Pancia pubblica/ pancia privata

Pubblicato il 14 marzo 2009 da Ondaluna

Secondo me è un pò troppo presto perché si veda così tanto.
Nemmeno a farlo apposta, sapendo che mi preparavo ad un fine settimana di lavoro e lezioni, in cui avrei incontrato un sacco di colleghi, e che avrei dovuto impegnarmi in un fantomatico e impossibile impegno  di vestirmi con abiti in cui non entro quasi più, la piccola ha deciso di dare il meglio di sé: venerdì mattina mi sono alzata con una panza fuori dal normale. Il primo pensiero è stato “Ma che è?!? Di notte me la smontano e me la sostituiscono con un’altra?” Il punto è che quel pezzo in più, ne sono strasicura, fino alla sera prima NON C’ERA!

Ma poi mi chiedo perché quando la piccola pancia comincia a diventare evidente, tutti ti chiedono di scoprirla per mostrarla e si sentono autorizzati a farlo solo perché sei incinta. E’ come se si dimenticassero che quello è ancora il TUO corpo, e ci sono momenti in cui non hai voglia di essere allisciata come un Budda.
Sento questi ultimi giorni come un momento di grandi cambiamenti: nel mio corpo, ma in realtà anche nella mia mente. Tutto comincia a diventare molto evidente.
La cosa che mi colpisce è che nella vita cerchi di immaginare come dev’essere avere quella pancia “piena” quando una donna è in gravidanza, e poi quando quella pancia è la tua le sensazioni sono molto diverse da quelle che hai sempre immaginato.
E mi sembra tutto così veloce…
Ma così è: diventare madre significa preparasi a cambiare, in tutti i sensi, CON tutti i sensi, e a volte questa cosa ti prende all’improvviso. A volte è meraviglioso sentire quella rotondità perfetta come un mondo, altre volte non ti piace, ma ci devi stare: come un pezzetto di strada un pò meno panoramico che fa parte del tuo viaggio.

19 Risposte per “Pancia pubblica/ pancia privata”

  1. pensata scrive:

    Io adoravo la mia pancia enorme, ne andavo proprio fiera, nonostante gli inevitabili fastidi. Ancora adesso quando incontro una donna "molto" incinta ripenso alla mia panzotta ripiena, con un po’ di nostalgia. Ricordo però anche l’immenso fastidio che provavo quando mia suocera mi toccava la pancia senza nemmeno chiederlo prima (non noi ci "toccavamo" mai), e gli estranei che si permettevano di dirti "si muoive?" ma erano già a tastarti il pancione. Io liquidavo tutti con un evidente fastidio… "non si muove!!!" (anche se magari stava facendo le capriole) e mi allontanavo, c’era persino chi aveva il coraggio di restarci male…ma il rispetto per me e per il mio corpo l’avevano dimenticato tutti?

  2. Chiara 2 scrive:

    Una volta ero al mercato, incinta al settimo mese. Stavo scegliendo una gonna e due ragazze mi si avvicinano e mi chiedono se possono toccarla. Io (ero alla prima gravidanza, non ero ancora la serpe incazzata della seconda) le lascio fare e allora anche la venditrice cinese mi chiede se può. E mi ha fatto tenerezza, perché probabilmente fino ad allora si era trattenuta e, vedendo che non scaraventavo quelle due, ha osato, non lo so…
    A me ha dato molto fastidio la ex compagna di mio nonno che, all’annuncio del nostro matrimonio, mi ha chiesto se ero incinta mettendomi una mano sulla pancia. Quello davvero l’ho vissuto come un’intrusione, anche se non ero incinta o forse proprio perché non lo ero e ho percepito quanto sarei diventata "pubblica".

  3. Renata scrive:

    Ti capisco molto bene. Io ero molto orgogliosa del mio pancione, non l’ho mai nascosto ma nemmeno messo in bella mostra. Era una parte di me che mi rendeva orgogliosa ma era una parte mia. Ho sempre detestato chi si avvicinava per chiedere se poteva sentire il bambino e fortunatamente non mi è successo spesso, anzi molto di rado. Toccare la pancia era un privilegio mio e di mio marito. Una sola volta ricordo che il bambino si muoveva parecchio e mio fratello si era accorto delle acrobazie del piccolo, gli ho chiesto io se voleva sentirlo muoversi…

  4. Laura scrive:

    Non ci avevo mai pensato in questi termini, pero’ è vero; la pancia conitua a esserre una parte del tuo corpo e a me sembra normale che la tocchino solo le persone con cui hai una certa intimità. Bah, forse non mi sono posta il problema perchè dal 5° mese in poi, quando la pancia diventa piu’ evidente, mi è toccato stare reclusa in casa; poi mi è capitato di incontrare persone che rimanevano stupite che io avessi un figlio/a e dicevano: Non ti ho mai visto con la pancia! Forse qualcuno pensa che li abbia adottati..non fosse che la Piccola mi somiglia parecchio..

  5. Mamma in 3D scrive:

    Sono una donna molto minuta e portavo in giro i miei grandi pancioni con orgoglio, sentendomi paradossalmente bella e sicura (ora, quando rivedo le foto, mi sembro più che altro un fenomeno da baraccone…).
    Però non ho mai mostrato volentieri la mia pancia nuda: costume intero, magliette lunghe: sentivo che quella pelle sottile e tesa era una parte molto intima, che apparteneva solo a me e a mio marito, poi ai fratellini più grandi.
    Allo stesso modo, anche attraverso i vestiti, mi infastidiva avere addosso le mani di persone quasi estranee.
    Rimanevo poi letteralmente senza parole (pronunciabili) di fronte al classico: "Posso toccare? Sai, porta fortuna!"

    Per quello che riguarda le sensazioni differenti fra la pancia "immaginata" e quella poi "sperimentata", devo dire che per me la sorpresa grande è stata quella del movimento continuo, della compagnia. Mi figuravo un ingombro, una rotondità soprattutto estetica, ma molto più statica.

  6. Chiara 2 scrive:

    Ah, scusa la logorrea, ma volevo aggiungere una cosa: mia madre e mio padre hanno toccato le mie pance solo quando glielo chiedevo io, i miei suoceri e i miei cognati non l’hanno mai fatto (solo perché io non ho pensato di chiedere se poteva fargli piacere).

  7. Flavia scrive:

    ho avuto una bella introduzione alla pancia: due sorelle molto più grandi e la possibilità di sentire i loro "calcetti" quando io ero poco più di una bambina, o al massimo diciottenne. E quando c’è stata la mia pancia, l’episodio più divertente è stato questo "mamma, si muove, lo vuoi sentire?" e mia madre "no, fla, me fa nu’ poc’impressione".
    Intrusioni inopportune o gesti scaramantici di vecchietti no, mamma mia, per fortuna no.

  8. Mamma Cattiva scrive:

    Oggi, se è vero che porta fortuna, toccherei volentieri la pancia di Ondaluna. Uno di quei giorni in cui potrebbero accadere cose che ti fanno cambiare la vita . Perché infondo VM sono quelle che non credono che solo i figli possono cambiarti la vita, no?

  9. Flavia scrive:

    Le VM credono che ESSE STESSE possano far succedere le cose che cambiano la loro vita!! mammacattiva, tu continui a farci …"teasing", eh?

  10. Daria B scrive:

    cia! mi sono appena iscritta…
    molto interessante :)

  11. Mariangela scrive:

    @flavia: no???? non ti è MAI capitato? A me mille volte, "posso toccarla?" con la mano già lì, e quante volte mi sono sentita dire "sei la solita str…za" o a parole, o con gli sguardi, perchè a questa domanda ho sempre, dico sempre, risposto di no. Tanto che mi pare impossibile leggere che è la maggioranza, qui, a pensare che quel gesto sia inopportuno (ma come sempre VM è un’isola felice di idem-sentire o quasi…)

  12. Marilde scrive:

    Chissà perché la pancia sembra diminuire la distanza fra le persone. Un conto è un familiare, altro è un estraneo. Credo sia successo un po’ a tutte. E’ come quelli che toccano i bambini, e li baciano. Anche se perfetti estranei. Quando succedeva a me ( mi succedeva eccome) ho cominciato ad esercitarmi nello sguardo "stai quattro metri più in là", oppure, detto in altri termini "coltivare l’antipatia". Spiace eh!, ma ogni tanto bisogna proprio!!

  13. ondaluna scrive:

    Non potete immaginare che sollievo nel leggere che non sono la sola ad infastidirsi quando non chiedono o quando, pur chiedendo, sono già lì con le mani. Oggi mi è capitato parecchie volte, ed io ho detto chiaramente "mi da fastidio". Ma dirlo non mi aiuta: il fastidio (non per tutti, ma solo per quelli con cui ho meno confidenza) mi rimane dentro per tanto tempo…

    Vedo con piacere che l’argomento vi ha risvegliato!

    Un benvenuto alle nuove iscritte, un bentrovate alle vecchie amiche…

  14. Flavia scrive:

    @Mariangela in effetti posso spiegarmi i perchè. La prima gravidanza l’ho trascorsa tra colleghi greci (che non avrebbero mai osato), medici e al massimo estranei milanesi (espansivi quanto un minestrone surgelato) , e l’ultimo mese al mare in un Salento semideserto dove al massimo le signore che incrociavo mi chiedevano "quanto manca?". La seconda l’ho trascorsa lavorando fino a 15 giorni prima (è nato in anticipo) e ben poca vita sociale …. :(

  15. Mamma in 3D scrive:

    Flavia, da "minestrone surgelato" a mia volta, ti devo rivelare che io ho avuto addosso decine e decine di mani, se non di estranei, comunque di poco più che conoscenti MILANESI !

  16. Flavia scrive:

    guarda Mamma in 3D, io provoco solo perchè non resisto alla battuta (che comunque si riferiva agli estranei)… la verità è che ero di passaggio in quel momento e non avevo molte frequentazioni a parte amici strettissimi "migranti" come me. comunque ammetto che la cosa un po’ mi meraviglia: questo post di Ondaluna infatti ha scatenato un coro di consensi!

  17. Mamma in 3D scrive:

    Era una battuta anche la mia, Flavia (quella del minestrone, le mani no: quelle c’erano davvero).
    Comunque, hai ragione: questa volta Ondaluna ha toccato un nervo scoperto anche per le nostalgiche del pancione come me.
    Evidentemente a te è andata bene!
    Un bacio… da Milano ;-)

  18. Pocahontas scrive:

    Quando ero incinta di Grumpy (che ora ha 5 anni 1/2) vivevo in Germania. Nessuno, e ripeto nessuno mi ha mai toccato il pancione, ma nemmeno chiedendomi il permesso prima! Devo dire che la cosa mi infastidiva un po’..ossignur, non chiedevo 100 mani addosso ma un po’ di attenzione in piu’ per il mio "stato di grazia assoluta" mi sembrava quasi un diritto! Al settimo mese sono andata a trovare i genitori di mio marito in Italia, a mio suocero era stato diagnosticato un tumore molto aggressivo (haime’, mori’ poi un mese prima di poter vedere la sua prima nipotina) e io volevo passare un po’ di tempo con lui e renderlo partecipe di questa gravidanza. Un giorno che Grumpy era particolarmente acrobatica chiesi a mio suocero di mettere la sua mano sul pancione, ma lui rifiuto’ . Ci rimasi un po’ male, dopo alcuni giorni lui mi disse che non voleva toccare la pancia per non trasmettere la negativita’ della sua malattia alla bimba. Ora, mio suocero era una persona stupenda di un’intelligenza vivace e rara e con quel non-gesto poco razionale mi ha fatto una tenerezza incredibile.
    Quando rimasi incinta di Dopey invece vivevo a Roma, quartiere Eur. Il giorno dopo essere andata nella farmacia vicino a casa a comprare un test di gravidanza incontrai il salumiere che mi apostrofo’ con: "Auguri, signo’ se vede che aspetta: c’ha ‘na luce!". E da quel momento fu un susseguirsi di palpeggiamenti e commenti sulla mia panza non sempre graditi!
    In bocca al lupo!

  19. ondaluna scrive:

    Bene, mie care amiche, il mio intento è esattamente questo, partire dalla mia esperienza per dare voce a tante cose che non sempre si raccontano di una gravidanza. La pancia, pubblica/privata, è uno di questi…


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