Corso preparto – quarta puntata

Pubblicato il 25 giugno 2009 da Ondaluna

L’incontro con il caposala, l’Ostetrico. Sì, nel mio ospedale è un uomo, dall’aspetto di una certa esperienza, dai modi sicuri ma non rudi, dal fare confortante ma deciso. Si è presentato alla lezione sul post-parto accompagnato da un altro ostetrico uomo (l’intento è sempre quello di farci familiarizzare con tutto il personale) che a vederlo sembrava Big-Jim stile palestrato e “quanto sò figo”. Sembrava giovincello, eppure durante la lezione abbiamo scoperto che è già padre di due figli: questo mi ha fatto riflettere sul fatto che spesso l’apparenza inganna, e spero che questo giochi a mio vantaggio.
Non sto dicendo nulla sulla lezione, vero? Sì, lo so, ma in realtà di questa lezione non c’è molto da dire. Ha parlato dei dolori da aspettarsi, tutti annoverati sotto l’etichetta di “non temete, è normale” (il fatto che sia normale li rende meno dolorosi?).
Dopo il parto, come detto altrove, si trascorrono due ore in osservazione prima della dimissione dalla sala-parto, periodo in cui il bimbo sta su una culletta termica, e se non ci sono complicazioni si sta accanto: “Piacere di conoscerti, io sono la mamma, bella giornata vero?”.
Subito dopo il parto e nei primi giorni di degenza vengono effettuati dei controlli fisici e delle perdite ematiche, che a sentir parlare loro non sono niente di eccessivo, li hanno paragonati ad un lungo ciclo mestruale (chissà perché parlano del post parto come se fosse una passeggiata), e viene verificata la cicatrizzazione di eventuali punti.
La sensazione che mi rimane alla descrizione di tutte le manovre fatto al bimbo nelle primissime ore di vita (taglio del cordone, termoregolazione, disinfezione degli occhi, valutazione dell’indice di Apgar, etc) è quella di una certa angoscia. Lo so che tutto viene fatto nel bene del bambino, ma l’idea che lo sbalzo da dentro a fuori sia talmente drastico è qualcosa che mi mette inquietudine: da assenza di peso, temperatura costante, assenza di ogni bisogno, ad un modo così difficile…

C’è un desiderio buffo che riguarda le prime ore dopo il parto, che avanza dentro di me; forse è serio, forse invece serve a sdrammatizzare: sto progettando cosa chiedere come primo pranzo dopo la nascita di mia figlia!

 

 

 

6 Risposte per “Corso preparto – quarta puntata”

  1. Silvietta scrive:

    Brava Ondaluna, tieniti stretto il desiderio buffo, è sicuramente quello più sincero e che si realizzerà.
    mentre mi "cucivano" e la pupa sul petto ciuciava, il mio cervello ha formulato il seguente pensiero "bè, ora me la merito proprio una coca cola, con ghiaccio, una fettina di limone e tante tante bollicine"… che romanticismo, eh?!?!
    a presto,
    s.

  2. ondaluna scrive:

    Silvietta, due cose mi vengono in mente mentre ti leggo e sorrido:
    1) i desideri che nascono da bisogni corporei, la coca-cola era un tuo bisogno "sincero"
    2) la parte sana ti spingeva a pensare "a te" (in una piccola cosa, d’accordo, ma pur sempre importante in quel momento!) dopo aver "dato tanto"!

  3. Flavia scrive:

    io ho mandato a prendere immediatamente un bel gelato al cioccolato. e una coca, sì. ricordi dolcissimi :))))

  4. caiacoconi scrive:

    cara ondaluna
    dovrei aggiornarmi con qualche puntata precedente che mi son persa per ovvi motivi, ma mi sembra da uqest’ultimo post che l’ironia stia prendendo il sopravvento e la trovo una cosa di grande aiuto!!!
    io non sono ancora pronta a parlare del mio parto e del subito dopo, forse a posteriori avrei dovuto indagare di più, accertarmi di ciò che sarebbe accaduto, ma comunque è andata come è andata e ho potuto recuperare una volta a casa quello di cui mi hanno privato.
    comunque nonostante adesso ti sembrino cose di relativa importanza penso che sia un bene che tu possa starci assieme durante "manovre e controlli"…
    per il resto la passeggiata è relativa, al massimo diventa un tour panoramico, ma è vero che è tutto normale e qualche giorno dopo non crederai al fatto che stai in piedi e tutto TUTTO il "negativo" è un ricordo lontano!
    un grosso in bocca al lupo!

    ah! ma tu hai anche un blog tuo? o scrivi solo qui?
    mi sa che te l’avevo già chiesto ma poi mi son persa la risposta!
    un bacio

  5. Mamma Cattiva scrive:

    Onda, cara, mi ricordi i sapori della sera prima di Leo: frutta cinese fritta regalatami dal ristorante cinese in cui sono andata, perché sembra che porti fortuna regalare cibo a una donna in attesa e i sapori della sera dopo: un bel panino al prosciutto crudo, alla faccia della toxoplasmosi. :)

  6. Silvietta scrive:

    grazie Onda, i tuoi due pensieri sono azzeccatissimi. Sai che ti dico? forse ora che mi sto arrischiando a scrivere un blog qualcosa sulla CocaCola ce la devo scrivere.
    grazie e buona notte.
    s.


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