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28 anni. Neomamma. Aiuto

Pubblicato il 05 marzo 2009 da Flavia

Oggi VereMamme ospita la voce di Wonderland, direttamente dal suo “Ma che davvero? 28 anni. neomamma. aiuto” In uno scambio di testimonianze, anche il suo blog ospiterà un mio postarello dedicato alle… giovani neomamme. Spero che torni spesso a trovarci: Wonder è una ventata di allegria!

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Le incontri ovunque semplicemente perchè sono tante.

Se la sono divertita, poi hanno fatto carriera. Seminando flirt lungo i banconi degli aperitivi hanno trovato il Mr.Right di turno, se lo sono sposato ma anche no, ci sono rimaste insieme o forse neppure, e infine hanno deciso di riprodursi, o magari è semplicemente successo.

Avranno avuto anche loro qualche iniziale problema di gestione del nano, ma a colpo d’occhio sembrano più capaci, più mature, più organizzate di te.

Sto parlando di loro: le mamme over 35, la controparte statisticamente superiore della tua categoria: la mammapercaso 20equalcosenne.

A prima vista tra voi c’è un vero abisso.

Non si capisce bene perché, ma lei fa mille cose più di te. Cioè, nelle 24 ore in cui tu infili a malapena la cura del nano, qualche tentativo culinario, blande pulizie personali e ancor più blande pulizie della casa, lei ha anche partecipato a un convegno, fatto la spesa per la settimana, il ritocco alle unghie, coperto la ricrescita, presieduto una riunione scolastica e letto una favola al nano. Non serve dire che ha fatto tutto questo fuori dall’orario di ufficio.

Il grande vantaggio è che lei ha lavorato più anni di te, quindi ha passato l’imbarazzante fase dei co.co.pro. a vicolo cieco. Anzi, quando era giovane lei (ehehehe) i finti progetti che ti hanno incastrato nella precarieta’ nemmeno esistevano. Mentre il suo posto di lavoro viene tenuto in caldo come un uovo di gallina bianca, tu mediti di presentarti ai colloqui di lavoro col pupo in braccio, tanto pe’ fa pena (sempre se ne avrai di colloqui, visto che col culo che ti contraddistingue rientri nel mondo del lavoro in una recessione che al confronto il 29 era il boom).

Lei sembra una mamma esperta. Di quelle che si, ce la può fare: ha un età e scarpe serie. Tu, oltre a sentirti una che non sa bene perchè ha un nano, sembri anche una che non sa bene perchè ha un nano. Le All Star non aiutano. Devi segnartelo.

Lei – ma porca paletta, che invidia – ha almeno due o tre amiche che hanno già nanificato. Se le ha detto bene, una di queste le ha passato il Trio e l’altra il seggiolone, e comunque le suggeriscono tutta una serie di tips’n tricks per la vita col nano che tu invece ti devi cercare su Google. E tutti sanno che per la salute del proprio pc, googlare “ciucciare la tetta” non ha mai aiutato.

Ancora, le sue amiche son persone perbene, che ti invitano a festicciole di bambini o che quando sei a ospite ti lasciano la stanza per parcheggiare la carrozzina. Insomma, ci arrivano a queste cose.

Tu sei circondata da gente che si fa chiamare ancora Chicca o Lalla, spende tutti i suoi soldi in aperitivi e non presenzierebbe ad un pomeriggio con nani nemmeno se il padre di uno di questi fosse George Clooney. Gente che ti invita a cene che iniziano alle undici, compleanni che finiscono alle cinque e pensa che i bambini sono fichissimi perché coi bambini si rimorchia un botto. Santo cielo.

Alla fine, comunque, i confronti stanno a zero: mentre tu a 28 anni stai con un mestolo da una parte e una pappetta dall’altra, lei i suoi 28 se l’è passati tra un aumento di stipendio, un figo incontrato in palestra e una vacanza in Spagna con le amiche.

Diciamolo: se l’è divertita almeno 10 anni più di te.

Basta, non c’è partita.

Ha vinto.

C’e’ solo questa piccola cosa da chiarire.

Quando sono rimasta incinta e dicevo di non sentirmi pronta, molti mi rispondevano; “non sarai mai pronta.”

Probabilmente è così. La gravidanza – inaspettata o cercata con determinazione, a 25 o 40 anni – è uno tsunami che, a prescindere da quello che trova, dopo il suo passaggio lascia paesaggi emotivi molto simili.

Credo che il bisogno di sicurezza, di aiuto, di conforto e supporto sia sempre lo stesso. Lo so perché non può essere altrimenti, perché non ci si rende conto di cosa significa avere un figlio finchè non lo si ha, non c’è preparazione psicologica che tenga. Lo so perché quando incontro queste mamme pronte e capaci e incrocio il loro sguardo, 9 volte su 10 dice la stessa cosa che dice anche il mio: ho bisogno di una vacanza”.

Quindi, che si fa? Bisognerebbe unire le forze, fare una colletta e andare tutte alle Mauritius. Io sono per questa ipotesi, però vi do anche l’alternativa fattibile: parlarci, confrontarci, aiutarci. Noi impreparate giovani mamme per caso dovremmo imparare da voi organizzazione, dedizione, grinta. A voi, di contro, forse servirebbe parte di quell’incoscienza e di quella sincerità che spesso si perdono col tempo. E coraggio. Il coraggio di dire “non ce la faccio” quando si arriva al limite, quello di dire “aiuto” quando serve, di accettare l’idea che con un bambino si ricomincia da zero, si disimpara, poi si impara da capo. E che non c’è un tempo per avere figli. Il momento giusto è sempre, e anche mai.

Forse.

Io, a dirla tutta, la maternità mica l’ho ancora decifrata.

p.s. A scanso di equivoci.. io sono una di voi. Una di quelle che “il primo figlio meglio dopo i trenta”. E’ solo che m’ha detto male.

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testimonianze

44 Risposte per “28 anni. Neomamma. Aiuto”

  1. desian scrive:

    Qualche volta sembra pure che ti dice bene nel senso che una ha deciso (scientemente) di sposarsi col fidanzato della sua vita, che ha deciso (scientemente?) che siccome s’è sposata allora si deve anche riprodurre, che (qualcunaltro) ha deciso che è meglio accanto a mammà che nella vita una mano te la dà sempre.
    Naturalmente non sono io, ma parlo di una confessione appena raccolta (un’altra ventiqualcosenne) al telefono e catapultata qui come archetipo del "ho già deciso, resta figlia unica, io non sono adatta a farne altri, già questa è più che sufficiente".
    Perché poi in realtà non si può mai imparare la consapevolezza su un manuale ("e chi l’ha mai letto?!") e neppure dai racconti di mammà, quella che ti ha voluto ad abitarle accanto, per sostituirti anche nel diventare nonna: l’ha deciso lei che era ora di avere un nipotino. Anzi, magari ha scelto anche che fosse unA nipotinA. Non so.
    Se è difficile districarsi nel come si diventa babbi, so che non è più facile diventare madri, tagliare cordoni ombelicali che datano ventiequalcosa, cacciar via la supermamma che si è installata in te, figlia, quel benedetto giorno. E non vuol più venir via…
    Insomma, coraggio mamme, dopotutto senza di voi non sapremmo di cosa parlare… O no?!

  2. Isa scrive:

    Bhé, innanzittutto, Benvenuta a te Wonderland! ;) Hai ragione, la diversità è una richezza… si impara tanto confrontandosi e scambiando esperienze con gli altri!
    Colgo anche l’occasione per complimentarti per il tuo blog, sei uno spasso! :-)))

    ah, sarei in te, non lascerei perdere cosi’ velocemente quell’idea simpaticona della vacanza di gruppo: è ottima! !!!
    Ciao e a presto…

  3. Ondaluna scrive:

    Un applauso all’arivo della spassosissima Wonder!
    Credo che non sia l’età a fare la differenza, ma come siamo fatte.
    E la verità è che è impossibile non essere colte impreparate. Ok, forse non a tutto, ma c’è sempre qualcosa che non ti aspettavi, o che ti immaginavi diversamente.
    Ma come dice Wonder, il bisogno di supporto è sempre lo stesso, e ci vuole sempre tanto coraggio. Grazie a tutte le mamme coraggiose che osano essere se stesse. E beato chi le Mauritius se le può permettere veramente!

  4. Chiara 2 scrive:

    Mi guardo indietro: prima figlia a 29 anni, anch’io precaria. Come ti capisco. Per fortuna, io avevo una collega, un paio d’anni più di me, che aveva appena avuto una bambina e mi ha fatto un po’ da guida. E un’amica d’infanzia che aveva avuto un "incidente" a 24 anni.
    Beh, sai che ti dico? Dopo i 30 fai molta più fatica. Meglio essersi portate avanti adesso, così poi potrai coprire le maternità che le tue coetanee faranno tra un paio d’anni. Perché tra pochissimo l’orologio biologico comincerà a ticchettare anche per loro. E tu le userai per liberarti di tutte le cose inutili che non vanno più bene per il tuo nano ;-)

  5. piattini cinesi scrive:

    cara Wonder, non cadere nella trappola delle altre che sembrano più preparate di te. L’organizzazione è una cosa che si impara duramente e sulla propria pelle. Quanto al lavoro…ehm ehm, fino all’anno scorso avevo un co.co.pro anch’io (a più di 40 anni) e adesso na lanciatissima carriera da scrittrice (ah aha ah).
    però una cosa è sacrosanta. abbiamo tutte bisogno di amiche.
    quello che prima facevano nonne sorelle mamme e zie ora lo dobbiamo fare noi
    adesso vado a leggere cosa ha scritto Flavia e poi casomai rispondo a tutte e due con un post
    baciotti

  6. M di MS scrive:

    Ha ragione Piattini: ci sono mamme esperte e più grandi assolutamente e perennemente incasinate e disorganizzate. Sei tu a fare la differenza. Anche se capisco che non avere riferimenti tra le tue amiche ti isoli da loro e spesso ti ricordi la rinuncia alla libertà dei vent’anni. Io in effetti sono sempre stata una grande pianificatrice e i figli sono venuti come e quando li ho voluti. In tutto questo c’è una notevole dose di fortuna. La mia migliore amica ha avuto la prima figlia a 26 anni e la seconda a 28, mi sembrava una folle suicida. Mia cugina ha appena avuto una bambina anche lei a 25 anni e riconosco tanto di lei nelle tue parole. Una volta ti avrei detto "fai carriera e poi i figli". Oggi invece, viviamo in un mondo alla rovescia, dove anche le banche e le assicurazioni fanno i contratti a progetto, forse vale proprio la pena di fare quello che si desidera fare nel momento in cui lo si desidera. Bisogna stringere i denti a 20 come a 40 anni, forti dell’amore dei nostri bambini, e cercare di seguire il sentiero che il nostro istinto e la nostra creatività ci indicano.

  7. Mariangela scrive:

    Che bella la tua testimonianza, Wonder! E come casca a fagiolo, dopo un post di Flavia sul "come ci vedono gli altri". Ma de che?? Ha ragione M di MS: è ognuna di noi a fare la differenza. E ognuna di noi la vive a modo suo e rivendica la sua unicità, ma poi è così sollevata e felice e emozionata quando si ritrova qui o altrove e si ritrova "uguale" alle altre.
    Ho un sacco di amiche che hanno figliato molto prima di me, e che adesso si godono i loro 40 anni. Le All Star ce le mettiamo anche noi, e ci sentiamo ridicoli (non ti dico le scene con mio marito quando ci ritroviamo in certi negozi da sedicenni…). Frequento le altre mamme, porto i bimbi ai compleanni, scambio accessori e vestiti, eppure questo spesso, non sempre, si traduce nel passare delle ore accanto a persone con le quali non starei, sideralmente diverse da me nei valori, nelle aspettative, nel modo di prendere la maternità e la vita.
    Stringiamo i denti, sì, e poi prendiamoci una pausa e facciamoci una bella risata…

  8. Wonderland scrive:

    Grazie a tutte, avete ragione, ognuna ha una reazione diversa e un modo diverso di affrontare la maternità, a 20 come a 40 anni.
    Credo che, se mi fosse successo tra 8 anni, sarebbe stato ugualmente spiazzante, a prescindere da pianificazioni e desiderio di maternità.
    Questo post è una piccola "provocazione", sinceramente quello che penso alla prima impressione guardando le supermamme più grandi di me è di invidia/ammirazione, poi riflettendoci capisco che è difficile per tutte. A qualsiasi età. E che il confronto e la solidarietà reciproca fanno sempre molto, ma molto bene!

  9. MammaNews scrive:

    carissime Flavia e Wonder, ho letto entrambi i vostri post e penso che avete molto in comune.
    non c’entra l’età o quanto una sia più o meno organizzata (l’organizzazione un po ‘ è genetica e un po’ si impara per fare di necessità virtù), c’entra la voglia di sentirsi dentro la propria vita anche nell’essere madre, una condizione che spiazza e entusiasma più o meno tutte noi (anche quelle supermamme che invece sembrano nate per fare figli e crescerli senza interrogarsi mai su niente).
    che sia a 28 o giù di lì o a 35 o giù di lì, non c’è poi tanta differenze se non anagrafica perchè oggi anche le over 35 spesso non sono ancora realizzate professionalmente, sono all’eterna ricerca del proprio autentico posto nel mondo e non sono certe quasi di nulla (e meno male dico io) .
    l’unica differenza possono farla le amiche che ancora girano per happy hour ma la grande somiglianza invece sta nel sentirsi madre nel modo più autentico e mettersi in gioco con la maternità (voluta, programmata, capitata) in modo nuovo, una nuova sfida – con se stesse e con il mondo che in tante cose proprio non ci è complice – che a volte ci vede deluse e stanche, ma mai arrese.
    Un abbraccio a entrambe
    francesca

  10. sakscia scrive:

    Io sono sempre stata per i figli ad giovani, infatti l’incidente Enrico è capitato quando avevo 25 anni e il non incidente Omar a 28. Il mio mondo prima era spensierato, vorticoso. Ora invece vivo praticamente per la famiglia, e tutto quello che ho lasciato alle spalle ora mi appare superfluo, anche se talvolta mi manca. Sono passati solo 5 anni, ma ora mi sento una persona migliore.

    Io le vedo le mamma over, anzì le intravedo, visto che sono sempre rintanate in casa coi bimbi. E quelle rare volte che escono coi figli per portarli al parco giochi non fanno che lamentarsi della loro vita e urlare ai figli di stare fermi e di non sporcarsi.
    Lo so che non bisognerebbe fare di tutta l’erba un fascio, ma conosco parecchie mamme e fra quelle over poche sono "normali", la maggior parte sono super stressate e sembra che tutto mondo sia sulle loro spalle.

  11. sakscia scrive:

    dimenticavo… conosco delle bravissime mamma -enta e -anta, ma non hanno la stessa spensieratezza delle ventenni, e vivono il loro rapporto coi figli come una continuazione del loro lavoro.

  12. Flavia scrive:

    che belli tutti i vostri commenti, non hanno bisogno che io li commenti! riflettevo solo sul fatto che ognuno è tentata di definie "super" le altre: le giovani le "over", le over quelle che a 30 ne hanno già tre, le normali quelle che a loro non sembrano normali, e così via. Invece le super non esistono, e basta…
    e poi riflettevo su un commento di Giuliana (mammaincorriera) ad un recente post di Wonder su sensi di inadeguatezza e baby blues. Ha detto "tre anni fa ho scritto un post molto simile e ho avuto una levata di scudi, mi hanno massacrata" – che bello poter dire che stiamo facendo insieme dei grossi passi avanti culturali contro la maternità totalitaria, all’insegna invece dell’ "istinto e della creatività di ciascuna" (grazie M di Ms, molto bello)

  13. Marilde scrive:

    Flavia avevo letto anch’io il commento di Giuliana e pensato proprio la stessa cosa, con sollievo. In tre anni si nota già la differenza. C’è speranza.
    Belli entrambi i post, brave!

  14. giovanna scrive:

    ‘tra pochissimo l’orologio biologico comincerà a ticchettare anche per loro’

    ho 29 anni, e non so che suono faccia un orologio biologico. Tutti mi guardano con aria saputa e dicono, quando avrai un figlio capirai, o tanto prima o poi ti tocca, come se fosse una cosa scontata. Come si fa a sapere che si vuole un figlio? E’ una voglia tipo.. bisogno di coccole, o voglia di gelato? Io davvero non sento il bisogno o la voglia di un figlio, neanche in un futuro. Cioe’ suppongo che se mai ne sentiro’ il bisogno, ne avro’ uno, ma non sono neanche sicura di saperlo riconoscere, questo bisogno, perche’.. perche’ proprio non lo sento. Pero’ vedo le mie amiche che iniziano ad averne o a parlarne o a volerne, e mi sento come nel mezzo di un’epidemia di varicella. Fino a qualche anno fa non ci pensavo nemmeno, ora ci penso nel senso che.. controllo spesso di ancora non volerlo, come uno che si controlla la schiena nello specchio la sera per vedere se ha preso la varicella anche lui, se ci sono bolle. Ogni tanto ci penso e mi faccio un esame di coscienza. Voglia di un figlio, ci sei? c’e’ nessuno? .. apparentemente non c’e nessuno. Qui ci sono tante mamme, la maggioranza dotata di senso dell’umorismo. Io nella casella ‘voglia di figli’ non ho nulla. proprio nulla, vuota. questo mistrioso orologio biologico.. come si sente? capita da un giorno all’altro, o cresce nel tempo?
    grazie :)
    gio

  15. Flavia scrive:

    E chi lo sa come capita? a qualcuno all’improvviso, a qualcuno gradualmente, a qualcuno mai! ehi ciao Giovanna, benvenuta! premesso che c’è un posto legittimissimo anche per la scelta di non averne, ma nel tuo caso mi sembra un po’ presto per concluderlo:), posso solo dirti come l’ho sentito io : come un’estensione naturale dell’amore per l’uomo che ho voluto accanto… ma come per il matrimonio, non ho mai sopportato che le cose si debbano fare perchè ormai cominci ad avere una certa età. la tua varicella mi fa proprio sorridere perchè è vero, siamo sempre così sotto pressione per le opinioni altrui.. io direi ascolta solo te stessa, e se succederà, lo riconoscerai. comunque sono particolarmente contenta di averti qui perchè vuol dire che riusciamo a incuriosire anche le non mamme, anzi le "voglia di figli: boh, cos’è?"
    evviva, e abbasso le sette!

  16. Wonderland scrive:

    Ciao Giovanna… io sono mamma eppure non ce l’ho ancora la voglia di un figlio!!! Ahahaha… Scherzi a parte, come ho scritto e’ successo per caso e in quel momento l’istinto materno non sapevo nemmeno dove stesse di casa. Mi sarebbe venuto in seguito? Boh. Io mica ne sono tanto sicura.
    Secondo me sta cosa dell’istinto materno e’ una leggenda metropolitana come i coccodrilli nelle fogne di New York.

  17. Estapen scrive:

    Ho letto con estremo piacere tutti questi post. Conosco wonder, incontrata in un forum e seguita da quando eravamo incinte "in contemporanea".. alla fine lei ha "prodotto" il 4 settembre ed io l’8 (con estremo ritardo, peraltro!) e non conoscevo veremamme nè flavia, di certo inizierò a frequentare anche il suo blog. Una cosa mi ha stupita: appartengo di certo alla categoria delle mamme over, sono rimasta incinta a 35 anni, ho partorito a 36, oggi che mio figlio ha quasi 6 mesi ho compiuto 37 anni, ma non mi è mia venuto in mente il tema dell’età.. tante volte mi sono sentita vicinissima a wonder, ho riso e pianto con il suo blog, senza mai pensare che avesse 10 anni in meno.. affine nelle preoccupazioni come nelle gioiie della maternità. Perchè ci sono anche tanti post di wonder che sono gioiosi e pieni di amore per la sua bimba, non c’è solo smarrimento, frustrazione o pura ironia in quello che scrive..
    Dico la verità non mi trovo molto d’accordo invece con il quadretto che fa sakscia delle mamme over 35. Non mi sento una nevrastenica che non porta mai fuori di casa suo figlio. Non credo che essere più giovani o più vecchie faccia una gran differenza, la vera differenza la facciamo noi, con le nostre battaglie, il nostro modo di essere, il nostro vissuto. Non è che se hai 35 anni non hai piacere ad uscire con tuo figlio e se ne hai meno di trenta allora si che ti piace uscire! Io per esempio ho pèortato fuori mio figlio per diverse ore fin da piccolissimo, mi organizzavo con biberon, tiralatte e quant’altro, e infatti a lui piace moltissimo uscire, è proprio abituato.. Poi ci saranno anche le mamme over 35 nevrasteniche o fissate ma quelle che conosco io sono donne consapevoli, spesso affermate da un punto di vista professionale, donne a cui si è acceso l’orologio biologico svariati anni prima ma che magari non riuscivano a rimanere incinte.. non vedo in loro nulla che non vada, assolutamente nulla.. E comunque se una mia ipotetica figlia mi chiedesse un consiglio su quando avere figli le consiglierei di farli da più giovane di me, anche solo per non provare la paura e l’ansia di non riuscire a vivere questa fantastica esperienza di essere genitore perchè il tempo è troppo poco o perchè col passare degli anni qualche meccanismo rischia di non funzionare più.. Credo che la vita sia quella, che tutti noi prima o dopo siamo destinati a vivere l’amore, la passione il divertimento, la famiglia, la concentrazione sul lavoro.. si tratta di fasi che in genere si vivono o prima o dopo.. Wonder come tante mammine mediamente giovani (le vere mamme giovani sono le mamme a 19-20 anni, quella si che è ancora un’altra categoria tutta particolare!) si dedicherà alla sua professione magari a quei 35 anni in cui invece le mamme più vecchie si sono fermate per la maternità.. questo per dire che le tematiche della maternità sono tutte molto simili, non esistono categorie, non è detto che le vecchie siano tutte organizzate e realizzate, come non è detto che quelle giovani siano delle ingenue che vogliono solo godersi la vita. L’unica verità è che i bimbi portano con sè una rivoluzione (nel bene e nel male!) della propria esistenza e che niente dopo il loro arrivo potrà più essere la stessa, ma il bilancio (sentendo giovani e vecchie) mi sembra che sia sempre nel complesso più che POSITIVO!!!
    PS: sarò vecchia ma non rinuncio certo all’idea di provare a farne un altro, certo lo che però mi devo sbrigareeeeee

  18. Laura scrive:

    Wonderland, l’invidia è reciproca. Conosco fior di giovani mamme "per caso" o anche no, che se la cavano molto meglio di me, hanno piu’ energie e una spensieratezza e una voglia di divertirsi con i propri figli…forse per loro è piu’ facile crescere insieme. Tant’è, io uno a 30 e una a 35, quando mia figlia sarà nel pieno dell’adolescenza io saro’ nel pieno della menopausa..aiuto!!

  19. kikki scrive:

    Salve a tutte! sn qui perchè sono una silenziosa fan di wonder!…beh inizio col dirvi che sono Mamma da 4 mesi,ed io…ho ventanni da 4 mesi! NON 20equalcosa ma proprio 20 e BASTA!!!..credo che la "differenza" tra me e una mamma over35 non riguardi l’età,ma la il proprio vissuto! credo che ogniuno di noi affronti la maternità allo stesso modo,ma che l’approccio con essa dipenda dalla propria esperienza in merito… io ,ad esempio, avendo avuto una pessima famiglia(non per i componenti ma per la situazione) sono cresciuta con il desiderio di aver una famiglia MIA ,vera ,unita..e di avere dei figli a cui dare quel che a me è mancato….tutto questo,ovviamente dopo la laurea!! poi mi sono innamorata,davvero.. e il mio interesse si è concentrato sul crearmi una famiglia.. ma pensando che di anni ne sarebbero passadti ancora un po.. mi affrettavo a studiare,senza però badare troppo alle "precauzioni!… ebbene… me la sono cercata,ed ero e sono felice anche oggi,anche se in modo diverso!
    Forse,l’enorme desiderio di creare una stabilità che è mancata nella mia vita,mi ha portato alla ricerca di un figlio…anche se oggi è DURA, e non mi spavento a dirlo! è dura il doppio perchè non solo devo pensare ad organizzarmi,ma devo anche subire gli sguardi e le cattive voci che girano..la gente che mi guarda SCONVOLTA!! cavolo.. è vero ho SOLO 20anni,ma io mi figlia la volevo… magari nn ero pronta al 100%,.. ma CHI LO E’?? devo anche spaventarmi a dire SN STANCA xkè mi ripetono AH STAVI ATTENTA,TE LA SEI CERCATA!..si è vero… ma perchè mai, io che l’ho cercata ma ho 20 anni e mi lamento non va bene,ma se si lamenta mia zia che ne ha 39 e l’ha cercata, VA BENE?!?
    è questo che non è giusto! forse ho fatto un po d confuisone ,scusate ma vorrei dire cosi tante cose…
    in bocca al lupo a tutte…e,,, attendo la vacanza di gruppO! un bacio!

  20. Flavia scrive:

    kikki, un abbraccio. ma è incredibile, a qualsiasi età e qualsiasi cosa tu faccia, troverai sempre qualcuno che ti guarda sconvolto !!!?!? ti consiglio un post di Piattini Cinesi proprio su questo argomento, si intitola "o sei una mamma, o sei una mamma" – in pratica prendiamo atto del fatto che il coro che ti giudica esiste sempre, in qualsiasi fase e decisione della tua vita, e SOPRATTUTTO sulla maternità. ci vuole molta indipendenza di spirito: quindi complimenti per la tua fantastica avventura e torna a trovarci, siamo tutte con te :)!

  21. my scrive:

    e io da che parte sto?
    ho avuto un figlio a 30, per cui non so dove inserirmi.
    Forse il fatto di averlo voluto mi infila con le vecchie?(hihihi)
    e se quello che immaginavo era tutt’altra cosa? finisco con le giovani? (meglio !!)

    leggendo i vostri post infatti mi sento proprio a metà:

    il figlio l’ho voluto si’, e immaginavo la tomba di tante cose. Immaginavo che mi avrebbe fatto "diventare grande" a suon di sacrifici. Ed è stato il contrario: mai sentita cosi’ giovane, cosi’ felice. Più voglia di prendermi cura di me, di uscire e fare, più energia, più coraggio. E questo mi spaventa, badate bene. E’ lui che mi da’ quest aforza? bel problema! e quando non ci sarà più…………

    Pero’ mi trovo anch’io a pensare a volte che quelle della mia età che sono ancora la’ fuori a fare aperitivi e viaggiare, forse si son godute di più questi anni….. che ho voluto accellerare i tempi.

    insomma sono un’ibrida :-D

    cmq bello, belli i vostri post, parliamo parliamo parliamo!

  22. kikki scrive:

    grazie mille flavia!so bene che ogni cosa tu faccia,in questa società viene e verra’ sempre commentata in positivo,ma soprattutto in negativo da chi poi, spesso e volentieri non sa neanche di cosa stia parlando!sono felice di aver trovato questo "spazio"dedicato a chi vive i medesimi "problemi" !un bacio a tutte!

  23. Diletta scrive:

    Che fine ha fatto il mio commento? Mah…comunque io ho 21 anni e sono mamma di due gemellini e aspetto il terzo. Di sacrifici ne abbiamo fatti e ne faremo ma "l’incidente gemelli" è stato il più bello della mia vita e se dovessi tornare indietro farei le stesse scelte. Secondo me l’età non conta, conta come una si organizza e come riesce a gesire i figli.

  24. mamma25enne scrive:

    Sinceramente la tua visione della mamma vent’enne non mi ha convinta.

    E penso di aver voce in capitolo: il giorno prima del test di gravidanza stavo bevendo uno spritz "in centro" con le amiche postà esame… e all’Università ci sono andata fino 9 mese di gravidanza… e poi durante l’allattamento ho continuato a dare esami!
    Penso di aver voce incapitolo: sia tu che wonder avete raccontato il clichè! Quello della mamma 20enne e quello della mamma 40enne…

    Per fortuna ho avuto un’esperienza diversa: la mia!

  25. mammamanga scrive:

    anche io ho avuto "l’incidente" :D quando avevo 23 anni.
    Molti mi avevano detto che non ce l’avrei fatta (soprattutto a laurearmi): e invece, ce l’ho fatta
    Molti altri mi avevano detto che avere un figlio era la cosa più bella del mondo…l’istinto materno…l’amore incondizionato…: e invece, PER ME, non è stato così, nel senso che mi si è così tanto stravolta la vita che faticavo a trovare qualcosa di positivo nell’essere sola, stanca e depressa…e con un figlio
    Comunque, dopo 10 anni, io ancora non sono organizzata e grintosa :D
    però più consapevole che le fasi di autostima sotto i piedi le passiamo tutti, io cado ma mi rialzo sempre…e un pezzettino più forte di prima
    :)
    baci
    Sara

  26. Flavia scrive:

    @Diletta, sono d’accordo, l’età non conta. crea solo dei paesaggi diversi intorno a te con cui confrontarsi, ma poi conti solo tu.
    @mamma25enne: ma certo che non ti ha convinta. l’idea che abbiamo voluto passare è proprio quella che non esistono i clichè (i miei vs. le "giovani", quelli di wonder vs. le "vecchie") ma solo le esperienze di ciascuno. quando si aprono gli occhi su questa semplice verità, si smette di giudicare gli altri e di sentirsi diversi/superiori a loro
    @sara, grazie, e la migliore dimostrazione di autostima è proprio questo rialzarsi ogni volta un po’ più forte..

  27. tina scrive:

    salve a tutti.
    innanzittutto mi presento ponendovi 1 domanda.
    ed IO?a quale gruppo appartengo?beh c’è quello delle ventenniequalcosa…delle over 30….e dio che son rimasta incinta a 18 anni allora??
    sono tina ,ho 22 anni,esattamente a maggio ne compio 23.
    2 figli….gia a soli 22 anni 2 figli…lidia che a giugno compie 4 anni e simone…che l’ho da poco dato al mondo.ha1mese e 8 giorni.
    confesso che di cose che ne avrei da dire…tante…solo che nn sono bravissima a scriverle e a mettere in ordine sensato tutto cio’ che questo post ha suscitato in me….e soprattutto nn so da dove iniziare. magari quando avro’ 1 po’ piu’ di tempo…il mio dovere di mamma mi chiama…anzi urla.;)

  28. Wonderland scrive:

    Tina sono seeeenza parole O_O
    Te lo dico io che mamma sei tu: da applauso!
    Fammi sapere la tua risposta quando hai voglia, qui o anche sul mio blog se ti va di passare ;) Un po’ di esperienza mi fa sempre bene!!!!!!!!

  29. Mammamsterdam scrive:

    Allora, potrei dirti che mia madre, mia suocera e mio fratello hanno fatto i figli presto, si sono resi autonomi dai figli cresciuti altrettanto presto e adesso, con una carriera alle spalle, la casa pagata, i figli fuori dai piedi e l’energia e la salute se la spassano.

    Per dire con Johan Cruyff, allenatore mito olandese: ogni svantaggio cià il suo vantaggio.

    Poi che ti senta sola tra amici non ancora cresciuti in questo modo, lo capisco benissimo, ne parlavo con un’amica ventisettenne un paio di giorni fa, il suo grande ha sette anni, fai tu.

    Però sei bellissima, stupenda, mi piace davvero tanto leggerti e scommetto che con la tua cucciola tu hai kilioni di enmergie più di me e a trentanni, quando andrai a fare i colloqui, non ti possono più chiedere velatamente se pensi di fare i figli. Tu la figlia ce l’hai, te la sei goduta nei tempi giusti, l’hai già fatta e adesso ti dai alla carriera.

    Un abbraccio,
    Ba

  30. worldwidemom scrive:

    questo post è meraviglioso. io il nano l’ho avuto a 31 anni ma insomma direi che mi sono ritrovata in TUTTO quello che hai scritto.
    Ora che a 34 ne aspetto il secondo ancora una volta rimango con le amiche "indietro" e che continuano ad organizzare aperitivi e feste ad orari impossibili mentre la mia vita ruota intorno a due figlio piccoli….
    ogni maternità cambia la vita e anche io devo ancora decifrare il tutto…
    non si ha tempo cavolo!!!

  31. marzipan scrive:

    Mi sono sposata a 23 anni e la prima figlia è arrivata a 28. Per la mia epoca ero una ritardataria, perchè i figli si facevano a vent’anni. Le ragazze spesso si sposavano incinte. Io mi ero organizzata a diciott’anni con la pillola e l’ho presa per dieci anni (andavo all’ambulatorio dell’Aied perchè allora le ragazze non le accompagnava la mamma dal ginecologo). I figli li ho dati un po’ per scontati, nel senso che per me era naturale che arrivassero. Solo dopo ho capito di averli voluti e pensati. Non so chi ha scritto che si cresce solo se si è pensati. Ecco, io credo che la differenza stia tutta lì, nel pensarli, i figli. E nel guardarli, per come sono, facendo leggere nel nostro sguardo che li vogliamo davvero, come sono. Il resto non ha grande importanza.

  32. Alessandra scrive:

    Io sono una mamma ‘over 35′, ma non è che ‘me la sono divertita’: a 28 anni non avevo nè lavoro, nè uomo, nè casa nè tantomeno colf…ero impegnata in una durissima lotta per la sopravvivenza. Adesso ho un groppo in gola quando guardo mia figlia e penso agli anni perduti, ma cerco di non darlo a vedere, la porto fuori ogni giorno, la bacio tutto il tempo, non alzo la voce e non mi viene mai -ma proprio MAI- voglia di strozzarla. Poi passo di qua e trovo una qualsiasi che dice che sono rintanata in casa, urlante, super stressata e che vivo il rapporto con mia figlia come una continuazione del mio -bellissimo- lavoro. Vabbè. Che fortunate che sono quelle persone che possiedono LA VERITA’.

  33. Flavia scrive:

    Alessandra, attenzione, mi dispiace per i tuoi toni – qui non si usano, sia che tu ti riferisca al post, oppure ad uno dei commenti che potrebbe averti offesa (può succedere, ma non si deve reagire male). Io non modero i commenti perchè mi fido delle lettrici e finora non ne ho dovuto rimuovere neppure uno.
    io cerco solo di far capire lo spirito di VereMamme, che è questo: sapete una cosa? NESSUNO possiede la verità, appunto. In particolare, lo spirito di questo post e della maggiorparte dei commenti era proprio abbattere i luoghi comuni (che nascono quando uno pretende di possedere la verità), e se non a tutti è chiaro, non fa niente, tanto ci torneremo spesso.
    se vorrai continuare a parlarne con me anche in privato mi farà piacere. ti direi per esempio che non è un delitto se ad alcune capita di confessare "la voglia di strozzarla" (attenzione alle virgolette, sono quelle che fanno di noi degli esseri umani capaci di empatia) e non è un delitto per es. parlare della nostalgia degli amici perduti anzichè ricacciarla in gola, anzi fa bene e apre a nuove soluzioni. detto ciò, è solo la mia opinione e ce ne sono anche molte altre…

  34. marilde scrive:

    Alessandra vorrei scriverti due cose anch’io. Se c’è una cosa che non appartiene al mondo delle mamme blogger è proprio quello di avere la verità in tasca. Se tu dai un’occhiata bene a questo e altri blog vedrai che siamo piene di dubbi, che ci interroghiamo e confrontiamo. Può certo capitare che una frase possa essere male interpretata, ma io ho riletto il post e non mi pare davvero che sia un post giudicante. Piuttosto riflettevo sulla frase "me la sono divertita" che pare averti urtato. E sai che ti dico? Io che ho i figli grandi, "l’accusa" che mi sento sotterraneamente rivolgere più spesso è che "adesso io mi diverto". Come se divertirsi, legato al ruolo della madre, fosse un problema. Sia che ci si diverta con i figli, sia prima di averne, sia quando sono sganciati oramai.
    I figli sono dolore e fatica e solitudine, ma sono gioia, crescita, piacere e futuro. Tutte queste cose e molte altre. Mi capita spesso di parlare di questo tema, avendo scritto un libro sulle ombre della maternità. Sai qual è la frase che pronunciano più spesso le donne durante le presentazioni? E’ "Volevo buttarlo dalla finestra" . E sai cosa c’è in quella frase? C’è la libertà infinita di poterlo dire, sapendo che CERTAMENTE non si farà quel gesto. La libertà di dire anche le cose scomode. Aiuta sai? La libertà di dar voce a un pensiero che non si tramuterà in un gesto. Un’ultima cosa: i bambini si spaventano se un genitore è aggressivo e giustamente ci si sta attenti. Ma alzare ogni tanto la voce è anche un termometro che li aiuta a decodificare i nostri stati emotivi. E’ una palestra per loro. Ciao!!

  35. Michela scrive:

    Questo commento è per Saskia, da parte di una trentanovenne mamma di un bambino di 18 mesi.
    Non so se si tratti di ignoranza, intelligenza o di immaturità la tua, ma il fatto di esprimerti con termini del genere "l’incidente" il "non incidente" riferito ai tuoi figli, l’asserire di essere "una persona migliore", di essersi lasciata tutto "il superfluo" "alle spalle" e affermare che "le mamme over " sono stressate, urlano con i loro figli , "sono sempre rintanate in casa" e "sembra che tutto il mondo sia sulle loro spalle", ecco – cara Saskia – mi pare che tu viva di luoghi comuni e frustrazione, nonché di complessi di inferiorità.
    Diciamocelo pure: a venticinque anni, cos’è che ti lasci "alle spalle"? a 25 anni la maggior parte delle persone non ha ancora assaporato il piacere di una vita indipendente, non ha fatto esperienze significative (di quelle che ti formano il carattere), non sanno di che colore è il mondo. E se affermi che tutto quello che hai fatto prima ti "manca un po’", significa che invece ti manca tanto, anche se non te ne rendi conto. Dal tuo modo di esprimerti si capisce chiaramente che non lavori, e molto probabilmente quella che se ne sta rintanata in casa sei tu. "Uscire" non significa "andare al parco": vuol dire essere al passo con i tempi, aggiornati su quello che succede intorno a noi, informarsi. Questi stimoli, nella maggior parte dei casi te li dà l’auto-affermazione, un lavoro, il sentirsi realizzata prima di tutto come persona, poi come mamma. Se guardi così alle mamme "over", significa che in fondo un po’ di invidia ce l’hai per quello che loro hanno fatto e tu no, perché evidentemente hai saltato qualche tappa (e lo si legge fra le righe).
    Vedi, a me che sono una mamma quasi quarantenne, non manca invece nulla. Perché prima ho pensato a realizzarmi nel lavoro e a seguire le mie passioni, che erano i viaggi, i divertimenti di una normale ragazza, anche futili, se vuoi. Poi, quando questa fase si è esaurita, quando tutto questo era "al completo", ho sentito l’esigenza di un figlio, mi sentivo pronta per questa esperienza. E adesso lui è la cosa più importante. Allo stesso tempo, però, "alle spalle" non mi sono lasciata proprio niente: tutto quello che ho realizzato mi appartiene, è servito per "costruirmi" come persona, per darmi una sicurezza tale da poter gestire la mia vita da mamma con assoluta serenità, e soprattutto con grande CONSAPEVOLEZZA. Quando porto al parco mio figlio sono "incredibilmente" tranquilla e, fatalità, non me ne sto mai rintanata in casa, anzi, Antonio è sempre all’aria aperta e – nonostante la mia veneranda età – ho anche l’energia per portarlo in piscina, ogni settimana da quando aveva 6 mesi (cosa che non vedo fare alle molte mamme "under" che conosco, sarà un caso?). E sai qual è la cosa che mi piace di più di una mamma più matura? (o preferisci "vecchia stressata"?) E’ che l’aver avuto l’opportunità di aver vissuto le esperienze formative, ci ha aperto la mente a 360 gradi, e questo sai quanto influisce sulla formazione mentale di un bambino? D’altra parte lo dicono anche le statistiche, che i figli delle madri quarantenni sono più sereni e sviluppati intellettivamente degli altri (ovviamente senza nulla togliere ai tuoi "incidente" e "non incidente").
    Scusa Saskia se sono stata schietta, ma è anche per il tuo bene, affinché non vada a farti deridere dicendo simili idiozie. E’ vero che l’ignoranza non ammazza nessuno. Ma fa sudare parecchio.

    Grazie Sabrina e Alessandra neo-"vecchie"-mamme di Niccolò ed Emma che mi hanno segnalato questo post.
    Michela, neo-"vecchia"mamma di Antonio.

  36. Laura scrive:

    Cara Flavia e Wonderland, non me l’aspettavo, ma sembra che abbiate toccato una nota dolente… la divisione fra le mamme! Quello che mi è subito piaciuto dell’idea di Flavia è proprio che ognuna di noi deve essere se stessa e basta, indipendentemente da tante cose e ovviamente..dall’età! Bello discutere delle nostre diverse esperienze, ma non pretendere di sapere cosa è meglio per le altre e soprattutto per i loro figli! Ragazze, forse c’è bisogno di un po’ di spirito! Che ne dite di una bella puntata con Vaginia o Sfelix?

  37. Alessandra scrive:

    Vedo che quello che sembra avervi turbato nel mio intervento è il fatto che scrivo di vivere il rapporto con mia figlia con grande piacere e serenità. Sento così, e non so cosa farci. Però io volevo dire un’altra cosa, e cioè che era ora che fossero sdoganate le mamme che ammettono che a volte non ce la fanno più; spero che la prossima volta sia il turno delle mamme ‘grandi’, che sono regolarmente considerate come egoiste che si sono divertite il più possibile, e passi; ma questa è la prima volta che sento dire che sono ontologicamente isteriche, non mi è piaciuto e ho risposto. Se non vi garba, pazienza.
    Flavia: sbigottisco, veramente –ma sopravviverò- nel ricevere IO un invito alla moderazione quando pubblichi senza commenti frasi come “conosco parecchie mamme e fra quelle over poche sono "normali"”.
    Marilde: scrivi cose molto belle ma non attinenti alla mia riflessione.
    Ciao a tutte!

  38. Flavia scrive:

    @laura grazie :) ci vuole una boccata d’ironia! tasti dolenti ne tocchiamo e ne toccheremo, quindi può succedere, l’importante è lo spirito giusto
    @Michela, Alessandra: il mio commento che valeva già per tutte e che ripeto è: " l’idea che abbiamo voluto passare è proprio quella che non esistono i clichè ma solo le esperienze di ciascuno. quando si aprono gli occhi su questa semplice verità, si smette di giudicare gli altri e di sentirsi diversi/superiori a loro"
    cosa che invece si continua a fare: io sono così quindi sono meglio di te. no guarda che hai capito male, io sono meglio di te.
    vedete quanto è inutile e sterile? un commento isolato nell’ambito di una discussione generale passi pure, quella persona può tornare, leggere di più e meglio, capire i nsotri intenti oppure no e decidere se fa per lei o no, ma una polemica tra fazioni proprio come quelle polemiche che detesto e che io voglio combattere qui con tutte le mie forze , no grazie, non la voglio ospitare, di qui il mio richiamo ai toni.
    Michela: sono felicissima per la tua esperienza, Alessandra anche per la tua, ma la propria esperienza non serve per attaccare o a difenderti da qualcuno, esiste e trova giustificazione in sè e basta. La nostra identità non si definisce o si rafforza negando quelle altrui, nasce già sdoganata per usare l’espressione, e non deve aspettare l’approvazione di nessuno nè dipendere dall’immaghine che ne hanno gli altri/le altre.
    Ecco, questo è quello che penso io, non avrei voluto dilungarmi, ma senza questo principio fondamentale non esisterebbe questo spazio.

  39. Mariangela scrive:

    @Laura, hai proprio ragione!!! Forse però è proprio un esercizio di kick per mostrare a sfelix che le mamme fanno progressi….

  40. Michela scrive:

    No, bé, Flavia, un momento: i commenti, credo (e spero), non sono né apologetici, né finalizzati ad attaccatare (e affondare) qualcuno. Mi auguro che tutti noi abbiamo ben altri divertimenti che questi!
    Per quel che mi riguarda, sento, con i miei interventi, di poter lanciare dei messaggi che spero arrivino alle donne che – per motivi diversi – pensano di essere sul punto di perdere l’occasione o, peggio, di averla già persa. L’occasione di avere un figlio, intendo. Per quelle che, passata una certa soglia, si angosciano alimentando ulteriormente una situazione di stress che poco giova alla fertilità, e magari vengono anche bombardate dalle solite indelicate domande sul perché "ancora no", alludendo al fatto che per ogni cosa c’è la sua età. Bene, a tutte queste porto il mio esempio e quello di molte altre persone che conosco, madri quarantenni o giù di lì: finché la testa e il fisico te lo permettono, non c’è un limite di età per avere un figlio. Puoi fare, a un’età matura, le stesse cose di una ventenne. Poi, che dalla mia esperienza – così come da quella di altre mie coetanee – riconosca maggiori vantaggi nel diventare mamma tardi, è un’opinone che non voglio imporre, ma portare ad esempio per bilanciare quella di chi sostiene il contrario.

  41. Mariangela scrive:

    @ michela
    ora il tuo punto di vista è più chiaro, forse la prossima volta potresti semplicemente raccontare la tua esperienza e troverai orecchie e cuori sensibili ad ascoltarla senza il bisogno di "bilanciare" nessuno. Senza nessuna polemica, solo con l’affetto per veremamme e per lo spirito libero e rispettoso che contraddistingue questo spazio. A presto

  42. Wonderland scrive:

    Mmm… io spero soltanto che si sia compreso lo spirito IRONICO del mio post. Sono una che non si prende affatto sul serio, ne’ ritengo di conoscere una qualsivoglia verità sulla maternità… anzi!!!!
    Spero che il mio intervento abbia strappato qualche sorriso, ma soprattutto che sia stato un momento di sana leggerezza. :)
    p.s. se conoscete il mio blog potete contestualizzare meglio il tutto ;)

  43. Chiara 2 scrive:

    Chissà perché, qualsiasi cosa una scriva e con qualsiasi tono lo faccia (incrociando l’incrociabile e sperando di non urtare nessuno), c’è sempre qualcuno che si sente urtata.
    Io non mi sento urtata da un sereno commento altrui, anche se posso pensare che magari generalizza troppo o vede solo una fetta della realtà.
    In genere, sono urtata dalle polemiche. La parola "polemica" deriva dalla parola greca che significa guerra. E perché dovremmo farci la guerra, come degli stupidi galli di uno stupido pollaio? Noi siamo meglio di così.
    E chissenefrega se una ha avuto figli voluti a 20 anni o per incidente a 40 o viceversa o chissà che. Dobbiamo imparare a riconoscere ciò che di buono ha da offrirci chi è diverso da noi e apprenderlo. Ancora di più, dobbiamo imparare a capire che cosa possiamo offrire di buono noi e condividerlo.
    Oddio, a fare questo discorso mi sento un po’ Veltroni: sarò in vena buonista perché ieri ho ballato bene… ;-)

  44. Laura scrive:

    Ciao ho trovato questo meraviglioso blog per caso e ho letto tutto d’un fiato il post di wonderland e la trovo semplicemente fantastica! E’ riuscita in un colpo solo a centrare quello che stò pensando da almeno 5 anni e cioè da quando ho avuto mio figlio! Mi presento sono Laura e ho 40 anni, incinta a 35 mamma da 5 anni di Alessandro!
    Io per mia esperienza mi sono ritrovata incinta (tutto voluto!!!) alla veneranda età di 35 anni ma con la testa di una ancora 25enne. Mi ci ritrovo nel suo racconto anche se ahime devo dire che non conta essere più vecchie per essere più sicure anzi la sicurezza te la devi fare sul campo tra pappe e pannolini, malattie e asili nido e materne poi, ricominciare daccapo dopo che la vita ormai te la sei scelta e costruita (si fa per dire) ti dà molta insicurezza e instabilità emotiva, ma poi quando vedi crescere tuo figlio ti senti orgogliosa di spendere parte del tuo tempo (o diciamolo quasi tutto!) nell’essere mamma e quella nuova persona che ti ritrovi ad essere in fondo in fondo l’apprezzi più di prima di quando cioè passavi la tua vita a pensare solo alla carriera e ai viaggi.
    Comunque mi prenoto anche io per un bel viaggetto alle Mauritius!
    Grazie e ci sentiamo presto
    Laura


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