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Il marketing della conversazione, bottom-up: se e come i blogger possono iniziare un dialogo con le aziende

Pubblicato il 01 maggio 2009 da Flavia

Da qualche tempo un segmento particolare della blogosfera italiana, quello delle donne e mamme blogger, gode di una certa attenzione da parte dei media ed è in particolare fermento (basta osservare il proliferare di aggregatori). Alcuni dei temi emersi nelle loro discussioni sono proprio quelli di cui avevo già parlato qui: l’insofferenza per modelli culturali anacronistici e stereotipati.

Contemporaneamente, le prime aziende del largo consumo hanno cominciato ad “approcciare” i blogger con delle operazioni di buzz, talvolta destando alcune perplessità dovute alla tendenza a riapplicare le logiche del marketing tradizionale (ad esempio “la conferenza stampa”) a dei “media”, i blog, che invece sono un mondo completamente diverso.

In USA, il mommy blogging è un fenomeno massiccio e consolidato e il rapporto con i brands si è evoluto in varie forme e direzioni. Sarebbe facile aspettarsi che anche noi seguiremo tra poco questi modelli, secondo la regola della “decina d’anni di ritardo” sui fenomeni USA.

Certo, direte, le donne responsabili d’acquisto sono il target per eccellenza delle grandi aziende del Fast Moving, e se le blogger influenti parlano bene di un prodotto, si genera word of mouth positivo tra le loro lettrici. Logico quindi, che le aziende entrino in contatto con le blogger più seguite per ottenere citazioni dei loro prodotti. Ma le blogger hanno una loro personalità, una loro linea editoriale, selezionano criticamente le loro fonti, “non fanno copia-incolla di un comunicato stampa” , e molte percepiscono giustamente un “post-marchetta” come una stonatura che offende la sensibilità delle lettrici. Richiedono, insomma, stimoli intellettuali e motivazioni maggiori.

E se esistesse un’altra via? Se noi ci rifiutassimo di essere un target, con tutto il suo significato passivo, e invitassimo le aziende a superare una volta per tutte la termonologia kotleriana ispirata alla guerranoi delle iniziative per influenzare dal basso il rapporto con i brands, aggregandoci intorno a dei valori chiave e facendo delle precise richieste sulle tipologie di interazione, cosa potrebbe succedere? (target, campagne, etc) per iniziare attivamente a dialogare? Se prendessimo

Le aziende ci seguiranno? E quale sarà il rapporto tra blogosfera e brands in Italia? Non posso saperlo, ma spero che si riduca a poche semplici parole: vero dialogo, e vera collaborazione.

E non mi meraviglio se i primi segnali di questa nuova cultura provengono proprio dalle donne. Io credo profondamente che in questo momento le aziende e i consumatori possano sviluppare nuove forme di collaborazione per l’innovazione, per l’ambiente, per una migliore qualità della comunicazione, anche per eventi pr o promozioni intelligenti, mai viste prima. L’importante è aprire dei canali di dialogo, e tenere alta la qualità di quel dialogo. Con un gruppo di donne blogger ci siamo incontrate e abbiamo parlato di queste cose. Abbiamo spiegato che il marketing in relazione ai blog non è necessariamente da demonizzare, ma che da questo incontro possono nascere buone iniziative, se si può realizzare un nuovo empowerment del consumatore.

Per continuare a parlarne, nel mio sito www.veremamme.it esiste una sezione che si chiama Marketing della Conversazione, da cui è nato un progetto ambizioso: Powered by People.

Il Marketing della Conversazione di VereMamme è un luogo nuovo e ibrido, pensato sia per gli “addetti ai lavori” che conoscono bene le tematiche del web marketing – in particolare le tesi innovative del marketing partecipativo dell’era 2.0 – e vorrebbero vederle messe in pratica, sia per le tante lettrici, responsabili consapevoli degli acquisti familiari, che si accostano con curiosità a questi argomenti (e anche un po’ di diffidenza) e desiderano dire la loro.

Ma perchè sono qui a raccontarvelo? Perchè la prima azienda che ci ha ospitato ed ascoltato non ha un nome da poco: è stata Barilla, a Parma, proprio in seguito a questo post su OMB. Ecco la presentazione che abbiamo portato in Barilla, ed ecco alcune foto della giornata.

Il primo progetto di conversazione online nato da questo incontro sono I diari delle Spighe. Da oggi, un folto gruppo di donne blogger che partecipano a Powered by People terrà un diario personale per condividere con l’azienda e gli altri lettori la loro esperienza di un nuovo prodotto. E’ il nostro primo progetto Powered by People e da qui, ne sono convinta, possono nascere molte altre cose: giornate di formazione nelle aziende, sviluppo e incubazione online di nuove idee di prodotto o di comunicazione, eventi speciali.

I next steps?

Stiamo finalizzando il manifesto di Powered By People, perfezionando il nome per renderlo ancora più distintivo, e preparandoci a rendere nota l’iniziativa in tutte le sedi e presso tutti gli interlocutori più qualificati, a cominciare dalle agenzie. Vi terrò aggiornati.

Per cominciare ne parlerò al prossimo MaM Camp, a Milano il 23 maggio.

Seguiteci… spero che ci sarà da divertirsi.

 

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