Catalogato | Autoconsapevolezza, Coaching

Tags :

"A pensarci bene non è che stavo qui a girarmi i pollici…."

Pubblicato il 24 novembre 2008 da admin

Ho acceso il computer. Ho aperto la posta. Ma non so se ce la faccio.
“Si è aperta una posizione in azienda” ha detto la Stefi.
E va bene, si è aperta e adesso si richiude, ho pensato io. In faccia a me. Sicuro.
“Questo è l’indirizzo mail delle risorse umane. Scrivigli subito perché è il lavoro per te” ha detto la Stefi. E l’ha detto con un tono che non ammetteva repliche.
La fa facile, la Stefi. Ma io sono due anni che non lavoro.
Mica pochi.
Che poi non è che sia rimasta con le mani in mano in questi due anni.
Qualcosa ho fatto.
Per esempio, mi sono procurata due borsoni da viaggio sotto gli occhi e la pelle gialla.
E poi ho fatto un figlio. Il secondo.
Perché l’abbia fatto l’ho dimenticato, ma sono quasi sicura che all’epoca avessi una buona ragione.
E poi c’è stata l’operazione di appendicite di Carlo, il trasloco, la scelta della nuova scuola.
Insomma tempo per annoiarmi poco.

“Ti prego ti prego ti prego” ha detto la Stefi con i suoi occhioni cigliati “così lavoriamo di nuovo insieme”.
E, insieme. Magari! Che squadra io e la Stefi, davvero. Ci siamo divertite. Certo sarebbe bello ricominciare…
Solo che diciamo la verità sarei io quella che deve ricominciare. Lei ha già ricominciato.
Da quando ce ne siamo andate dalla Spocchiosi &Micragnosi ha già cambiato due lavori, aumentando sempre lo stipendio.
Io invece ho aumentato solo il girovita.
“Scrivi oggi stesso e mi raccomando allega una bella lettera di motivazione” ha detto la Stefi.
Guarda Stefi per scrivere ho già scritto. L’indirizzo mail. E’ già qualcosa, no? Poi guarda, ci allego subito anche il CV che tanto quello è già pronto. Era lì che mi aspettava nella sua cartellina virtuale.
Però la lettera di motivazione no, non ce la faccio.
La motivazione l’ho persa lungo le notti insonni dell’ultimo anno.
Ero meno stanca quando lavoravo.
Con quell’adrenalina dei progetti nuovi, quella specie di frullio alla bocca dello stomaco.
“Dai che ce la facciamo Stefi, anche stavolta” e vai fino alle 8 di sera.
Adesso alle 8 di sera mi accascio sul divano.

“Gentile dott.ssa Ghigliottin, le scrivo per quella posizione alla Bancarelli&Co, io sono….io sono…(una donna stanca…no, non è il caso, una donna molto motivata a lasciarsi andare….neanche, una donna impaurita…molto, dall’idea di rimettersi in gioco, ma neanche questo si può scrivere…non suona bene. Non è roba che piaccia a quelli delle risorse umane. E io dovrei saperlo visto che ho letto decine di CV per selezionare i commerciali junior…).
Vabbé, cominciamo dall’inizio. Io sono una donna…(questo sì. Su questo punto non ci sono dubbi, mi pare) …che ha sempre lavorato, e alla quale piaceva molto lavorare.
Poi l’azienda ha avuto dei problemi. Lei è andata in maternità. Ed è rimasta a casa per due anni.
E quindi dopo due anni ha paura di non avere più i requisiti giusti per tornare al lavoro.
Già i requisiti.
Ma forse sarà meglio se li leggo, questi requisiti, prima di scartarmi da sola.
Dunque “ il candidato/a ideale ha spiccate doti di negoziazione…”
Negoziazione? Sì che ne avevo di doti di negoziazione un tempo. La Stefi mi prendeva in giro perché diceva che riuscivo a far fare al cliente quello che volevo. Solo che adesso le uniche negoziazioni che mi impegnano sono quelle per la paghetta settimanale. Per quanto…non è che sia facile. Che sia meglio per una donna avere a che fare con un cliente panzuto e taccagno o con un decenne agguerrito che mette da parte i soldi per l’ultimo gioco della play? Ma…comunque con Carlo ho o dovuto fare un bel braccio di ferro ma alla fine con 50 cent in più adesso il pomeriggio lui si riordina da solo la sua camera senza che io debba urlare.
Direi che la negoziazione è andata a buon fine.

Io ce lo metto.

“Gentile Dott. ssa, ho spiccate doti di negoziazione che mi hanno portato a concludere contratti vantaggiosi per entrambe le parti, anche in caso di clienti difficili….”
Ok, adesso andiamo avanti.
“il candidato deve avere ottima capacità di gestione e supervisione delle squadre di lavoro Junior”.
Squadre di lavoro junior? Ma junior quanto? Perché non mi verrete a dire che gestire dei venticinquenni sia più facile che gestire due bambini che hanno rispettivamente 10 anni e 18 mesi. Sul junior ero forte, ma sul junior junior sono fortissima. Biberon, fatto, pannolino, fatto. Ora stai lì e non ti muovere che il tuo track process è completo. Intanto (multitasking) Carlo: ti sei vestito? Hai lavato la faccia? ti sei tolto l’apparecchio? hai fatto colazione? ti sei rimesso l’apparecchio? Hai preso lo zaino? Forza ragazzi, ce la possiamo fare (motivazionale) e io, ho preso la borsa? le chiavi? il cellulare? e soprattutto …il bambino? (Track process completo, pronti al lancio…..)

Cara Dott.ssa Ghigliottin io la mattina ormai ho una schedule che in 10 anni di lavoro così efficiente non l’avevo mai avuta…e quindi anche questo skill è mio.

Dunque poi “il candidato dovrà essere in grado di avere a che fare con una clientela eterogenea” Ah, clientela eterogenea. Guardi di tipi strani alla Spocchiosi &Micragnosi ne ho visti tanti, ma mai come alle riunioni di istituto di mio figlio. E poi se proprio vogliamo parlare di eterogeneità lo sa lei dottoressa cos’è una riunione di famiglia natalizia a casa mia? Roba che per evitare conseguenze irreparabili sono dovuta diventare anche un’esperta in “risk management”. Lo sa che sono due anni che riesco a concludere il pranzo senza risse? Altroché.

Se poi vogliamo parlare di dinamismo e flessibilità, ci provi lei a cambiare 10 volte i programmi in una settimana perché prima si ammala uno, poi si ammala l‘altro, poi si ammala mio marito e alla fine stramazzo io.

E per quanto riguarda la gestione dello stress, le vorrei ricordare che nella vita di una madre ci sono momenti che neanche un generale dei marines, mia cara, sarebbe all’altezza.

E anzi, sa che le dico, cara dottoressa, questi due anni a casa non sono stati una perdita di tempo.
Ho imparato a prendermela di meno, a capire quali sono le cose importanti, e anche ad essere più tollerante.
Questi due anni li considero una specie di master, un corso di formazione, la Bocconi del project management casalingo.

Per cui adesso lei si legge la mia lettera di motivazione, capisce che il candidato forte, dinamico e flessibile con spiccate doti di comunicazione e contrattazione che state cercando sono io, e finalmente ricomincio a lavorare, con la Stefi, così almeno 5 giorni a settimana mi riposo.

“Cordiali saluti
Francesca”

11 Risposte per “"A pensarci bene non è che stavo qui a girarmi i pollici…."”

  1. Isa scrive:

    FORTE questa lettera di motivazione!!! (ho solo 5 min prima di andare in classe, non mi posso dillungare quindi…) ma lo sai che mi chiedo se in fatti, non funzionerebbe far valere la propria esperienza come madre per farsi assumere?! voglio dire, quel passaggio dove scrivi delle varie skills messe in pratica allo stesso tempo nella gestione quotidiana dei bimbi eccettera, sarebbe più che valido, e non vedo perché non si potrebbe scrivere in una lettera di motivazione!?!
    … the bell, scapo!
    cmq, mi ripetto, FORTE! :))

  2. piattinicinesi scrive:

    sono i nostri soft skills, che poi alla fine, non sono tanto soft….

    buona lezione

  3. vm31 scrive:

    niente male piattini, davvero un bel post! tu secondo me ce l’hai già un lavoro…a zelig! di la verità…
    comunque sono contento che siate diventate amiche con Flavia, mi sa che vi divertite.
    firmato: aspirante mammo

  4. piattinicinesi scrive:

    sì, ci divertiamo.
    e no, non lavoro a zelig…per ora (motivazionale???)

  5. Mammamsterdam scrive:

    Ci arriveremo, non ti preoccupare. La domanda è se per allora ci interesserà ancora.

  6. Flavia scrive:

    Piattins, sono ancora qua che sghignazzo per quei 5 giorni di riposo, quanto è vero. Penso che scriverò anch’io qualcosa sullo stress al lavoro vs. quello a casa… perchè se forse a casa è tutta dura stanchezza fisica e mentale, in ufficio può essere molto meno stancante ma molto più frustrante…
    Vero, aspirante mammo?, poi glie lo dico io a Piattini che in realtà sei un gran bravo ragazzo :)

  7. Raperonzolo scrive:

    Bene, visto che ho ricominciato a spedire cv in giro ora questa me la traduco, la spedisco e il posto è assicurato! ;-)

  8. piattinicinesi scrive:

    rape ma il tuo cv ne conta di soft skills, come no, posso garantire!
    mammasterdam zelig non so, ma le mamme a teatro ci si può pensare….

  9. my scrive:

    spettacolare questo post piattini!

  10. mammamila scrive:

    Fantastico davvero!!! io che ne ho 4 di figli (e anche un lavoro ancora!) sono sempre stata strasicura di avere acquisito enormi skills con la maternità ma il resto del mondo non so perché sembra non valutarlo!!! perché???? sul lavoro poi per carità, sembra che l’assenza per maternità sia sinonimo di assenteismo! e invece davvero: capacità di negoziazione, gestione dello stress, gestione delle priorità, elasticità e flessibilità, capacità di ottimizzare il tempo e le energie nessun corso di formazione mi ha dato tanto come i miei figli!!! e poi vogliamo parlare della capacità di metterti in discussione di rivalutare i tuoi schemi di trovare soluzioni alternative? altro che master alla bocconi!!!

  11. Flavia scrive:

    piacere Mammamila! questo era uno dei primi post di VereMamme….che è nato proprio intorno all’idea che diventare mamme (o papà) fosse una fantastica "promozione sul campo". basta riconoscere le proprie skills come tali (come dici benissimo) ed esercitarle… e nessuno dovrebbe avere timore di dichiararle durante un colloquio, soprattutto se chi hai di fronte è genitore a sua volta…..


Lascia un commento