Corso preparto- quinta puntata

Pubblicato il 02 luglio 2009 da Ondaluna

“Il massaggio dei neonati è un’arte antica e profonda.
Semplice ma difficile,
difficile perchè semplice come tutto ciò che è profondo. “
Frédérick Leboyer

Con questa citazione voglio aprire la mia riflessione su una lezione del corso preparto che mi è piaciuta particolarmente, perché carismatica è stata la neonatologa che l’ha condotta. Lei si occupa di massaggio infantile ed è docente dell’ A.I.M.I. Il massaggio del bambino è un’antica tradizione presente nella cultura di molti paesi, che mi ha entusiasmato per il potere che ha di favorire la relazione e per il fatto di utilizzare un mezzo speciale e naturale attraverso cui crescere, bambino e genitore (mamma o papà) insieme: la pelle, ed il contatto. Credo che sia il primo modo di parlare con un neonato, il modo più viscerale ed autentico. Credo sia un linguaggio dimenticato, ma da riscoprire piacevolmente. Anche senza un corso specifico sul massaggio, ho riflettuto sull’importanza che ha il toccare il bambino con un linguaggio che è così intimo e così speciale, che nutre e sostiene entrambi i partner della relazione. Favorisce uno stato di benessere in chi lo fa e in chi lo riceve (questo lo sappiamo pure noi adulti, sospiratori davanti alle pubblicità delle beauty-farm), scarica stress e tensione. Favorisce nel bambino la conoscenza delle varie parti del corpo sostenendo lo sviluppo dell’immagine di sé ben prima del periodo scolare. Fa sentire il bambino aperto, sostenuto ed amato, ma sostiene anche il genitore che si sente “efficace” ed in profondo contatto emotivo ed affettivo con la propria creatura. La pelle è il primo mezzo cn cui il bambino apprende e riceve informazioni, sin dalla vita intrauterina, anzi, diciamo proprio che dentro l’utero è il mezzo più efficace con cui percepisce. In un ambiente protetto, il feto cresce immerso nel movimento. La nascita è a utti gli effetti un evento stessante, che lo sottrae a questo stato di equilibrata estasi per condurlo in un ambiente sconosciuto e pieno di bisogni a lui finora sconosciuti. Il neonato è completamente indifeso e può contare solo sui suoi organi di senso, pelle compresa, per trovare un contatto che gli dia supporto e lo aiuti ad instaurare una relazione, quella che finora aveva sperimentato nell’utero. Ma senza la madre, oggetto della sua prima sana simbiosi, il neonato non può sopravvivere. Madre e bambino, insieme, sviluppano un linguaggio fatto di intuito e percezioni che assicura loro un legame strettissimo finalizzato alla sopravvivenza. Anche in natura le mamme usano massaggiare i loro piccoli col contatto corporeo e con la lingua: questo comportamento spesso stimola le funzioni vitali (per esempio i movimenti intestinali o il respiro). Dopo il primo periodo di vita, quando il bambino cresce, il massaggio diventa sostegno alla crescita, prosecuzione di questo legame speciale che si è crato sin dai primi giorni. Una cosa importante è il fatto che un genitore attento sin dall’inizio propone un massaggio nel rispetto dei tempi del bambino, e per far questo si pone in sintonia e ascolto attento delle esigenze del piccolo. Una frase che mi ha colpito particolarmente riguarda la seguente indicazione: “Prima di iniziare il massaggio, anche con un neonato, chiedete sempre << Posso massaggiarti la manina? Posso massaggiarti le gambette?>>. Il piccolo saprà sempre farvi capire se il tocco gli è gradito o se è da rimandare ad un altro momento”.

Le M ani della mamma e del papà
A iutano
S timolano
S fiorano
A vvolgono
G iocano
G uidano
I nsegnano
O dorano di buono…

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