Catalogato | Coaching, Introduzione

Perché il coaching per VereMamme

Pubblicato il 21 ottobre 2008 da Flavia

Immaginiamo un gruppo di donne. Nessuna è una “coach” nel senso professionale del termine. Magari si incontrano al lavoro, magari parlano in pausa pranzo, magari la domenica ai giardini. Alcune si conoscono da anni, altre da poco. Le accomuna l’impegno, la fatica, l’ironia di essere mamme oggi, e hanno sempre molto da raccontare. Nessuna di loro riesce a prenderla troppo alla leggera, tanto che rischiano di crearsi problemi eccessivi. Ma si ascoltano, per bene, e fanno emergere delle domande. Ognuna di loro può essere una coach, per sé e per l’altra. Perché più una mamma riesce ad essere pienamente sé stessa, consapevole dei suoi punti di forza e di debolezza, più il rapporto con il suo bambino si svilupperà in modo naturale e sereno.

Francesca, giornalista free-lance, le conosce tutte. È molto interessata ai problemi delle donne e usa termini strampalati come “womenomics”. “Abbiamo fatto tutte un training pre-parto e abbiamo fatto esercizi di respirazione e visualizzazione positiva, convincendoci di poter rendere più dolce il travaglio e il parto… pensa! beh, allora bisognerebbe pensare anche a un training post-parto: perché quando il gioco si fa veramente duro…”

Isabella, ricercatrice all’università, ha passato dei brutti momenti in cui pensava di mollare tutto. “Ogni mamma dovrebbe essere aiutata semplicemente a realizzare sé stessa”, pensa. “A volte basterebbe solo un piccolo incoraggiamento per superare il senso di inadeguatezza, per evitare decisioni sbagliate come può essere quella di abbandonare il lavoro, soprattutto se prese in un momento di fragilità tipico dei primi mesi. Mi spiego meglio: penso che una scelta sia “sbagliata”, non nel merito ma nel modo in cui viene fatta, quando non è frutto dei propri veri desideri ma di pressioni esterne, tra cui l’immagine della mamma ideale, le difficoltà del lavoro e dei suoi orari, le carenze di servizi come gli asili. A volte basterebbe un po’ di supporto, per rendersi conto che a momenti molto duri che sembrano insuperabili seguiranno certamente momenti migliori”

Stefania, manager in una multinazionale e da poco passata in una società di consulenza, cerca di essere un po’ anticonformista: “Non ci devono propinare un insieme di consigli su come diventare una madre perfetta e allevare bambini modello. Ce ne sono già tantissimi in giro, tra manuali, riviste specializzate, siti internet, rubriche di esperti… troppi consigli. L’eccesso di informazioni porta alla paralisi. E poi io non sono una psicologa, non ho un diploma in puericultura. Quel che è peggio, non mi considero affatto un esempio di qualità materne ideali, nel senso di aderenti all’icona della mamma sempre dolce e amorevole. Penso che tutti i libri, gli articoli, i racconti di familiari e conoscenti che dobbiamo sorbirci ci rendono insicure…”Perché a lei ha funzionato e a me no?” Oddio che stress. Sempre a chiederci se abbiamo qualcosa di sbagliato, anziché riconoscere cosa abbiamo di unico. Però non mi perdo d’animo… Ho fiducia nelle mie capacità e quando agisco seguendo il mio istinto mi sento meglio”.

Angela è una psicologa. “Come mamma, vorrei ispirare altre mamme ad essere sicure di sé. L’unica cosa di cui abbiamo veramente bisogno, dopo essere “sopravvissute” a quell’esperienza devastante e grandiosa che è la maternità nei primi mesi, non è un manuale di istruzioni ma è ritrovare e reinventare noi stesse: stiamo diventando persone nuove, talvolta molto diverse da come eravamo prima, ma l’importante è che rimaniamo in contatto con la nostra personalità, e non proviamo ad uniformarci a un modello, a un personaggio che non ci appartiene. Forse è più faticoso, ma dà maggiori soddisfazioni. Per riuscirci, bisogna fare un po’ di lavoro su noi stesse, un allenamento mentale fatto di piccole riflessioni e pratiche quotidiane”

2 Risposte per “Perché il coaching per VereMamme”

  1. Una Mamma scrive:

    Flavia, accidenti, quanto vorrei essere presente ai vostri"allenamenti" durante i momcamp, ma mi sono persa quello di Riva e non riuscirò ad essere neppure a Roma.
    Si possono fare delle "ripetizioni"!???
    Quello che ha scritto Angela, la psicologa, sono PAROLE SANTE!!! Ora me lo stampo e lo attacco in giro per la casa e per l’ufficio!!
    Baci a tutte e a prestissimo!!!!

  2. Flavia scrive:

    ciao UnaMamma, mi fai rileggere questo che ormai ha un anno, e sono così contenta di vedere che grazie al web e alle conoscenze che mi ha procurato, ora stiamo per applicare queste idee proprio "dal vivo". A riva non c’eravamo, non preoccuparti… Dopo la presentazione di domani a Roma, pubblicheremo delle date e degli argomenti per le prime sessioni e raccoglieremo iscritte. Quante più persone faranno circolare la notizia, più possibilità avremo di generare adesioni e fissare incontri anche in altre città oltre Roma e Milano. Vi terrò aggiornate su tutto , quindi seguici e potremo darci una mano. Grazie!


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