Se non lo puoi combattere, fattelo amico!

Pubblicato il 06 giugno 2009 da Marlene

Vista la mia giovane età le mie esperienze risalgono piu o meno ai tempi della scuola.

Tresferita in una nuova città, frequento un nuovo istituto. Primo giorno, secondo liceo, mi presento in aula, vengo squadrata da capo a piedi da i 22 presenti, ormai gia gruppo ben affiatato e coeso, sfoggio il migliore dei mie sorrisi e mi siedo in prima fila (unici posti liberi). Sento pesanti sulle mie spalle sguardi e bisbigli. Faccio un lungo respiro e mi faccio coraggio. Le cose con il passare dei giorni si facilitano, prendo confidenza con tutti e lego con qualche ragazza. Ma c’è lei, il mio incubo, la mia ossessione, la mia piccola guerra giornaliera, non le sto proprio simpatica, non perde occasione per farmene una, dispetti senza motivo, forte del suo gruppetto di maschietti sottomessi. Gli altri non si sognano minimamente di prendere le mie difese e io sono sola contro il mostro. Davide e Golia. Alcuni dispetti sono talmente terribili che mi gonfiano gli occhi di lacrime, per quelle ingiustizie gratuite, ma mi faccio forte e faccio finta di niente. Ciò che non mi uccide mi fortifica.

Comincio a pensare, forse sarebbe meglio cambiare corso, ma serebbe una pesante sconfitta per me, arrendermi senza lottare. Non sono un tipo belligerante ed allora ecco che comincio a far funzionare la testa.

Tutta la rabbia, la gelosia e l’invidia che sfoga nei mie confronti, sono prive di fondamento, del resto non le ho mai fatto nulla di male. Ok, allora decido di comportarmi benissimo nei suoi confronti, di trattarla come un amcia, considerarla, aiutarla a studiare, invitarla ad uscire, in questo modo le sue azione saranno ancor meno prive di significato. Ecco alora che la saluto in maniera eloquente, dimostrazioni di affetto esgerate, mi prendo confidenze da amica, mi offro di aiutarla. Intorno a me stupore generale, sono impazzita pensano.

le prime sue reazioni sono state stizzose e rancorose ma poi tempo due settimane e le cose sono letteralmente cambiate da nero a bianco. Siamo diventate amiche, ha cominciato a cercarmi e a trattarmi bene e con lei anche la sua cerchia.

L’anno scolastico è finito, lei è stata rimandata e io ho avuto la mia vittaria personale.

L’orgoglio avvolte va messo da parte, ma non perchè non si ha stima di se stessi , ma perchè credo che chi riesce a farlo dimostra di avere una certa superiotrità, fare un passo in dietro per  ottenere un bene conune. Mi sono sempre fatta scivolare le cose addosso e anche su lavoro ho imparato che nonostante i torti subito, io resto al mio posto e faccio il mio dovere, l’indifferenza e l’arma vincente, i giochetti alla lunga stancano e anche i gradassi quando non hanno soddisfazioni si stancano presto di infierire.

I nemici siamo noi a crearceli, facendo venire fuori il lato belliggerante del nostro carattere, con la pazienza e la tolleranza si risolve tutto. Certo ci vuole un grande fegato ma ne vale la pena. Posso orgogliosamente dire che cosi facendo non ho nemici, almeno credo!!

dedicato a Marassù: quante me ne hai fatte passare! TVB

7 Risposte per “Se non lo puoi combattere, fattelo amico!”

  1. Flavia scrive:

    bella storia, piena di belle osservazioni , come quella sull’orgoglio, o il fatto che "i nemici siamo noi a crearceli", spesso molto vero. grazie Marlene (ma perchè quanti anni hai? aiuto)

  2. Marlene scrive:

    …23 a settembre!! :-)

  3. Flavia scrive:

    aaaaaargh, mi prendi in un cattivo momento! :)
    comunque brava, continua così :)

  4. Mamma Cattiva scrive:

    Marlene, recentemente mi sono sentita affibbiare l’etichetta di colei che evita i conflitti e mi sto preparando a rispondere a quest’attacco. Mi segnerò alcuni punti che hai tirato fuori. Grazie! Belle le tue visioni.

  5. piattini cinesi scrive:

    Marlene, malgrado tu sia molto giovane, hai capito già tante cose, che vengono in aiuto anche a me, in questo momento.

    i nemici vengono fuori perché si lascia spazio al nostro lato belligerante, è vero
    e anche che le armi migliori per combattere qualcuno che ti attacca sono la gentilezza e l’indifferenza, a seconda delle situazioni

    crescendo però ho capito due altre due cose
    bisogna guardare al fondo delle persone, sapere cosa ti puoi aspettare
    a volte dichiarare la propria ostilità serve a prendere coscienza di una situazione di tensione, e tenerla sotto controllo

  6. Marlene scrive:

    E’ vero avvolte sfogare la prorpia rabbia, ci fa fa tornare i noi stessi, si riacquisisce coscienza guardando con piu lucidità cio che ci sta accadendo ma credo comunque che la calma a la riflessione siano le armi migliori.

  7. Renata scrive:

    Davvero una bella testimonianza la tua, io avrei avuto qualche problemino a trattenere la rabbia soprattutto a 23 anni, complimenti! Però condivido l’indifferenza in molti casi è la migliore strategia di difesa e di attacco.


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