pò la situazione da tanti punti di vista, anche senza evidenze cliniche (tutti gli esami sono andati benissimo e non provano nulla di patologico). Questo significa che, già da tre settimane, per eccessiva tensione delle membrane placentari, potrei rompere le acque da un momento all’altro. Nel frattempo quindi mi prepara anticipatamente a partorire, con tutti i colloqui e visite del caso (elettrocardiogramma, esami clinici, colloquio anestesiologico, etc).
Dall’alto della sua “severa cattiveria” mi ha detto “SONO FIERO DI TE” (e scusate se è poco!) quando gli ho detto che il peso rimane costante nonostante l’accrescimento esponenziale di mia figlia (significa che lei cresce ed io dimagrisco) e la cosa non mi dispiace per niente.
Vista la sproporzione crescente tra le sue dimensioni e quelle del mio bacino, stiamo solo aspettando che succeda qualcosa spontaneamente entro i prossimi giorni (a giorni farò un tracciato e un altro controllo ginecologico) dopo di che spero di programmare un cesareo: non me lo auguro, non l’ho mai voluto, Ginecologo Sereno non è a favore del cesareo facile, ma io non voglio complicazioni pre e post parto né per me né per la mia bimba.
Di certo è ormai questione di giorni.
L’ultima ecografia ha sciolto persino il mio cuore tenero: non faccio che riguardarla, ed è la prima volta in nove mesi che inebetisco così. La sua faccia si vede nitidamente, e non vedo l’ora di poterla guardare senza schermi tra me e lei.
Sono stanchissima, e piena di dolori, e l’unica cosa che mi trattiene è il fatto che sto ricamando il suo nome sul fiocco augurale da appendere (ebbene sì, anche IO sto facendo persino questo!), e ad ogni contrazione accellero il ricamo perché voglio finirlo. Spero di riuscire a inserire una foto per farvelo vedere…
Mi sembra quasi di stilare il diario di un esule prigioniero. Non riesco nemmeno a dilungarmi, perché oggi, a dire il vero, sto proprio male. La notte, in un limbo che è terra di nessuno, si incontrano tutti i piani della mia esistenza, con sensazioni alterate di percezioni irreali. I confini del corpo perdono corporeità e la mente diventa quasi concreta. Troppo.
Non riesco a dormire, non c’è respirazione, training, tecnica che mi possa aiutare a distendere una tensione che non è fisica, ma un insieme di mente e corpo. In un posto a metà tra la terra e il cielo, che è dentro di me, incontro mia figlia e mio padre. Ciò che non è ancora e ciò che non è più. Ed io mi sento teatro di questi incontri per me tanto dolorosi da farmi sussultare in singhiozzi incontrollabili che impediscono a MisterG di dormire. (Pensavo di aver smesso di piangere la morte di mio padre)
Piango, per varie ragioni o per nessuna, piango sempre, a volte con impeto, a volte sommessamente, a volte invece le lacrime scendono solamente giù, dotate di una volontà propria.
Maledetti ormoni, mi ripeto, posso farcela, sono forte, ce la farò. Ed intanto, mentre questo mantra prova a farmi rimanere un briciolo in equilibrio, mi sento piccola e bisognosa di “una mamma”. Questo pensiero mi fa subito pensare a mia figlia: so quello che vuole da me, so di cosa ha bisogno, so cosa devo darle per falra sentire al sicuro. L’amore di mamma dev’essere questo, la pace nella tempesta emotiva che ti fa sentire smarrito e senza un posto nel mondo.
Non so se esiste una depressione pre-partum, e non so se quella post-partum può essere più violenta di così (non credo). So che ho cominciato ad assaggiare questa tempesta interiore, che non mi spaventa se la leggo in una normale evoluzione delle cose, se mi ripeto che sta passando, passerà, non dura per sempre e non è niente di grave (è solo il mio corpo che si prepara ad aprire quella porta tra la terra e il cielo). Ma fa tanto male. Tuoni e fulmini si avvicinano all’orizzonte, e ormai ci sono dentro. L’elettricità è nell’aria. La tempesta scroscerà, imperverserà, scuoterà tutto fino alle mie radici. Ma libererà finalmente tutta la tensione.

3 Risposte per “La tempesta tra la terra e il cielo”

  1. ondaluna scrive:

    Ecco la mia situazione, le ultime misurazioni, gli stati d’animo aggiornati alla settimana scorsa. Continua la mia veloce pubblicazione in vista di una possibile conclusione…

  2. Flavia scrive:

    Ciao Onda, sai, comincio a credere che in questo caso il post-partum potrebbe essere anche una discesina…ci sara’ lei, e tu comincerai una nuova stagione di belle scoperte… scusami se non posso scriverti piu’ a lungo in questo periodo (sono in una situazione un po’ precaria oggi, e di corsa tanto per cambiare). ma come ti ho gia’ detto, ci sara’ la forza del pensiero! ti sono molto vicina.

  3. Silvietta scrive:

    mi ripeto Ondaluna: nel mio caso l’ansia del preparto fu decisamente più pesante che il post partum. Nel post partum almeno cercai aiuto scrivendo sul blog di Silvia. Nel preparto, vissi tutto dentro di me. vedrai, come dice Flavia, sarà discesa, se non altro perchè quel incommensurabile che è il mistero contenuto nel parto, questa terra di confine verso la Vita, sarà stato superato da tutte e due.
    ti abbraccio.
    s.


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