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Il piano d’azione – 1. gli obiettivi

Pubblicato il 18 giugno 2009 da Flavia

Perchè ci vuole un piano? Perchè averlo fa la grande differenza tra una semplice attività, spesso tanto frenetica quanto improduttiva, e il perseguimento/raggiungimento di uno scopo (achievement). Un’azione senza un obiettivo non ci fa raggiungere traguardi, ci fa solo occupare il tempo, beato chi ce l’ha. Un bell’obiettivo senza un’azione invece resta un sogno, un ideale senza sostanza, un castello in aria. L’unione di un obiettivo e di un piano d’azione ci fa fare finalmente un lavoro produttivo. Soprattutto nella vita privata.

Dunque per fare un piano, occorre partire dagli obiettivi. Cosa voglio?

Non ridete, vi prego. La cosa è seria. Vi giuro che anche gli alti capi li perdono di vista continuamente, li tradiscono, li dimenticano. Come se girassero vorticosamente nella loro casa, mettendo un po’di ordine di qua e di là, andando da una stanza (riunione) all’altra per poi bloccarsi e chiedersi un po’ imbarazzati: aspetta, cos’è che volevo fare?? Torni di qua, inizi a fare altro, ti viene in mente cosa ti serviva, torni di là, e….. Oh, no. Di nuovo.

Succede quando ci manca la concentrazione sulle cose importanti, e lasciamo che le nostre azioni si disperdano in mille rivoli inseguendo gli impulsi (in azienda questi impulsi si chiamano opportunità tattiche e sono quelle che puntualmente ti fanno deviare dagli obiettivi strategici. Tranquillo, che prima o poi arriva qualcuno a ricordarteli, qualcuno che ti chiederà: perchè non avete raggiunto questo e quest’altro obiettivo strategico? Le risposte possibili sono solo tre: 1. perchè era irrealizzabile e quindi sbagliato 2. perchè l’abbiamo cambiato insieme alla strategia (il che è certamente legittimo) 3. Perchè abbiamo pensato a fare altro. Il problema è quando la verità è troppo spesso nella risposta 3, e magari la la vogliamo far passare per la 1 o la 2.)

L’obiettivo risponde alla domanda cosa si vuole: mettiamo che tu voglia raggiungere il più alto numero possibile di utenti di un certo tipo con il tuo sito. Nel mondo del business un obiettivo deve essere S.M.A.R.T.: S sta per Specific – ok non ho detto che voglio perdere peso, ho detto che voglio perdere 5 kg. Ah sì, il sito: voglio raggiungere 1000 utenti registrati in tre mesi. Va bene così?- M sta per Measurable. – sì, ho una bilancia. E anche come contare i contatti.- Attainable & Realistic – non lo so, questo non lo so. Ma 5 kg o 1000 contatti mi sembrano fattibili. E infine Timely – eh no. Ora lasciami in pace. Le scadenze mi distruggono!

Penso che anche nella vita personale, gli obiettivi dovrebbero concretizzare e misurare i nostri valori e desideri “strategici”. Insomma vivere bene e’ una questione di coerenza strategica e di resistenza alle distrazioni.

(continua)

 

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13 Risposte per “Il piano d’azione – 1. gli obiettivi”

  1. maddalena scrive:

    Complimenti per il tuo sito e per gli argomenti tecnici spiegati molto bene alle mamme che magari li subiscono senza sapere che dietro ogni piccolo particolare c’e’ uno studio ben preciso.
    Grazie per la citazione dopo mom , ci siamo permessi di citare il tuo sito e talking village nei nostri preferiti e nell’ articolo sul mom scritto tempestivamente dopo una settimana! Se fosse un problema faccelo sapere
    a presto Maddalena

  2. silvietta scrive:

    ritrovo nelle tue parole tanti pensieri degli ultimi anni. sull’organizzaazione ci sono, e anche sulla dinamica nelle piccole cose… il problema è che devo lavorare su individuare l’obiettivo strategico macro (direi, che mission ha la mia "azienda – persona"?, se riesco a farmi capire..) quindi conto di starti dietro in questi tuoi post finché avrai polpastrelli per scriverne…
    grazie

  3. Flavia scrive:

    @grazie di tutto Maddalena, naturalmente non è un problema…anzi
    @Silvietta farò esercizi per rafforzare i polpastrelli :) fissare l’obiettivo per te stessa è la prima cosa; quando vuoi parlarne sono qui!

  4. silvietta scrive:

    ok. da che cosa si parte se non si ha avuto un insight in tenera età (tipo: farò il cuoco, l’astronauta, la giornalista e co.)?
    concordo che un obiettivo ci voglia, altrimenti si naviga a vista… ma come capire quale è il grande punto di sbarco? per ora mi sto muovendo "come l’aeroplano" (dicono che gli aerei non riescono a seguire una traiettoria su una linea realmente retta ma procedono per correzioni continue), ma avendo solo delle nebulose intuizioni sul futuro. Sarebbe meglio / dovrei /vorrei / mi aiuterebbe (anche questo è da sciogliere) identificare l’obiettivo finale, l’immagine futura da raggiungere?
    ….
    grazie flavia, per questi pensieri pre branda…. spero che i sogni mi aiutino.. intanto buona notte a te e ai tuoi pezzetti

  5. Mamma Cattiva scrive:

    Flavia, posso "intromettermi"?

    @Silvietta – Anche io ho sempre avuto il cruccio della mancanza di insight da piccola. O meglio, sarei dovuta diventare una ballerina, ma oserei dire (anche se lei lo nega fermamente) che lo volesse più mia madre che la sottoscritta. Devo cmq riconoscerle che dentro quelle scarpette scalpitava un’anima che qualche passione ce l’aveva. Forse proprio per trovare questa risposta difficile e dal contenuto pragmatico bisognerebbe partire comunque dalle nostre passioni. Fare una sessione di brainstorming, anche in solitaria o magari con un gruppo di amiche che ha il pregio di vederci dall’esterno, per scrivere su un pezzo di carta "cosa farei da grande se potessi partire da zero". Dal mio foglio risulterebbe complicato diventare un architetto o un interior design o un critico d’arte o un recensore di ristoranti ma ne emergerebbe in modo "semplice" che amo le cose belle e buone e magari potrei puntare a lavorare in un’azienda che produce arredamenti o cibo. L’ho fatta facile pur sapendo che facile non è ma spero ti porti qualche illuminazione. Dalle illuminazioni poi parte la scintilla…;)

    Fla’, come vado? ;)

  6. Flavia scrive:

    mi piace l’idea dell’aeroplano, è più realistica rispetto ai percorsi che spesso ci attendono. Io comuncerei col chiedermi non già esattamente "dove voglio arrivare?" (per quello sì, ci sono le visioni di cui ho parlato nel post del daydreaming!) ma "cosa mi piace fare, cosa amo visceralmente, cosa mi fa stare bene?" notte anche a te!

  7. Flavia scrive:

    @MammaCattiva direi che vai benissimo :) abbiamo commentato insieme. Io aggiungerei solo che gli obiettivi non sono necessariamente lavorativi del tipo "cosa voglio fare da grande". Possono riguardare innanzitutto noi stessi, cioè il tipo di persone che vogliamo diventare, e anche per questo si può fare un piano :)

  8. Marlene scrive:

    Ci provo anche io, metti mai ci esce qualcosa di nuovo da tutto ciò…e io amo le novità, mi caricano.

  9. silvietta scrive:

    Hai ragione Flavia, sono andata a riprendermi il post del daydreaming (ad aprile ero troppo fulminata per leggerlo lucidamente) ed è proprio quello che mi serve, solo che invece di correre a prendere un quadernetto per iniziare (fin tanto che la pupa dormiva), di palo in frasca di post in post son andata ancora leggendo un po’, ritrovandomi, riscoprendo, pensando nostalgicamente a quanto mi hanno imbrigliata, nell’ordine: la scuola, il bisogno di sicurezza (devastato dalla separazione dei miei), la peggior scelta universitaria che potessi fare (e il conseguente crollo edll’autostima).

    …e così ora pupa sveglia, nostalgia e niente quadernetto. Mannaggia, tutto da rifare. e dire che se avessi fatto la consueta lista TODO avrei ben visto che il quadernetto era un’attività AA++ :-D

    … è che qui c’è troppo materiale!!! :-D mi sa che mi devo svegliare, se no ne pubblichi ancora e come faccio???

    ok ok, al prossimo pisolino mi attrezzo :-D

    baci
    s.

  10. silvietta scrive:

    @mamma cattiva. Grazie del suggerimento e dell’esempio. In effetti un brainstorming ci potrebbe stare … purtroppo le amiche sono lontane, ma magati anche in solitaria ne tiro fuori qc… grazie!

  11. lastaccata scrive:

    Rubo l’acuta definizione di Silvietta : sento anch’io molto "aereoplano" e non riesco a focalizzare gli obiettivi. Forse voglio fare troppo, voglio fare tutto e in realtà non riesco poi a concludere molto soprattutto entro le scadenze che cerco di prefiggermi… I suggerimenti di Flavia sono ottimi, ma come si fa ad attuarli concretamente?

  12. Flavia scrive:

    cara staccata, le scadenze spesso sono una trappola, soprattutto se ce le fissiamo sui "grandi" obiettivi, che spesso hanno bisogno di sforzi superiori al previsto. un trucco per cominciare a mettere in pratica è questo:prendi un obiettivo (fatto?). ora spezzettalo in 4-5 sotto-obiettivi (fatto?). ecco, sul primo di questi pezzetti puoi fare una stima più realistica e darti una scadenza e delle risorse. ma anche se non la rispetti, non desistere ; anzi insisti :)
    la metafora dell’aeroplano è buona perchè anche se abbiamo in mente una destinazione, il viaggio è fatto di tanti sotto-pezzetti e quasi mai è una linea retta. buone pensate!

  13. silvietta scrive:

    stavo cercando qc per far passsare il tempo alla pulce e abbiamo guardato questo… ve lo dedico con il cuore: http://www.youtube.com/watch?v=6E9EXooqZBk (the little engine)
    buona notte


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