Storia di Stefania

Pubblicato il 24 ottobre 2008 da admin

Quando due anni fa è nata Eleonora, Stefania ha scoperto delle cose molto precise su se stessa, cose che fino ad allora aveva relegato in secondo piano. Diventando mamma, alcuni tratti del suo carattere sono venuti prepotentemente alla ribalta, e “la cosa peggiore è che sembra che all’improvviso si accendano dei riflettori su di te, ti senti sola su un palco, e tutto il mondo ti sta osservando. Non ti senti più libera. Ma non c’erano solo gli altri ad ossessionarmi (ho capito che era soprattutto una mia ossessione), ero anch’io per prima. Ho capito di essere stata sempre troppo perfezionista, troppo “control freak”, e incapace di delegare. Pensavo di poter fare tutto da sola e tutto per bene, e che chiedere aiuto fosse un segno di debolezza. Invece saper chiedere, saper delegare, sono le vere doti di una persona responsabile. Avrei dovuto saperlo bene, dopo dieci anni di lavoro a ritmi sfrenati, e invece…. mi sentivo una bambina orgogliosa. Magari avevo un’idea, ma aspettavo di avere tutti i tasselli a posto, di aver “esaurito l’argomento”. Aspettavo di poter dire a me stessa “più di questo non potevo davvero fare” e perdevo la possibilità di seguire le mie intuizioni. Ho scoperto un approccio alla vita davvero inedito, per me! Sono maturata molto da allora. E mi è stato molto utile nel lavoro, sono diventata più collaborativa e un po’ più istintiva.”

Francesca la ascolta. Anche a lei è successo qualcosa di simile, benchè sia sempre stata un po’ più tollerante verso sè stessa rispetto all’amica. “Eri abituata ad essere troppo esigente” le dice.

“L’arrivo di Eleonora è servito a riconoscere ed accettare delle parti “ripudiate” di me. La difficoltà di ammettersi deboli. Il rifiuto dei sentimenti che consideravo indegni di me: invidia. Umiliazione. Senso di inferiorità. Dolore. Paura. Tutte cose che avevo provato tante di volte ma che per apparire sempre al meglio avevo rinnegato. E come si può migliorare qualcosa, se neghiamo che esista? In fondo, credo ancora che avere in mente un’ideale di come si vorrebbe essere e tendere verso quello, pur sapendo che la perfezione è impossibile, non sia male. Ma per farlo bisogna conoscersi bene. Proprio quando  riconoscci meglio i tuoi difetti, puoi cominciare a fare qualcosa per superarli. E’difficile cambiare completamente carattere, ma si possono sempre cambiare alcuni comportamenti, se ci si pensa un attimo.”

Francesca pensa che Stefania abbia raggiunto un’altissima consapevolezza di sè, e la ammira molto. Decide che anche lei farà un lista dei difetti che la maternità ha contribuito a smussare. Per esempio, da caotica che era è sicuramente diventata un po’ più organizzata. Teme però che ci siano anche molti che invece ha contribuito… ad esacerbare. Si è scoperta più apprensiva di quello che credeva. Ma non è mai troppo tardi per ammetterlo e darsi da fare.

Esistono dei momenti nella vita che, se sfruttati bene, ci fanno crescere, se sfruttati male ci mandano allo sbando. Tipo avere un bambino.

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