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Chi sono io: nascita di un blog

Pubblicato il 15 ottobre 2008 da Flavia

Otto e mezza di una mattina qualsiasi.
No…sbagliato….  questa mattina. Questa donna. Io.

 
Sto guidando per andare in ufficio, e sto sforzandomi di essere ottimista. Mi rivedo alla guida in altri paesaggi urbani e non: il traffico di Atene, il tratto di M4 che collega Windsor a Slough, appena fuori Londra. Mi rivedo in taxi in tante città in cui sono capitata per lavoro o per piacere. Altri periodi, ricordi, nuovi inizi.
Penso ai miei due bambini, tenerissimi, (perché sono ancora così piccoli…. Quattro anni, e 15 mesi… Poi diventeranno adolescenti polemici. A proposito di ottimismo). Ogni mattina io e il salentino ci salutiamo, lasciando i due bambini con la tata; lui monta in moto ed io mi metto in macchina. Lascio una sommaria lista della spesa, un sommario menù per la cena, e soprattutto affido a lei, alla tata, la gestione della casa e dei bambini… Finora non mi sono mai fatta prendere dai sensi di colpa, ma per quelle come me (che tornano a casa sempre troppo tardi) sono in agguato ogni giorno.

La sensazione di onnipotenza, carriera internazionale e famiglia – “ma certo che si può! Io posso. State scherzando?” – …sta cambiando. Qualcosa sta cambiando. Ma perchè? Poi un’idea si fa strada: l’equilibrio è più facile, se si è soddisfatte di quello che si è e di quello che si fa. E’ una cosa estremamente personale. Diventa tutto impossibile quando si desidera di meglio e di più. Ed io non sono più felice, non come lo ero prima. Quindi, bisogna fare qualcosa. Raccogliere l’asticella caduta e rimetterla in posizione. E prepararsi a saltare di nuovo.

Se sono entrata in una fase di passaggio verso qualcos’altro, si capisce dalla mia voglia di scrivere tutto. Fermare idee e pensieri prima che vengano divorati dalle giornate. Non si presentava in forme così acute dall’adolescenza. Oggi poi, sono in quel tipico stato d’animo sospeso. Sospeso tra desideri, ozio, sfiducia, ambizione, mancanza di voglia, e incapacità di comunicare perché tanto nessuno mi capisce. Dopo una mattinata di riunioni allucinanti ho passato il pomeriggio così. La lista dei mail che si accumulano contribuisce alla mia ansia che cresce. E anziché chiudere tutto e uscire, devo scrivere. Cosa mi sta succedendo? Sono diventata insofferente e inquieta. Vaga, sognante, distante, inconcludente come una ragazzina in piena crisi. Quello che ho non mi basta più e mi vedo proiettata verso un futuro tutto incerto, a volte entusiasmante, a volte pauroso. In una parola, sono ritornata adolescente.
Scrivere (non solo per me stessa come ho sempre fatto, ma per qualcun altro che trovi addirittura interessante quello che penso) fa parte dei miei desideri di sempre, ultimamente insieme a quello di aprire una libreria, un bed and breakfast, e un paio di agriturismi per fare scambi culturali tra Salento e Grecia. Va bene, ok, la smetto…. dovrò andare per priorità.

Dunque questa sarà, se ce la faccio, la mia ribellione e il mio cambiamento. La mia “crisi di mezza età” all’affacciarsi dei fatidici quaranta, “quando tutte sbroccano”. A 40 anni, pensavo fino a qualche anno fa e forse lo penso ancora, mi faccio i capelli cortissimi tipo Sinead O’Connor. Non so quale meccanismo abbia creato questa immagine nella mia mente. Forse è l’immagine di una donna sicura di sé, che è solo se stessa e se ne frega dell’opinione altrui. La mia massima aspirazione.

 

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5 Risposte per “Chi sono io: nascita di un blog”

  1. bstevens scrive:

    …mi sono letta tutto d’un fiato, qui, stasera…

  2. Flavia scrive:

    @bstevens, nel senso che ti riconosci in questo post, o nel senso che ti sei ubriacata ieri sera:)?

  3. Ondaluna scrive:

    Illustri autori dicono che la gestazione per molti aspetti è come una seconda adolescenza. E non soltanto per degli aspetti fisici, ma soprattutto per quelli mentali.
    Qualcosa che ritorna è qualcosa che sicuramente ci offre una seconda opportunità, quella di essere completata.
    Penso che parte del mondo del web ti benedica per questo adolescente ritorno di fiamma che è la tua voglia di scrivere e di condividere. Io sono tra quelli, e non soltanto perché mi riconosco in molte delle tue parole.

  4. Flavia scrive:

    Ondaluna, non ero incinta quando l’ho scritto, ma di sicuro avevo cominciato la gestazione di molte idee nuove! :))))
    che dirti….grazie!!

  5. paola scrive:

    boh…nei blog bisogna saper fare commenti più universali e non così personali.
    che senso ha usare un blog tipo diario personale…ma chi ha voglia e soprattutto tempo di leggere il diario di un' altro?


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