Mi sento una balena arenata

Pubblicato il 13 marzo 2009 da Worldwidemom

Mi sento quasi ogni giorno arenata.
Ogni tanto splende il sole e cammino felice senza pensieri, ogni tanto mi ritrovo in una giornata uggiosa e la tempesta dentro di me si scatena.
A volte il sentirmi arenata mi paralizza le gambe, mi trattiene il respiro. Ecco il panico.
Scelte, decisioni, responsabilità. La testa mi scoppia.

Alla domanda quando mi sono sentita arenata, un fiume è straripato nella mia testa e in fondo al mio stomaco. Dicono che sono così perchè sono incinta. Balle.
Mettiamola così, mi sono sentita maggiormente arenata in 3 momenti sino ad ora.
La prima quando dopo aver perso il lavoro, aver tentato il percorso della libera professionista o, come fa figo dire, da freelance con poco successo essermi innamorata di uomo che dopo pochi mesi se n’è partito per andare dall’altra parte del mondo. Ma mi sentivo giovane, piena di energie e dovevo pensare solo a me stessa. Facile no?
La seconda volta quando ho dovuto decidere di mollare tutto per andare appresso a questo uomo che alla fine conoscevo poco e con il quale non avevo mai vissuto insieme. Inoltre, dopo estenuanti ricerche, mi avevano proposto un ottimo (credo) posto di lavoro proprio in quel periodo. Mollare tutto o scegliere la carriera?
Ho scelto di seguire l’uomo vagabondo.
Poi sono rimasta incinta. Sia chiaro, io volevo disperatamente questo bambino. L’unica cosa che in quel momento avrebbe dato un senso a quella mia scelta. O almeno credevo che così fosse.
La nascita di mio figlio è stata una cosa meravigliosa, non sto neanche a raccontarvelo, ma fin da subito me la sono dovuta cavare da sola.
Girare il mondo con un bambino piccolo è ben diverso dal sogno romantico di seguire l’uomo amato intorno al globo.
Ma la forza che ti investe dal giorno in cui diventi madre è tale da farti superare qualsiasi ostacolo. Ce l’ho fatta e mi sento una strafiga.

E oggi. Adesso qui. Mi sento arenata.
Sono qui seduta davanti al computer nel pieno della notte con gli occhi pieni di lacrime per non so bene cosa. Mi fa male dover ammettere di sentirmi così. Mi vergogno di scrivere che mi sento stanca e vuota.
Mi sento arenata. Mi sento confusa.
E’ un momento? Forse, non lo so. Ma io non vorrei sentirmi così!Io dovrei sprizzare gioia da tutti i pori!!!
Un bambino di due anni e mezzo e al settimo mese di gravidanza. In una casa in affitto a Milano che dovrei sgomberare ma mi mancano le forze e l’entusiasmo per farlo. Mi manca il coraggio.
I pensieri a mille perchè vorrei trovare una casetta qui a Milano. Piccola, confortevole, nostra. Il nostro rifugio per quando torniamo. Per non sentirci (o sentirmi) sempre così vagabonda. Perchè ho bisogno di punti saldi.
Il pensiero del lungo viaggio che dovrò affrontare fra un paio di settimane, tutto quello che dovrei fare per sistemare e preparare la casa americana per l’arrivo della bambina, il dottore, l’ospedale…tutto un gran bel punto di domanda.
Penso che andrà tutto bene. Per forza.
Non riesco a parlare con il mio compagno. Non c’è mai. Certo, non è colpa sua. Deve lavorare. Siamo stati lontani per 2 mesi. Poi è arrivato, una specie di visione serale, perchè comunque di giorno andava in ufficio e tornava tardi la sera. Tardissimo. Poi è ripartito. Poi ritornato dimenticandosi si avvisarmi. Poi deve ripartire. Poi ritorna, Poi ripartiamo.
AIUTO.

Mi sento in colpa. Mi sento in colpa perchè ieri sera sotto la doccia, piangevo e pensavo a chi me lo ha fatto e che forse era meglio non avere un altro figlio e ho pensato che se fossi sola senza figli avrei aperto quella porta e me ne sarei andata lontano. Molto lontano. Per andare dove poi non si sa.
Mi sento in colpa perchè con tutti questi pensieri ho paura di far male alla mia dolce bambina che porto in grembo.

Mi sento proprio una grossa balena arenata…

8 Risposte per “Mi sento una balena arenata”

  1. Flavia scrive:

    sono indecisa se commentare rischiando la banalità, oppure no passando per disattenta?
    beh wwm, anche tu hai una storia davvero notevole e vorticosa, ed è così normale che ti senta stanca e abbia voglia di scappare (conceditelo un minimo…è vero che la gravidanza mette a dura prova sia il fisico che la testa, su). Non ho la pretesa nè l’intenzione di darti consigli perchè so che sei intelligente e la forza per superare i momenti difficili la trovi di certo, soprattutto se ogni tanto ti concedi una pausa, accetti la tua debolezza come una cosa umana, ti siedi un attimo e ti sfoghi. l’importante mi sembra, è che anche lui capisca bene come ti senti, quando si ha bisgno di aiuto, si deve prendere il coraggioa due mani e chiederlo.
    ma quello per cui ti prenderò ad affettuosi schiaffoni (e sai cosa intendo) è quel proliferare di "dovrei" "non dovrei" e "mi sento in colpa" o "faccio male alla bambina" : oooooh ecco, basta così. altrimenti occupi il cervello con pensieri inutili invece di usare lo spazio per pensieri che ti diano energia (invece di "non ce la faccio" "non dovrei sentirmi così" , fa’ spazio e usalo per dirti "ok, mi sento una schifezza e lo accetto. ora cosa posso fare per stare meglio?" e vedrai che ti verranno delle idee nello spazio che hai creato)
    detto ciò, grazie mille Flavia del senno di poi!!!! :))))) (io piangevo ogni giorno durante i primi mesi della prima gravidanza perchè, dopo un aborto spontaneo vari mesi prima, avevo una paura folle che anche quel tentativo non andasse a buon fine. mi sedevo a colazione da sola nella mia casa di Atene, e giù a piangere, ogni mattina.)
    ok, alla fine ti ho fatto uno sproloquio! un grande abbraccio!

  2. Laura.ddd scrive:

    Ciao WWM, grazie per condividere con noi i tuoi pensieri.
    Concordo con Flavia (mi capita spesso, lo ammetto), soprattutto su una cosa: parla con il tuo uomo. Costringilo a sedersi li’ con te per tutto il tempo che è necessario. Gli uomini non capiscono. E’ un dato di fatto (mi perdonino le fortunate che hanno uomini con le antenne lunghe per sondare i sentimenti femminili e mammeschi). Ma noi dobbiamo spiegarci. Dobbiamo fare in modo che prendano in seria considerazione le nostre difficoltà. Avere un bambino ci trasforma, e una gravidanza non è uguale ad un’altra. Avere un bambino ci chiede di fermarci e di occuparci di lui e di noi stesse, e questo non si puo’ e non si deve ignorare. E poi, piangi quanto vuoi, sai gli scherzi che giocano gli ormoni? E chi l’ha detto che dovresti sprizzare gioia da tutti i pori? Vai benissimo cosi’, vedrai, sono certa che andrà tutto per il meglio.

  3. Chiara 2 scrive:

    Allora, ragazza, facciamo ordine: se i bambini patissero così tanto del dolore delle madri, mio figlio sarebbe nato di 1 chilo invece che di 3,3kg alla 37ma settimana.
    Io avevo una paura folle di quello che sarebbe successo dopo la sua nascita: la fatica, la gelosia della sorella, il sonno, il dolore del post partum. Insomma, anch’io pensavo che avere un altro figlio fosse una pessima idea. Perdipiù, venivo da un attacco devastante di un virus intestinale.
    Invece, dopo la sua nascita, tutto piano piano è andato a posto e siamo una famiglia sempre più felice.
    Vedrai che succederà anche a voi :-)

  4. Lisa scrive:

    Accidenti, quanto mi ritrovo in queste tue parole, wwmom.
    Non sono una giramondo e non vivo dall’altra parte del pianeta come te, quindi magari non so cosa significhi quella sensazione di cui parli, che mi sembra quasi come se ti mancasse la terra sotto i piedi. Però in tutto il resto mi ci ritrovo, eccome. E allora ci si sente un po’ spaesate, arenate appunto. Ma questi scambi fra mamme a me servono per capire, come con te, oggi, qui, che non sono la sola. Non sono la sola e non sta succedendo tutto solo a me.
    Dunque le difficoltà ci sono, non neghiamolo, però ecco, guardandoci intorno ci si ridimensiona un po’ tutto.
    E ti mando un abbraccio forte forte.

  5. Mariangela scrive:

    Vai WWM. Parla con lui. Col tuo grande amore. Con quello che ti ha fatto cambiare vita, raccontagli come stai, digli ciò di cui hai bisogno. Non aver paura di sporcare il grande sogno del grande amore "di pancia" in cui tutto viene bello e naturale. Tutti gli amori non sono romanticismo e passione, ma anche maniche tirate su e costruzione. Servono il fuoco e l’aria, ma anche terra e acqua. Non rovina niente, non è che la "nuvoletta" viene meno se vi sedete sulla sabbia bagnata e vi sporcate a fare un castello invece che volare e basta.
    Scusami se mi permetto di parlare così, da quello che scrivi e racconti sento che siete una coppia giovane (che sta insieme da poco tempo) e medio molto con quella che è la mia esperienza…. Ma "sento" questa paura di essere pesante, questo non voler sporcare il sogno con le "menate" pratiche, magari anche la paura di rovinare il poco tempo che avete da passare assieme "sprecandolo" per parlare di cose poco poetiche forse, ma che sono il pane che da sempre accompagna le rose…. Un abbraccio forte!
    Fla, io il post ce l’ho pronto, così capite anche meglio i miei sproloqui… ma dove si clicca???

  6. piattini cinesi scrive:

    cara wwm, che tu ti senta arenata non è strano. chiunque lo sarebbe al tuo posto. ci siamo scritte anche in privato e sai come la penso e cosa ho provato. anche io ho seguito il mio uomo per il mondo,e questa sensazione di stare al seguito, finché non si tramuta nella sensazione di stare andando da qualche parte insieme o anche da sola è molto molto pesante. detto questo il lavoro non è mai una scusa sufficiente alla delega dei sentimenti. in situazioni squilibrate come queste, dove un uomo ha il carico economico e la donna quello familiare e affettivo, a un certo punto bisogna reimpostare gli equilibri e farsi sentire. negli ultimi mesi ho urlato, pianto e fatto scene isteriche. Alla fine qualcosa si è smosso. In tutti e due.

    ti auguro di trovare la tua strada, per avere tutta la felicità che ti meriti, un bacio

  7. Pocahontas scrive:

    Mi sembra di leggere un pezzetto della mia vita…lasciare tutto e saltare nel vuoto per amore…lasciare nuovamente tutto cio’ che faticosamente ti sei costruita per affrontare l’ennesimo trasloco…trovarsi qualche anno dopo con una famiglia continuamente in movimento e quotidianamente sola…
    Ti capisco bene WWM ci sono dentro anche io con 2 puzzolette di 5 e 2 anni dall’altra parte del mondo con un marito latitante per lavoro, e non e’ facile…e sicuramente gli ormoni impazziti della gravidanza non aiutano!
    Quante volte mi sono chiesta se ne sia valsa la pena di lasciare tutto e rincorrere il grande amore nella grande mela per poi rimbalzare di continente in continente….non lo so…certo, come dici tu, ero giovane, libera e piena di sogni ed energia. Non lo so se quella sia stata una mossa brillante….quello che so e’ che se potessi tornare indietro sono sicura che lo rifarei, cambiando pero’ delle cose piccole ma significative. Di certo non mollerei tutto, carriera, amici, ambizioni personali come invece ho fatto….e l’ho fatto io, nessuno me lo ha chiesto, sono stata io a buttarmi di testa senza portarmi dietro un piccolo salvagente…e non posso biasimare nessuno ne’ tanto meno incolpare lui (cosa che spesso mi viene naturale fare, credo di avere molto rancore nei suoi confronti a livello inconscio). Quindi quel che e’ fatto e’ fatto…e oggi raccolgo le conseguenze delle mie scelte ma anche i frutti, che mi riempiono di gioia! Non ti colpevolizzare per i tuoi pensieri…non sai cosa mi e’ passato per la testa mentre sola in Italia a pianificare il nuovo trasloco oltre oceano, passavo nottate insonni a cercare di far riaddormentare la piccola puzzola per poi ricominciare a fare scatoloni la mattina seguente ritagliando un po’ di tempo per spiegare alla puzzola grande che sarebbe andato tutto bene…
    Quante volte ho pensato di non partire piu’…ma sono ancora qui, con le mie puzzole ed il marito latitante! Si sopravvive WWM e si riesce anche ad essere felici…nonostante tutto…basta trovare un buon equilibrio e basta parlare, chiedere aiuto e non tenersi tutto dentro….non e’ facile, soprattutto perche’ (e mi spiace se passo da femminista) a questi ometti bisogna proprio spiegare tutto per filo e per segno….non devi aspettarti che intuiscano le tue paure ed i tuoi stati d’animo….parla, grida, piangi…
    La tua bimba sta benissimo e soffrirebbe di piu’ se tu reprimessi i tuoi sentimenti! Sei una mamma forte e coraggiosa…e si….andra’ tutto bene…
    baci
    M. ;-)

    PS: Ho rinunciato da un po’ al concetto di stabilita’…sono ormai fermamente convinta (e cerco di insegnarlo anche alle mie puzzole, che casa e’ dove c’e’ la tua famiglia)….per tirarti un po’ su prova a leggere "I was a really good mom before I had kids" di Trisha Ashworth e Amy Nobile io lo adoro e mi ha davvero aiutato a ridimensionare le aspettative!

  8. Ondaluna scrive:

    Indecisa se tacere per rispetto e discrezione, o parlare per profonda solidarietà, decido di scrivere due righe, preannunciando l’intenzione di scusarmi se scadrò nella banalità.
    Ok, per te è un brutto momento: tutti i commenti precedenti al mio te lo confermano, e questo dovrebbe oggettivarti il fatto che non stai delirando, ma che è normale che tu ti senta arenata.
    Ma, detto da una che hai pianto ininterrottamente (per altri motivi, ok, ma sempre angoscia e disperazione era!) per tutti primi mesi della gravidanza (ora al quinto mese), lasciatelo dire: se quella creatura è ancora lì, e cresce forte e piena di vita, è perché ha capito a quale parte di te deve restare ancorata: quella che la nutre, che le dà amore, che la traghetterà alla vita; una vita non sempre facile, è vero, ma che forse, con il tuo aiuto, per lei sarà tutta da scoprire.
    Fatti coraggio. Non siamo fatte di un solo colore, o solo bianco o solo nero. La cosa bella delle donne è che posso conoscere tutte le sfumature della loro anima, e rimanere integralmente splendidi arcobaleni.
    E conta pure sul mio sostegno (scrivimi pure se vuoi, e lamentati pure per tutto quello che ti pare: forse potrebbe essere terapeutico)


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