Corso preparto – sesta puntata

Pubblicato il 09 luglio 2009 da Ondaluna

Il ritorno a casa.
Stiamo ormai per concludere il percorso di 8 incontri in ospedale.
Ieri ci sono state tre lezioni diverse alle quali è stata esplicitamente richiesta la presenza dei papà (finalmente!!!) [MisterG partecipa a tutte, ma è l'unico papà che segue il corso senza farsi scoraggiare da chi lascia passare il messaggio che la loro presenza non è indispensabile]
La prima è stata una lezione sulle tecniche di primo soccorso e sulla morte in culla. Sostanzialmente tre consigli pratici:
  1. mantenere un ambiente fresco a temperatura costante (18/20°)
  2. non fumare
  3. non usare i cuscinetti per bambini e fare dormire il neonato sempre sulla schiena.
La seconda è stata la lezione dell’anestesista sull’epidurale, che non ha aggiunto molto a quello che sapevamo già.
La terza è stata la lezione della nostra Amica Psicologa (sempre la stessa, ormai è “famosa!”) sulla depressione post-partum. Forse per chi non ne ha mai sentito parlare avere qualche nozione in merito è anche utile. Trovo che l’ invito a non provare vergogna e a contattare le strutture ed il personale competente (uno psicologo, uno psicoterapeuta, un consultorio familiare) in caso di necessità, sia un buon messaggio di diffusione della cultura del sostegno e della prevenzione. Sapere che se sei in difficoltà qualcuno può ascoltarti, e magari aiutarti, rende le cose molto diverse.
Andiamo al discorso “papà”. I messaggi che sono passati (giusti o sbagliati non so, ma mi ha fatto sorridere la modalità) sono i seguenti:
Dopo la nascita
  1. Scordatevi la palestra
  2. Date una mano in casa se non volete trovarvi con una moglie depressa per mancanza di sonno e sovraffaticamento
  3. Cercate di non farvi l’amante; ma, donne, se vostro marito fugge altrove, dipende anche un pò da voi, quindi andate dal parrucchiere e non lasciatevi andare
  4. Se dopo la nascita del bambino scoprite che il marito ha l’amante, ora non è più come prima, prima di mandarlo al diavolo dovete pensare che vostro figlio ha anche bisogno di un padre.
Vi risparmio i commenti.
Ed ora voglio spendere due parole su alcune opinioni personali.
Sento ultimamente un’infinità di consigli sulla necessità di riposare dopo il parto, ma la trovo una considerazione un pò utopistica: validissima, ragionevole, ma scarsamente applicabile. La mia opinione è che sarebbe bello se questo avvenisse, sia per la neo-mamma che per il papà, ma il terremoto che arriva improvvisamente in casa e che sconvolge il giorno e soprattutto la notte non consente una normale ottimizzazione dei tempi. Soprattuto col fatto che sono proprio i giorni in cui tutto il mondo preme per venire a vedere “Spruzzetto di Sole” fregandosene del fatto che i genitori sono stanchi e bisognosi di intimità e riposo. Quindi il disagio mi sembra a dir poco tappa obbligata. Spero di potervi scrivere che noi invece ci siamo riusciti, ma ci credo poco.
Altra cosa che mi turba un pò: la frase ricorrente è “mamma, sarai totalmente presa dal bambino da fregartene del partner, sforzati di coccolare anche lui e di parlare quando il bambino dorme e non richiede le tue attenzioni”. Inquietante. Innanzitutto lo è il fatto che una donna sembra trasformarsi in un mostro-ignora-uomini, tipo mantide religiosa, sinceramente mi auguro di non diventare così altrimenti preferisco farmi fuori con le mie stesse mani. Secondo poi lo è il fatto che, ammesso che sia così, una donna debba sforzarsi. Se c’è un disinteresse, ritengo, la cosa ha sempre una co-responsabilità. E’ pur sempre una questione di coppia, e non che riguarda il singolo, uomo o donna che sia (trovo troppo comodo il discorso degli ormoni, altirmenti non si spiegherebbe il fatto che molte donne invece sono con gli occhi a cuore anche dopo aver partorito). Non ho ancora letto o sentito da nessuna parte di qualcuno che dica “uomini, sforzatevi di tener vivo il rapporto di coppia, siate carini e coccolatela invece di darvela a gambe”.
Inutile dire quanto tutto questo rumore su quello che sta per avvenire, su questo presunto terremoto degli equilibri, mi metta ansia. Mi fido di me, mi fido di MisterG, ma siamo entrambi come in attesa di qualcosa di terribile, se pur bello. Speriamo di cavarcela, ma nello stesso tempo, silenziosamente, ognuno dei due teme la scossa. Ci ripetiamo di vivere momento per momento, alla giornata, ma l’incognita è così grande da non poter essere paragonata a niente che abbiamo già vissuto.

7 Risposte per “Corso preparto – sesta puntata”

  1. Flavia scrive:

    oggi mi sento cinica : devo sottoscrivere tutti e quattro i punti, tranne forse la palestra che si può anche continuare, ma solo se si fanno degli equi turni…

  2. Laura scrive:

    bah, a me viene in mente quando un marito, parlando di allattamento, si mette a raccontare di tutti i problemi avuti dalla moglie nei primi giorni. E, candido come una rosa: "e lei era li’ tutta sola con il bambino, piangeva e non sapeva cosa fare, perchè nessuno la veniva a trovare". E io penso: "per fortuna non aveva troppa gente in giro a dirle cosa fare.." e dico: "Ma c’eri tu!". Quest’uomo non aveva neanche contemplato la possbilità che lui potesse essere di aiuto alla moglie, si lamentava del fatto che lei non avesse avuto aiuto da altri, si autoescludeva..secondo me è a questo livello che bisogna lavorare con i papà.

  3. Silvietta scrive:

    ah.
    concordo con Laura, c’è da lavorare su molte cose nel rapporto uomo e donna, ancora.
    Parlo per quello che vedo e sento, infatti io non ne ho esperienza diretta perchè, come lo chiamo sul blog, io ho sposato MrWolf, uno che "risolve problemi", che non ha bisogno che la moglie gli dica che c’è da fare la lavatrice o come preparare la cena, che ha condiviso con lei ogni cosa al 50%, compreso il parto, ma capisco di aver trovato una perla rara.
    Non so se è la società, se poi si ha paura di essere diversi dagli altri, dalle altre coppie, di uscire dagli stereotipi. Di certo, se non vogliamo copiare antichi copioni dobbiamo avere la forza e il coraggio di scriverne noi di più adatti a noi stessi, che ci rendono più felici.
    Sii fiduciosa, Ondaluna.
    E quando la bimba dormirà, segui quello che ha scritto recentemente CaiaCoioni sul suo blog: realizza la priorità numero 1 – per dirla alla Flavia. Se è dormire, dormi, se è fare pipiìl, vai in bagno, se è mangiare, mangia, se è più cose insieme … bè: mangia il gelato in bagno. E se è coccole, coccole siano! Ma a volte— ci si può coccolare in 3!

    un abbraccio
    s

  4. Flavia scrive:

    "se divento così, sopprimetemi" è la pubblicità del Cornetto che avevo citato, no? io ho commesso un errore dicendomi spesso: no, a me/noi ste cose non succederanno mai. io viaggerò coi piccoli zaino in spalla. poi dopo qualche anno, con gli occhi sbarrati, ho aperto VereMamme. Fuori dal cinismo di cui sopra :) io credo che Ondaluna e MrC stiano facendo un ottimo lavoro, preparandosi insieme allo sbarco: poi bisognerà parlarne tanto, chiedersi "come ti senti?", per trovare insieme il proprio equilibrio, e per non essere nè troppo catastrofici, nè ingenuamente ottimisti.

  5. Flavia scrive:

    @Laura – i mariti così vincono vs. quelli stile Mr. Wolf una cosa tipo 90 a 10 (voglio essere ottimista). Credo che il problema per cui si autoescludono sia un sacro timore/terrore ancestrale di queste "cose di donne", a cui contribuiamo spesso anche noi con un atteggiamento del tipo "tu non puoi capire", e a quel punto è fatta: perchè da timore diventa alibi perfetto per rimanere eternamente ai margini di certi argomenti. E’ dura, durissima da cambiare questa cosa, ma bisogna provarci in ogni modo.

  6. momò scrive:

    Ciao Ondaluna
    quello che secondo me i corsi preparto non affrontano come possibile problema, è la cosa, banale magari, che l’ingresso di un terzo individuo in un nucleo settato per due, INEVITABILMENTE destabilizza gli equilibri.
    E non solo perchè si tratta di tuo figlio, ma perchè le attenzioni di entrambe le persone (ora genitori) si spostano sul nuovo venuto.
    La donna in particolare si ritrova completamente assorbita dal nuovo ruolo di mamma, oltre che per le robe materiali, anche per la totale dipendenza del neonato, che crea con lei una connessione bella potente…
    il compagno, o marito, il papà insomma, si ritrova ad essere spettatore di questo rapporto simbiotico, e si sente trascurato e anche geloso più o meno coscientemente direi.
    Non ti parlo di cose lette sui libri, ma di esperienza che ho vissuto con il mio primo figlio 3 anni fà, e che sto vivendo col secondo ora.
    Il mio compagno mi chiama SUSHI, perchè secondo lui sono inesistente nella coppia. E’ vero, ha ragione.
    Sforzarsi di esserci in questo caso non ha il sapore amaro di qualcosa che fai perchè devi: amo il mio compagno, ascolto un suo bisogno e proverò ad esserci di più… d’altronde manca anche a me lui, come mi mancano i miei spazi…Torneranno fra un pochino.

  7. Chiara 2 scrive:

    Beh, direi che ci sono dei rimedi. Prima di tutto, chiedere gentilmente ai parenti e amici, se danno fastidio, di aspettare un invito. Se nonostante tutto vengono, chiedergli senza vergogna di lavare i piatti o passare l’aspirapolvere o lucidare le maniglie o fare tutto ciò che ritengono utile per una casa decente: tu non hai il tempo di preoccuparti dell’aspetto di casa tua, sia chiaro.
    La storia dei mariti sotto un certo aspetto la capisco: loro mica hanno il pisello cucito e la lochiazione e la menata dell’allattamento, quindi non si rendono conto. In genere basta farglielo notare. Ho provato recentemente una cosa simile con mio marito, per un’altra questione.
    Soffro d’asma, e per una serie di motivi sono andata a Torino dimenticando la pompetta. Arrivati a Torino, avrò fatto 5 km a piedi col fischietto per cercare una farmacia aperta. Mio marito non si rendeva conto e ogni tanto se ne dimenticava, divagava su bancarelle e vetrine. Solo perché lui non ha mai provato e non sa quanto è brutto.
    Il parto è la stessa cosa: chi non c’è dentro ogni tanto si dimentica di cosa sta passando l’altro. Ti ripeto: basta farglielo notare ;-)


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