Il vaccino

Pubblicato il 22 aprile 2009 da Silvia

Esiste qualcuno che non si è mai sentito brutto anatroccolo?

Fatemelo conoscere subito! Un’autostima del genere andrebbe studiata scientificamente.

C’è un’età in cui, chi prima e chi dopo, si impara a convivere con il brutto anatroccolo che si pensa di essere.

Ma fino a quando l’anatroccolo è legato all’immagine che rimanda lo specchio, il “mal comune” alleggerisce le pene.

Quando invece l’anatroccolo fa capolino nell’anima, si affaccia tra l’essere e il sentire, ficca il becco tra le pieghe della vita facendoti sentire non più capace di morderla allora è davvero difficile la trasformazione in cigno.

È un lavoro, di rovistamento, di auto educazione (dal latino ex-ducere, tirare fuori), di sincerità con se stessi, di dolore.

Ma che hai? Non ti manca niente!

Hai affetto, sei bella, sei intelligente.

Già.

Ma io mi sento una merda. Lasciatemi la libertà di potermici sentire.

Dove sta scritto che io non mi ci possa sentire solo per il fatto che c’è chi sta peggio?

C’è sempre chi sta peggio. Non è un metro sensato quello del “chi sta peggio”.

Non è un metro adeguato alla profondità del baratro che il dolore può scavare nelle viscere di una persona.

Arrivate lì, ci sono due strade percorribili: l’arresto e la risalita.

Io ho scelto di risalire, con una bella spinta forte su quel fondo melmoso.

È stato come un vaccino. Una volta che l’anatroccolo si è trasformato in cigno, non tornerà mai più brutto.

Un commento per “Il vaccino”

  1. Flavia scrive:

    Forse dovresti studiarmi un po’, ma credo di aver avuto due-tre cose positive dai 13 ai 14 anni che sono per tutti un momento importante. La mia migliore amica, 5 anni più grande di me, che mi ha fatto sentire bella dentro e mi ha allenata all’introspezione. La mamma che mi ha sempre detto che ero carina, ma lei è talmente tosta che non l’avrebbe mai detto se non l’avesse pensato, e non dico per dire. E infine un paio di compagni di classe che mi hanno fatto la corte anche se la più figa della classe era un’altra. Ah, e poi lo sport, tanto, anche se mi faceva penare, ma mi faceva sentire un po’ sopra la media.
    Ma io credo che non si finisca mai con quel lavoro di cui parli. Vaccinati sì, ma la lotta c’è sempre. Per esempio cinque minuti fa, ho avuto proprio la netta sensazione del brutto anatroccolo che si specchia nell’acqua e si meraviglia: sul tuo blog non mi sono trovata tra le mamme che leggi, ma addirittura tra… "i siti in cui ti perdi". Non lo sapevo (non me ne ero accorta)…grazie..
    nb. ovviamente volevi dire che ti ci perdi per quanto è difficile navigarci e riuscire finalmente a postare!! :)))


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