L'angolo dell'esperto: il Dott. Mac Depress

Pubblicato il 30 dicembre 2008 da piattini cinesi

Un altro anno sta per finire amiche care, e per festeggiare degnamente la Piattini Prodascion e VereMamme hanno pensato di invitare un caro amico del sito, sempre disponibile ad erogare uno dei suoi fantastici consigli deprimenti.
Ebbene sì, avete indovinato, stiamo parlando del Dottor Sfelix MacDepress.

-    Buongiorno a tutti

-    Buongiorno Sfelix, sono molto contenta di riaverla qui a VereMamme. Stavolta vorrei affrontare con lei un argomento che sta cuore a tutte, e sul quale molte blogger si sono già espresse e si esprimeranno di sicuro nei prossimi giorni: ovvero la fine dell’anno.

-    Eh, già, non se ne può fare a meno…

-    Ma lei, che ha addirittura dedicato un intero capitolo del suo libro “A kick in the marons therapy” ai festeggiamenti del Capodanno, cosa ci può dire di nuovo in proposito?

-    Effettivamente il tema del capodanno è molto interessante, e ha vastissime implicazioni tanto che, appunto, ho dovuto dedicare un intero capitolo del libro all’argomento per sviscerarle tutte, e  ancora dubito di esserci riuscito pienamente.  Il fatto è che il Capodanno, è in sé, per sua stessa natura, un autentico kick in the marons.

-    Sfelix, ma questo è uno scoop! Lei ci sta facendo una rivelazione! Che cosa intende dire? Si spieghi meglio

-    Intanto già il fatto di dire che sta finendo qualcosa e ne sta cominciando un’ altra, è un bel kick. In questo modo uno è portato a fare bilanci, a trarre conclusioni, e a fare progetti per un certo lasso di tempo futuro, e deve fare tutto questo proprio nel momento in cui ha praticamente consumato tutta la tredicesima, è ingrassato di due tre chili, e ha recentemente rivisto i membri della propria famiglia, ricordandosi improvvisamente del perché avesse lasciato passare dodici mesi di silenzio dall’ultimo raduno parentale.  Per questo ho intitolato il capitolo in questione “The Capodann illusion. How to think that the skif is finishing despite the evidence that the skif is only going on (as every other day in this pork life)” 

-    Un bel titolo, molto significativo

-    Molto. In questo periodo i kicks sono innumerevoli, passiamo dall’ impossibile project  (che in genere consiste nel voler tornare al peso dei vent’anni con due sedute della nuova wii fit che me la sono fatta regalare apposta) al good proposit suddendly denied (del tipo adesso basta mangio solo cereali integrali mi depuro bevo tisane e centrifugati  si vabbè lo so che intanto sto mangiando il panettone ma solo mezza fetta), alla lettura ossessiva e ricorrente dell’oroscopo nel tentativo disperato di un barlume di speranza, ovvero l’obviously optimistic astral prevision: if it is not optimistic you don’t buy the horoscop.
Però il kick per eccellenza è e rimane il festeggiamento di Capodanno. Nel mio libro spiego bene che qualunque scelta di festeggiamento si faccia alla fine risulta sempre un grandissimo kick in the marons .

- Ma davvero? Non ci posso credere …mi faccia un esempio

- Va bene, prendiamo le tipologie più comuni di festeggiamento. Prendiamo la tipologia Me and you and nobody else (have you got a friend, by chance?), ovvero prima della partenza cara partiamo io e te da soli verso una capitale romantica tipo Praga o Parigi e poi fuochi d’amore e passione, merletti e trine e un bicchiere di champagne, una volta arrivati lì la stanza d’albergo è media schifa, per la cena non c’è posto dovevate prenotare tre mesi fa,  vabbé compriamoci caviale e paté ma poi che famo se lo magnano sul letto in camera e poi che famo: famo sesso? No dopo adesso annamose in giro per la città guarda in giro ce so tutte coppie de roma come a noi e mo che famo: famo sesso? No annamosene a vede un concerto fico in piazza. E mo’ che l’avemo visto che famo: famo sesso? No annamo a fare colazione al baretto fico. E adesso che famo: famo sesso? No adesso c’ho sonno. Vabbé tanto io poi agli amici del calcetto glie dico che avemo fatto sesso, tanto quelli credeno a tutto.
Poi c’è la tipologia great radun of all the people I know (ah facebook, but  who’azz are you in comparison with me?). Ovvero, affittiamo una sala e chiamiamo tutti, dividendo le spese. Prima che la festa cominci i tuoi amici sono i miei amici quanto se divertimo a sto giro, dopo un quarto d’ora dall’inizio della festa guarda quella come s’è conciata, io ballare davanti alla nuora della maestra di mio figlio ma che sei matto? Non mi dire che hanno invitato anche il tipo a cui ho dato del demente nell’ultimo consiglio di classe, e adesso? Senti sono tre ore che cerco di dire al dj che deve smetterla con il Tuca Tuca di Raffaella Carrà ma evidentemente è sordo. Ma il vino non lo dovevate portare voi? E come mai ci sono 27 tipi di torrone e neanche un piatto di pasta? Che vuol dire che era previsto il karaoke con obbligo di esibirsi? Ma i bambini devono per forza giocare a calcetto in mezzo alla pista da ballo? Perché state scoppiano i botti se sono appena le undici e un quarto? Cosa? Tuo figlio era impaziente? E chi se ne frega di tuo figlio….
Poi ci sono i classici del low profile, della serie I like simple things, che alle volte si possono rivelare degli autentici kicks ben assestati.

- Ma come anche quelli? Sono i  miei preferiti…

- Già già, posso immaginare…da come si veste!

- Perché, come mi vesto?

- Lasciamo perdere! Comunque, non mi dica che lei non si è mai ritrovata in una situazione del tipo if I had invited twenty people why the hell am I scrofaning two kils of lentils all alone?

-Beh, una volta, tanti anni fa. Ma ero giovane e poi ero con la mia amica del cuore….

- E succede, succede, perché a Capodanno nessuno sa cosa fare, quindi tutti accettano inviti a più feste, in una specie di overbooking compulsivo, sperando che alla fine esca una festa fica. E qui ci sono due possibilità, o tutti trovano una festa fica e quindi non vengono da te (il caso dello scrofaning solitario) oppure non trovano nessuna festa fica (perché chi dovrebbe invitarti a una festa fica che sei più noioso di mia zia, e quella è muta?) quindi vengono da te e si portano anche gli altri amici rimasti senza festa per cui tu ti trovi 50 persone in casa e ne conosci bene da salutarli per strada non più di cinque o sei, è la situazione Yesterday I went to a very skiful party, but i don’t remember the name of padron of house, ah it was you? A volt have you seen the strange cases in the life

- Ma quindi Sfelix, lei non ci lascia alcuna speranza?

- Be’, una ci sarebbe. Ed è la family reunion with over 80 relatives, ma solo perché quello è un kick in the marons fin dall’inizio. Il lato positivo è che dura poco, in genere dopo il dessert si brinda e si va a letto, anche se sono le 10, a quel punto un buon libro o del buon sesso, e la fine dell’anno è andata.  L’unico errore da evitare è ricordarsi che sia l’ultimo dell’anno. Chi lo fa è spacciato, e deve ricominciare da capo a darsi un kick in the marons, e che stavolta sia bello forte, che ci devo arrivare fino all’Epifania.

 

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4 Risposte per “L'angolo dell'esperto: il Dott. Mac Depress”

  1. Flavia scrive:

    I think I go for a verament skiful Capodann out of all schemes, for the series the less we are the better we see and better we kick each other, including the skiful cat who just pished on the new sofa .
    PIattins my friend, I think you and Sfelix must write a new business-psico e-dictionary, for title: "have you seen the interpersonal communication skills and the strange cases of life"
    augurs!

  2. piattini cinesi scrive:

    cara Flavia, il tuo capodanno fa parte della tipologia illness in the party o anche quarantene in the party (sottogenere waiting for the varicell (or morbill), or orecchions).
    Il kick in the marons consiste nel pensare ossessivamente che senza quarantena avresti fatto chissà che cosa. la soluzione (che però rnde sereni, e quindi non so se sia il caso di adottarla) è che la varicella è un kick in the marons sempre e comunque, non solo a capodanno. Tale consapevolezza, insieme alla consapevolezza che tanto non è che avresti fatto altro è il nirvana del capodanno. quando si raggiunge il nirvana si perdona anche il gatto. ma ti prego, non dirlo a Sfelix, me lo darebbe lui un kick in the marons, in questo caso….

  3. Viviana scrive:

    bellissimooooo, mi è piaciuto da morire!

  4. marzipan scrive:

    Avrei fatto volentieri a meno del solito kick in the marons, ma puntuale è arrivato sotto forma di serata danzante con un gruppo di tanghèri (non tàngheri) per me che non ballo nemmeno il tuca tuca. Cibo ottimo, musica quasi ok, esibizioni di tango da professionisti ma un freddo becco. Tornata a casa mi sono fatta la borsa dell’acqua calda.


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