Giovani anatre invecchiano

Pubblicato il 28 aprile 2009 da lgo

Se guardo indietro col ricordo, all’università, al liceo…alle medie, alle elementari, perfino alla materna, trovo sempre corteggiatori. Il primo fu tale Marco, con cui litigavo per un oggetto misterioso, il famoso pulizziìno (proprio con due i) che fece impazzire mia madre, che non capiva assolutamente cosa fosse. Per amore, mi feci prestare un braccialetto, e glielo regalai. Mia madre era disperata: tanta fiducia nella scuola montessoriana (e parliamo di decenni fa, era l’unico asilo nido montessoriano in città, una roba all’avanguardissima) e poi ti trovi in casa una ladruncola treenne che non sa neanche raccontare con cosa gioca.

Ma Marco è stato solo il primo. Perso lo spirito montessoriano, con l’età ha conciato a vacillare anche la fiducia nel giudizio altrui. Poco appariscente, mi giudicavo sì carina ma niente di speciale. Incapace di valorizzarmi. Non ho mai imparato a truccarmi, mai messo tacchi. Moderatamente timida, ma incapace poi di legarmi la lingua quando avevo preso confidenza. Il mio momento di  gloria l’ho avuto a quindici anni, quando mi hanno fatto vedere da lontano lo strafico del gruppo  - dicendo guarda che è già fidanzato, niente da fare – e dopo qualche mese l’avevo conquistato.  Insomma, no, non mi piacevo troppo e avevo le mie paranoie sulla disposizione delle curve, qui troppe e là troppo poche, ma non posso dire di essermi sentita brutto anatroccolo. E comunque, non mi interessava. Avevo i miei corteggiatori, ma non li filavo perché pensavo di essere più intelligente. Odiosa, no?

Ora sono passati tanti anni.

E continuo a non truccarmi, niente tacchi, niente vestitini. Le gravidanze hanno lasciato il segno, molte sere a mangiare schifezze davanti al computer anche. I capelli stanno diventando grigi, ma non li tingerò perché non ho la pazienza di curarli, e le sfumature di colore artificiale mi fanno più impressione del grigio uniforme.

Bella dentro? Non lo so. Mica tanto. Forse no.

Forse ero più bella quando pensavo di avere tutta la vita davanti, e studiavo come una pazza per diventare qualcosa.

La favola del brutto anatroccolo è tenera e commovente.

Io, sto scrivendo quella della giovane anatra che diventa una vecchia strega.

Non ho ancora deciso bene che finale scegliere.

4 Risposte per “Giovani anatre invecchiano”

  1. pontitibetani scrive:

    mah … strega? vecchia? leggendoti non direi.
    male che vada finirai (finiremo) come baubò vecchia che riesce a fare ridere nuovamente cerere (disperata per la perdita di proserpina) fino al punto in cui la terra ricomincia a fiorire ….

    giovane e bello e pieno di speranza ok e vecchio > strega?
    non so.
    io vorrei essere come la vecchia montalcini …

  2. ondaluna scrive:

    Le streghe mi hanno sempre fatto simpatia, e se mai mi fossi sentta abbastanza bella, per un carnevale mi sarei vestita volentieri da strega sexi (con cappello a punta e gonnellone nero con gli spacchi). Non ho mai avuto il coraggio di farlo (a proposito di brutti anatroccoli), ma in cuor mio le streghe sono delle splendide ammaliatrici. E l’età dà tanti poteri, che non andrebbero sottovalutati…

  3. piattini cinesi scrive:

    proprio in questi giorni rifletto sul fatto che non abbiamo modelli positivi di come portare l’età che avanza….avere il coraggio di non tingersi i capelli, di mostrarsi per come si è, credo che sia una vera sfida…

  4. desian scrive:

    Ok, allora confesso: LGO è una delle mie preferite, la leggo SEMPRE, leggo sempre i suoi commenti in giro, ci tengo quando commenta da me, la trovo divertente, barricadera al punto giusto, intelligente, ironica. Ed è pure profe e mi ricorda qualcuno.
    Per cui: bella dentro non so, bella fuori non so ma a leggerla da lontano mi piace parecchio… e anche questo racconto conferma.
    Speriamo non se n’abbia a male! :-)


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