Cinque minuti fa

Pubblicato il 17 marzo 2009 da lorenza

Inizia così.
Che stai tornando a casa una mattina, in bicicletta, dopo aver accompagnato la piccoletta alla scuola materna. E ti sorprendi a pensare che sono quasi sette anni che non hai più un lavoro full-time (se si esclude la parentesi full-time da dipendente pubblica, che poi non è un full-time). E inizi a pensare che sette anni sono tanti.

Poi continua così.
Che ripercorri mentalmente undici anni di precariato. Ti sei laureata in filosofia con il massimo dei voti, di gran fretta perché tutti avevano fretta che ti laureassi. Hai insegnato, hai scritto, hai lavorato un po’ nel marketing. Se fai un serio esame di coscienza, sai di avere avuto le tue possibilità, e di essertele giocate male. Figli, e non figli. E quando è persa, la partita è persa. Punto.

Poi tua figlia ti guarda e ti chiede: “Mamma, sei felice?”, perché i bambini hanno le antenne. “Mamma è arrabbiata, ma non con voi”, mento. Ma il piccolo ingegnere fa la faccia-pianto, perché i bambini sono egocentrici e pensano che sia davvero colpa loro. E allora pensi che forse questi bimbi starebbero meglio senza di te, che a cosa serve una mamma presente, se poi la mamma non è capace di dare loro sicurezza, e tranquillità, e gioia? Senza di te, starebbero meglio. E, a quel punto, l’opera è completata. Hai fatto piazza pulita di qualsiasi appiglio, e sei completamente arenata nel deserto delle tue sconfitte.

7 Risposte per “Cinque minuti fa”

  1. Flavia scrive:

    Secondo me…I bambini possono anche vedere una mamma talvolta arrabbiata e pensierosa senza per questo subire scompensi affettivi. Una mamma tutta gioia non dà un’immagine realistica della vita. Diverso è dare loro un senso di sicurezza, sì, perchè non si sentano trattati diversamente a seconda degli sbalzi di umore (ecco, già questo è un bell’impegno) e sappiano che il nostro amore è un punto fermo. Anche l’amore e la fiducia in te stessa dovrebbero essere un punto fermo, Lorenza: ripetere a te stessa parole come "sconfitta" non aiuta, per questo vorremmo sapere anche come se ne esce, secondo voi. una stessa situazione può essere vista come un fallimento o come una opportunità, ne ho una in mente molto personale e prima o poi la racconterò….

  2. M di MS scrive:

    Cara Lorenza,
    bisognerebbe cercare di sfruttare la forza potente della rabbia per far partire la nostra creatività. Purtroppo di questi tempi ci è rimasta solo quella. Non voglio assolutamente indorarti la pillola, ma siamo rimaste solo noi a noi stesse. Se ci perdiamo tutto è perduto. Te lo dico perchè anch’io ho passato momenti in cui mi sentivo su una zattera alla deriva. Ma nessuno alla fine può aiutarti se non la tua voglia di non pensarti perdente. Un abbraccio.

  3. lorenza scrive:

    mi commento da sola, che mi piace la domanda di Flavia. COME SE NE ESCE?
    ci ho pensato su un po’. E allora.
    1. FARE PULIZIA MENTALE: quando sei arenata, e sei lì che ammiri il deserto delle tue sconfitte, le vedi tutte insieme. Sarebbe come voler risolvere la crisi economica e la fame nel mondo insieme. E allora una deve prendere UNA COSA alla volta. Focused è un termine sul quale sto riflettendo molto, utlimamente. Mi piace. Non saprei neanche tradurlo in italiano.
    2. UN PASSO ALLA VOLTA… come quando si arrampica. non vedi la cima, ma sai che ci devi arrivare, se non vuoi passare la notte al gelo. e se vai di corsa, non arrivi più, devi capire il tuo passo qual è…
    Qualche altro suggerimento?

  4. mammamanga scrive:

    Anche io sono una mamma che non crede di dare stabilità, sicurezza, tranquillità al proprio figlio.
    Però poi penso che non è così.
    Tutte noi mamme abbiamo i nostri momenti critici, brevi o lunghi che siano.
    Ma CE LA POSSIAMO FARE.
    Hai ragione, bisogna fare un passo alla volta.
    E non arrendersi MAI. Siamo forti.
    I nostri figli ci amano e, loro sì, credono in noi.
    Coraggio!

    un bacio
    Sara

  5. Laura.ddd scrive:

    Come se ne esce?
    posso aggiungere un punto 0.?

    0. In mezzo al deserto delle tue (nostre) sconfitte, ci sono sicuramente delle oasi. E’ li’ che possiamo respirare aria fresca e abbeverarci per ricominciare la salita..

  6. Flavia scrive:

    sono d’accordo con voi, e credo molto sia nelle piccole-grandi cose che sono le oasi che spesso non vediamo e non apprezziamo abbastanza… sia nell’affrontare i grandi compiti con dei piccoli passi

  7. Ondaluna scrive:

    Come prossima futura madre spero e mi riprometto di riuscire ad insegnare a mia figlia che la vita non è solo gioia e non è solo dolore. Le vere mamme sono vere proprio perché provano sentimenti veri. Come i tuoi. Non hai niente da rimproverarti, dunque, se ti mostri ai tuoi figli nella tua genuinità. A volte sarai felice, a volte no, ma questo non ti impedirà di amarli come sempre, ne sono sicura.


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