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Il potere decisionale delle emozioni ed il "daydreaming"

Pubblicato il 14 aprile 2009 da Flavia

If you can dream it, you can do it. (W. Disney)

C’era una lavagna enorme sul muro, che avevo riempito di cose bellissime, come modelli e idee strategiche e direzioni da seguire, di cui molte si erano poi miseramente arenate. Qualcuna, invece, aveva ricevuto un “tick”. Non so bene perchè avessi tenuto quella roba lì per più di due anni, senza cambiare niente. Quando ho lasciato per sempre quella stanza e quel lavoro, ho salutato alcune persone, chiamandole da me ad una ad una perchè non mi piacciono gli addii di gruppo coi dolcetti, i fiori e i discorsetti. E qualcuno mi ha detto: non cancellarla quella, Flavia… Ci stiamo ancora lavorando.

Qualche giorno fa, mentre facevo la spesa, ho collegato due concetti apparentemente sconnessi (non sono concetti miei, ma di fior di scienziati – io li sto solo calando nella mia vita quotidiana) all’esperienza che sto attraversando in questo periodo. Un periodo davvero strano e bello in cui mi sembra di essermi tolta un casco dalla testa e di vedere e sentire tutto in modo nuovo.

Il primo concetto è che noi prendiamo delle decisioni sulla base dell’anticipazione delle emozioni (feelings) che ne seguiranno. Per esempio, devo scegliere un vestito. Immagino l’effetto che quel vestito farà alla festa, immagino l’ambiente, prevedo se avrò freddo o caldo. Come mi farà sentire quel vestito? Gli amici mi faranno i complimenti? Riceverò qualche sguardo speciale? Mi sembra quasi di sentire la musica in sottofondo e qualcuno che dice “Da quanto tempo! E ti trovo davvero in forma!” (mi sa che qui sta delirando la venticinquenne, non la sottoscritta, purtroppo). Ok. Deciso. Prendo questo.

Ora invece, prendiamo la procrastinazione, di cui tutti soffriamo. Il problema della procrastinazione è un corollario della stessa teoria: perchè di solito noi preferiamo una soddisfazione (emozione) immediata ad una più lontana nel tempo che non riusciamo ancora a percepire. E’ il problema della maledetta dieta, è la sindrome che mi fa cazzeggiare invece di lavorare a quella presentazione… Questo è talmente vero che una delle tecniche che i coach consigliano, è di fare lo sforzo di visualizzare fortemente le sensazioni di gratificazione che si proveranno una volta raggiunto l’obiettivo per cui vogliamo impegnarci. Se riusciamo a provare quell’emozione (rientrare finalmente in quel jeans, vedere con sollievo che il colesterolo è sceso, sentirmi stanca e felice dopo due ore di palestra), questo ci motiverà e ci aiuterà a superare la nostra naturale inerzia.

L’implicazione fantastica di queste scoperte sul cervello umano è che noi non siamo affatto esseri “razionali”. Noi prendiamo decisioni sulla base delle nostre passioni. O meglio, le nostre emozioni fanno una grandissima scrematura di tutte le opzioni a disposizione (a differenza di un computer che le analizza tutte) e, al limite, solo alle ultime 3 o 4 applichiamo un’analisi apparentemente logica. Dico, apparentemente. Da me è molto in voga il sistema dei “pro e contro”: per esempio quando dovevamo scegliere una casa in affitto in Inghilterra e la testa ci scoppiava, il salentino proponeva i suoi format da consulente. Giardino, voto da uno a cinque. Distanza dai negozi, voto. Collegamenti con Londra. Assenza di moquette nel bagno. Insomma con tutti i nostri criteri di scelta riempivamo una “pagella”. Alla fine è uscito un mostro di foglio excel e non sapevo comunque cosa scegliere, perchè i pro e i contro delle varie opzioni si annullavano a vicenda. Un giorno, il miracolo: compare un annuncio, vado, ed è… lei. La voglio. Ha il legno, non la moquette (miracolo davvero), ha la cucina bella, sì d’accordo ha il bagno accanto alla porta d’ingresso con vista sulla strada ma chissenefrega. Mi piace. La voglio.

- Il secondo concetto è che il daydreaming ha un fantastico potere positivo, in altre parole sognare ad occhi aperti non solo fa bene, ma è utilissimo. Non è ridicolo come avevo pensato fino a poco tempo fa. E’ uno strumento fantastico per realizzare i propri desideri. Con il daydreaming metto al lavoro la parte più potente del mio cervello, quella emozionale appunto. Con quella creo una visione del futuro che mi piacerebbe, e questo mi rende capace di lavorare per quel futuro, perchè me lo immagino vividamente, me lo assaporo, anche se nei miei sogni sembra tutto un po’ troppo bello. Non è importante il sogno in sè, ma gli stimoli che ne ricevo.

Cioè, più o meno succede questo (senza esempi pratici non posso vivere): sono seduta a smanettare numeri e mail che non mi dicono niente, ho un nodo allo stomaco, un inizio di nausea senza essere incinta, e penso che mi piacerebbe seguire un bel progetto di strategia e innovazione, non questa roba. Nella mia visione le mie idee vengono apprezzate e messe in pratica. Dopo quel progetto ne arrivano altri e….. insomma, va tutto a gonfie vele.

Passano i giorni, e senza bene rendermene bene conto, comincio a fare delle piccole cose. Mando un messaggio di saluti a una persona che mi è venuta in mente all’improvviso, e scopro che ora si occupa di innovazione. Mi propongo volontaria per un training interno sulla creatività. Anche se non ho ancora formulato razionalmente un piano, le mie passioni sono al lavoro, e di solito non conviene metterle a tacere. Anzi, conviene alimentare quelle visioni ed inseguirle, non rinnegarle…

Il potere del daydreaming può essere poi “incanalato” per fare un piano. Ho letto un esempio simpatico su una tecnica del genere: sogno di essere intervistata in un famoso talk show perchè, che so? mi hanno nominata mamma dell’anno (ma certo, perchè no?) Come ho fatto ad arrivare lì, quali tappe ho percorso? Poi mi scrivo tutto quello che succede in questa intervista immaginaria, le domande e le risposte. E poi vado a ritroso: prima del talk show cosa era successo?… avevo scritto un libro. (megalomania al galoppo, ma va bene così). Bene, quale libro? E da dove era venuta l’idea? E così via. Proviamo a scrivere i nostri sogni con tutti i dettagli annessi e connessi, e potrebbero venirci delle idee molto più concrete di quello che avremmo immaginato.

Suggerisco di provare il daydreaming liberandosi completamente dal senso del ridicolo. Certo sognare è una cosa ottima, ma da sola non basta, e su questo torneremo sicuramente quando parleremo di come si fanno i piani. Ma come primo passo per fare dei piani va benissimo e non costa niente. Ecco, magari tenete le vostre note personali nell’agenda però, invece che in bella vista su una lavagna.

 

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18 Risposte per “Il potere decisionale delle emozioni ed il "daydreaming"”

  1. Christine scrive:

    Devo aver sbagliato qualcosa nel mio percorso professionale, perchè nel mio "daydreaming" mi occupo di giardini ;-) !!!!!
    Bellissimo questo post, una bella lezione! brava Flavia

  2. Marilde scrive:

    Questo post mi fa venire in mente un sacco di cose, per esempio il discorso che fai del casco alla testa che ti pare di esserti tolta lo associavo al casco di Atena che come Dea certamente era brava a fare strategie, a pensare, a essere logica ma era carente nel sentire le emozioni. Senza le quali le cose possono anche funzionare ma dopo un po’ diventano aride. Manca la passione, manca la rabbia. Forze potentissime se ben incanalate. E aggiungerei l’importanza dell’intuizione, caratteristica che è andata perdendo valore perché irrazionale. Considerata primitiva. Invece, come i sogni, è una guida potente. Bisogna fidarsi e esercitarla. E tornare a considerarla un valore. Se lasciamo che l’intuizione, il sentire abbiano il loro spazio, mescolate alla razionalità riusciamo davvero a vivere meglio. C’è un libro, sul quale magari appena ho un po’ di tempo scrivo un post, che è stato una pietra miliare nei miei passaggi di vita ( e cominciano ad essere un tot…) Si tratta di Le dee dentro la donna, Di Jean Bolen, dell’Astrolabio mi pare. Credo sia uscito una quindicina di anni fa. Ma è sempre attuale. Ora lo vado a ripigliare ( oh che malattia ho con sti libri!)

  3. Flavia scrive:

    @Christine infatti tu potresti fare, nei week end, la garden designer. E arrotonderesti pure bene…e potresti farci anche un format TV… come quei programmi uK dove arrivano i consulenti e ti rifanno la casa..tu invece crei un fantastico giardino. Ecco, a pensarci, se volessi fare il primo gratis (il mio) io in cambio ti organizzo un lancio coi fiocchi.
    @Marilde….che belle cose che mi scrivi. Atena era la mia dea preferita, ma Medea, di cui abbiamo parlato tempo fa, mi ha sempre affascinata: passione e rabbia, vedi? Da scoprire, indirizzare e usare in modo positivo…
    Aspetto al più presto il tuo racconto sul libro.

  4. Mamma Cattiva scrive:

    Acci! Mi sono persa la risposta di Flavia ;))
    Cmq la mia lavagna in questo momento e’ un Moleskine® (pubblicita’ occulta?) dalla copertina rosa fucxia (quelli neri solo a lavoro in segno di lutto).
    Flavia, ti seguo con gusto e prendo un sacco di appunti :))

  5. Laura scrive:

    bellissimo, Flavia, è proprio quello che mi serve in questo momento!

  6. Renata scrive:

    Senza le passioni, senza emozioni non si arriva da nessuna parte. Lo si vede in tutti i campi. I grandi architetti, scienziati, srittori…non conoscono solo la tecnica, c’è qualcosa che va oltre e li rende geniali.
    Non c’è bisogno di guardare i casi estremi ed ecclatanti, lo si vede nel quotidiano di ciascuno. Io sono una pessima cuoca, lo so, cucinare non mi piace, lo faccio perchè devo. Se facessi quello tutto il giorno probabilmente impareri a cucinare un poco meglio, non sarei mai geniale e forse cadrei in depressione.
    Quando si agisce senza stimoli, motivazione, interesse, tutto diventa pesante, monotono, quasi sterile. Alcune volte si deve, basta che il "si deve" non riguardi tutti gli aspetti della vita.

    A volte però non è nemmeno così facile incanalare le nostre pulsioni, i nostri sogni, quello che frulla dentro di noi… l’idea della agenda direi che è ottima. Io non sono ancora fornita di agenda elettronica portatile, giro sempre con carta e penna e segno, annoto, perchè a volte le intuizioni nascono dall’incontro tra quello che è dentro di noi e quello che incontriamo.

  7. piattinicinesi scrive:

    io vado forte a daydreaming, è il passaggio all’azione che mi riesce difficile.
    però è vero che ci sono alcune cose in cui il sentimento di appartenenza (di coerenza anche) è così forte che niente ci può fermare. è quando sis ente improvvisamente che si è quella cosa, quel desiderio, quel’azione.
    allora l’energia che si scatena è enorme.
    non è un caso che io ragioni in termini di energia perché vado avanti a botte di energia e blocchi energetici, sono alla ricerca del flusso continuo

  8. Christine scrive:

    @Flavia… eh eh eh non ci provare…. è un sacco di tempo che ti ho offerto la collaborazione per il giardino ma credo che il giardino in sé non sia nella tua "priority list" … è questo il problema!!!! L’offerta non scade comunque… ho bisogno di cavie ;-)

  9. Flavia scrive:

    mammacattiva: che intendevi con ti sei persa la mia risposta? comunque anch’io ho una passione per i taccuini…per l’odore della carta e per le penne..

    laura: grazie :)

    renata: mi fai venire in mente qualcosa legato al mio precedente lavoro a cui accennavo all’inizio di questo post, che un giorno racconterò meglio. in breve, seppi che qualcuno aveva detto di me "bellissima testa, ma non abbiamo il suo cuore", e questo episodio mi fece capire che era giunto il momento di guardare oltre, perchè oltre a soffrirne io stavo cominciando a far soffrire le persone che avrebbero dovuto trovare in me un’ispirazione. una cosa che, per un lavoro che moltissimi avrebbero invidiato, è un po’ difficile da capire.

    piattini, eh lo so che vai forte a daydreaming, soprattutto guardando fuori dalla finestra, quando sei nella stanza tutta per te. bellissimo quel "quando si sente che si E’ quella cosa". a proposito di stato di flusso, si definisce proprio così. farò delle ricerche più approfondite e ti dedicherò qualcosa a riguardo. Sui piani d’azione, poi, ci mettiamo sotto :)

    Christine in realtà è una mia priorità ma nel senso che mi piacerebbe che qualcun altro ci pensasse al posto mio 100% !!!!! :)

  10. Ninnamamma scrive:

    Ciao ! è la prima volta che commento qui da te ! Volevo portare la mia esperienza sul daydreaming, io riesco ad applicarlo alle piccole cose ma se penso e sogno ‘più in grande’ tipo una svolta nella vita….più che liberarmi del senso del ridicolo…mi devo liberare della frustrazione che mi crea vederlo così irraggiungibile. Baci.

  11. Flavia scrive:

    ciao ninna, che bel nome :) grazie del tuo commento. ci sono delle cose in cui credo davvero molto, e allora mi fa molto piacere parlarne con voi. quella dell’irraggiungibilità è una sensazione che conossciamo tutti, ma intanto un paio di cose per rassicurarti: primo, come dicevo non conta realizzare esattamente quel grande sogno, conta farsi stimolare ad agire in quella direzione (poi parleremo anche dei piani concreti con cui si passa all’azione….)
    secondo, sì ma da dove comincio? come dici tu, dalle piccole cose. non esiste una grande visione che non possa essere scomposta in piccoli passi, un grande obiettivo di solito si divide in vari sotto-obiettivi. si comincia dai piccoli passi. a me anche quelli danno un’enorme soddisfazione. magari dacci un esempio di cosa è per te un obiettivo "pensato in grande" e poi ci ragioniamo insieme…

  12. Ninnamamma scrive:

    Un esempio concreto di ‘grande sogno’ che vorrei realizzare è trovare/creare un lavoro che sia conciliabile con il poter cresce i miei figli. Già rileggendo questa prima frase mi rendo conto che è utopia ! Mi sento come Don Chisciotte …combatto una battaglia senza speranza.
    E’ senza dubbio il mio nodo al pettine, cerco di reprimerlo di non pensarci ma torna sempre …prepotente.
    Io voglio poter seguire i miei figli nella loro crescita e le poche ore del giorno che riesco a dedicargli non bastano mi stanno strette.
    Penso a quando tra poco più di un anno Tommaso comincerà le elementari e io sarò costretta, Gelmini permettendo, a fargli fare il tempo pieno quando invece vorrei fargli vivere la serenità ed il senso di sicurezza che da, almeno per me da piccola è stato così, il tornare a casa da scuola e sapere che la mamma c’è, che è li che aspetta lui ,che ha preparato il pranzo per lui e che lo seguirà poi nel fare i compiti.
    Vorrei poter essere presente quando lui e suo fratello avranno bisogno di me, senza che tutto sia relegato a ritagli di tempo di stanche giornate ormai alla fine o a ore di permesso rubate al lavoro.
    Io credo che tutte le madri debbano avere il diritto di poter scegliere come crescere i propri figli, che debbano avere la possibilità/i mezzi per poter assecondare la propria natura di madre qualunque essa sia.
    Io sento di non poterlo fare, di non poter scegliere. Al lavoro non posso rinunciare, mutuo, rate varie..insomma le spese di tutti i mesi…. ma non riesco nemmeno ad accettare di sentirmi o una madre vittima dei sensi di colpa se sto li a pensarci continuamente, ne una madre superficiale se faccio fina di niente…se fingo di non sentire quella parte di me che dice ‘così non va loro si meritano di più’.
    Mi rendo conto solo adesso che forse il posto per questo post era ‘Quando ti sei sentita arenata…’ perchè io mi sento arenata ! Citando un post letto sull’argomento dico che mi sento vittima della ‘sindrome della rotonda’ …continuo a girare in tondo e non trovo la giusta via d’uscita.
    So che ci sono situazioni peggiori della mia, ma la cosa non mi consola. Qui si parla di ME e io a queste condizioni non ci sto.
    Scusa lo sfogo.

  13. Flavia scrive:

    figurati!
    sulla sindrome della rotonda, una mamma oggi ha postato questo chiedendo la nostra opinione…http://unamammamutante.iobloggo.com/12/la-sindrome-della-rotonda-continua
    sulla tua frustrazione che mi sembra accomuni tante mamme, non voglio/posso darti soluzioni ma solo stimoli… qual è il tuo obiettivo vero? il part time? detto così non è un vero obiettivo (e poi forse non puoi ottenerlo, oppure dal punto di vista economico non è sostenibile). esserci di più/meglio per i tuoi figli? somiglia già di più a un obiettivo, ma bisogna specificare come, cioè quali sono i pezzetti che ti mancano per stare meglio. il famoso discorso qualità e quantità, da trovare il mix giusto per te. sicura che sia così importante fare il pranzo e aspettarli a casa? cosa conta veramente per loro, che sono nati in un’altra epoca rispetto alla tua? forse se parti dal loro punto di vista, non dal tuo, vedi che ci sono dei modi compatibili con la tua vita per fargli sentire che ci sei. sono d’accordo che non serve nè rimuovere il problema, nè sentirti in colpa. forse basta introdurre piccoli gesti/riti quotidiani.
    se poi vuoi darti come obiettivo quello di cambiare lavoro perchè l’attuale ti assorbe troppo tempo rispetto alla soddisfazione che ne ricavi, quello può essere un progetto molto stimolante e io sarei la prima a fare il tifo :)
    basta per oggi la smetto :)

  14. Mamma Cattiva scrive:

    @Flavia giusto per dovere di cronaca, intendevo quell’arrivare un secondo dopo ai tuoi usuali commenti in risposta alle audaci commentatrici, in cui ci metti tutte in fila, dietro alla chiocciolina e ci rivolgi un momento di attenzione e ci regali parole calzanti. Sono una new entry e quindi mi piace molto questa cura. Mi dispiaceva essere arrivata un minuto dopo i tuoi dolcetti :)

    Se mi permetti proseguo con qualche appello ;)

    @ Christine scusa ma in quale citta’ abiti? Ti occuperesti anche di balconi in vena di travestirsi da giardino pensile? Il mio balcone sarebbe livello di priorita’ top di gamma!

    Saluto caro a tutte. Vado a registrare la "sindrome della rotonda".
    Oh, questa settimana che sono in ferie eravate tutte li’ che giravate…;)

  15. rossella scrive:

    Mi ricorda molto il libro….
    The Secret – Il Segreto
    Autore: Rhonda Byrne
    Editore: Macro Edizioni
    Lo conoscete? è straordinario l’ho finito di leggere da poco e anche in questo libro si parla del potere della visualizzazione per far accadere realmente le cose che si desiderano ciao a tutte Rossella

  16. Flavia scrive:

    @mamma cattiva: siamo sotto ar cupolone… registrato il tuo trademark?
    @Rossella grazie della segnalazione. lo vado a cercare!

  17. gimmi scrive:

    ciao Flavia,
    ti ho trovata per caso e sono contenta!!
    Mi chiedevo:come si va a ritornare "emozionali" se pertanto, tanto tempo si è stati razionali, si è fatta "la cosa giusta"etc. ed il pungolo dell’emozione non lo sentiao più?

  18. Flavia scrive:

    ciao Gimmi, benvenuta! e tu per prima cosa mi fai una domanda così? mica facile!! però direi che se sei consapevole di avere fatto delle scelte razionali, sei consapevole anche delle loro alternative. Guarderei a quanto di buono hai raggiunto fino ad oggi, comunque: col post non volevo dire che la razionalità va male, ma che le emozioni spesso sono alla base anche delle nostre decisioni apparentemente razionali. Per il futuro, di fronte a delle domande/scelte di direzione che ti si pongono mi chiederei cosa veramente desidero e ascolterei le mie reazioni emotive, di "pancia". poi su quelle si ragiona, e si fanno dei piani, perchè i sogni senza piani restano per aria! e se vuoi fare una domanda alla coach su questo, vai qui
    http://www.veremamme.it/rifletti-con-la-coach/
    baci


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