Brutto anatroccolo ad intermittenza

Pubblicato il 09 maggio 2009 da lastaccata

Quando sono nata ero una bambina splendida. Schizzata fuori dal ventre di mia madre con un parto precipitoso, non avevo l’aspetto di un pugile sfinito dal dodicesimo round. Ero rosea, paffuta, con una massa di capelli corvini lunghissimi. Bella. Questo l’aggettivo che mi sono sentita ripetere fino alla nausea fin dalla più tenera età. Ho continuato ad essere una bella bimba fino all’età di dodici anni. Poi mi sono spuntate due tette enormi che, nella loro ingombrante fisicità, sono riuscite a fulminare quella parte di neuroni ancora pensante nel mio microcefalo involuto. Le ho ereditate da mia madre, calabrese DOC, formosa dalla radice dei capelli fino alla punta delle dita dei piedi. Io no: ero esile, riuscivo agevolmente ad infilarmi in una taglia 40. Le tette di mia madre stonavano in quel corpicino sottile. A quindici anni pesavo 45 chili, 5 dei quali erano tette.

Detestavo mettermi in costume: fare una passeggiata era una sofferenza. Sentivo tutti gli sguardi puntati su di me, e non puntavamo certamente ai miei occhi. Ho sempre avuto un bel sorriso, ma credo che nessuno ci abbia mai fatto caso. Ho pensato bene di mettere su 25 chili tanto per riequilibrare l’insieme e soffocare così le tette in un mare di ciccia.

Il risultato? Sono stata obesa dai 15 ai 20 anni. Un’obesa con due tette enormi. Ho vissuto per anni una sorta di bulemia: non vomitavo perché è una pratica che mi ha sempre fatto orrore, ma usavo di nascosto il lassativi dopo le mie abbuffate clandestine. E piangevo, tanto, soffocata in un corpo che non era più il mio. E litigavo, tanto, con mia madre che mi rimproverava perché era stata tanto brava da farmi nascere bella e io sprecavo quel dono del cielo abbuffandomi di schifezze. Non capiva che assieme a tanta avvenenza mi aveva lasciato un eredità scomoda che non riuscivo ad accettare.

Sono sempre stata dignitosamente intelligente, ma nessuno sembrava accorgersene. Anche se ero fra le prime della classe ero soltanto “quella taaaaaaaanto bellina”. L’intelligenza passava in secondo piano. Poi, quando ho messo su ciccia, qualcuno ha iniziato ad accorgersi che possedevo un cervello anche se funzionava in modo distorto. Sono così diventata quella divertente, l’animatrice della comitiva, quella con la battuta sempre pronta, quella sempre disponibile a passare il compito di italiano perché tanto abile con la penna da riuscire a partorire anche tre temi nell’arco di due ore. Ma nessuno mi invitata ad uscire. Intelligente, si . Ma irrimediabilmente cicciona.

Intorno ai 20 anni una mia amica mi ha chiesto di farle da testimone di nozze. Ho accettato con gioia, ma istantaneamente mi sono vista sull’altare accanto a lei, l’incarnazione della Barbie. Io? Una polpetta vestita a festa. No, avrebbe stonato con l’insieme. Così ho perso quasi quindici chili in meno di tre mesi. Avevo di nuovo un aspetto umano, ma loro rimanevano testarde al loro posto.

Le ho fatte fuori, alla fine, affidandomi alle abili mani di un chirurgo che mi ha regalato una nuova vita. A 22 anni, dopo 7 ore di intervento e 2 mesi di dolori insopportabili post-operazione, ho ripreso a sorridere. E sono ritornata la bella bimba di sempre. Ho conosciuto mio marito poco dopo, prima non avevo avuto che brevi flirt che duravano lo spazio di un paio di uscite. Non consentivo a nessuno di andare “oltre”. Ho sempre avuto il sospetto che uscissero con le mie tette, non con me.L’unico uomo che mi ha avuto anche in senso biblico l’ho sposato 12 anni fa e non me ne sono ancora pentita.

Dopo l’operazione, e aver buttato giù 25 chili, se mi capita di incontrare qualcuno dei vecchi compagni di scuola oppure gente che non vedo da secoli impiego un quarto d’ora per spiegare chi sono. Stentano a riconoscermi.Sarà infantile, ma questo mi riempie di gioia. E’questa la mia più grande rivincita e il brutto anatroccolo che ogni tanto continua a starnazzare nel mio cervello si acquieta e smette di tediarmi l’anima.

Mantengo da anni una linea decente. Sono fissa sulla 44, anche se ogni tanto riesco ad infilarmi a fatica in una 42. Anche incinta, non ho messo su che 9 chili. Sono finiti i tuffi nell’autodistruzione, è uno sgarbo che non posso più fare alla bimba bella che oggi è una signora di quasi 39 anni.

Mi dicono ancora che sono graziosa, anche se ultimamente capita di rado. Ma francamente me ne infischio. Sono felice così, assolutamente felice, e mi cullo nel quasi equilibrio che sono così faticosamente riuscita a raggiungere. E a volte riesco quasi a dimenticarmi del periodo orrendo in cui i ragazzi si avvicinavano a me soltanto per chiedermi il numero di telefono della mia compagna di banco strafica, oppure per farsi quattro risate con una che non parlava soltanto di feste e vestiti provocanti da acquistare. Al massimo, con quegli straccetti taglia 40 mi ci sarei potuta soffiare il naso.

Però, nei momenti più cupi, la bilancia continua a farmi paura e riesco ancora a sentire lo starnazzare del brutto anatroccolo. Temo che non se ne andrà mai, quell’impunito, ma sono una brava cuoca.

Perciò, se esagera, siete tutte invitate a cena a casa mia.

Piatto forte? Anatra all’arancia!

6 Risposte per “Brutto anatroccolo ad intermittenza”

  1. Flavia scrive:

    accidenti Luana, anche tu sei riuscita a stupirmi con la tua storia! che conquiste difficili questi nostri equilibri. e poi lo sai che un invito a cena io non lo declino mai , eh? un grande abbraccio.

  2. pontitibetani scrive:

    da una grande storia … sembra nascere una grande donna …
    difficile riunire in parole l’emozione che mi ha dato leggere questa storia, la lenta e faticosa costruzione di se stesse, scolpendo il corpo e il cuore …
    bello. luminoso e bello.

    :-)

  3. lastaccata scrive:

    Grazie pontitibetani. Non sono una grande donna, ma semplicemente una persona che ha sofferto per un motivo apparentemente banale.
    E’ costruttivo per me tirare fuori ogni tanto questa storia, aiuta ad allontare i fantasmi che certe volte tornano a torturarmi.
    Ho dimenticato di dire una cosa: sono pochissimi quelli che sanno che ho fatto una mastoplastica riduttiva. Un pò perchè è passata una vita da allora e, anche se è difficile da credere, certe volte "dimentico" di averla mai fatta.
    Il secondo motivo è che temo che qualcuno possa fraintendere il mio gesto: c’è chi potrebbe pensare che l’ho fatto per mera vanità. Invece l’ho fatto per salvarmi la vita..
    Riappropriarmi della mia sicurezza è stato relativamente facile, raggiungere un successivo equilibrio, beh…quello è stato un filino più complicato.
    Parlo dell’uscire dal vortice della mia pseudo-bulimia, parlo del riuscire a controllare la mia fame nervosa e un cervello che non riesce a farmi vedere come sono realmente.
    La mente è un’arma di distruzione potentissima e subdola: nei momenti in cui ripiombo nell’insicurezza mi guardo alla specchio e mi vedo grassa, anche se grassa non sono.
    Quando ero grassa sul serio, non riuscivo a "vedermi" realmente.
    I miei occhi vedevano una ragazza abbondande, si, ma non una che entrava a fatica in una taglia 50
    So che è incredibile, ma è proprio così. Ti faccio un esempio: se sono accanto a un’altra donna, anche se questa pesa 5 chili più di me la vedo magra.Soltanto osservando una fotografia che mi ritrae assieme a questa donna riesco a vedere come sono : più magra di lei.
    Lo specchio mi ha sempre rimandato un immagine distorta, irreale.
    Bypasso il problema evitando di specchiarmi troppo. E’un espediente banale, ma aiuta a vivere meglio!

  4. Worldwidemom scrive:

    già,,,, "un motivo apparentemente banale" che invece per molte persone può diventare distruttivo.
    conosco persone che non hanno avuto la forza o forse anche la fortuna di potersi rialzare, di poter lottare.
    credo che molte persone non si rendano proprio conto che con i loro commenti crudeli possono davvero rovinare la vita di una persona.
    sei stata sicuramente coraggiosa e ammiro le persone che riescono a trovare il modo di andare avanti.
    si tratta di guardarsi dentor e di capire chi voler essere. non è cosa facile.
    un abbraccio!

  5. pontitibetani scrive:

    luana, a me il tuoraccnto è sembrato intimamente reale, o almeno in quanto ex anoressica so benissimo che il mio rapporto con ciò che vedo del mio e degli altrui corpi è spesso fuorviante.
    non sempre riesco a capire se sono davvero magra-grassa-normale…..
    :-))

  6. Renata scrive:

    leggere la tua storia mi ha lasciato senza parole. Il tuo passato, la tua fuga da esso e la forza di raccontarlo… leggo tante storie di adolescenze difficili e mi domanda quanta colpa abbia l’età e quanto chi ci sta accanto. Crescendo si diventa più forti, si cercano equilibri ma è una magra consolazione per tutti quegli anni di sofferenza. Su una sola cosa spero di non sbagliarmi, che l’esperienza passata serva almeno ad aiutarci nello stare accanto ai nostri figli.


Lascia un commento

Parliamone

email facebook friendfeed linkedin rss twitter wmi

Le conversazioni del Village

thetalkinvillage.com

E’ una lunga storia

Scarica il banner!

veremamme

Iniziative