"Diventare mamma cambia le tue priorità"

Pubblicato il 15 ottobre 2008 da admin

“Sono veramente incazzata.”

“Cos’è successo?”

Troppo incazzata. “Diventare mamma cambia le tue priorità” “Diventare mamma cambia tutto”… ti dicono…”

“Certo, è vero…”

“Ok, ma che significa per te? E per me? Ognuno deve essere libero di riorganizzare le proprie priorità, no?”

“Adesso calmati un attimo e raccontami chi ti ha fatto incazzare.”

“Mia cognata”

“E ti pareva”

“Il fatto è che odio quando un’affermazione apparentemente ovvia viene strumentalizzata per usare i più insulsi luoghi comuni. Odio quando ti fanno sentire in colpa perchè adesso sei una mamma. Quando ti mettono pressione. Che la priorità debba per forza essere una, e quella, altrimenti non sei normale. E se io invece ne avessi due? O tre? ”

“Ancora non mi hai spiegato niente”

“D’accordo, d’accordo. Devo andare all’estero tre giorni per un training, e lei ha commentato: “ma ormai le tue priorità dovrebbero essere cambiate. Ora sei una mamma” Ma che vuol dire, scusa? Per me, cambiare priorità non significa che il lavoro non significhi più niente e che il mio unico ruolo nella vita sia diventato quello di mamma. Non significa che ho annullato tutto il resto, che il lavoro non fa più per me. È stato così per lei, e quindi si è convinta che sia l’unica cosa giusta. La rispetto, ma io sono diversa.”

“Hai ragione. Sono d’accordo con te. Nessuno può obbligarti a partire, come nessuno può obbligarti a non partire. La scelta delle priorità è solo tua”

“Sei una madre snaturata se per due notti giorni non dormi a casa. Ma poi, dico, c’è il papà. E perché quando parte il papà per una settimana nessuno dice niente?”

“Perchè siamo in Italia. Perchè la mamma è sempre la mamma. Adesso, raccontami un po’ come sono cambiate veramente le tue priorità. Io ti conosco da una vita, e posso dirti che sei una persona molto più equilibrata da quando c’è Gianluca.”

“Certo che sono cambiata. E significa che se, prima, uno scambio di battute durante una presentazione non andata come volevo poteva togliermi il sonno, ora, se lui sta bene e dorme, questo non mi terrà sveglia di certo. Significa che se, prima, l’assillo di una scadenza mi faceva passare una serata sul divano a mangiare schifezze e a riguardare chart fino alla nausea, ora una volta a casa stacco la spina, mi siedo a tavola e chiedo a Gianluca cosa ha fatto di bello. E alla scadenza ci si ripensa la mattina dopo. Significa che se, prima, alle sette di sera continuavo a guardare i mail fino alle otto perché tanto non avevo impegni in serata… ora chiudo lo studio e torno a casa. Insomma, per me significa che cose che ritenevo molto importanti e preoccupanti prima, per fortuna non lo sono state più, e ho scoperto con piacere e con sollievo che avere un figlio rende il resto molto più relativo, de-assolutizza tutto il contorno, perché ora al centro c’è lui, e intorno ci sono sempre le altre cose che amo, ma non hanno più il potere di monopolizzare ed influenzare così pesantemente la mia serenità. Questa è la mia interpretazione personale di priorità. Ma sono cose che capisci dopo un po’ di tempo…. All’inizio, sai solo che “devono cambiare le tue priorità”, e ti sembra che tutto debba crollare.”

“Mia cara, se ti arrabbi è perché dubiti di te stessa, e non ce n’è bisogno. Quando parli così sei la migliore mamma del mondo, non lo vedi?”

Non c’è un solo modo di vedere le cose. C’era il tuo, prima, e ci sarà il tuo, dopo. Abbi solo un po’ più di fiducia in te stessa, e soprattutto… datti un po’ di tempo.

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