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Mamme in azione

Pubblicato il 16 maggio 2009 da Flavia

“Ciao Stefania! Come va il tuo nuovo lavoro?” chiede Cristina.

“Tutto bene… Mi piace, finora. Vedo clienti e progetti molto diversi tra loro, e viaggio ogni tanto. Prima invece, la testa mi si era come ingessata”

“Non ti ho mai chiesto cos’è successo esattamente. Cioè… come mai hai deciso di cambiare? Se ti va, eh”

“Certo. Beh, credo che si possa ridurre tutto a questo: avevo un sacco di idee, ma nessuna possibilità di attuarle. E quello è il modo migliore per farmi morire. Un giorno ho registrato nel dettaglio le ultime 48 ore di stress delirante raccontandole a due amici per mail, e rileggendomi ho capito che dovevo assolutamente andare via. I miei valori sul lavoro sono sempre gli stessi: impegno, trasparenza, e soprattutto tanta voglia di fare. Non potevo resistere in un ambiente fatto solo di “politica”, lentezza e rimbalzi continui ogni volta che provavo a fare qualcosa. E loro cercavano di convincermi che il problema era mio, che non mi adattavo. Allora, naturalmente, mi sono demotivata così tanto che ho cominciato a non avere neanche più le idee”

“Accidenti”

“Non che io sia un tipo molto flessibile. Ho la mia parte di responsabilità. Se avessi voluto veramente far funzionare le cose, mi sarei calata in un ruolo, sarei scesa più facilmente a compromessi e avrei recitato la mia parte. Il fatto è che non ci riuscivo proprio. Ho bisogno di divertirmi. E per divertirmi, ho bisogno di tradurre le mie idee in piani, i miei obiettivi in azioni. Altrimenti è come prendere un cavallo da corsa e lasciarlo per mesi chiuso in una stalla di due metri per uno. Impazzisce, comincia a sbattere la testa contro il muro”

“Bella metafora. Quello che dici è interessante, sai. Perchè se lo applico a me stessa, vedo che spesso soffro del problema contrario.”

“Cioè?”

“Troppa azione, cioè troppe cose da fare, senza le idee chiare”

“Ah”

“E non me ne rendo conto. Ma certe volte mi chiedo, perchè sto cercando di fare tutto quello che cerco di fare? Riordinare continuamente in giro. Preparare la torta per merenda il sabato. Cucinare tutto il giorno la domenica congelando porzioni per la settimana. Programmare e organizzare tutto, riempiendomi le giornate, senza mai fare una selezione: è tutto davvero così importante? Di sicuro se vado avanti così, le cose meno importanti saranno sempre i miei desideri. Quelli, vengono sempre per ultimi“

La praticità e l’organizzazione sono i suoi punti di forza, è così che Cristina riesce a gestire un lavoro part-time, due bambini, i genitori anziani. Ma è stanca. Si sta chiedendo per quali veri obiettivi ha lavorato e agito in tutti questi anni, insomma per realizzare quale idea di sè.

“Fossi in te, mi chiederei: cosa mi fa stare bene? Una giornata all’aperto ogni tanto? Allora al diavolo la torta, usciamo!”

“Gli obiettivi restano castelli in aria senza un’azione. Ma un piano d’azione fittissimo senza veri obiettivi diventa un affanno inutile, che ci svuota. Fare quello che ti piace e sentirti bene per come lo fai, invece, anche se impegnativo e stancante, ti ricarica di energie… Certo, detto così sembra troppo facile. Ma è già qualcosa dirselo!”

“Già, e si comincia facendo qualcosa di piccolo, per vedere l’effetto che fa… Per esempio, la prossima volta invece annoiarti per il pomeriggio passato a casa, chiamami… e andiamo a comprare una fantastica torta bell’e fatta!”

 

segue

l’email di Stefania

5 Risposte per “Mamme in azione”

  1. Mamma Cattiva scrive:

    Che ansia mi mette l’email di Stefania! Quella era una che girava per rotonde ;)

  2. giuliana scrive:

    alzi la mano chi non ha provato quello che prova stefania. il problema è che a un certo punto di perde il senso del lavoro, e quando succede non si può fare niente. non credo che c’entri la maternità con questo: ho molti amici nella stessa situazione, e tutti childfree. forse bisognerebbe rivedere l’organizzazione stessa del lavoro, oltre che adottare un atteggiamento di sano egoismo, in cui la priorità sia la qualità della vita. beh, non è così automatico…

  3. worldwidemom scrive:

    guardando mia madre ho imparato molto. sto imparando molto. al rovescio però.
    la vedo sempre in movimento, sempre che deve fare qualcosa. è fantastica e sa fare tutto. tutto è sempre al suo posto.
    alle 9.00 del mattino mi chiede cosa pranzeremo e ceneremo oggi e se magari ho pensato anche a cosa fare domani; in frigorifero ci deve sempre essere tutto. ogni giorno la spesa anche se solo manca un uovo…
    ma io non sono così. se riesco e ne ho voglia preparo per la settimana (preparare la domenica per la settimana lo facevo anche io! e forse lo rifarò con la seconda figlia…non so), se no me ne sbatto. sì, la cosa più difficile è FREGARSENE. Preferisco andare al parco con mio figlio e rimandare.
    Non sempre il giusto.
    Il punto è che mi sono messa a pensare a quello che è più importante. Piccole cose, piccole scelte, ma forse bisogna iniziare da questo…

  4. Flavia scrive:

    sono d’accordo con voi, e inoltre credo che il "sano" egoismo sia sano quando migliora la qualità della nostra vita e di conseguenza anche quella di chi abbiamo accanto…

  5. piattinicinesi scrive:

    quasi quasi sembrava parlassi di me appena un anno fa. eravamo tutti (non solo le mamme) nel panico più totale. bisognava solo dire di sì, adatarsi ai ritmi inutilmente selvaggi dell’azienda e alle paturnie umorali del nostro padrone. c’era la gara allo strisciamento, le idee venivano bloccate dai repsonsabili senza idee che avevano paura di perdere il posto. quando sono uscita da lì prima sono crollata, poi ho cominciato a capire che avevo dentro di me uan quantità i risorse inutilizzate, e il mio cervello si è sbloccato. questa piccola rivoluzione va fatta nella vita, qualche volta


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