Volare via

Pubblicato il 02 giugno 2009 da Ondaluna

Quanto siamo pazzi non lo so, forse tanto. Ma non siamo incoscienti.
Muniti di certificato e di “permesso del medico”, ci siamo convinti a volare per qualche giorno in un Paese verde e fresco, stressati (soprattutto la sottoscritta) da un caldo torrido che toglie il fiato. Avevamo bisogno di un pò di relax, e di una vacanza che dopo potrebbe essere difficile concedersi. Quindi abbiamo lasciato l’afosa nostra terra per migrare verso temperature più fresche.
Qualche chilo in più ce l’avevamo: nella valigia, e nella pancia. Se dovessi volare al chilo, non mi imbarcherebbero nemmeno nella stiva.
Come qualcuno mi ha fatto notare, questa bambina sta già girando parecchio prima ancora di venire fuori, dato che la mamma ultimamente non fa che portarla in giro per il mondo per motivi di lavoro (fino ad ora solo per altre città, ma adesso siamo anche espatriati!).
C’è una persona che devo ringraziare per questa decisione presa all’improvviso, e realizzata, come ci è solito, in pochi giorni (o meglio pochi istanti): lei si chiama Mirtilla, ha partorito da poco, ed è una mia “collega” del corso in palestra. Le ho confidato in un momento di depressione quanto mi intristisse il desiderio di fare una vacanza, la prospettiva di passare i mesi più caldi senza concedermi i viaggi che amo fare con MisterC, e il peso delle rinunce che già mi si impongono. Lei mi ha sottolineato che la gravidanza non è una malattia (cosa che di solito sai già ma che stranamente ogni tanto ti esce dalla mente e ti convinci di cretinate auto-restrittive), che rinunciare toglie serenità e buonumore, e nei limiti del possibile e del ragionevole non devo privarmi eccessivamente. Beh, ha funzionato. Nonostante tutti abbiano detto che siamo un pò pazzi (“di solito questi viaggi si spostano a dopo il parto, non durante il terzo trimestre gravidanza!”), il che probabilmente è vero, siamo andati in vacanza all’estero. Non c’erano controindicazioni e motivi di salute e non è stata la solita vacanza (molto più “soft” rispetto a prima), ma è stata una vacanza, una ventata di ossigeno, staccare la spina dalle cose di ogni giorno. Mi sono resa conto di quanto a volte entriamo in un circolo stressante di auto-limitazione che ci impedisce di vivere con un briciolo di serenità in più. Sì, lo ammetto, io ero nelle condizioni fisiche di poterlo fare e non per tutte è così, e ciononostante non mancava l’ansia che potesse succedere qualcosa proprio all’estero (dal momento che siamo già a metà del settimo mese di gravidanza e qualche contrazione non manca), ma mi sono fatta forza, ed ho creduto negli effetti positivi di un momento terapeuticamente rilassante per mamma&papà. Lo è stato. Questo ha avuto un significato molto particolare per me, soprattutto dopo la morte di mio padre.
Tornare non è stato facile. Non tanto per la tipica nostalgia da “non voglio tornare, voglio restare in vacanza”, ma per la presa di coscienza di un momento di passaggio che questo viaggio in qualche modo ha segnato. Mi sentivo particolarmente “emotiva” per quello che succedera’ da ora in poi, dopo questo rientro.
Ho come la sensazione che questa vacanza chiuda per me un capitolo e ne apra uno molto importante. Nemmeno a dirvelo, io rimarrei volentieri ancora un po’ in questo capitolo qui, nonostante io non sia la solita di sempre, e la pancia cominci a farmi faticare parecchio (ma e’ come se ancora riuscissi a gestirla, ancora per poco). Quello che per ora conosco, per quanto nuovo, mi fa meno paura dell’ignoto, e quello che succedera’ dopo e’ un viaggio davvero troppo sconosciuto per me, e mi spaventa (come penso sia normale).
Tutte le volte che in questi giorni abbiamo detto “la prossima volta faremo, la prossima volta andremo, la prossima volta torneremo” mi sono sempre chiesta, con una punta di tristezza, come saro’ la prossima volta. Non che io creda di non poter più fare niente di simile, assolutamente no: penso che lo farò in modo diverso, come già ora avviene, e che nei limiti del possibile la nostra determinazione ci poterà a trovare altri momenti di vacanza che saranno per noi soddisfacenti, anche in tre. Mi sono invece chiesta se tornero’ la stessa di prima. Lo credo poco. Non tanto per le cose pratiche, ma per i cambiamenti che ti succedono dentro. Mi sembra un viaggio senza ritorno, quello che faro’ adesso, e credo proprio che lo sia.
Mi sono concessa questa vacanza (“fuga”) a meta’ tra quella che ero e quella che saro’, un viaggio all’estero prima di un viaggio che dovrò fare dentro di me. E nonostante tutte le riflessioni che mi sono affiorate dentro su quel viaggio che è diventare madre, il messaggio per voi vuole essere positivo: a volte essere troppo proiettati in quello che sta per succedere ci fa perdere di vista quello che sta ancora succedendo, ed io sono ancora in grado di godermi una vacanza “di coppia” che tanto nutre il diventare genitori. Questo vorrei non dimenticarlo, se è possibile, anche dopo.

P.S. Chiaramente non poteva che essere l’occasione giusta per organizzare una capatina nella dolce e accogliente alcova di VereMamme: Flavia, sei straordinaria.

8 Risposte per “Volare via”

  1. Chiara 2 scrive:

    A me dicevano che ero pazza perché sono andata in viaggio di nozze in Turchia al quinto mese… fa’ un po’ tu che cosa dovrebbe fare una donna in attesa: giusto mettersi a letto e aspettare di partorire, secondo certa gente.
    Da allora, è vero, la mia famiglia non ha più preso un aereo. Ma più perché temo le reazioni di Luca (patisce anche la giostrina dei giardinetti, per darti un’idea) che per i bambini. Ma, a parte quando Amelia aveva pochi mesi e i soldi per le vacanze proprio non c’erano, non siamo mai stati limitati da figli o gravidanze. Anzi, è così divertente portare in giro il nostro circo ambulante: peccato che le gatte stiano meglio a casa, altrimenti avremmo potuto pagarci le vacanze fingendo di essere una forma di teatro comico sperimentale itinerante.
    Poi, per carità, la stanchezza è doppia e i limiti non mancano. Ma, insomma, non è molto diverso dal fare il giro dell’Europa con Avventure nel Mondo ;-)

  2. Flavia scrive:

    (eh vabbè, straordinaria. hai solo constatato che è vero che non cucino ma che almeno sono simpatica, a sprazzi)

  3. ho sposato un comunista scrive:

    17 agosto, 8 mese, volo roma-buenos aires.
    14 ore di volo, ma devo rientrare perchè il lavoro del mio compagno ci richiama all’ordine.
    Secondo te qualcuno mi ha dato della pazza?
    No, certo.
    Ma se andassi in vacanza si.
    La gente concepisce l’abnegazione ma non la ricerca del piacere.
    insegnamo ai nostri bambini a cercare la gioia.
    anche attraverso una vacanza fuori "stagione".
    r

  4. piattinicinesi scrive:

    la mia prima gravidanza è passata sugli aerei, ho trovato un nuovo lavoro al quinto mese, ho fatto un trasloco da parigi a Roma all’ottavo, curando mio marito che aveva preso la bronchite lungo il viaggio. bloccati in borgogna, la mattina andavo a tolgiere il ghiaccio dalla macchina per evitare che poi non partisse più.
    ma non ero in Italia, e lì tutto sembrava normale. quando sono tornata, mi hanno presa per pazza
    eppure io ho di quel perido dei ricordi splendidi

  5. Mamma cattiva scrive:

    Miami incinta di 5 mesi e Parigi di 6. L’unica con cui mi sono confrontata è stata la mia ginecologa che si preoccupava solo che non mangiassi schifezze :) Alla prima gravidanza ero sempre in giro perché qualcosa mi suggeriva che dopo sarebbe stato più difficile. Dopo ho scoperto che non sarebbe stato più difficile ma…IMPOSSIBILE. Per me ovviamente, perché forse è solo una questione di quello che vuoi. Io lo desidero sempre e fortemente ma con due figli piccoli, avuti a breve distanza ho preferito prendermi un break. Ora che la seconda ha quasi 2 anni rivedo un po’ di luce. Quello che adesso voglio è ricominciare e con loro. Credici Onda!

  6. ondaluna scrive:

    Scusate se negli ultimi due post non sono stata molto presente tra i vostri commenti ma… (non è una battuta!) ero ancora in viaggio!
    Stavolta però non abbiamo preso aerei, abbiamo solo fatto una lunga autostrada di alcune ore per un corso + qualche momento di relax al mare.
    Il corso merita onorata descrizione, è stato un "corso particolare"…
    Adesso siamo rincasati, e stiamo particolarmente bene, arricchiti dentro, e anche un pò abbronzati!

  7. LGO scrive:

    Molto peggio un volo intercontinentale nel primo trimestre, che nell’ultimo ;-)
    Bello quello che hai scritto, che a volte siamo troppo proiettati in avanti per vedere quello che ci sta succedendo. Mi ci ritrovo molto…

  8. Silvietta. scrive:

    la mia piccolina ha quattro mesi, e come ti ho già scritto gravidanza e puerperio non mi hanno concesso il massimo. Amando io molto i viaggi, già preparavo il countdown in termini di anni per quando avrei rimesso lo zaino in spalla….ed ora, che ti dico? bè, che siamo appena tornati da una bella vacanza:4 voli tra andata e ritorno, riposo, allegria, ristoranti….Insomma, tutto diverso, certo, ma anche la sensazione che quello che mi piace è sempre lì, vicino a me, e che posso ancora goderne. Basta volerlo.
    buon ritorno…
    s.


Lascia un commento

Parliamone

email facebook friendfeed linkedin rss twitter wmi

Le conversazioni del Village

thetalkinvillage.com

E’ una lunga storia

Scarica il banner!

veremamme

Iniziative