Tra-SFORMAzioni

Pubblicato il 10 maggio 2009 da Ondaluna

Vorrei che la mia mente fosse capace di allargarsi così velocemente come la mia pancia. Non riesco a stare dentro al mio nuovo ruolo, alla nuova condizione, e paradossalmente questa condizione si impossessa di me senza permesso. Mistero che è la vita: spesso i permessi non ce li chiede. Penso che l’unica cosa da fare per me potrebbe essere arrendermi: alla realtà, a quello che sta succedendo, a quello che sto diventando. Me è proprio questo ciò di cui sono incapace, e me ne accorgo con rammaricante dolore.
In questa domenica di Maggio il sole del primo mattino brucia la pelle. Alle prese con diverse lavatrici per il cambio-stagione forse appena cominciato (mi riferisco a quello dei cassetti, non a quello meteorologico), mi accorgo che stare fuori a sciorinare biancheria è fastidioso. Tra ieri e oggi, all’improvviso, la temperatura si è alzata di molto, lasciando accadere ciò che più temevo. E’ arrivato il caldo.
Davanti al pc a passare il tempo tra le mie cose mattutine, mi levo d’istinto all’improvviso la maglietta del pigiama, con un gesto inconsueto che mi sorprende, e che mi lascia seminuda alla scrivania. Ho spesso attacchi di caldo improvviso che non mi riconosco come miei. Fa caldo anche in casa, o forse sono io che, contrariamente (odio ammetterlo) a come sono sempre stata, lo sento esageratamente, e mi toglie l’aria: di notte, di giorno, persino quando sto seduta senza muovermi.
Ieri sera, tornando a casa, MisterC ha proferito le sue amate parole: “è arrivata l’estate”; quella che da noi arriva all’improvviso e senza mezzi termini, senza transizioni. Lo ha detto con la sua consona gioia, quella che mi ha sempre coinvolto nel godere di una cosa tanto semplice ma che a lui dà tanta soddisfazione. Lui ama l’estate. Purtroppo per me, quest’anno niente mi sembra poter ritornare, niente come prima, tutto sembra da ridefinire.
Sono certa che queste parole scaturiscono dalla percezione di un momento di passaggio come può essere il cambio-stagione. Ed io, che sto passando attraverso qualcosa di ben più grande, lo sento ancora di più.
Se non fossi così, se riuscissi a muovermi, forse lascerei tutto per una breve vacanza. Ma sono come pietrificata. Sento il bisogno di gioia nel cuore, che muore sul punto di nascere. La voglia di fare si leva con energia per poi ricadere su se stessa consapevole di ciò che non riesco più a fare. Ho le gambe gonfissime, un gran senso di fatica, mi sento una non-me, e per la prima volta Maggio, il profumo di Maggio che tanto amo, mi terrorizza. Presagio di un percorso che non voglio fare, quello attraverso la stagione calda (e tuto quello che quest’anno significa per me), mi fa sentire un condannato in attesa di essere deportato verso il suo ultimo viaggio.
Sono momenti lo ammetto: non sto sempre male, non è sempre tutto brutto, riesco a sentirmi in grado di fare, di lavorare, e anche a darmi una smossa e trovare l’energia giusta per portare avanti delle cose importanti. La notte, nonostante dormire non è sempre qualcosa di scontato, mi dico che potrebbe andare peggio, e quasi ringraziando devotamente mia figlia e la convivenza con lei, penso che in fondo ce la stiamo cavando bene, e questo pensiero mi infonde ottimismo. Io e lei probabilmente non stiamo facendo troppo male il nostro dovere. Io e come percepisco il mio corpo è quasi tutta un’altra storia.
Il giorno in cui partorirò -mi dico mentalmente quasi raccontandomelo- l’aria sarà afosa. Forse la pelle e il respiro si saranno abituati al nuovo clima, che per la prima volta mi sembra più soffocante che mai, dato che respirare col diaframma compresso non è già facile di per sé. Lì inizierà il resto della mia vita. Qualcosa da cui non voglio proprio passare, anche convinta che non potrà essere senza gioie, ma che vorrei non dovesse mai cominciare. Rivoglio la vita di prima. E mentre dico questo, mi arrabbio con me stessa per questa incapacità di arrendermi, di lasciarmi andare, per la stoltezza nel desiderare quello che non posso avere, un tornare indietro che non è realizzabile. Indietro non si torna, non mi resta che scegliere di andare avanti.
Mentre io ostinatamente mi rifiuto di morire a nuova vita, penso che il seme dà frutto solo se muore.

15 Risposte per “Tra-SFORMAzioni”

  1. Renata scrive:

    Il caldo non aiuta e pensare troppo a quello che avrebbe potuto essere nemmeno. E’ normale abbattersi e desiderare di tornare indietro quando non si sta bene. Nove mesi poi sono tanti, passano in fretta ma non quanto vorremmo in alcuni momenti e quanto non vorremmo in altri. Non ti abbattere, parla con tua figlia, ascolta i suoi movimenti, la sua musica… sono momenti che non tornano più, non perderli arrambiandoti con te stessa, non ne vale la pena.

    Un abbraccio

  2. Laura scrive:

    magari il giorno che partorirai l’aria non sarà afosa, magari ci sarà un bel temporale estivo che spazzerà via tutta l’afa e renderà l’aria piu’ chiara!

  3. Laura scrive:

    ho scritto Chiara?

  4. Flavia scrive:

    rivoglio la mia vita di prima.
    quanto ti capisco, Ondaluna.
    cose che si scelgono, cose che ci succedono, tutte si mescolano e ci fanno male, e la tentazione più forte è aggrapparsi a quello che si era prima e non si è più. invece, in modo controintuitivo, come si scia, bisogna buttare il peso avanti.
    nel tuo caso, buttaci la pancia :)

  5. Chiara 2 scrive:

    Ho scritto una cosa del genere a un mese dal parto. Dal parto di Ettore, però. E lo scrivevo piangendo, in quei momenti di autocompiacimento nel dolore che spesso le gravide hanno. Lo scrivevo perché avevo paura di questo secondo figlio (e avevo torto), e pur di non dovermi confrontare con quella fatica avrei pensato persino a una fuga, a lasciare Luca e Amelia col nuovo alieno.
    Poi, ovviamente, è passata: Ettore è stata la cosa migliore che sia successa alla mia famiglia, forse addirittura meglio di Amelia, che senza di lui non sarebbe la sorella dolce che è ora.
    A volte penso che il dolore dell’attesa sia tutta scaramanzia, e dopo, rileggendo i nostri sfoghi, ci sentiamo così stupide… ;-)

  6. caiacoconi scrive:

    m’hai fatto venire i brividi ondaluna.
    sono pensieri che sfiorano anche me. e non so cosa dirti, perché mi racconto anch’io che quando lui sarà fuori da me sarà più semplice, potrò riapparteneremi e respirare coi miei polmoni. ma poi ci sono momenti in cui vorrei solo… non lo so nemmeno io.

    ti abbraccio, non so dirti altro mi dispiace

    claudia

  7. NU scrive:

    Mi ricordo perfettamente la sensazione… senza respiro!!! Soffocata non solo dal peso fisico, ma da tutta l’onda anomala che stava invadendo il mio corpo e lo spirito. Tutto mutava, ma io avevo paura di lasciarmi portar via… e oltre la paura, il senso di colpa per non rientrare nel cliché della donnaincintasuperfelice. Mi sentivo inadeguata al ruolo di madre e pensavo angosciata che il mio stato di infelicità e di paura influisse negativamente sul mio bimbo. I mesi sono passati così, con le nausee cerebrali… Infine ho dato alla luce piccolapeste e con lui, il mio essere madre. Un essere che è divenire, cara ondaluna… un essere che cresce con mio figlio…
    La nascita psicologica di una madre ha il suo momento di gestazione: bisogna accettarlo. Senza sensi di colpa e ansie inutili. Se possibile…
    Un abbraccio davvero di cuore, NU

  8. hai ragione a sentirti così.
    o per meglio dire mi ci riconosco appieno.
    mi fai tenerezza e mi riapproprio della tenerezza per me, per la donna gonfia e immobile di 10 mesi fa.
    e nemmeno un blog in cui narrarmi… :-)

    quest’estate mi godo di nuovo il caldo e le gambe sono di nuovo affusolate, e i vestiti leggeri e non appiccicosi, e stiracchiarsi è davvero riapprioriarsi di pelle e muscoli.

    ma passa, passa davvero. indiscutibilmente e lascia esiti completamente insperati, inaspettati.

    una sola cosa mi verrebbe da dire sul nascere, un figlio non è che uno di molti rinascere che si fanno, certo è un rinascere come madre.
    ma, come donna, è probabile che tu sia nata molte volte, lasciando in giro la pelle della vecchia donna che eri e che hai abbandonato. è una esperienza che conosci, e che è lì a disposizione …

  9. vale scrive:

    Non so se leggerai questo post, ma sappi che la persona che ti scrive sta piangendo. Piangendo perche’ ha avuto un aborto alla 12 sett. del suo terzo figlio, cercato, voluto gia’ amato da subito. Piangendo xche’ convinta che mai le sarebbe potuta succedere una cosa del genere. Piangendo perche’ dopo 2 gravidanze sa che cosa sono gli sbalzi d’umore x il caldo, x il peso, x il corpo che si trasforma e a volte spaventa. Piangendo perche’ forse non ti rendi conto di cosa stai vivendo, la "cosa" +bella del mondo, e non e’ un modo di dire. Lo so che a volte e’ difficile, ma la gravidanza e’ l’esperienza "difficile" piu’ bella, unica, imperdibile del mondo!!!!!

  10. Flavia scrive:

    ciao Vale
    di certo Ondaluna ti leggerà presto; in questo momento so che è fuori per qualche giorno. Ti capisco e ti sono vicina, e capisco il tuo sfogo…non posso aggiungere molto altro perchè qualche consolazione potrebbe suonarti banale. torna spesso, noi siamo qui.

  11. Laura scrive:

    Vale, per quello che puo’ valere, permettimi di dirti che ti sono vicina.

  12. ondaluna scrive:

    Cara Vale, permittimi di dirti che ti sono vicina anche io, nonostante tutto.
    Ho sempre difeso la mia possibilita’ di dire quello che provo, e lo stesso rispetto lo riservo agli altri.
    Ho sempre sostenuto che ogni maternita’ e’ diversa dalle altre, che ogni donna, ogni persona, vive la sua storia, perche’ viene da un passato che la rappresenta, vive un presente che la caratterizza e la differenzia dalle altre… il bello di tutto questo si chiama unicita’.
    Sono molto dispiaciuta per le tue lacrime e per quello che stai vivendo. E anche se per me e’ un’esperienza non facile, non significa che non ho il cuore di comprendere cosa significa amare, o cosa significa soffrire per un aborto. Io per prima non ho abortito, e l’ho fatto per scelta. Questo ci tengo ad evidenziarlo: se non avessi saputo cosa significa amare, non avrei accettato di attraversare le mie difficolta’ per scoprire quale meravigliosa avventura si nasconde dietro la fatica e la sofferenza.
    Io per prima questa mia bambina comincio ad amarla, anche se non mi piace negare le mie difficolta’ e fingere che non esistano coprendole con l’amore che provo per lei.
    Desiderare, un figlio e ancor di piu’ perderlo, e’ una grave perdita, ed anch’io piangerei al tuo posto.
    Ti ringrazio molto per la delicatezza con cui fai sentire la tua voce, anche se diversa dalla mia (ma qui la diversita’ e’ solo apprezzata come fonte di arricchimento reciproco). Spero che tu, nonostante le nostre storie siano cosi’ profondamente diverse, possa sentirti accolta nella liberta’ di essere te stessa.
    Rispetto te ed il tuo modo di scrivermi, mi auguro che stare tra noi possa esserti utile, e ti invito a considerare questo mio spazio come l’espressione di una personale esperienza, che nulla vuole togliere alla tua, ne’ a quella di altri.
    Con sincero affetto e partecipazione.

  13. vale scrive:

    Non volevo accusare ne’ incolpare nessuno di nessuna sensazione o emozione provata in una situazione cosi’ bella e ‘complicata’ allo stesso tempo. Era solo una specie di sfogo di fronte a una mia esperienza cosi’ inaspettata che mi ha portato da una gioia immensa ad un dolore infinito nell’arco di una frase:"mi dispiace, ma forse c’e’ un aborto….". Non ho minimamente pensato che tu fossi incapace ad amare ne’ che fossi una "lagnona" (come si dice dalle mie parti!). Anch’io gia’ cominciavo a lamentarmi dei gonfiori, della stanchezza e del peso, gia’ mi preoccupavo di stare attenta ai chili di troppo xche’ comunque tutti dicevano"stai attenta che dalla terza gravidanza non ti riprendi piu’!!!", e ho solo 28 anni , non mi volevo sfasciare completamente.Ma tutto ha cambiato prospettiva in un secondo, tutto e’ stato cancellato all’istante, perche’ quando si da per scontata la felicita’ di un evento cosi’ stupendo,che poi ti viene strappato via, letteralmente, senza motivo ne’ colpa, si vede tutto sotto una luce diversa. E scusami per la mia reazione, forse sono solo capitata nel posto sbagliato al momento sbagliato, ma non volevo fare la predica a nessuno. Navigo su questi blog x trovare conforto nelle belle esperienze delle altre future mamme e voloevo solo ribadire che la possibilita’di dare la vita ad una persona e’ il dono piu’bello che noi donne abbiamo ricevuto. Con tutte le sue immense difficolta’ al seguito. Ti auguro tanta vera e sincera felicita’, sicura che tra poco guardandoti indietro con una nuova vita davanti a te, capirai che ne e’ asolutamente valsa la pena e che nessuna passata tristezza potra’minimante ombrare la tua nuova vita di donna-mamma. Ti faccio tantissimi auguri e un grosso in bocca al lupo, sperando presto di condividere con te anche io questa stupenda avventura.

  14. Flavia scrive:

    Vale, resta! sei nel posto giusto nel momento giusto, nessuno si è sentito accusato… qui (ormai è la "regola della casa", come il vino) si parla di tutto e nessuno giudica o sentenzia. e il tuo dolore è profondamente compreso. anch’io l’ho conosciuto , quando cercavo il primo figlio, quindi non faccio per dire.. c’è un post di Raperonzolo tra le nostre testimonianze, si chiama "i lutti invisibili". parla proprio di questo dolore. eccolo, un bacione
    http://www.veremamme.it/mamamablog/2009/4/12/da-raperonzolo-i-lutti-invisibili.html

  15. vale scrive:

    Non cercavo consolazioni ne’ compassione, nessuna ci ha provato e proprio x questo mi avete fatto sentire "meglio. Non credevo che da quel mio primo post sarebbe potuto uscire qualcosa di piu’ di una discussione con una persone che si sentiva accusata, invece ho trovato donne mature, con le palle, pronte a difendere i propri pensieri proprio perche’ "propri". Un grazie sincero a chi mi ha "consolato" senza volerlo, anzi grazie proprio xche’ non ci avete affatto provato, e questo mi ha fatto molto meglio di chi ci prova da vicino


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