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Quanto siamo Alpha Moms?

Pubblicato il 22 dicembre 2008 da Flavia

Moms have higher aspirations for their children, and they often approach raising their baby as a “project” – focused on measuring outcomes and setting success metrics. It is not enough that they are healthy, their children must be highly intelligent, multi-talented and socially competent.-

(Fonte “kaleidoscope”, una ricerca etnografica per Johnson & Johnson)

Sono subito rimasta colpita da questi trend: cosa stiamo diventando? Più si innalzano queste “success metrics”, più aumentano i nostri sensi di colpa di tutti i tipi, perchè noi e il nostro bambino non possiamo essere sempre all’altezza di queste aspettative eccessive. Le esagerazioni non fanno mai bene.

Dunque gli americani hanno chiamato Alpha Moms quelle mamme per cui è diventato uno status symbol avere successo nella gestione della carriera e della famiglia, e crescere dei figli iscritti a un numero improbabile di attività extrascolastiche, scarrozzati da una lezione di violino a una di scherma (no, calcio, che in America fa più figo), mentre loro riescono impeccabili a presenziare a tutti i loro appuntamenti importanti. Questa tendenza è arrivata anche da noi, soprattutto nelle grandi città, per farci sentire ancora una volta fuori luogo se non corriamo da un saggio di danza, a una piscina, a una lezione di musica, se non partecipiamo costantemente alle loro attività scolastiche e così via. Cosa che, quando lavori a tempo pieno, è un tantino difficile.

Dall’altra parte ci sono invece le cosiddette mamme-beta, il cui manifesto secondo me è “Confessioni di una mamma pigra” di Muffy Mead Ferro, quelle che rivendicano il diritto dei bambini ad essere bambini e quello delle mamme a starsene tranquille elasciarli anche un po’ in pace a farsi le ossa, senza sentirsi obbligate da una specie di giudizio pubblico ad iperprogrammarli.

L’idea di una madre naturale, che ascolta il suo istinto e i suoi principi, è quella che mi ispira di più. Certo non è facile essere naturali, oggi: siamo bombardate da pressioni e manipolazioni di tutti i tipi. Ma non dovrebbero esserci scontri tra diverse “visioni” di mamma! Dovremmo piuttosto fare fronte comune per una più equa suddivisione delle responsabilità: con la collettività, con la scuola, con il partner… E’ un discorso lungo, lo so. Non lo apro qui, perchè merita molto più spazio.

Noi mamme che lavoriamo fuori casa siamo forse, paradossalmente, vittime più facili della sindrome della perfezione e della presenza, tipica delle Alpha Moms. Anzichè assolverci per la nostra mancanza di tempo, ci sentiamo in colpa e finiamo per aggiungere altro stress alle nostre vite provando a fare quello che pensiamo che le “altre” facciano, quelle che stanno a casa, quelle che hanno il tempo. Tante piccole torture che sono in grado di minare pericolosamente il fragile equilibrio dei nostri nervi.

Magari provi a fare i biscotti per mandarli alla festicciola della scuola…come per dire a te stessa e soprattutto alle altre: “io non sono da meno, anche se non sto a casa”, come se ti vergognassi di lavorare fino a sera. Magari fai un disastro e ti senti un’incapace… Ma se difficilmente un bambino è interessato alla provenienza dei biscotti, probabilmente è la mamma che è interessata a fare personalmente bella figura, per una specie di competizione o show.

Così ho deciso di concentrarmi sulle cose che per lui contano veramente. E poi mi sono chiesta: come potrò insegnargli domani a pensare con la propria testa anzichè con quella del branco, se io per prima mi faccio condizionare tanto dal mio?”

Le basi dell’autostima sono solide quando sono all’interno di noi, e non all’esterno. E la libertà di essere noi stesse dovrebbe essere sempre il limite e la misura di quello che ci accingiamo a fare. Chiediamoci: lo sto facendo per noi, per me, perchè questa è la mamma che desidero essere, o per dimostrare qualcosa a qualcuno?

E qualche volta abbiamo anche un altro motivo, ancora più subdolo, per torturarci : l’abitudine di pensare sempre in termini di eccellenza. Il brutto vizio di voler fare tutto bene, primeggiare: lo studio, il lavoro, e ora anche i biscotti. Insomma quanto siamo anche noi Alpha-Moms?

Il mio istinto mi dice che crescere un figlio non è proprio come fare un business plan, con obiettivi di eccellenza, piani di sviluppo ed incentivi. Ma liberarsi dai condizionamenti, stabilire i propri principi e agire di conseguenza lo è: quello sì che è un progetto che richiede costanza e impegno.

Quando si dice che diventare mamma cambia le priorità, la prima applicazione dovrebbe essere questa: less is more. L’eccellenza finisce col coincidere con la semplicità. Semplificarsi la vita, anzichè complicarsela.

Non sarò forse una Alpha Mom, e, no grazie: non mi servono altre etichette…

 

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6 Risposte per “Quanto siamo Alpha Moms?”

  1. ITmom scrive:

    Cara Flavia,

    questo post mi chiama in causa, e non posso non commentarlo ;) Ti spiego perché: dal primo giorno di scuola di mio figlio, mi sono ritrovata catapultata in un mondo che non mi ero resa conto esistesse, ed esisteva proprio vicino a me. Un mondo fatto di bambini con agende che cadenzano la loro vita, a 6 anni!, impegni sportivi ( e per impegni sportivi parlo di 4 o 5 sport a settimana), e impegni fatti di inviti a casa di amici e conseguente invito ricambiato a casa propria.
    Mamme che pensano sia questa la vita e lo stile di vita adatto a bambini di questa età. Paradossalmente, a differenza di quello che dici nel post, quelle che conosco io sono la maggior parte mamme lavoratrici, che questi impegni li delegano a tate e nonni, non potendo per ovvie ragioni essere fisicamente presenti. Ho notato che le mamme a tempo pieno se la prendono più comoda, anche con i loro figli.
    Sono impegnata tutti i giorni a cercare di remare contro questo stile di vita, non mi piace, non mi ci ritrovo e non desidero che i miei figli vengano cresciuti come dei piccoli robot programmati per sapere fare tutto: studio, sport e attività sociali.
    Continuo a pensare che la vita vada vissuta a ritmi umani, vada pensata e meditata e non sorseggiata come fosse un aperitivo bevuto in piedi, di fretta, all’happy hour.

  2. Flavia scrive:

    @itmom, sono d”accordo e anch’io resto fuori dai giri… le mamme della scuola penseranno che sono una reietta. mi confermi quello che intuivo, che forse le mamme lavoratrici sono più esposte alla sindrome della "schedule" …

  3. piattinicinesi scrive:

    la vita vada pensata e meditata…è questo spesso che manca, ha ragione itmom. l’unico progetto al quale dovremmo attenerci è quello della crescita responsabile e felice dei nostri filgi e di noi stessi, come genitori e come coppia.
    dare un senso alla famiglia si può fare anche in modo laico, appoggiandoli a valori forti.
    anche a me fanno tristezza le attività e le socializzazioni utili, che servono in un percorso di eccellenza, piuttosto che attività mirate alla crescita psicofisica equilibrata di questi futuri uomini.

  4. Chiara scrive:

    Noi siamo di quelli che già di loro si riempiono la vita di attività. Non per show, ma perché ci interessano tantissime cose. Così io sono a danza due sere a settimana e mio marito fa arti marziali altre due sere + forse un sabato ogni due settimane in cui farà percussioni. Seguiamo pure un corso di propedeutica alla musica con entrambi i bambini. Ah, e lavoriamo a tempo pieno entrambi.
    Probabilmente quello che non fa di me una mamma Alfa è che la casa fa schifo, le gatte sono indisciplinate e mia madre mi disapprova da mattina a sera. Ma chisse ;-)

  5. Flavia scrive:

    @Chiara, è che tutte le etichette alla fine sono un po’ ridicole… come la "casalinga di Voghera" dei pubblicitari degli anni 80… re: tanti interessi, gatte indisciplinate, casa allo sbaraglio, ne so qualcosa.

  6. pontitibetani scrive:

    accc! io abito vicino a voghera……!
    sono un paio i settimane che la figlia grande salta la sua lezione settimanale dell’unica attiività sportiva che la trascina fuori dai libri..motivo? la sua insegnante ha grossi problemi con una persona di famiglia in ospedale.
    se fossi una mamma alfa mi preoccuperei del fatto che lei salti questo importante momento formativo, e a dire il vero mi sono anche chiesta se non dovessi fare pressioni perchè si trovasse un sostituto o cose simili. ma in realtà mi sembra più importante che lei impari che esistono (ANCHE) le persone e i loro problemi personali e che perdere un paio di lezioni non sarà mai così grave…
    credo dovremmo potere relativizzare e relativizzarci un pò più spesso …
    mi sa che non sarò mai donna e madre alfa di figlie non alfa…


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