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I talenti delle mamme – L'innovazione

Pubblicato il 23 giugno 2009 da Flavia

“Non ho fallito. Ho scoperto diecimila modi in cui non funziona”: T. Edison (a proposito dei suoi esperimenti)

“Si deve andare per tentativi”: mia sorella (a proposito di pianto dei neonati, capricci alimentari di duenni, e così via)

VereMamme frequent flyers, lo so che per voi potrei chiudere questo post qui, perchè avete già capito il succo. Ma siccome qualcuno di passaggio potrebbe fraintendermi e denunciarmi per istigazione ad esperimenti sui minori, espando un pochino.

Voglio dire semplicemente che tra le skills di una mamma c’è il duro lavoro e la perseveranza, unito a una serena accettazione della casualità, la “inspiration” condita da tanta “perspiration”, e una leggerezza particolare, una fiducia nella “serendipity”. Se ci pensiamo bene queste sono proprio le doti degli innovatori-sperimentatori.

La capacità di provare soluzioni nuove, di nutrire la creatività propria e altrui indirizzandola su strade inesplorate, il tutto applicato a un business, è quello su cui ho sempre lavorato. Ma certo, siamo mamme, che cce vo’, ho pensato. No, non dico proprio così ai clienti, ma è sicuramente pane per i miei denti e sono molto felice di dare loro una mano.

Quindi, se pensavate che diventare mamma avesse dato un duro colpo alle vostre capacità professionali, io sono qui per smentirvi a furia di capocciate: non è vero, siete più creative di prima (potete esserlo se ci credete), e siete più predisposte al rischio, al tentativo, al miglioramento continuo, insomma all’innovazione.

Un’altra cosa che voglio sottolineare è che il fallimento, quando si è degli innovatori-sperimentatori, non deve spaventare. E’ un modo per imparare. Ho imparato quello che non funziona: sono sicuramente più vicina di prima a quello che funziona.

Per vedere se qualcosa funziona, gli sperimentatori fanno prototipi (e quindi tentativi) privi di qualsiasi vergogna, fregandosene se qualcuno storce il naso (si dice “quick & rough”, sempre per la vostra gioia anglofila). Come fai a sapere se qualcosa funziona se non fai una prova pratica? I fratelli Wright si sono schiantati non so quante volte prima di azzeccarne una. Giusto?

Il mio neonato di due mesi per calmarsi aveva bisogno di essere sbatacchiato con una violenza inaudita (per gli astanti, non per lui), per cui percorrevo il corridoio con lui in braccio saltellando e correndo. Forse si ricordava di quello sterrato di 7 km che avevamo percorso a Creta al sesto mese, quando gli era sembrato di nuotare nella pancia di mamma col terremoto e si era divertito un mondo. Certo io non l’avevo mai visto fare da nessuno, ma chi se ne frega, pensavo, basta che stia zitto.

E un’altra cosa degna di nota: gli innovatori rompono le regole. Per trovare le loro soluzioni non seguono i manuali, non vanno rigidamente “by the book”. Le regole, se mai, le rifanno daccapo, oppure le piegano e le adattano ai loro bisogni.

E questo mi piace.

L’innovazione ha tante facce, tanti “cappelli”. Questo era solo quello dello sperimentatore… Vi interessa anche quello dell’antropologo per caso? O quello dell’impollinatore? Allora ci ritorniamo.

 

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8 Risposte per “I talenti delle mamme – L'innovazione”

  1. Isa scrive:

    sei in vena filosofica, eh?! Molto bella questa riflessione; ne condivido appieno lo spirito. Tua sorella è una saggia: mi piaciono quelle frasi "short & sweet" che ne dicono tanto in cosi’ poche parole! ;-)))

  2. Chiara 2 scrive:

    L’impollinatore proprio no. Per questo mese ho già avuto abbastanza emozioni ;-)

  3. Mamma Cattiva scrive:

    Se posso permettermi, il manuale ancora non scritto ha il titolo "È solo questione di c…lo (sono una personcina educata). Così ho costantemente risposto alle amiche che mi chiedevano come facessi ad avere un figlio che dormiva e mangiava le verdure. È il fattore meno citato perché si crede che tutto dipenda da noi. Ma hai ragione sul procedere per tentativi ed errori e sempre con in mente il fatto (non sempre percepibile) che le tappe sono brevissime, tanto da spesso non riuscire a far tesoro del risultato acquisito. Parlo però da mamma di bimbi piccoli. Magari più avanti le fasi si allungano.
    Frequent Flyer…yes, I am :)

  4. Flavia scrive:

    @Isa, sì molto filosofica..
    @Chiara allora per te passeremo direttamente al "saltatore di ostacoli"
    @MC eh, io che sono una personcina fine l’avevo chiamato fattore serendipity :))))

  5. morena scrive:

    "…il fallimento, quando si è degli innovatori-sperimentatori, non deve spaventare. E’ un modo per imparare. Ho imparato quello che non funziona: sono sicuramente più vicina di prima a quello che funziona."
    Fantastico, realistico, positivo concetto. Una verità spesso dimenticata, soprattutto da chi sente (per auto-imposizione o imposizione altrui) di dovere essere perfetta in tutti i suoi ruoli, e pure contemporaneamente!
    Certo, ha ragione tua sorella, si va per tentativi. Per trovare la soluzione al dramma del momento, ma anche per conoscere tuo figlio, capire cosa gli piace e quando. :)

  6. Silvietta scrive:

    grande Flavia,
    mi piace questo post! sperimentiamo, sbagliamo e riproviamo… cresciamo…

    oltre al fattore serendipity però aggiungerei un commento sul fattore perseveranza da riconoscere alla mamma-sperimentatrice (questo per completare quanto scritto da MammaCattiva, è vero che la fortuna fa tanto, però a volte bisogna riconoscere come gestire la fortuna). Es. io sono stata molto criticata – come "ansiosa" – dall’assistente sanitaria perché scrivevo gli orari delle poppate, ma solo scrivendo e osservando quanto scritto mi sono resa conto quale fosse la dinamica che portava la pulce a dormire 8 ore o quali i fattori scatenanti delle coliche. Certo, lei è brava, ma volete mettere quando alla sperimentazione si accompagna l’osservazione?

    "Quindi, se pensavate che diventare mamma avesse dato un duro colpo alle vostre capacità professionali, io sono qui per smentirvi a furia di capocciate: non è vero, siete più creative di prima (potete esserlo se ci credete), e siete più predisposte al rischio, al tentativo, al miglioramento continuo, insomma all’innovazione."
    bello, ora me lo scrito.
    grazie
    a presto
    Silvietta

  7. ondaluna scrive:

    Pove ed errori, si, sicuro. Quando un neonato viene al mondo, e con i cambiamenti continui che è la sua crescita, si deve costantemente fare conto con la RELAZIONE, che si costruisce insieme, e che quindi non è mai prestabilita, pre-programmata, o che qualcuno può insegnarti secondo regole che non sono frutto di una reciproca scoperta. Isn’t it?

  8. Flavia scrive:

    Silvietta, Morena, grazie mille, mi fa piacere se ho toccato corde positive. Mi raccomando, continuate a commentare anche quando avete delle critiche o aggiustamenti da fare! :)
    Ondaluna, sì, anch’io la penso proprio così.


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