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Gestione del tempo: la scelta delle priorità

Pubblicato il 25 marzo 2009 da Flavia

Provate a digitare “time management” e troverete tonnellate di letteratura. E’ un vero problema, che può arrivare a ossessionarci.

Non si puo’ fare tutto, soprattutto se una buona parte delle cose che cerchiamo di fare hanno poco valore aggiunto. Non si può neanche leggere tutta la letteratura sul time management.

Il punto è molto critico sia per un professionista che per una mamma “funambola”: la mancanza di tempo. Per liberarci dalla sensazione terribile di non riuscire a gestire il nostro tempo, di essere sopraffatte dalla quantità di cose da fare, di sprecare  le nostre vite ad affannarci invano,  insomma  per evitare di arrivare allo stremo e allo spiaggiamento totale, bisogna fare una selezione, stabilire una lista di priorità e difenderla con i denti imparando a dire di no.

Tagliare con l’accetta: questa espressione la prendo volentieri in adozione da una mia cara ex-collega e (spero non ex)amica: non ha figli, ma ha imparato brillantemente a lavorare nel caos  e nella pressione continua. Io, nonostante il suo fulgido esempio, non ci sono mai riuscita, ma mi ricorderò della sua frase imperituramente.

Quando si è il capo di qualcuno la cosa più difficile è non dargli troppe cose da fare, ma neanche troppo poche. Quando ho avuto questa esperienza per la prima volta (essere il capo di qualcuno) ero abbastanza giovane e troppo esigente. Un mio collaboratore quasi coetaneo, un giorno, in un impeto di emotività dovuto al carico di lavoro eccessivo mi ha girato via mail un famoso pezzo di saggezza. Ve lo riporto.

“Un insegnante sta di fronte alla sua classe con un grande barattolo e lo riempie di grosse pietre. Quindi chiede all’aula: “E’ pieno?” La maggiorparte degli studenti risponde “si’, e’ pieno”. Allora lui prende delle pietre piu’ piccole e le infila abilmente tra le grandi, quindi chiede di nuovo: “E adesso e’ pieno?’” Gli studenti rispondono piu’ sospettosamente “Beh, si’, cosi’ sembra”. Allora lui tira fuori a sorpresa un sacchetto di sabbia e la versa nel barattolo riempiendo tutti gli interstizi. “Pieno ora?”

Insomma, la storia continua fin quando il barattolo non è pieno anche d’acqua, e non so poi quali altre sostanze sub-molecolari, e qual è la morale? Che nel tuo barattolo puoi sempre farci entrare qualcos’altro? Sì, cioè no, la morale è che devi prima mettere le “grandi pietre”, altrimenti le altre cose si prenderanno subito tutto lo spazio. Mi vergogno un po’ al ricordo, ma odiando l’idea di ricevere una lezioncina di gestione del tempo e delle priorità da un subordinato, per di più in forma di parabola, credo di avergli risposto qualcosa del tipo: che doveva innanzitutto decidere se tra le sue grandi pietre c’era continuare a lavorare lì. No comment. Ovviamente dopo un po’ di tempo se n’è andato.

Ci sarà sempre qualche capo che tenta di darti da fare tutto per domani – fin quando tu non poni un limite alle sue richieste negoziando e rinegoziando la lista delle priorità. Dopo quella lezioncina  significativa per il mio ego, quando vedevo che qualcuno stava per soccombere lo invitavo a venire da me per discutere le priorità. Ma è incredibile quante poche persone  siano in grado di farlo veramente. Alcuni poi la considerano un’umiliazione, un’ammissione di non sapercela fare da soli: è un atteggiamento stupido ad autolesionista.

Ebbene, quando una mamma ha a che fare con i bambini e la casa,  almeno il capo del suo tempo è lei, e la lista delle priorità si negozia alla pari col partner, e non vogliatemi male se vi suona troppo aggressivo. E’ un’affermazione che ha un buon fine: la nostra sanità mentale.

Allora, per riprendere il controllo del nostro tempo, bisogna fare una selezione, tenere duro sulle proprie priorità e saper dire di no al resto. Facile a dirsi… Ma come per tutte le cose difficili, l’importante è fermarsi a rifletterci un po’, mettere qualcosa nero su bianco e cominciare con dei piccoli passi.

(continua…)

5 Risposte per “Gestione del tempo: la scelta delle priorità”

  1. Chiara 2 scrive:

    Flashback di 10 anni fa: estate, casa del mio fidanzato di allora, sua mamma (ex insegnante, in pensione) prepara il minestrone con un numero spropositato di verdure. Lo prepara tutte le sere, e ci mette circa mezz’ora a preparare tutta la verdura. Per non parlare della cottura e del passaggio (rigorosamente a mano, scherzi a farlo col minipimer?).
    Da vera nuorachenonsaràmaiall’altezza, le chiedo se non sarebbe più pratico fare la fatica tipo una volta alla settimana e surgelare delle porzioni.
    L’allora suocera risponde sdegnata e ferita, come se le avessi suggerito di comprare cibi pronti o nefandezze del genere.
    E oggi, a mente serena, mi chiedo: non sapeva gestire il suo tempo? godeva nel fare la vittima? si annoiava?
    Il problema, credo, è che alcune donne hanno ricevuto un’educazione che le porta a credere di dover essere supereroine che puliscono sul pulito tutti i giorni, anziché leggersi un libro o fare una passeggiata con il proprio uomo. E la usano come leva di potere, distorcendo tutto ciò che di sano può esserci in una famiglia.

  2. MammaNews scrive:

    concordo con chiara.a molte donne è stata inculcata questa idea che la maternità debba essere sacrificio anche ostenato e continuamente rinfacciato (ad amici, colleghi, mariti e quando sono grandi anche ai figli) e quindi meno si è organizzate e più si può dare l’impressione agli altri di essere molto molto impegnate e molto madri.
    il problema secondo me non è solo capire come organizzarsi (sacrosanto) ma averne davvero la voglia. sentire come proprio il valore dell’organizzazione l’importanza che ha per noi il dover stabilire delle priorità per non perderci le cose importanti. se sai cosa vuoi sei a metà dell’opera.
    proprio qualche giorno fa ho scritto un post in proposito:
    http://mammanews.blogspot.com/2009/03/prima-e-oggi.html
    ciao Francesca

  3. Laura scrive:

    Noi abbiamo un bel quadernetto (veramente in quasi dieci anni ne abbiamo riempiti un po’), dove scriviamo insieme e progetti e priorità. E’ come un gioco, o un’ancora di salvezza quando stiamo sprofondando nella disorganizzazione!

  4. Chiara 2 scrive:

    Idea malata: e se aprissimo un servizio di consulenza per le donne che non riescono ad organizzare il loro tempo? OK, si vede che ieri sera sono stata male… ;-)

  5. Flavia scrive:

    @Chiara proprio quello si voleva dire con "tagliare con l’accetta". per motivi vari, per la tua exsuocere avere il minestrone fresco ogni giorno era un’assoluta priorità. ma per te e me non lo è, quindi si semplifica e si fa spazio ad altre priorità.
    @mammanews ho visto il post e ti ammiro molto per tutto quello che riesci a fare anche "dopo", brava!
    @Laura non mi dire che ho qui davanti la lista della giornata e sto respirando profondamente
    l’idea di Chiara non è affatto male. ma online o offline? una rubrica VM con "scrivici il tuo problema, arrivano le coach" ci starebbe proprio bene!


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