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La creatività di mamme e papà

Pubblicato il 31 marzo 2009 da Flavia

Questo è quello che ha scritto il mio collega L. qualche anno fa, in una “case history” interna:

Nei nostri workshops si applicano le stesse tecniche di creatività che i bambini usano in modo del tutto naturale e istintivo. E siccome è dimostrato che il buon umore favorisce la creatività, ci ritroviamo a fare giochi di gruppo ridicolissimi per rompere il ghiaccio, facciamo giocare manager serissimi al collage con pennarelli colorati e palline. E’ divertentissimo. L’ultima volta dovevamo trovare il nome per uno sgrassatore super-efficace. Ho pensato all’ultimo gioco che avevo fatto con la piccola durante il bagnetto. Io urlavo “bang!” e le spruzzavo l’acqua in testa con la paperella. Lei rideva a crepapelle, e così avevo evitato per quella volta la solita tragedia del risciacquo dello shampoo. Beh, il prodotto alla fine l’abbiamo chiamato “BANG!”, con tanto di punto esclamativo. Ti sembra poco andare al lavoro con la mente allenata a saltare così di palo in frasca? L’importante è saperlo: la creatività è dentro di noi, e i bambini ci aiutano a tirarla fuori.”

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Una mamma e un papà affrontano quotidianamente una quantità di micro (o macro) problemi che richiedono una capacità rapida di scelta e decisione. Di fronte a un problema, possiamo adottare un approccio logico e razionale oppure un approccio creativo. Ora, i bambini non sono precisamente esseri razionali, ed è più probabile che con loro funzioni una soluzione di tipo creativo piuttosto che un ragionamento rigoroso.

E’ scientificamente dimostrato che la maternità potenzia l’intelligenza, e quindi anche le sue manifestazioni creative. Per esempio la topolina-mamma  trova l’uscita dal labirinto in una frazione minima del tempo che impiegano le sue colleghe topoline-non mamme. Ma magari sforzandoci troviamo anche esempi migliori, che ne dite? Volete una storia molto out of the box, e very skiful? Un giorno in spiaggia Pezzetto ha inscenato un dramma rifiutandosi categoricamente di andare in bagno, semplicemente terrorizzato dal bagno pubblico…Così ho improvvisato una capanna di sdraio e un’attrezzatura simile alla lettiera per gatti (palette e sabbia, ehm, non mancavano). Con grande…sollievo…di entrambi, ha funzionato. Non ce l’avrei fatta se  a. non fossi riuscita a superare le categorie logiche dei bagni tradizionali  b. non avessi abbandonato completamente qualsiasi inibizione, fregandomene all’idea che ci vedessero.

La natura del processo creativo è oggetto di una quantità di studi, esperimenti, ricerche, libri, che non abbiamo certo la pretesa di riassumere qui. Però, se la maggior parte di noi pensa che per definirsi creativi si debba per forza diventare un imprenditore di successo oppure eccellere come artista, inventore, scienziato… beh, ci stiamo sottovalutando. Stiamo dimenticando l’esercizio quotidiano della nostra creatività di genitori, quella di cui siamo capaci quando operiamo una combinazione inusuale o casuale di concetti disparati, o quando per risolvere una terribile presa di posizione evitiamo lo scontro diretto e optiamo per la tecnica dell’aggiramento e della distrazione. I bambini sviluppano la nostra creatività, se non altro per sfinimento o per spirito di sopravvivenza: ci costringono a diventare creativi.

I bambini come catalizzatori di energie creative, quindi? Certo, anche nelle cose che ci sembrano stupide. Nel momento in cui il cucchiaio diventa l’aereo, le nostre dita i personaggi di una storia, cercando di fargli spalancare gli occhi dalla meraviglia, e per riflesso condizionato anche la boccuccia in cui infilare quel benedetto cucchiaio di pappa, stiamo allenando il suo (e il nostro) lateral thinking, oltre a una sovrumana pazienza ovviamente, che pure non guasta.
Quando inventiamo storie un po’ assurde o giochiamo ai contrari seguendo il filo dei pensieri in totale libertà, stiamo usando una tecnica di brain storming che si chiama “reversing assumptions”, invertire i presupposti che diamo per scontati. Per esempio, una macchinina che non sa guidare e ha bisogno di andare a scuola guida. Un pesce che ha paura dell’acqua. Un ristorante dove nessuno cucina. E perché no?
Oppure usiamo la tecnica dei “mondi paralleli”: se una macchinina dovesse nuotare, di cosa avrebbe bisogno?
Per lui non saranno mai giochi stupidi, ma semplicemente idee nuove. E noi, ascoltando e assecondando i suoi voli di fantasia, finiamo per applicare le tecniche descritte nei manuali più famosi di creatività ed innovazione. Le regole base del brainstorming insomma: non giudicare, costruire sulle idee degli altri, associare liberamente.

Peccato che diventando grandi la creatività dei bambini vada perduta. Prima la scuola imbriglia il pensiero in regole e costrizioni. Poi il lavoro ci abitua a pensare in termini di metodi già sperimentati, piuttosto che di soluzioni creative, nonostante – paradossalmente – ci venga richiesto di essere costantemente innovativi.
Ecco perché giocare (inventare) con i nostri bambini è un modo eccellente per riappropriarci della nostra originaria creatività.

(Leggo poi che la creatività di alto livello non si esprime al meglio in condizioni di elevata pressione, stress e scadenze incombenti. Una grande idea che risolve grandi problemi ha bisogno dei giusti tempi di “incubazione”. Spiegatelo ad una mamma sveglia dalle sei che contemporaneamente deve cambiare un pannolino radioattivo al piccolo che non sta fermo un attimo, convincere il grande a fare colazione da solo e a lavarsi i denti altrimenti farà tardi, e rispondere al marito che le chiede se ha visto i suoi occhiali. Eppure, in queste condizioni, ogni giorno produciamo un sacco di idee.)

Piccoli esercizi per sviluppare la creatività:

  • Provare ad inventare di sana pianta la storia della buona notte anziché leggerla. (Io ad esempio lo faccio perchè sono troppo stanca per leggere)
  • Quando si gioca, giocare davvero, spegnere il cellulare e il televisore, e concentrarsi sui bambini e sulle loro idee.
  • Prendere nota occasionalmente delle soluzioni più creative che abbiamo trovato durante la giornata e del processo con cui ci siamo arrivati. Ci aiuta a sviluppare la consapevolezza delle nostre capacità e ad allenarle in seguito.

 

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2 Risposte per “La creatività di mamme e papà”

  1. piattini cinesi scrive:

    è molto bello che il riconoscimento della creatività infantile e del conseguente riflesso sulla creatività dei genitori sia venuto da un papà. doveva sicuramente essere uno di quei papà che spengono il cellulare quando entrano in casa.

    a proposito di creatività consiglio a tutti di rileggere, e tenere sul comodino, "la Grammatica della fantasia" di Gianni Rodari.
    Le tecniche di ribaltamento e gioco con le strutture elementari della costruzione di senso possono applicarsi non solo alla costruzione di storie, ma anche (e soprattutto) alla percezione e ricostruzione mentale della nostra vita.

  2. Silvietta scrive:

    uff. è mesi che ci penso. ecco che finalmente sono riuscita a risponderti, qui http://qualcosastacambiando.blogspot.com/2009/08/intuizioni-e-talenti-servizio-per.html
    baci,a presto,s.


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