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Feste di compleanno

Pubblicato il 26 aprile 2009 da Flavia

E’ domenica, in vista sul frigo c’è un invito per una festa di compleanno di un compagno di classe di Pezzetto. E’ per le quattro. Alle due e mezza Pezzetto è stravaccato sul divano dopo le fatiche del pranzo, che prende mediamente un’ora e mezza di improperi di tutti i componenti della famiglia, (mentre il riposino è uscito dalle sue abitudini eoni fa) e mamma controlla la posta al pc, quando viene fulminata da un’intuizione: se non fa uno shampoo e un surrogato di messa in piega ORA, non sarà assolutamente presentabile. Nonostante questo continua a perdere tempo al pc fino alle tre passate, per poi correre a prepararsi. Faremo un po’ tardi, non fa niente.

Non si sa bene come, ma quando mamma e Pezzetto varcano in macchina il cancello coi palloncini, sono le quattro spaccate. Ci sono solo il festeggiato, i parenti stretti e tre bambini. Un po’ a disagio faccio un cenno al padrone di casa: va bene se parcheggio qui? E nonostante intorno ci sia il Great Park di sua Maestà di Windsor, (nel momento di picco ho poi contato 25 macchine parcheggiate tra viale e prato), riesco ad infilarmi in un posto scomodissimo sotto un albero dai rami bassi, così per non disturbare troppo. Uscendo e sbattendo la portiera prendo in pieno un ramo e lo poto.

Sono un po’ intimidita, ma la scuola è internazionale e gli ambienti in cui si mescolano nazionalità diverse mi piacciono. Mi dà l’idea di stemperare un po’ questi riti collettivi delle mamme italiche ipercritiche. Non è che a scuola mi vedano molto, Pezzetto va e torna ogni giorno col pullmino. La padrona di casa ha una duenne nella fascia, che allatta per farla addormentare. Un’amica della padrona di casa, in salone, sta cambiando il pannolino ad un’altra duenne (credo) che scalcia come un’ossessa e sta facendo a brandelli la maglietta della madre. Mi presento come la mamma di ….quello là, e attacco bottone quasi subito con una mamma new age, sostenitrice del parto attivo come scopro poco dopo. Mi diverte molto parlare con lei, lei forse si diverte un po’ meno quando le dico del mio lavoro passato e presente (marketing, olio Johnson, farmaceutiche, ricerche di mercato, vade retro Satana!) per non parlare del fatto che in base alla mia esperienza sono invece una grata sostenitrice dell’epidurale-attiva

Interrotta da un’emergenza pipì di Pezzetto, e persa di vista la mamma meditativa, comincio ad annoiarmi un po’ e ad avere mal di testa (non so quali giochi stia propinando l’animazione, ma devono essere pericolosi. Siamo già al secondo infortunato, che urla come se l’avessero squartato). Mi affaccio fuori e vedo un labrador legato tra gli alberi (ci sono una decina di pini secolari nel piccolo giardino là fuori, e altrettanti tra palme e magnolie). Ha una corda così lunga che potrebbe disegnare i crop circles se cominciasse a girare in tondo per un po’, ma lui (o lei? non l’ho capito) è fermo, accucciato, con gli occhi tristi. Allora scendo e vado a chiacchierarci un po’. Ne è molto contento. Nel salutarlo gli stringo la zampa e gli lascio il mio biglietto da visita.

Dopo il cane, decido di dedicarmi a un bambino che, nonostante la pioggia recente e le pozzanghere, gioca da solo con un pallone nel patio. Somiglia un po’ a Rooney a dire la verità. Ora io non posso vedere un bambino da solo con un pallone: glie lo frego subito. Mi ricorda quell’estate in cui, a vent’anni, decisi di guadagnare i miei primi soldini facendo per due mesi animazione turistica in un villaggio: solo che io arrivavo baldanzosa proponendomi come istruttrice di tennis, e invece mi affidarono il miniclub. Il MINICLUB??? Ma se io sto a un miniclub come Goldrake sta ad Heidi! E insomma, mi ritrovai ad organizzare spettacoli di belvette scatenate per le serate in “teatro”, raccontare barzellette, cantare canzoncine con la chitarra ma unicamente col giro di do, e a giocare partite di pallone molto agonistiche. Tanto che una volta un papà venne a lamentarsi: guardi che ha fatto piangere mio figlio. IO l’ho fatto piangere? LUI mi ha fatto un’entrata da espulsione che mi ha divelto l’alluce e l’unghia, io ho urlato agonizzante “porcaccia zozza miseria sta’ un po’ attento” e LUI si è messo a piangere??? Insomma, un’estate che mi ha…segnato, e mi ha insegnato un sacco di cose, per esempio che anche io avrei potuto gestire un gruppo, ma addirittura un gruppo di bambini, e persino divertirmi.

Dopo vent’anni gli ospiti della festa si staranno chiedendo oggi chi è questa strana mamma scapigliata che palleggia tra le pozzanghere e tira pallonate, colpendo gli attrezzi da giardinaggio, schizzandosi di fango e urlando incitamenti vari al piccolo Rooney.

A parte questo non ho fatto altro che mangiare schifezze per tutto il tempo, appassionandomi particolarmente alla pizza bianca romana ripiena di nutella, una vera scoperta. Stavo quasi per picchiare il treenne che si è avvicinato al vassoio puntanto dritto verso l’ultimo pezzetto.

Arriva la torta… ecco, lo sapevo, siamo alle solite. Fatta dalla padrona di casa con le sue manine, con decorazioni in pasta di zucchero a un livello tale di dettaglio che sopra ci sono mini-cestini di frutta, mini-piattini con mini-tramezzini, e mini-hot dog con tanto di strisciata di senape sopra. Allibisco e fotografo. Dico: “pezzetto è tardi, finisci la torta che andiamo. Pezzettino ci aspetta” e lui “chi è pezzettino?” “come sarebbe chi è? tuo fratello, sciagurato. che ti hanno fatto sniffare a questa festa?”

Andando via vedo la mamma di Rooney piuttosto arrabbiata, massiccia e incazzata quanto lui, che gli sta dicendo, alternando varie lingue: hai sbagliato, hai fatto male al tuo amichetto. non farlo mai più.

aaaaaaaaahhhh nooooooooo non è vero non è veroooooo! è tutta colpa suaaaaaaa!!!

now-stop-it. sit-here. here. and we’ll talk again when you are quiet.

Adoro questi metodi british (si chiama “quiet chair” infatti)… se solo mi riuscissero qualche volta.

 

8 Risposte per “Feste di compleanno”

  1. piattinicinesi scrive:

    allora
    la prossima festa che organizzo ti chiamo come animatrice, così vediamo come te la cavi con i ragazzini della periferia nord
    non ti preoccupare, la torta di solito la compro o se la faccio, mi esce tutta stortignaccola, lo faccio apposta per non mettere in imbarazzo nessuno
    la quiet chai a scuola di PP la chiamano sedia camomilla, e funziona davvero
    a casa avevamo (e abbiamo ancora, ma ora ce n’è meno bisogno) i pensatoio, che era una stanza senza la mamma (ma con il papà) dove calmarsi e riflettere prima di potere avere di nuovo le coccole. chiaro che funziona con bambini collosi…

  2. Marilde scrive:

    Si può dire che hai passato un’incantevole domenica pomeriggio?
    Scommetto che non vedo l’ora di ripetere!

  3. Mamma Cattiva scrive:

    Alle prossime feste osserverò ed ascolterò con occhi e orecchie diverse. E non capiranno cosa cavolaccio ho da ridere!
    Anche il doc non capisce lo strano sorrisetto sotto i baffi…

  4. Flavia scrive:

    @piattini – se puoi organizzare una partita di calcetto in casa, ok chiamami pure :)
    @marilde – no dai, rispetto a tante altre è stata divertente. la location mi ispirava…

  5. Flavia scrive:

    @mamma cattiva, quella con il blackberry fisso su veremamme in una mano, e un panino alla nutella nell’altra, sarò io

  6. ondaluna scrive:

    Il capitolo "feste coi compagni" non me l’ero ancora immaginata: mi sento stanca solo a leggere quello che hai scritto. Aiuto!
    :)

  7. Chiara scrive:

    Vorrei aggiungere una postilla, chissà se condivisa: alle feste dei compagni di materna del mio più grande le mamme sono tremende. Fanno gruppo e sono inaccessibili. Entri, saluti, cerchi di attaccare bottone e ti guardano come se fossi una deficente. "Pussa via, sgorbio!".
    L’ultima volta ho passato un’ora con una mamma belga trapiantata in italia, lavoratrice anche lei e quindi scarsa frequentatrice della scuola per motivi di orario. Mi ha detto: "Meno male che ti ho incontrata, io qui non conosco nessuno, a ogni festa mi presento e a quella dopo, incredibile, si scordano chi sono e non mi salutano più". Incredibile….

  8. Flavia scrive:

    @Onda, ogni cosa a suo tempo , non ti stancare inutilmente…comunque io vado solo a quelle a cui mi gira di andare, senza nessun obbligo. ma è tutto un capitolo che per ora puoi risparmiare alla grande!
    @Chiara, noi scarse frequentatrici in effetti abbiamo difficoltà a inserirci..io poi non ho neanche questa grande voglia di inserirmi…


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