Un Anatroccolo Diverso

Pubblicato il 24 aprile 2009 da Renata

Quando mio figlio Marco era più piccolo gli raccontavo spesso la favola dell’”Anatroccolo Diverso” perché il termine brutto non mi piaceva.
Diverse volte in vita mia ho sentito addosso l’eccessivo peso che veniva dato all’aspetto esteriore. Mio padre ha sempre elogiato i suoi figli per l’aspetto fisico e criticato gli altri: troppo bassi, troppo grassi, guarda che naso… non sono mai riuscita a capire il motivo. Di contro aveva la sana abitudine di sminuirne le abilità: spesso rientrava a casa elogiando il figlio di qualche amico per i risultati raggiunti, per le presunte capacità mentre se gli stessi risultati li raggiungeva uno dei suoi figli, si interrogava incredulo sul come fosse possibile. Era uno strano modo di voler bene il suo, non era facile convivere con le ansie che questo atteggiamento inculcava, ma dalla mia avevo un carattere molto forte. Non ho mai smesso di ribellarmi, poi un giorno me ne sono andata.
Non mi sono mai sentita anatroccolo ma non ero nemmeno un cigno, non lo ero ancora insomma. Però quella favola del povero brutto anatroccolo mi infastidiva, mi ricordava i paragoni e allora a Marco l’ho sempre raccontata come la storia dell’anatroccolo diverso: perché non tutti abbiamo lo stesso aspetto, non tutti rispondiamo agli stessi canoni estetici ma questo non significa essere brutti, sono gli altri che riescono a farci sentire tali, come nella favola.
E non è necessario scoprire di essere un cigno per rinascere ed essere felici, basta imparare ad accettare e amare la propria unicità.

4 Risposte per “Un Anatroccolo Diverso”

  1. Flavia scrive:

    ottima idea Renata. Siccome purtroppo i canoni estetici non sono gli unici per cui si può discriminare qualcuno, la favola dell’anatroccolo diverso farà capire a Marco che anche le differenze di cultura, nazionalità, religione, etc etc etc, non contano niente…

  2. Mamma Cattiva scrive:

    Mi piace la libera interpretazione intelligente delle favole! Un bel tocco di attualità. Personalmente tendo a essere allergica al buonismo.
    Non a caso mi chiamo Mamma Cattiva ;) .

  3. ondaluna scrive:

    Immagino debba fare un pò male scrivere ricordando queste cose del passato, a me lo farebbe (anzi lo fa). Ma ammiro il modo che hai trovato per trovare il tuo lato positivo, e credo che Marco crescerà con una splendida mamma-cigno!

  4. Renata scrive:

    @Flavia era proprio quello l’obiettivo e la speranza!
    @ Mamma Cattiva :) condivido il pensiero in toto. Alcune favole sono davvero tremende, non il caso del brutto anatroccolo, e non riesco a raccontarle come le ha tramandate a noi il tempo.
    @Ondaluna: mi sono accorta che se sono periodi passati, se ho superato, non mi fa male, a volte provo rabbia, ma non male. Scrivere poi mi aiuta a analizzar"mi" meglio e a capire su dove devo ancora lavorare con me stessa.


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