Catalogato | Flavia blog

Tags :

Quando sulla tua strada precipita un masso…(seconda puntata)

Pubblicato il 29 novembre 2008 da piattini cinesi

Quando sulla tua strada precipita un masso

è il momento giusto per inventare la leva

———- SECONDA PUNTATA ———-

Stai vedendo le stelle?
Tranquilla, non è colpa della botta che hai preso ma della tua visio futuristica

1. Marta


Marta è andata al lavoro ma non riesce a combinare granché.
E’ tutto il giorno che vomita e si chiede disperata come sia possibile che le nausee comincino così presto. Nello specchio del bagno aziendale il colorito ocra della sua faccia non promette niente di buono per i prossimi nove mesi.
- Marta, che hai?
Michela, la sua collega e amica di sempre, è entrata in bagno e l’ha trovata in quello stato pietoso, aggrappata a un fazzoletto umido.
- Sono incinta – riesce a balbettare Marta con un filo di voce.
- Incinta? E Roberto lo sa?
- S-si.
- E perché piangi? Ha reagito male?
Marta scuote la testa, ma non parla.
Una corda d’acciaio le stringe la gola, le blocca la voce. Se provasse ad allentarla, la inonderebbe un fiume di pianto.
- Non ha reagito male – conclude Sabrina – E allora qual è il problema?
- Parte il mese prossimo per Berlino – riesce a dire finalmente Marta.
Michela in silenzio chiude la porta a chiave e le si mette accanto. Ora stanno ambedue appoggiate alla parete. Lo specchio riflette i loro volti tesi.
- Hai paura che approfitti della partenza per lasciarti? – chiede Sabrina.
- S-si. C-cioè, no. Non lo so. Veramente mi ha chiesto di andare con lui.
- Ah. E tu che gli hai risposto?
- Che non lo so…non so niente. Ho solo tanta paura.
Sabrina passa un braccio intorno alla spalla dell’amica. La conosce da così tanto tempo che le sembra di riuscire a vedere i suoi pensieri, quell’ammasso di nuvole nere che le pesa sul cuore.
- Marta?
- Si?
- Nella vita le cose possono andare male, ma anche bene…
- Mmmm
- E la maggior parte delle volte vanno bene…
Marta guarda l’amica. Sabrina ha capito benissimo la sua angoscia. Quell’eterna insuperabile paura di non meritare niente, di non valere abbastanza, di non essere all’altezza.
- Berlino non è male. Sai che è una delle città europee dove si prevede il massimo sviluppo?
- Ah sì
- Certo, e poi scusa, non sei tu quella che mi ha sempre fatto una testa tanta con l’espressionismo tedesco?
- Sì, mi piace tanto…ho anche fatto un corso di tedesco anni fa
- Lo vedi? Così non sarà troppo dura imparare la lingua…
- Sì, ma il lavoro, il bambino…..
- Senti Marta, non devi decidere subito. Magari prendi un’aspettativa, e poi avrai comunque la maternità. Puoi andare per un po’, e vedere come va…
- E se va male?
- Guarda che Roberto ti vuole bene. E poi, se proprio dovesse andare male, avrai passato due anni in una delle città più trendy d’Europa, saprai bene il tedesco (e questo ti aiuterà anche sul lavoro) e avrai un bellissimo bambino….
- Detto così sembra quasi un colpo di fortuna…
- E’ un colpo di fortuna, Marta, dammi retta. E in fondo lo è anche per me.
- Per te? Che vuoi dire?
- Che finalmente avrò un’amica che mi ospita a Berlino, ovvio. Sono anni che voglio andarci!

2. Beatrice

Beatrice esce dal lavoro quasi di nascosto. Non ha voglia di salutare nessuno.
Sull’autobus che la riporta a casa i volti dei passeggeri hanno lineamenti distorti, ostili, e un odore umido di pioggia e fango le sale lungo le membra.
Ha freddo. Un freddo plumbeo che la segue sulle scale, dentro casa, come un’ombra.
Ad uno ad uno cerca gli interruttori con la mano. Accende tutte le luci. Come quando era bambina le case vuote le incutono paura.
E suo figlio non tornerà prima delle 5.
Ha 12 anni ormai e rivendica la sua autonomia, per il quartiere si muove da solo, non ha più bisogno di essere accompagnato.
Beatrice si rifugia in cucina, cerca conforto in una tazza di tè. Fuori dalla finestra, il buio dell’autunno riflette i suoi pensieri.
- Driin
Lo squillo del telefono di casa la sveglia dal torpore, facendola sobbalzare.
-Pronto?
-Pronto, Bea? Sono Claudia.
- Oh, Claudia, come stai?
-Io bene , ma tu? Hai una voce strana, stai male?
- Ho appena avuto una brutta notizia al lavoro….
- Cioè?
- Si prevedono licenziamenti, e anche il mio posto è a rischio….
- Ma, scusa Bea se te lo dico, ma tu te lo aspettavi, no? E’ da parecchio che mi dici che le cose non vanno bene lì da te….
Beatrice rimane in silenzio. Claudia ha ragione. Se lo aspettava. E’ lei che controlla i bilanci dell’azienda, che fa gli acquisti. Sapeva benissimo che le cose non andavano bene già da un po’.
Ma l’idea di cambiare, o peggio, di perdere il lavoro, la terrorizzava a tal punto che rifiutava di accettare fino in fondo la verità.
- Sì, me lo aspettavo, ma sentirselo dire è davvero un colpo. Mi sento distrutta.
- E, lo capisco. Non è facile. Ma è una cosa immediata?
- No. Bettini, il direttore, ha parlato della primavera…forse.
- Quindi hai qualche mese per organizzarti…
- C’è poco da organizzarmi….
- Al contrario. Guarda che lui è stato corretto ad avvertirti in tempo. Non sai che situazioni ho visto, recentemente. Gente mandata a casa nel giro di qualche settimana. No, guarda, devi pensare che hai un tempo sufficientemente lungo davanti e che devi sfruttarlo al meglio per trovare un altro lavoro.
- Ma non credo che riuscirò a trovare un altro part time.
- E perché devi? Tuo figlio ormai è grande, fa quasi tutto da solo. Non è che devi sparire, arriverai solo più tardi. E comunque era ora che pensassi anche a qualcosa di meglio, soprattutto dal punto di vista economico….
- Non lo so, non so se è un buon periodo per trovare lavoro…
- Intanto cercalo, il lavoro, e poi vediamo. Bea, hai anni di esperienza, sei brava, precisa, affidabile, di cosa hai paura?
- Eh, buona domanda…di cosa ho paura? Del futuro, credo….di non farcela, di dover rimettere tutto in discussione…
- Bea, tutti abbiamo paura del futuro, di non farcela, di rimettere tutto in dscussione… Ma ci sono dei momenti in cui bisogna dimenticarsi della paura e tirare fuori la grinta…non ti puoi permettere di lasciarti andare alla disperazione….
- Ok, Claudia, ci proverò…

3. Simona

Simona approfitta della pausa pranzo per farsi un giro in centro. Ha la testa zeppa di pensieri e neanche l’ombra della fame. Guarda distrattamente una vetrina e poi si dirige verso il lungofiume, in cerca di silenzio. Fabio se ne va e l’agenzia vive un momento difficile. La concorrenza è forte e loro hanno perso dei clienti, alcuni contratti tra i collaboratori più giovani non sono stati rinnovati.
Ci sarà da lavorare duro, ancora più di adesso.
Questa promozione è un carico ulteriore che non si aspettava in questo momento.
Vorrà dire turni più lunghi, cellulare sempre acceso, una corazza antiproiettile per contenere gli umori della redazione e più di un’ invidia. Una cosa che lei non sopporta.
Simona guarda l’acqua del fiume scorrere grigia e tranquilla sotto di lei.
Sull’argine opposto un anziano signore intabarrato in un giubbotto azzurro aspetta che improbabili pesci abbocchino alla sua lenza.
La parola caporedattore intanto continua a risuonarle nelle orecchie come una vertigine.
La settimana scorsa il direttore ha deciso che bisogna rilanciare l’internazionale e aprire nuove direzioni, per questo aspetta anche delle idee dai giornalisti.
Simona di idee ne ha tante, quasi troppe. Vorrebbe aprire una sezione con un focus specifico sulla Cina. Ha già fatto delle ricerche e sa che attirerebbe molti sponsor.
Sarebbe bello poterla vedere realizzata. Molto bello.
E farlo come caporedattore vorrebbe dire avere molta più capacità decisionale, e un filo diretto con i vertici dell’agenzia.
Simona ripensa al sorriso di Fabio. Lui l’ha incoraggiata e sostenuta fin dall’inizio.
- Sei brava, sei preparata, hai il senso della notizia, spirito di iniziativa e soprattutto riesci ad importi sulle persone con la giusta autorità.
- Dillo alle mie figlie, che mi rimproverano di essere troppo severa!
Le mancherà, Fabio. Negli ultimi tre anni il suo sorriso da vecchio burbero la mattina l’ha aiutata a cominciare la giornata con grinta e ad arrivare alla sera contenta del lavoro svolto.
E’ stato un buon capo. Uno che ha saputo mettere la sua esperienza ventennale al servizio dei più giovani.
E adesso che lui se ne va l’agenzia non ha pensato a Luigi e nemmeno a Veronica per sostituirlo. L’agenzia ha pensato a lei. Simona fa fatica ad ammetterlo, ma in fondo al cuore sa di averlo meritato. Notti insonni, neanche un momento di riposo e il sorriso costante sulle labbra, per guidare e incoraggiare gli altri. Sì, se lo merita. Se lo merita davvero. Stasera ne parlerà a casa, si confronterà con suo marito. Ma la decisione è presa, e difficilmente tornerà indietro.

———- CONTINUA… ———-

8 Risposte per “Quando sulla tua strada precipita un masso…(seconda puntata)”

  1. Isa scrive:

    Certo che ci sono momenti chiavi nella vita di ciascuno … e talvolta ci vuole coraggio per non sbagliare la scelta! … mi ha fatto soprattutto riflettere la situazione di Marta : o sceglie di lasciare il proprio lavoro e segue il suo compagno (e chissa come va a finire?!) o sceglie di tenere il lavoro e resta ad aspettare il ritorno del compagno affrontando la gravidenza da sola (e chissa come va a finire?!) … davvero dura questa!
    Scrivi decisamente bene! è un piacere leggerti :)
    quando arriva la prossima puntata???

  2. piattinicinesi scrive:

    vredremo come finirà…ma la cosa importante, nel caso di Marta, è che la scelta non deve essere fatta solo "per amore". La sua amica le fa capire che Berlino non rappresenta solo la città dove andrà a stare il suo compagno, ma anche un’occasione di uscire dalla quotidianità e riprendere magari vecchi interessi lasciati nel cassetto…

  3. Laura scrive:

    Dalla storia di Simona sono balzate fuori due parole che mi girano nel cervello: INCORAGGIATA e SOSTENUTA. Grande questo capo, non importa che sia uomo o donna (ma ben venga che sia un uomo). Quello che mi aspetto è che Simona trovi lo stesso incoraggiamento e sostegno nel marito, e nelle figlie! Ha preso la giusta decisione, e sarà un bene, non solo per lei stessa e per l’azienda, ma per il futuro delle sue figlie…

  4. Isa scrive:

    Sono daccordo con te sulla sostenza Laura, ma avrei da obbiettare sul modo in cui lei la presenterà al marito: "la decisione è presa" ! se è vero che ognuno debba rimanere padrone del proprio futuro e tenersi la libertà di scelta nonostante si sia sposato, non credo sia "giusto" mettere il proprio partner davanti a un fatto compiuto! (e lo stesso vale per il compagno di Marta che la informa soltanto -invece di consultarsi con lei-, e per di più per telefono!) … certo, alcune volte non c’è la scelta, uno si trova nell’obbligo di accettare un nuovo incarico senza poterci fare nulla, in quel caso non c’è molto da fare, si deve solo adeguare! ma quando una scelta c’è, penso che dovrebbe essere discusso e la decisione presa in due (contando appunto sul sostegno e l’incoraggiamento del proprio partner!)

  5. Laura scrive:

    Sottoscrivo pienamente Isa, la decisione "operativa" è da prendere insieme, non è detto che la cosa vada in porto; mi riferivo alla decisione che Simona ha preso personalmente, forte della quale si metterà (spero ) in dialogo con la sua famiglia (principalmente col marito) e troveranno insieme la soluzione migliore. Mi è piaciuto che non abbia rinunciato in partenza, autocensurando le proprie e altrui potenzialità.

  6. Flavia scrive:

    esatto. quando si parla di soffitto di cristallo è facile fermarsi alle discriminazioni esterne e lamentarsene, mentre è difficile rendersi conto che spesso sono le donne stesse a discriminarsi internamente, con le loro paure e le loro rinunce in partenza….

  7. piattinicinesi scrive:

    il caporedattore è una figura importante. ci sono poche persone come lui ma qualcuno si trova ancora in giro e bisogna rendergli merito. è il mentore, la persona più anziana che aiuta a crescere (sia a livello psicologico che professionale) il collega più giovane, incoraggiando e sostenendo, appunto…vedremo come se la caverà Simona a casa

  8. piattinicinesi scrive:

    ho commentato senza aver visto gli altri i commenti (il computer ha aggiornato in ritardo). sono contentissima di questi commenti e delle diverse percezioni.
    mi sembra che tocchiamo un punto fondamentale, decidere cosa è giusto per noi, cosa ci sentiamo di fare, a aspettare nella realizzazione una certa fattibilità, e anche il confronto con la famiglia, perché le cose alla fine si fanno insieme.
    come autrice taccio. i miei personaggi cominciano ad avere vita propria…


Lascia un commento

Parliamone

email facebook friendfeed linkedin rss twitter wmi

Le conversazioni del Village

thetalkinvillage.com

E’ una lunga storia

Scarica il banner!

veremamme

Iniziative