L’angolo dell’esperto: la maritologa

Pubblicato il 29 maggio 2009 da piattini cinesi

Il suo nome circola tra le editor di lifestyle come una leggenda, ma il numero del suo cellulare è più riservato del codice d’accesso al caveau della Banca d’Italia.Tiene corsi in tutto il mondo, ma per stringerle la mano ci sono liste d’attesa di tre anni.

Angelina Jolie e Illary Blasi l’hanno voluta come personal coach per il loro matrimonio. “E’ un faro di saggezza” ha dichiarato entusiasta Brad Pitt, mentre Totti, in un’intervista esclusiva su “Vipz”, ha confessato “Per esse brava è brava. Solo che non ho ancora capito che ce sta a fa a casa mia”

Stiamo parlando di Luce Del Fallo, autrice del best seller “Non dirmi che ho le mie cose. Manuale di sopravvivenza per mariti incompetenti”.

- Buongiorno Luce e benvenuta a Veremamme

- Buongiorno Piattins, sono molto contenta di essere qui, davvero.

- Anche noi siamo contente. So che ci hai fatto un grande onore oggi , la tua agenda in questo periodo è fittissima di impegni

- Sì è vero, sono in tour per tutta l’estate con un ciclo di conferenze sul mio libro “Non dirmi che ho le mie cose”

- Libro che devo dire ha un titolo affascinante, Luce. Ma in un momento in cui sono tutti concentrati sulle donne, come mai ti è venuto in mente di occuparti dei mariti?

- Eh be Piattins, proprio per quello, è ovvio. Cioè, io avevo fatto questo corso di coach motivazionale, no? E mio ero anche iscritta al sito trovailtuocoach.org, con nome, indirizzo, mail e tutto, no? tra l’altro tra parentesi è stato pure uno svenamento perché ti chiedono un sacco di soldi per iscriverti, però non mi chiamava nessuno…

- Ma come mai, eravate troppi?

- E brava, hai capito, troppi coach e quindi a un certo punto non ti si fila più nessuno. Ti devi distinguere, devi diversificare…e allora a un certo punto parlando con i miei amici mi sono resa conto che tutti avevano paura delle mogli, delle fidanzate, e anche delle suocere.

- Be, quello delle suocere è un classico. Ma addirittura paura? Non è che stavano esagerando?

- Anch’io lo pensavo all’inizio. Ma poi mi sono fatta uno schemetto è ho identificato quella che io chiamo la sindrome da “uomo ombra”.

- Sindrome da uomo ombra? E che sarebbe?

- La sindrome dell’uomo ombra è quella patologia per cui un uomo, di solito coniugato da un numero consistente di anni e con uno o più figli ( generalmente in età prescolare) a carico, teme il rientro a casa come la massima iattura possibile della giornata. Per cui esce tardi dal lavoro, infila la chiave nella toppa con precauzione e cammina rasente i muri evitando di farsi notare, rassegnato al fatto che qualunque cosa faccia o dica la moglie lo accuserà di aver sbagliato e lo farà sentire colpevole di qualche mancanza che lui nemmeno ricorda. E’ un uomo soggetto ad attacchi di panico, che rifiuta la comunicazione, è convinto che non ci sia speranza di redenzione e ha come unico desiderio quello di rimanere da solo a casa a guardare la tv.

- Ma è terribile! E come si rimedia a questa sindrome?

- E’ un lavoro lento e faticoso, che consiste nell’apprendimento di complicate regole di decodificazione del linguaggio

- In che senso decodificazione del linguaggio? Ma parli di coppie miste?

- Le coppie miste lasciale stare che ci sto ancora lavorando. No, io parlo di comunicazione italiano-italiano

- E c’è bisogno di decodificare?

- E certo, perché c’è italiano maschile e italiano femminile

- E non sono la stessa cosa?

- E no, certo che no

- Ci fai un esempio?

- Ma certo. Mettiamo una coppia con abitudini consolidate. Lui esce una volta a settimana con i suoi amici. Lei una volta l’anno. Tutto sembra procedere a maraviglia quando lei una sera sbotta: “tu sei sempre fuori mentre io non esco mai!”

- Mi sembra di averla già sentita questa conversazione. Interessante. Che si fa?

- L’istinto di lui ovviamente è quello di replicare. Dopo aver registrato 25.000 conversazioni  ho tracciato un simpatico schemetto che individua diverse tipologie di risposta, tutte sbagliate.

- Come tutte sbagliate? Fammi un po’ vedere…

- Ecco, guarda pure. Qui in basso abbiamo la tipologia “stica”

- Stica?

- È un po’ truzzo come termine, lo so, ma è una “short word” molto efficace per riassumere questa tipologia. L’atteggiamento stica, in sostanza, è quello di chi dice “e adesso te ne accorgi?” o anche “pensavo ti bastasse martoriare le tue amiche al telefono senza aver bisogno di farlo di persona” o ancora “come vuoi uscire? ma se svieni sul letto tutte le sere alle 10.30!”

- Un po’ sgradevole come atteggiamento, in effetti

- Dì pure molto sgradevole. Poi abbiamo il vittimista colpevolizzante, quello che reagisce dicendo “non vorrai togliermi l’unico legame con il mondo che mi è rimasto” o anche “il mio amico Gaetano sta attraversando un momento terribile. Se non esco con lui si butta da un ponte”

- Un colpo basso

- Bassissimo. Ma arriviamo all’ultima tipologia, quella del propositivo incoraggiante, quello che dice “hai ragione, cara, organizzati ed esci”

- E ma scusa, neanche questo va bene?

- E no, chiaro, perché se fosse così facile la moglie non avrebbe alcun motivo di lamentarsi. Il propositivo incoraggiante, più propone e incoraggia, più scivola nella tipologia irritativa.

- Ma perché?

- Perché non si rende conto che nella frase “tu sei sempre fuori mentre io non esco mai!” si nasconde la sindrome da rosicamento dietrologico.

- E in cosa consiste questa sindrome?

- Eh, consiste nello scaricare su un altro le ragioni di una propria difficoltà.

- E ma che si fa in questo caso?

- Si decodifica. Se la moglie si lamenta del fatto che lui esce in realtà sta rosicando ha difficoltà ad uscire, mentre lui ci riesce benissimo. Magari perché non trova qualcuno con cui farlo, perché ha nostalgia di una situazione pre-coniugale che vede perduta per sempre, perché non riesce a staccarsi dai figli o liberarsi dai sensi di colpa, o per altri mille motivi.

- Quindi il marito dovrebbe prima cercare di capire perché lei si esprime in questi termini?

- Certo, e poi ribaltare lo schema del rosicamento dietologico, che è deleterio. Per esempio se lei gli rimprovera di uscire sempre lui potrebbe dire. Ok, la settimana prossima non esco, esci tu. Lei avrebbe una specie di risarcimento emotivo, si sentirebbe più tranquilla e troverebbe la determinazione per organizzarsi e uscire.

- Non facile però. E se non funziona?

- Io propongo sempre di aspettare due o tre settimane

- E se non funziona lo stesso?

- Diciamo così, Piattins, per fare andare bene le cose bisogna essere in due.

- Sono d’accordissimo.

- E visto che ognuno deve fare la sua parte, se la decodificazione, il ribaltamento dello schema rosicante e l’offerta di fare da solo il cambio di stagione non funzionano io consiglio un saggio ritorno allo schema sessista

- Lo schema sessista? E sarebbe?

- Sarebbe che lui la guarda e chiede “Ma che hai le tue cose?” e poi esce con gli amici.

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17 Risposte per “L’angolo dell’esperto: la maritologa”

  1. Laura scrive:

    Di’ la verità : che eri nascosta dietro la tenda, ieri sera, a casa mia.

  2. my scrive:

    ahi
    se mio marito legge sto post sono fritta

    da noi i ruoli sono esattamente opposti
    io esco (più di) una volta a settimana, ovviamente facendogli trovare ogni sera cena in tavola, riassettando (quasi) sempre la cucina, preparando per il giorno dopo, lavorando a tempo pieno, etc

    lui esce pochissimo, le poche volte su mia insistente sollecitazione e organizzazione, perchè lui, poraccio, lavora tutto il giorno, e non riesce a organizzarsi anche per uscire!!!

  3. pensata scrive:

    e io ogni volta che ti leggo rido come una matta da sola davanti al pc…prima o poi per colpa tua mi fanno internare :-D

  4. Isa scrive:

    spero che questa esperta tornerà a trovarci presto! :-))))

  5. piattinicinesi scrive:

    @laura scene di vita vissuta eh?
    @my ma lui è contento o si lamenta? perché se uno è contento va bene, se si lamenta che trovi un equilibrio, ma Luce la vuoi a casa? non è come Gajardo, non chiede euri…
    @pensata il bello è che rido pure io, da sola, mentre scrivo. cioè proprio scrivo, mi leggo e rido….la follia
    @isa penso di sì ;))

  6. Flavia scrive:

    verissimo , il rosicamento dietrologico è una vera iattura!!

  7. M di MS scrive:

    Luce era sicuramente anche a casa mia ieri sera!

  8. MAQ scrive:

    da noi il marito porge sempre la risposta "allora esci tu, cara".
    in effetti, però, mi ci è voluto un po’ di tempo per buttarmi e liberarmi dalla convinzione "senza di me il mondo crollerà".
    ora, quando esco e sento dietro la porta di casa pianti e rumore di stoviglie infrante, devo dire che entro in ascensore con una certa voluttà! in qualche modo se la caveranno…

  9. Isa scrive:

    @MAQ, mi hai fatta sorridere ;-) "con una certa voluttà": ecco come sbarrazzarsi dei sensi di colpa! lol E poi sottolinei una cosa al mio parere molto importante, cioè che spesso si costruisce la propria prigione pensandosi indispensabile. Credo che la liberazione comincia quando una diventa consapevole che non è affatto cosi’, che non è sempre indispensabile e si’, che se la possono cavare anche senza la mamma qualche volta! :-)

  10. Flavia scrive:

    @my ma le cene e rassettamenti e i compitini da brava moglie sono per tacitare i sensi di colpa? se lui non esce è perchè si impigrisce, mica perchè si sacrifica per fare uscire te…?!
    comunque lo sai che se lui sta (solo) mettendo la tavola e io sto lavorando al pc mi viene un senso di (neanche tanto) sottile disagio e la cosa mi fa arrabbiare tantissimo? mi sembra che non stia bene, ma ricaccio quella cosa ancestrale millenaria giù in fondo in fondo e continuo a fare quello che sto facendo. pensate un po’ come stiamo messe.

  11. my scrive:

    piattina, il mio marito rosica!
    lui è donna!

  12. piattinicinesi scrive:

    direi che la strada da percorrere è meno rosicamento dietrologico e più uscite per tutti, da soli o in compagnia, che ne dite?

  13. marilde scrive:

    Io mi riallaccio al senso di sottile disagio a cui accennava Flavia perché penso che siano pochissime le donne che ne siano immuni. Io per lo meno non lo sono. Ma la differenza penso sia data dal fatto che una donna decide di crogiolarsi o meno in quel disagio, o piuttosto si incazza con il medesimo e continua a fare cio che sta facendo: computer o altro. E che la strada sia in quel "più uscite per tutti" di Piattini o anche a casa al computer ma…con quella certa voluttà di Maq. Il piacere contro il dovere per riassumere. Che a me piacciono tanto le parole di Jung quando dice che è inutile che ce la meniamo tanto a insegnare ai figli a stare bene. Molto meglio stare bene noi, fare la vita che ci piace. Che loro di conseguenza apprendono dalla nostra esperienza. (insomma lui l’ha detto in modo più serio, ma il succo è quello…)

  14. Flavia scrive:

    Marilde, io mi sono segnata le frasi del tuo libro che più mi sono piaciute e uno di questi giorni le metto tutte in un post. Perchè tu sei forte e mi piaci un sacco.
    E ora come la mettiamo con questo duenne che con la sua manina ciccia mi sta tirando via? Non è che tutto ha origine lì, da questi primi richiami d’amore irresistibili a cui non possiamo e non vogliamo sottrarci? E poi finiamo per confondere i doveri con l’amore? (piegarti il pigiama? ma hai 40 anni cavolo)
    Vabbè vado a fargli un bel bagnetto che è lercio. E sta facendo troppo casino :) il duenne intendo, non il quarantenne.

  15. marilde scrive:

    Oh il post con qualche frase del mio libro mi commuove in anticipo, e la stima è reciproca. E il duenne con la manina ciccia che ti tira via dal computer è irresistibile. Da qui in avanti avrà un sacco di tempo per capire e rispettare i tempi altrui. Ma a due anni è ampiamente esonerato. Vai con il bagnetto!

  16. piattinicinesi scrive:

    la manina che tira, quell’amore totale, incondizionato e terribilmente egoista dei nostri figli sono esperienze irrinunciabili. basta saperlo. lasciando nell’angolo della testa e del cuore la consapevolezza che presto tirerà altre mani, richiederà altre attenzioni.
    e questo lavoro di dedizione e distacco va fatto in tutti i rapporti.

  17. my scrive:

    arieccomi, scusate la latitanza marina :-)

    i lavori li faccio per diversi motivi:
    1) altrimenti quando torno lui è ancora li’, tutto sudato, che fa cio’ che io faccio in 5 minuti, lamentandosi di quanto è meschina la sua vita
    2) perchè altrimenti li devo fare il giorno dopo
    3) perchè mi fa sentire terribilmente GANZA riuscire a fare tutto, e pure uscire e svagarmi

    i sensi di colpa, sui lavori, no. non li conosco.
    sul bambino si.
    e infatti 90 su 100 le mie uscite sono dopo le 21.30


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