La nostra prima relazione

Pubblicato il 25 maggio 2009 da Ondaluna

Quando uscirai dalla mia pancia, cominceremo ad interagire con te, e la tua personalità si formerà anche grazie a quel che noi faremo insieme. Adesso che sei lì dentro, da un pò di tempo ormai, sento te in modo del tutto diverso. E’ istintuale ciò che fai e decidi, ora che cominci ad esprimerti con individualità, e anche se sei immersa in me, in relazione con me, c’è ancora un indistinto io-tu che ti rende “pura” rispetto a quanto noi potremo influenzare la tua crescita.
Ti ho sempre desiderato come tuo padre: calma, tranquilla, serena. Imperturbabile. Ma prendo lentamente consapevolezza che quel tuo essere così “distinta” da me, che tanto mi ha tranquillizzato, che ha calmato le mie paure quando sentirti diversa da me mi dava pace, comincia a prendere un senso differente.
Ti sento come altro dentro di me, e comincia anche a piacermi. Ti sento altro rispetto a me, ma comincio a comprendere che è perché siamo uguali. Sento in te la mia ribellione, la mia inquietudine, il tuo opporti a ciò che ti si presenta. Sento la tua forza, non oppositiva, ma vitale. Mi fa tremare la consapevolezza che in questo potresti somigliarmi.
Mi imponi cose che non sono mie, e quando all’inizio di questa gravidanza mi immaginavo questo, ne restavo terrorizzata.
Come reagisco ora a questa rivelazione? Mi stai insegnando a cedere amorevolmente: cammino per calmarti, sopporto i tuoi risvegli, accetto il tuo modo di manifestarti per come sei. Non sembri in armonia con i miei progetti, ma questa diversità mi trova flessibile ed assecondante, come una madre dovrebbe essere. A volte mi fa arrabbiare, come ad una madre accade. Questa diversità mi stanca e mi dispera, come è normale che sia. A volte ci arrabbiamo l’una con l’altra, io e te, mi sembra proprio di immaginarlo così. Ma è un conflitto pieno della nostra capacità di restare insieme. Cosa potremmo fare altrimenti? L’amore lega, anche nella difficoltà. E forse, aiuta a superarla.

6 Risposte per “La nostra prima relazione”

  1. pensata scrive:

    Questa introspezione e queste lunghe riflessioni sulla tua gravidanza sono davvero molto interessanti, affascinanti, e il fatto che tu le stia scrivendo li rende tangibili, adesso probabilmente ti stanno aiutando ad affrontare il delicato momento (nel bene e nel male) ma son sicura che tra qualche tempo rileggendoli ti aiuteranno ancora di più, e probabilmente sarai una mamma migliore di quelle che si son sempre sentite "sicure e pronte" durante la loro gravidanza, io sono stata una di queste, ma sono convinta che solo il tempo ed i miei figli potranno dire se sarò stata una buona madre.

  2. stefy scrive:

    è bello che tu abbia già questa consapevolezza!!… io mi sono resa conto solo dopo la nascita nel vedere i bimbi crescere che loro hanno la propria forte personalità ed indipendenza… soprattutto quando è nato il mio secondo ho osservato ed osservo quanto sono diversi tra loro e quanto forse la nostra presenza li accompagni e li aiuti a conoscere il mondo ma non incida sul loro carattere, sui loro gusti e preferenze.
    Se già comprendi che la tua è e sarà una "lotta"… fidati che lo sarà molto di più… i figli ti mettono contiunamente alla prova, sempre al limite, per testare fino a che punto possono spingersi!! buona prosecuzione!

  3. Mamma in 3D scrive:

    Quando da ragazzina vedevo le donne incinte, invidiavo quella rotonda promessa, mi domandavo che effetto facesse portare in giro un corpo così fortemente simbolico. Però, finché non ci sono passata, non immaginavo la sensazione del continuo movimento, della compagnia e della relazione, come dici tu, con un individuo che è dentro di te ma che è già altro da te.
    La cosa che ancora ricordo bene delle mie tre gravidanze è come il modo di muoversi dei miei tre bambini sia stato ogni volta diverso e soprattutto come poi io ne abbia riconosciuto le differenti caratteristiche nei primi gesti in culla e ancora adesso nei caratteri. Perciò fai bene, secondo me, ad ascoltarla sin d’ora la tua bimba. Perché puoi già imparare a conoscerla. E’ già lei.

  4. Chiara 2 scrive:

    Ma sono solo io la creatura bestiale e indifferente che non si è mai posta il problema del dentro, ma solo del fuori? Mi spiego: quando i miei figli erano dentro, non li sentivo né più né meno che come un movimento intestinale. Mi dava fastidio la loro prepotenza (soprattutto nel caso di Ettore, che mi tirava botte da orbi), ma proiettavo tutta la mia relazione con loro sul fuori. OK, erano dentro di me ma diversi da me, ma il fatto di aver dentro un corpo estraneo non mi pareva né più né meno che avere dell’aria nella pancia. Sarà che ero troppo impegnata a sostenere il loro peso… ;-)

  5. ondaluna scrive:

    Chiara, mi ritrovo molto nelle tue parole. Non è facile pensare al "dopo", e se mi spingo a farlo è per bilanciare un’assoluta incapacità di gioire delle sensazioni attuali, che per me non sono affatto facili. In che senso? Nel senso esatto che dici tu: mi concentro troppo nel sostenere il suo peso per pensare a quali implicazioni ha per me il farlo. Specialmente adesso, che comincio ad essere stanca di portarmela dietro, provo a chiedermi cosa ci sarà di bello, quando potremo vederci in faccia, oltre al fatto di non doverla "portare" solo io. Quindi sposo pienamente il tuo commento e contraddico i tuoi aggettivi di "bestiale e indifferente": credo si tratti anzi di essere assolutamente centrati sul compito, "portarli", appunto. Riguardo alla loro prepotenza… anch’io la noto, mi riesce difficile starci, esattamente come per te: è per questo che penso alla sua personalità emergente, al suo "caratterino"…

  6. Flavia scrive:

    :) comunque i commenti di chiara mi fanno sempre ammazzare :)


Lascia un commento

Parliamone

email facebook friendfeed linkedin rss twitter wmi

Le conversazioni del Village

thetalkinvillage.com

E’ una lunga storia

Scarica il banner!

veremamme

Iniziative