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Un Pezzetto a Bimbi in fiera

Pubblicato il 04 aprile 2009 da Flavia

Ho deciso di fare un salto alla Fiera di Roma, portando Pezzetto con me e lasciando Pezzettino col papà. L’ultima volta che sono stata lì ero circondata da un mare di stand farmaceutici; questa volta è stato strano e vagamente imbarazzante ritrovare “i miei ex” da mamma visitatrice, con tanto di foto ricordo col cucciolo (a proposito del link: avevo lavorato con tanta passione a quella mia idea dei “riti dell’amore”, e poi non avevo previsto per il sito un’area interattiva dove far parlare le mamme… che ignorante, no?)

Ho incontrato di persona conoscenze di web, da Working Mothers Italy a 40settimane, ho lasciato Pezzetto in compagnia degli animatori dello stand della rivista Insieme, e ho girovagato un po’ facendo lo slalom tra carrozzine, pancioni e bimbi di ogni età, alcuni a occhio e croce di pochissimi giorni, varie zone allattamento e cambio pannolino. Ho sorriso pensando che assolutamente mai avrei immaginato di venire in un luogo simile cinque o sei anni fa, e di subire ondate chimiche di tenerezza alla vista di tanti neonati. Poi ho spiegato ad un brand manager che infiltrarsi nei forum delle mamme è la cosa più squallida e controproducente che un brand possa cercare di fare; e lui si è affrettato a precisare che è la loro agenzia che l’aveva proposto, ma loro non hanno approvato….

Poi davanti a una Tata Lucia che dispensava “stia tranquilla” ad una neomamma in ansia non ho resistito: le ho fatto una foto, le ho stretto la mano e le ho detto che ho un sito bla bla. Del resto Pezzetto vede spesso SOS tata, con un interesse quasi professionale. Ma lei è stata gelida, ha assunto e mantenuto un’espressione che significava univocamente “e a me che me ne importa?” per cui ho troncato immediatamente con un “beh. arrivederci” e ho mentalmente aderito a questo gruppo di Facebook.

Nell’area intrattenimento, Pezzetto si è ovviamente scatenato. E la sua mamma ha dato una grande prova di sè. Seduta a un tavolino con patatine e coca, mentre lui tentava di salire su una macchina e lanciarsi in pista, lo incoraggiava da lontano. Lui si sbracciava “mamma, vieni qui! mamma”, lei gli mostrava il pollice: “vai, vai!”. E così, vedendo che aveva la mia approvazione ma tanto non mi avrebbe mai schiodato dalle patatine, Pezzetto si è districato in un nugolo di adulti e bambini, ha attirato l’attenzione degli addetti, ha atteso il suo turno con un caschetto in testa giallo a cui mancava solo la sigla “VM”, e si è gettato sulla prima macchina che si è liberata. Dopo 48 giri a folle velocità hanno dovuto placcarlo, e io mi sono sentita fierissima. Di ME, ovviamente (che lui sappia cavarsela lo so già): della mia riluttanza a fare la mamma che accorre, di questa capacità di osservarlo da lontano e resistere alla tentazione di intervenire (soprattutto quando mi sono appena seduta a bere qualcosa e mi fanno male i piedi), e insomma tutta la mia pigrizia cronica che lo costringe a prendere iniziative per ottenere ciò che vuole.

 

4 Risposte per “Un Pezzetto a Bimbi in fiera”

  1. piattinicinesi scrive:

    resistere alla tentazione di intervenire
    fondamentale. una cosa che riesco a fare solo quando mi concentro e penso ale ammme nordiche, a scene che ho già visto (tra cui un bambino spiaggiato su una rampa i cui genitori si sono rifiutati fino all’ultimo di aiutare, rimanendo seduti a mangiare).
    certe volte vorrei avere il dna scandinavo

  2. ma perchè a me viene meglio con la figliolina numero due, questo atteggiamento meno interventista?
    a parte il non piccolo dettaglio che la piccola pare esser stata partorita da un vylcano??

  3. Chiara 2 scrive:

    Ah, piattins, hai toccato un mio punto sensibile: le mamme nordiche. Io vorrei essere nata in Norvegia per due ragioni:
    1 – non mi sentirei una madre snaturata a non stare sempre attaccata al sedere dei miei figli
    2 – nessun’altra madre o nonna mi romperebbe le balle perché il bambino ha freddo o caldo o tiepido
    Scherzi a parte, ho fatto del non-interventismo una ragione di vita. Soprattutto nei conflitti tra bambini: come sostengono la Montessori e Gonzalez, se li si lascia liberi di negoziare, i bambini trovano sempre una soluzione.

  4. Flavia scrive:

    Grazie della solidarietà. Al di là delle apparenze, ho ancora molta strada da fare (ma il mal di piedi e la pigrizia aiutano, quando riesco a posizionarli in funzione pedagogica)


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