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Divagazioni del week end

Pubblicato il 29 marzo 2009 da Flavia

Divagando a proposito del rimanere connessa con la te stessa più vera e vitale

Un giorno del 2001, appena trasferita ad Atene, carica dell’energia elettrica che le novità mi mettono sempre addosso, temporaneamente accampata in un grande albergo nella zona di Kifissia, mi ritrovai con le mani in mano e senza alcuna voglia di passare un sabato in ozio solitario. Allora mi misi in macchina senza un obiettivo preciso, presi una carta geografica (che allora non c’erano mica i navigatori) e stabilii una direzione generica: uhm, direi mare, baia di Maratona, non dovrebbe essere troppo lontano da qui. Dopo qualche chilometro di strade panoramiche di montagna (il monte Penteli, quello del marmo pentelico usato per il Partenone, per intenderci) cominciò la discesa verso un’ampia ansa di mare azzurro. Più si allargava ai miei occhi quella baia, più si allargava il mio cuore. Ma allora è proprio qui? , mi chiesi, è qui che il mare un giorno si riempì della spaventosa flotta persiana? E se quell’invasione avesse avuto successo, quanto sarebbe cambiata la nostra storia? Mi ritrovai sulla strada costiera mentre vagavo senza una meta finale, e un cartello intercettò il mio sguardo:

“Tumulo”

Tumulo?

Vuoi dire, i caduti della battaglia? I 192 eroici opliti? (che poi fossero solo 192 rispetto ai 6000 caduti persiani, addirittura, fa parte della leggenda, ma insomma i greci vinsero e i persiani se ne tornarono a casa, questo è il nocciolo). Presi la svolta a destra quasi derapando (ho una passione per l’archeologia, è quello che avrei voluto fare da piccola) e mi bloccai di fronte ad un cancello. Chiuso. Il sito chiudeva alle 15,30 , cioè dieci minuti prima del mio arrivo, che diavolo. Ma era tutto deserto. Nessuno oltre quella rete e quel cancello, e nessuno che passava in quella strada. Neanche una macchina parcheggiata. Presi istantaneamente una decisione: scavalcai (un muretto più una rete…il tutto abbastanza bassino da essere alla mia portata).

Dopo una breve passeggiata mi attendeva un momento di pura magia: un sentiero, un enorme tumulo, una stele che invita il viaggiatore a ricordare l’eroismo dei greci, la totale solitudine, l’erba, i fiori di campo, gli uccellini. Sostai in venerazione del luogo per qualche minuto e respirai letteralmente l’odore dei millenni e dei miti.

La storia, diventata leggenda, dice che l’araldo Filippide corse fino allo stremo delle forze, arrivando ad Atene, ebbe giusto il tempo di dire “Nikòmen” “abbiamo vinto”, e… schiattò (su quella strada, all’altezza di Rafina, c’è infatti la sua statua che ancora corre a grandi falcate). Ho un’ammirazione sconfinata per i maratoneti.

Quello che non mi ero mai chiesta prima di allora è: perché lo fece? Perché mai c’era bisogno di comunicare la vittoria così di corsa? Perché i persiani respinti ripresero il mare verso Atene, e gli ateniesi sapendo di aver vinto non si persero d’animo e si predisposero alla resistenza attendendo i rinforzi di Milziade, che stavano arrivando. I Persiani allora rinunciarono ad attaccare la città e se ne andarono. Sarebbe stato diverso se, arrivando da vincitori, avessero trovato gente terrorizzata e mura sguarnite.

E così, ai Pezzetti potrò raccontare un piccolo flash di storia condito dalla mia emozione del tutto unica e personale.

Al ritorno, mi fermai sorridendo ad un incrocio. I cartelli dicevano: per Atene, sinistra, 40 Km. Per Maratona, destra, 2km.  Eh eh,  ma certo… ovvio….no?

10 Risposte per “Divagazioni del week end”

  1. M di MS scrive:

    Cara Flavia, a leggerti mi si apre il cuore.
    In questa mattinata domenicale piovosa mi fai ricordare le mie vacanze in Grecia con lo zaino sulle spalle in compagnia di due amiche archeologhe greciste che mi fecero perdere 5 chili in tre settimane. Ah, il profumo del mare, del mirto, i pistacchi mangiati guardando il mare ad Egina, i chilometri macinati in motorino su stradine impervie solo per vedere in due minuti un Kouros dell’VIII sec. A.C., ma anche il mio essere ostaggio di due pericolose monomaniache che facevano fuggire i bei ragazzi…Voglio una vacanza in Grecia, qui, subito!

  2. Flavia scrive:

    beh, ci sto proprio pensando per quest’anno… se vuoi, se perimeno (ti aspetto!)
    questa volta saremmo ostaggi di pezzetti, fagi e buddine, ma vabbè!!!

  3. Isa scrive:

    ;-) che bel racconto! ti fa venire una vogliaaaaa, ahima!!! nota linguistica, il passato remoto dà una dimensione quasi poetica, è bello, mi piace :) [in francese, c'è il passé simple, ma non ha la stessa forza letteraria]
    purtroppo, dubito di farcela ad avere delle ferie quest’anno, ma l’anno prossimo non me le faccio scappare e finalmente, dopo più di dieci anni senza vacanze estive, scappero’ per due settimane in Grecia! bhé, almeno, questo è il piano! :-)))

  4. caia coconi scrive:

    la grecia è stata meta delle vacanze con la mia famiglia da sempre…
    mi hai fatto annusare tutto quell’antichità… della storia e delle mie storie… che bel post domenicale!

    baci

  5. Flavia scrive:

    Isa, il passato remoto è in via di estinzione purtroppo. Rimane in uso al Sud e nei libri :)
    Caia, grazie, certi ricordi sono difficili da esprimere :)

  6. MammaNews scrive:

    Flavia grazie per aver condiviso questo ricordo e l’avventura di un viaggio on the road alla ricerca della storia. che bello. è stato come se ci fossi stata anche io, per un pochino.
    baci francesca

  7. Raperonzolo scrive:

    La Grecia… un incanto. Ci sono andata in vacanza per 10 anni di seguito… da un paio d’anni purtroppo attendiamo tempi migliori.

  8. Flavia scrive:

    Grazie Francesca, mi dici una cosa molto bella..
    Rape, anche tu una fan di quel mare e dei souvlakia…? allora mi sa che tirerò fuori altri ricordi dal cassetto!

  9. Athina scrive:

    Kαλησπερα !

    Che emozione, da due anni sono di nuovo in Italia ma … per me CASA é ancora Atene.
    Non ti ho mai chiesto, quando abitavi lí, al mare dove andavi di solito?
    Chissá se non é capitato che fossimo sulla stessa spiaggia :)
    Io: Schinias (Maratona), Porto Rafti, Varkisa, Kineta e Porto Ghermenó.

    Γεια σου !

  10. Flavia scrive:

    Athina, benvenuta :) Ero spessissimo a Schinias.. me ne ero innamorata proprio durante quella gita.


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