Catalogato | Flavia blog, Libri, Ospiti

Le mamme non mettono mai i tacchi 1: mio figlio è iperattivo?

Pubblicato il 05 maggio 2009 da piattini cinesi

Dio salvi le mamme dal bambino iperattivo!

Le protegga, custodisca e sostenga nel doloroso compito di portare avanti la loro croce perché un figlio realmente iperattivo è un ostacolo durissimo da superare.

Ma bisogna chiarire cosa si intende effettivamente per iperattività.

Questo termine piace molto alle mamme. Va di moda. È riconducibile ad ogni angioletto colpevole di qualche sporadica marachella. È utilizzato con orgoglio perché la vivacità eccessiva di un bambino è comunemente associata all’intelligenza. Dire ad una donna che è la fortunata madre di un bimbo tranquillo, equivale a dare del deficiente a suo figlio… Quale madre non giurerebbe che ha in casa un piccolo demonio se non con l’intento di investirlo di scienza infusa?

Una precisazione è doverosa: il lemma è utilizzato spesso in modo improprio.

L’iperattività è una patologia piuttosto seria. Colpisce in prevalenza i maschietti, difficilmente sono stati riscontrati casi nel sesso femminile. Tranne qualche rara eccezione data da minuscole serial killer che si dilettano a decapitare le Barbie, il vero iperattivo ha il pisellino. La malattia può essere diagnosticata soltanto da uno specialista e solitamente non prima del raggiungimento dell’età scolare.

Comunemente per iperattività si intende quel nucleo di energia ingovernabile che ogni mamma giura di riconoscere nel proprio bambino. Ma definire iperattivo un bimbo provvisto di un’esuberanza comune è come confondere la lieve increspatura di un’onda con uno tsunami.

Mi sono documentata in merito: “L’iperattività, che letteralmente significa “eccesso di attività”è in realtà qualcosa di più complesso e si riferisce ad un insieme di comportamenti o “sindrome”, tra cui impulsività, attività senza sosta, irrequietezza, distraibilità, mancanza di attenzione, scarsa tolleranza della frustrazione, scarsissimo autocontrollo, scarse relazioni coi compagni, comportamento immaturo. Comprensibilmente, i problemi comportamentali sono spesso associati a disturbi dell’apprendimento e difficoltà nelle relazioni sociali”.

Letto ciò, quante di voi sarebbero ancora pronte a definire iperattivo il figlio? Il bimbo sano è roso dalla curiosità, è un concentrato di vitalità scalpitante racchiuso in un minuscolo involucro, è un esserino che ha bisogno di sperimentare più attività possibili per crescere. Non per questo è necessariamente affetto da iperattività. Sarò pazza, ma a me spaventa di più un bambino che se ne sta tranquillo in un angolo ad attaccare figurine di uno che scrive sui muri, lancia le posate in aria o fa le pernacchie alla maestra. Attenzione mamme: facciamoci un esame di coscienza! Non si può attribuire un aspetto patologico a quella che è la sana vivacità di cui è dotato ogni bimbo che si rispetti.

Oggettivamente esistono comunque bimbi che, pur non essendo iperattivi, possiedono un’esuberanza un filino più spiccata della media. Naturalmente mio figlio appartiene alla categoria. “Moto perpetuo”è soltanto uno dei suoi affettuosi nomignoli. Ma non me la sentirei di definirlo iperattivo. Nel suo caso, e in quello di molti altri suoi colleghi, è preferibile parlare di vivacità eccessiva o, se volete, di ipercinesi. A volte i suoi movimenti sembrano davvero compulsi e involontari; se gli chiedo come mai non sta mai fermo lui mi risponde: “Mamma, io ti voglio bene, ma lo devo fare”. Come si può controbattere una simile affermazione? Rassegnandosi e sperando che il futuro riservi momenti migliori…

Ho scoperto una curiosa regola matematica: il grado di sopportazione di una madre cresce in maniera direttamente proporzionale alla vitalità del figlio. Più un bambino sembra perennemente fluttuare in una nube di gas soporifero, più la madre afferma con veemenza che è un diavolo scatenato; più il figlio è sfrenato, più la mamma si rassegna a convivere con la sua vivacità senza sovradimensionarla.

Molte madri sono prive del dono dell’obiettività: alcuni bambini hanno scritta in faccia la loro vivacità: si capisce se un bambino corre tutto giorno soltanto dal come ti guarda. Altri, invece, dal come si muovono, o meglio, dal come non si muovono, ti fanno intuire che forse la sua mamma è un tantino esagerata. Per loro “comportarsi come un diavolo scatenato” significa scuotere per alcuni istanti l’assoluta immobilità. È chiaro che ogni tanto qualsiasi bambino respira, cammina, fa i capricci e parla. Questo serve a capire che è ancora vivo…

Esistono madri che hanno figli tragicamente vivaci e mamme che, in assoluta buona fede, credono di avere figli vivaci. La differenza, fidatevi, non è cosa da poco.

Per praticità schematizzo il tutto in questa tabella >>

 

Lascia un commento

Parliamone

email facebook friendfeed linkedin rss twitter wmi

Le conversazioni del Village

thetalkinvillage.com

E’ una lunga storia

Scarica il banner!

veremamme

Iniziative