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La fatidica "to do list"

Pubblicato il 11 aprile 2009 da Flavia

Stavo iniziando la to do list del mese di febbraio 2004, e avevo appena scritto il titolo “TO DO FEBR…”, quando sentii un piccolo frullio nella pancia. A costo di farmi prendere per scema dal primo greco che entrava nel mio ufficio, lasciai cadere la penna, accarezzai la pancia e sussurrai “Pezzetto, sei tu? Eh, sei tu? Pezzetto?” (allora lo chiamavo proprio così, non avendo ancora deciso il nome). Non saprò mai se fosse stato un banale movimento intestinale o il suo primo calcetto per davvero, ma l’emozione del ricordo resta intatta. Sono stata talmente sentimentale che ho conservato quella to do list.

Perchè, cosa volevo dire? Ah, sì, che di solito tutte le mie liste si chiamano “to do”, che non è il massimo dell’organizzazione. Una cosa sono le cose da fare che appartengono a una visione e a dei progetti più ampi (master list), e possono spaziare su una settimana come su un mese o più, e una cosa la lista delle cose da fare in giornata, che non dovrebbero essere più di 5-6. Io di solito le mischio un po’, e sullo stesso foglio prendo appunti sulle grandi idee che hanno bisogno di un mese di approfondimenti come sul bancomat e la tintoria. Ma è come la montagna di carta sulla scrivania: fin quando si riesce a ritrovare le cose, tutto bene.

Ecco qui, da manuale, i criteri con cui stilare una lista:

Esistono le cose urgenti, ma non importanti (ad es. pagare una bolletta): l’ideale e’ delegarle a qualcuno, farsi aiutare il piu’ possibile, evitare insomma di accollarsele tutte di persona. Per esempio facendo una lista di questo tipo di cose all’inizio della settimana, per dividerle col proprio partner. Se sono ancora troppe, andiamo per ordine di urgenza.

Esistono poi cose importanti, ma non urgenti: di solito tendono ad essere i nostri desideri che, soffocati dagli altri impegni, releghiamo in fondo alla lista. Esempio tipico, la palestra. L’ideale è decidere quello che per noi è importante e non negoziabile, pianificarlo in modo realistico in modo che non si accavalli con troppi altri impegni, e soprattutto comunicarlo agli altri e chiedere supporto per farlo accadere.

E infine esistono le cose urgenti ed importanti, come organizzare la tanto attesa festa di compleanno soprattutto se  mi sono ridotta a pochi giorni prima. E il guaio e’ che tendiamo a considerarle un po’ tutte così. Ma è proprio vero? Il fattore discriminante dovrebbero essere le nostre priorità, i nostri valori insomma. Quelli vanno tenuti sempre in alto nella lista, a scapito dei tanti “dovrei” e “vorrei” che non lo sono veramente. Sono quelle le “grandi pietre” della storiella che avevo raccontato tempo fa.

Lo so, non e’ affatto facile. Tra il manuale e il mondo reale ci siamo noi, la confusione, le amiche, i sensi di colpa, e le mille distrazioni.

Piccolo esercizio sulle priorita’

  • Fate una lista di tutte le cose che avete in mente di fare questa settimana o questo mese, poi fate una croce su almeno la meta’ di esse: eliminate quelle che non sono una priorità al momento.
  • Lavorate per una o due settimane con la lista ridotta e verificate se ci sono miglioramenti nella gestione del vostro tempo.
  • Aggiornate la lista ri-aggiungendo le cose che ne erano rimaste fuori, e cosi’ via.

 

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6 Risposte per “La fatidica "to do list"”

  1. ondaluna scrive:

    Nella mia lista ci sono tante cose che riguardano il lavoro, che non possono essere cancellate, tante cose che riguardano la preparazione al parto, che vorrei ma non possono essere cancellate, ed una serie di altre cose, tutto sommato non troppo utili ma che mi piacerebbe fare, che devono essere cancellate, a meno che non rinuncio a dormire la notte: sono un caso disperato?
    Una cosa mi sta sfumando tra le dita, e mi dispiace davvero: andare in Irlanda prima che sia troppo tardi

  2. Arianna scrive:

    Anche io sono una da "to do list", ogni cassetto che apro ne trovo una, e alcune cose ancora devo farle da tempo immemore… brava che mi hai ricordato di andare in lavanderia a ritirare il tappeto, se a quest’ora non l’hanno già rivenduto… :-)

  3. Chiara 2 scrive:

    Troppo tardi per che cosa? Anche in Irlanda ci sono bambini, anzi, ce ne sono un bel po’ e sono bene accetti. Se evito di fare lunghi viaggi, è per colpa del marito che patisce anche la giostrina del parco, mica per i bambini… ;-)

  4. Pocahontas scrive:

    A tal proposito consiglio con tutto il cuore "I Was a Really Good Mom Before I Had Kids: Reinventing Modern Motherhood" di Trisha Ashworth e Amy Nobile.
    Per me e’ stato super illuminante nel riscrivere le mie priorita’. Spero sia stato tradotto e pubblicato in Italia, altrimenti una preview la potete trovare qui:

    http://www.amazon.com/Was-Really-Good-Before-Kids/dp/081185650X

  5. ondaluna scrive:

    @ Chiara2: non vorrei farmi mancare le vacanze anche quando la piccola sarà in grado di viaggiare (se tutto va bene andrò a trovare mia sorella a Stoccolma per Natale) ma forse con il pancione dell’ottavo e nono mese le compagnie aeree non mi fanno volare, e lo stesso vale per i primi giorni di vita della bambina!
    Quindi "troppo tardi" significa "oltre maggio/giugno e prima di Natale"!
    Non mi faccio illusioni, viaggiare con i bambini non è impossibile, ma nemmeno uguale a viaggiare senza!
    E per tornare in topic, forse "riuscire a viaggiare con mia figlia in fasce" lo metterei in una "to do list" a medio/lungo termine…

  6. Silvietta. scrive:

    brava Flavia, bel post! io vivo facendo liste.. dii solito parto da un foglio su cui scrivo tutto e poi contrassegno con le lettere (A: Vitale; B: Importante; C: ok, mi piacerebbe ma vediamo come va la giornata…) e poi ricopio tutto…. perché amo l’ordine. Così facendo, spesso mi parte un’intera pausa caffè ma ne vale la pena. Dopo, ho il cervello in ordine e quasi quasi più riposato! buona giornata e … continua così!


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