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La sindrome di Wonder Woman

Pubblicato il 29 aprile 2009 da Flavia

Dovete sapere che faccio parte di un gruppo Linked In che si chiama Executive Moms; Mamme Manager in Carriera insomma. Così ogni tanto mi arrivano voci interessanti d’oltreoceano, e una di queste mi è sembrata così centrata sul mito della perfezione delle mamme Alpha, che le ho chiesto il permesso di tradurre il suo post e pubblicarlo (chissà cosa avrà pensato?). Me l’ha concesso subito dopo aver dato un’occhiata a VereMamme, ed eccola qua: si chiama Steffani Platt. Ho cercato di tradurre anche il tono tipicamente americano diretto al punto, che mi piace sempre molto (fa parte della mia formazione professionale). Solo una cosa: scusa Steffani, ma il tuo sembra un nome italiano storpiato da un americano. Come si pronuncia, con l’accento sulla e o sulla a?

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Mi chiamo Steffani e soffro di un disordine comportamentale. Yup. Lo ammetto. Ho la WWS (Wonder Woman Syndrome): l’ho ereditata da mia madre, che a sua volta l’ha ereditata dalla sua. Penso di poter fare tutto, e il problema è che ovviamente non posso. Badare alla casa, alla carriera corporate, essere una mamma e una moglie affettuosa, migliore amica, figlia, sorella…. è overwhelming (ndt: una di quelle parole difficili da tradurre. “Eccessivo, estenuante”)

Vorrei fare tutto, e farlo estremamente bene, ma c’è sempre qualcosa che ne soffre. Come farmi una pizza take away invece di quella cenetta leggera che avevo pianificato nella mia testa stamattina alle 10, dopo la riunione di reparto. Ma va bene lo stesso. Sto imparando i miei limiti (tutti abbiamo bisogno di confini) e sto accettando il fatto che mentre faccio molte cose molto bene, su altre ho bisogno d’aiuto. Un’altra cosa – non c’è una donna là fuori che non sacrifichi qualcosa per qualcos’altro, che sia l’amore, il tempo o i soldi.

Volevo solo ricordare a noi tutte, incluso me stessa, che una salutare dose di realismo è la cura per questo piccolo “bug”. E la realtà è che nessuno è perfetto. Nessuno può avere TUTTO perfettamente a posto. Tutte alla fine dobbiamo decidere cosa funziona per noi e quali sono le nostre priorità. Quello che è ok per me potrebbe non essere ok per te.

Ora, non è che parlo delle verità assolute qui: esistono il bianco e il nero, e non cambiano. Ma per la gran parte della mia vita adulta, non mi sono mai concessa di guardare o accettare le cosiddette aree grige. Quelle che ognuno di noi definisce per se stesso.

Esempio: ieri volevo rimettere a posto la casa. Rifare i letti, riporre in ordine i vestiti, lavare per bene i pavimenti, passare l’aspirapolvere sui tappeti, e infine tosare i cani: fa caldo qui in SoCal! (South California n.d.t.)

Così ho provato con i cani….diciamolo pure, un cavolo di lavoraccio. Poi mi sono rivolta al pozzo senza fine della casa, che ho risolto più o meno per metà. Ma era anche importante passare del tempo con mia figlia, e così abbiamo giocato, guardato vecchie foto, si è fatta l’ora del bagno e della cena, e via a nanna, dove ho passato un po’ di tempo a cantarle canzoncine.  A quel punto era ora di dormire anche per me, per essere pronta per l’ufficio il lunedi mattina.

La casa era ancora un mezzo schifo, ma sono stata bene con mia figlia.

Vi dico: prendetevi del tempo per mettere in ordine le vostre priorità e ricordatevi che è ok non avere tutto perfetto.  Just be you! Siate solo voi stesse.

6 Risposte per “La sindrome di Wonder Woman”

  1. Bilingue Per Gioco scrive:

    Come la capisco…
    Io mi vedevo molto avviata sulla stessa strada, poi e’ nato A., le miei priorita’ sono cambiate, ho imparato ad essere felice delle piccole cose (un sorriso, il primo passeto, A. che balla), ho abbandonato Londra e la mia vita internazionale per tornare alla mia cittadina di provincia e devo dire che non ho rimpianti.
    Credo pero’ che il fatto di aver vissuto una vita pienissima fino alla maternita’ aiuti molto. Ho fatto tutto cio’ che volevo, ho accumulato esperienze, mi sono divertita molto, ho lavorato abbastanza nella big corporate per non sentirne la mancanza.
    E la cosa bella e’ che ora sto facendo partire un mio progetto, il che mi permette di conciliare le mie aspirazioni e la mia vita da mamma.

    Wish me well, come dicono gli anglosassoni.

    Se siete curiose il mio progetto e’ creare occasioni (reali e virtuali) per aiutare le famiglie che stanno crescendo i loro bambini bilingui. Ecco qui:

    http://blog.bilinguepergioco.com/
    http://blog.bilingualforfun.com/

    Ciao,
    L.

  2. Isa scrive:

    @ L. Ciao e grazie per il link! mi sono fatta un giro veloce; mi sembra molto interessante. Tornero’ a farti visita appena avro’ più tempo ;)
    Buona serata a tutte e mi raccomando, domani, niente sindrome di wonder woman, eh! parola d’ordine: INDULGE yourself! :-)

  3. ondaluna scrive:

    Beh, io perora mi sento wonderwoman improgionata nel corpo dell’omino michelin, è inevitabile dover fare i conti con le limitazioni della gravidanza, anche se la mia mente non vuole arrendersi e si avvilisce, e giorno per giorno imparo a ri-tararmi sulle mutate possibilità…
    Chissà come sarò dopo!

  4. MammaNews scrive:

    mamma mia, sembro io. o meglio la tipa che potrei rischiare di diventare se non avessi ben chiara la cosa e non mi ponessi dei limiti. mii piacerebbe fare tutto io, al mio modo, senza chiedere a nessuno e senza rinunciare a niente. ma è impossibile ed è necessario imporsi di fissare delle priorità e organizzarsi alla meglio. è una imposizione, non è che viene naturale.

  5. Bilingue Per Gioco scrive:

    Flavia,

    ti ringrazio, se passi da Bilingue Per Gioco i tuoi commenti e pareri saranno molto benvenuti, e cosi’ quelli delle altre mamme ovviamente. Il feedback e’ un regalo, prezioso.

    Letizia

    http://blog.bilinguepergioco.com/
    http://blog.bilingualforfun.com/

  6. Silvia scrive:

    Mi ha fatto sorridere amaramente.
    Non mi ritrovo però. Nel senso che a me la sindrome della casalinga perfetta non prenderà mai.
    Non mi salta nemmeno in testa l’alternativa: sto con i bimbi, al pc, leggo un libro o pulisco i pavimenti? Per carità! Mi sarei già fatta vedere da uno bravo se avessi un tale bisogno di rimepire il mio tempo.
    Io credo questa sia una sindrome ossessivo compulsiva.
    Va bene il lavoro, va bene il multitasking, ma la sindrome della donna bionica non è cosa sana.
    Il tempo non va riempito, va vissuto.


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