Non native, ma creative digitali.

Pubblicato il 15 giugno 2009 da Flavia

La presentazione di Piattini al Mom Camp, oltre a farmi quasi piangere dalla risate per un irresistibile connubio tra tesi interessanti,  linguaggio comico, immagini surreali, e soprattutto lo stile della speaker (un misto tra understatement, english humour e  flemma romana; spero sia disponibile presto il video) mi  ha dato il via a una serie di riflessioni importanti sia sulla creatività che sulla missione di VereMamme

Mentre Piattini si avvia a diventare una guru della creatività e della narrativa, io con le mie varie rivoluzioni parlo di nuove visioni della maternità, innovazioni e modi non tradizionali di fare marketing.

Ma in effetti si tratta della stessa cosa, affrontata per vie diverse.

Quando io e Piattini parliamo di creatività, lo facciamo da due punti di vista. Il suo, come ha spiegato benissimo al Mom Camp, è una creatività narrativa, cioè l’abilità di ri-comporre storie e creare nuove visioni della realtà che aiutino a rompere le gabbie in cui ci chiudiamo. Il tutto potenziato dall’ironia. Il “mio” è quello di una creatività orientata al fare sempre cose nuove, produrre continuamente idee e poi realizzarle (non proprio tutte perchè non si potrebbe….ma le migliori), prendendo consapevolezza che non è affatto un compito facile ed impegnandosi a fondo. Ecco perchè con le lezioni di marketing spero di far capire, piano piano, che “creativi” non sono solo gli odiati pubblicitari, “creativo” non è un’etichetta riservata a pochi eccentrici esuberanti o maghi del fai da te, gente che fa cose tipo Art Attack insomma -  ma creativi dovremmo esserlo tutti, in un’accezione ben più profonda e, soprattutto, personale. Il marketing vi offre gli strumenti per decodificare e strutturare i vostri comportamenti creativi, che sono già lì pronti per essere sfruttati. Strumenti che magari hanno dei nomi inglesi: ma che fa? suonano bene e hanno il pregio di essere sintetici…non usiamo quei nomi per fare gli snob ma per aiutarci ad imparare cose nuove e a ricordarle velocemente.

Bene, se ora nonostante questa apologia di Socrate il marketing vi resta ancora e per sempre antipatico da morire, come hanno dimostrato alcuni dei commenti a un post che per me è un po’ un caso di scuola (un post seguito da un dietrofront dell’autrice proprio in seguito alla maggioranza dei commenti, che dimostravano l’innegabile potere di un’idea e della sua comunicazione creativa)… allora per voi non ho speranza, e lo accetto. Ma qualcun altro magari riesco a portarmelo appresso.

E allora, dal momento che uno degli eventi scatenanti per la generazione di nuove idee è proprio l’incontro tra menti e discipline diverse, pensiamo che questa collaborazione tra me e Piattini possa durare a lungo e produrre molte cose interessanti, insomma  non è un flash in the pan ma is here to stay (sisisì odiatemi).

Considerazione finale: la missione di VereMamme si arricchisce, a sette mesi dalla nascita e a svezzamento concluso, di sempre più precise connotazioni del concetto di autostima ed autorealizzazione. Una persona sviluppa il giusto senso di sè e delle sue potenzialità quando riesce ad incanalare e ad esprimere le sue spinte creative. Questo è sempre stato un concetto abbastanza pacifico per gli uomini, sin da tempi lontani, ma direi che è un po’ più recente e controverso per le donne, dove la spinta creativa sembra ritenersi esaurita, troppo spesso, nel momento in cui si mettono al mondo dei cuccioli.

Questo è il significato profondo del nostro coaching: spingervi a crederci, nella vostra creatività, nella vostra inesauribile capacità di imparare. Piattini commenta che quando doveva registrarsi in televisione andava in panico… e sentitela un po’ ora.

 

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Un paio di libri sul comodino che in qualche modo c’entrano con tutto ciò:

“Abbiamo bisogno della tua leadership”

 

“Come le piccole cose possono fare una grande differenza”

14 Risposte per “Non native, ma creative digitali.”

  1. messa così mi piace …
    non so se la creatività femminile si spiaccichi al suolo a seguito della maternità, o se altrettanto realisticamente si disponga ad essere trasformata in capacità organizzative/creative per tenere in equilibrio una vita che si iper complessifica (il nome di piattini cinesi spiega bene l’equilibrismo….)
    piuttosto questa specifica sfumatura della creatività scompare come competenza, mentre un uomo o un francese (la storia dei francesi è una digressione successiva) la avrebbe chiamata competenza e la avrebbe venduta, se la sarebbe fatta pagare, l’avrebbe usata per farne un corso.
    insomma c’è questa creatività che è un corso d’acqua sotterraneo, deve solo essere reso consapevole …
    (p.s. quanta creatività c’è nei blog? nella narrazione di onda luna? nell’inventarsi un momento buffo per rallegrare il proprio bimbo, alla sera stanche e sfrante? per sopportare una giornata di lavoro e saper ridere di se stessi?

  2. i francesi.
    qualche anno fa ho gironzolato per la francia, con una persona che la conosceva bene per lavoro.
    questa persona mi ha mostrato la capacità francese di valorizzare moltissimo ogni piccola cosa che avevano:
    - il micro museo della pipa (ne conterrà 30/50 al massimo), di un paesetto altrettanto minimalista e sconosciuto, preannunciato da copiosi cartelli pubblicitari;
    – il galletto della bresse (mi pare fosse quella zona) selezionato per avere i colori della bandiera francese: piumaggio candido, cresta vermiglia e zampe e speroni blu notte!
    - le casette uccise dalla statale, abbellite con montagne di fiori, microgiardini, a combattere con i colori il grigiume dell’asfalto e dello smog.

    si dice che i francesi siano in questo senso molto autoreferenziali.
    ma, nei casi citati, mostrano la capacità di valorizzare creativamente risorse minime o residuali, trasformandole in possibilità e rivendicandole come degne di visibilità.

    e questo mi pare ci insegni qualcosa

  3. piattinicinesi scrive:

    col flash in the pan mi hai fatto un po’ paura…comunque lo sai che sono totalemnte d’accordo sulla creatività che anche per me sta diventando anche fare le cose ;))))
    al mom ho visto donne creative anche sul fare, persone che si sono inventate dal nulla un’attività, se non è creatività questa…

    l’esempio di itmom è molto calzante. lì il payoff diventa un progetto di vita, una visione che serve anche ad altri. indovinare un titolo così serve a farti ricordare, ma anche a fare da luce nel tunnel ad altri

  4. Laura scrive:

    Leggo sempre di corsa, ma ..con questa cosa della creatività mi state lavorando…dentro! Già sette mesi dal lancio? Me lo ricordo quel giorno. La nostra quotidiana cyber-frequentazione sta operando cambiamenti, piccoli e quasi impercettibili di per se’, ma che mi rendono una persona diversa. Insomma, 7 mesi fa pensavo di essere destinata ad invecchiare bene, adesso penso che il meglio debba ancora venire, e ho nella testa un sacco di idee! Percio’ GRAZIE E AVANTI TUTTA!

  5. Mariangela scrive:

    Condivido TUTTO!!! La creatività, il fare le cose, il ruolo di VereMamme, il grazie di Laura (anch’io sono molto cambiata negli ultimi 7 mesi, grazie a VM e a molte altre esperienze simili), l’ "is here to stay", la sensazione bellissima del momcamp sintetizzabile in "ma quante idee diventate fatti e vita girano qui attorno stamattina?!!"
    Crediamoci, allora. Cambiamo il mondo!!!!
    Un abbraccio

    Ah, è stato davvero bello conoscervi.

  6. Flavia scrive:

    @Monica anche noi le chiamiamo "competenze e talenti materni",come vedi nella relativa sezione del coaching, quanto a farcele pagare profumatamente..beh…non siamo ancora abbastanza brave.
    @piattini al Mom c’erano tante di quelle persone creative che in effetti ho fatto una figuraccia a non citarle tutte nel post precedente… questione di spazio e orari notturni
    @Laura e Mariangela, siete state pioniere insieme a me, qui, e mi date una grande gratificazione. quando qualcuno mi dice che grazie a VM si sente carica, è bellissimo.

  7. marilde scrive:

    Su questa cosa della creatività che condivido in pieno vorrei solo aggiungere che certamente c’è ancora da lavorare ( e lo si sta facendo) contro la diffusa convinzione che la creatività stia solo nell’opera d’arte o in chi è "creativo" di professione, ma anche molto lavoro c’è da fare per "uscire dal proprio orticello". Questa cosa l’ho sperimentata in modo forte nelle presentazioni del libro. Da mesi lavoro per far sì che di volta in volta con me ci siano: blogger (che sul tema sono/siamo ferratissime), pediatri, ginecologhe, ostetriche. E’ vero che io amo poco espormi e dunque è egoisticamente un aiuto che chiedo a qualcun altro, ma è anche la convinzione profonda che sia importante uscire dal proprio recinto mettendo insieme competenze diverse. E’ tracciare strade alternative a quelle noiosissime presentazioni in cui l’autore parla di sé (e chissenefrega della sua vita). Per me questo è creatività, portar fuori, tentare strade inconsuete, lottare per raggiungerle. Creatività e vita. Altrimenti stiamo in una ripetizione noiosa di cose già viste, che saranno anche rassicuranti, ma sono statiche. Noiose.

  8. marilde scrive:

    E aggiungo, uno dei motivi per cui mi piace molto il tuo modo di procedere Flavia, è che sento che questa cosa appartiene anche a te. Che con Piattini in primis e tutto il resto stai smuovendo un bel po’ di cose. Metti insieme cose diverse. E il marketing ,di cui io poco conosco, è argomento delicatissimo in cui è facile venir franitesi.

  9. marilde scrive:

    FRAINTESI (scusate)

  10. Flavia scrive:

    grazie Marilde, quando ho scritto che ognuno di noi deve esprimere le sue spinte creative stavo giusto pensando a te, e al tuo lavoro. sono debitrice al tuo libro se molti di questi pensieri si sono messi in fila.
    è vero che a parlare e fare marketing in rete si cammina su un filo. ma proprio oggi ho trovato un quadretto che mi accompagna da anni, era una pubblicità con una lunga strada e tre nuvolette dei fumetti che si dicono "andiamo" "dove?" "non lo so, ma dobbiamo andare" (è un brano di "On the road" di Kerouac). Ora, con gli anni per fortuna si è attenuato quel "non lo so" in favore di alcuni obiettivi, o almeno indicazioni di massima su cosa voglio. ma resta quel bisogno insopprimibile di provare strade nuove e vincere la ripetitività, anche quando non sai esattamente dove ti portano.

  11. Flavia scrive:

    @Mariangela, mi era sfuggito prima.. anche per me incontrarti è stata una bellissima sorpresa :)

  12. Marlene scrive:

    mi hanno sempre definito una persona creativa, inzialmente credevo riferito a i miei lavori manuali alle mie relizazioni artistiche, poi ho capito che creativi e un modo di essere di affrontare la vita e una scuola di pensiero. Da quando ho scoperto queso sotto bosco di mamme blog, e lo devo ammettere, da quando frequento delle VereMamme (anche se solo virtualmente) si è riaccesa quella scintilla creativa che con con l’arrivo della rana si era affievolità. Come ha detto laura qualche post fà, mi state lavorando dentro. Ho travoto quello che mi mancava, quell’imput che ti mette in moto il cervello che ti porta a fare raggionamenti, relazioni ad interagire in modo creativo, un terreno fertile dal quale far nascere i frutti dei nosti pensieri.

  13. lastaccata scrive:

    Beh, non so se il mio intervento è off topic ma ci provo lo stesso… Io posso definirmi una creativa in senso stretto, e ho sviluppato questa mia creatività proprio diventando mamma. Mi spiego meglio: fin da piccolina ho sempre ottenuto il massimo dei voti in italiano, ma l’idea di poter diventare ( o meglio, provare a diventare) una vera scrittrice non mi aveva mai sfiorato.
    Dio mi ha regalato un figlio per certi versi impossibile, forse qualcuna di voi avrà avuto modo di leggere uno stralcio del mio libro, gentilmente postato da vere mamme qualche settimana fa. Parlava dell’iperattività.
    Invece di avvilirmi per le enormi difficoltà che mi ha regalato il mio piccolo terrorista, ho iniziato a scherzarci su. Sempre, di continuo, spesso in modo anche convulso.
    Un bel mattino si è accesa una lampadina: ci scrivo su un libro. Scrivo un testo sulla mia esperienza di mamma, ma non un libro specifico che parli di me. Voglio parlare delle mamme, di tutte le mamme, di quelle che sono come me e di quelle che non lo sono affatto.
    Ho quindi iniziato a scrivere, a creare un qualcosa di strettamente legato al mio nuovo ruolo. Ha funzionato, discretamente bene. Il libro è carino, vende, fa presentazionii in giro per l’Italia.
    Sono diventata una blogger, non la regina dei blog mammeschi, ma una che comunque riceve tanti commenti affettuosi e partecipi.
    Confortata da tanta simpatia nei miei confronti, ho pensato di inviare un testo al concorso Massimo Troisi.
    Ho scritto il brano in meno di un’ora e ho inviato il tutto in extremis, appena due giorni prima della scadenza del termine.
    Beh… Non ci crederete ( perchè non ci credo ancora neanch’io) ma state leggendo le parole della vincitrice del Premio Troisi 2009 – Scrittura Comica – Prima classificata per il miglior monologo di cabaret.
    E lo sapete di cosa parla questo monologo? Delle vacanze, o meglio, delle NON vacanze delle mamme.
    Scrivo tutto questo non per farmi fare i complimenti, anche se il premio è prestigiosissimo e capita di rado che venga conquistato da una donna, ma per raccontarvi della mia personale esperienza, del come diventare mamma abbia sviluppato la mia creatività.
    Spero di non avervi annoiate con questo intervento, nè di aver dato l’impressione di una che è passata di qui soltanto per farsi pubblicità.
    La mia gioia, in questo momento, è proporzionale soltanto all’incredulità per aver tirato fuori in qualche modo qualcosa di diverso dal mio essere mamma che non sia l’aver imparato come si infila correttamente un pannolino.
    Un saluto a tutte, grazie per l’attenzione.
    E un saluto speciale soprattutto a Flavia e a Piattini, che ho avuto il piacere di incontrare tempo fa a Roma. Forse è anche grazie a quell’amabile chiacchierata che ho acquisito fiducia in me stessa e la convinzione che, in un modo o nell’altro, coltivare questa mia passione mi avrebbe portato prima o poi qualche frutto.
    PS: Chiedo scusa per i refusi e/o gli erroracci di grammatica. Ho scritto questo post in 10 secondi netti!

  14. Flavia scrive:

    Marlene, perdonami se mi era sfuggito il tuo commento e se ti rispondo solo ora, eppure era un commento dal grande valore..perchè ogni volta che qualcuno dice che VereMamme fa fare un buon lavoro interiore, è sempre una grande emozione. Grazie!

    Staccata, sei sempre la benvenuta qui :) sei la persona più prolifica che abbia mai conosciuto in 10 secondi ! complimenti davvero per quello che hai raggiunto, non è che un inizio, continua così, sempre pronta ad imparare e a provare cose nuove.
    e a proposito di vacanze con bambini, ecco un tema per te!
    http://genitoricrescono.com/tema-del-mese-le-vacanze-con-i-bambini/


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